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ⓘ Enrico Corradini




Enrico Corradini
                                     

ⓘ Enrico Corradini

Enrico Corradini è stato uno scrittore e politico italiano, esponente di punta del nazionalismo italiano. Fu senatore del Regno dItalia nella XXVI legislatura.

                                     

1. Biografia

Laureato in Lettere nel 1888, giornalista. Nel 1897 dirige la rivista Il Marzocco, da lui fondata. Autore dannunziano, nel novembre 1903 fonda con Giovanni Papini, Vilfredo Pareto e Giuseppe Prezzolini la rivista Il Regno. Nel 1910 organizza il Congresso nazionalista di Firenze, dal quale scaturisce Associazione Nazionalista Italiana, di cui fu segretario fino al 1914.

Nel 1911 appoggia la campagna in favore della guerra Italo-Turca con due saggi politici Il volere dItalia e Lora di Tripoli e sempre nello stesso con la collaborazione di Alfredo Rocco e Luigi Federzoni diede alle stampe il settimanale LIdea Nazionale, che riprese le teorie guerrafondaie del suo precedente; dal 1908 al 1912 collaborò anche al Corriere della Sera.

Nel 1913 si candidò alla Camera nel collegio di Marostica ma non fu eletto, nonostante lappoggio dei cattolici. Favorevole ad una politica estera imperialista, colonialista ed espansionista, nel 1914 trasformò Lidea Nazionale in quotidiano grazie ai finanziamenti di militari e armatori.

Elaboratore di una teoria nazionalistica nutrita di populismo e di corporativismo, fu ovviamente un acceso interventista nella prima guerra mondiale, prima a favore della Triplice Alleanza, poi a sostegno della Triplice Intesa, ingaggiando violente campagne di stampa contro i neutralisti in particolare Giovanni Giolitti. Negli anni della guerra si legò strettamente allAnsaldo dei fratelli Perrone, ottenendo da loro lauti finanziamenti per LIdea Nazionale. Dopo la guerra fu a favore allimpresa di Fiume e tentò di convincere Gabriele DAnnunzio ad attuare nel 1919 una "marcia su Roma".

Negli anni seguenti si dichiarò favorevole alla fusione tra lAssociazione nazionalista e il Partito Nazionale Fascista; i due gruppi aderirono insieme ai Blocchi nazionali in occasione delle elezioni legislative del 1921. Nel 1923 aderì al PNF, facendovi confluire la sua ANI. Fu nominato senatore dal re Vittorio Emanuele III il 1º marzo 1923.

Inizialmente favorevole allo smantellamento dello Stato Liberale, espresse successivamente alcuni suoi dubbi in epistole inviate a Luigi Federzoni: quando questultimo divenne Ministro nel 1928, Corradini venne politicamente emarginato. Fu membro del Gran Consiglio del Fascismo dal gennaio 1925 al dicembre 1929. Morì nel 1931.

                                     

2. Pensiero politico

LItalia deve avere una sua politica coloniale perché le nazioni povere devono cercare, attraverso limperialismo, un" posto al sole”; lItalia è una potenza povera ma non deve più farsi mettere i piedi in testa dalle nazioni plutocratiche. Il nazionalismo è la trasposizione internazionale del socialismo, si deve mettere in essere una sorta di lotta di classe tra nazioni proletarie e nazioni plutocratiche;" il socialismo è nostro maestro ma nostro avversario”: avversario perché pacifista, maestro perché insegna ad utilizzare lo strumento della lotta di classe in una dimensione internazionale.

Corradini vede unEuropa dove, al di sotto delle due plutocrazie Regno Unito e Francia, vi sono le nazioni proletarie; Italia e Germania non possono, però, più accettare di essere potenze di serie B. Il pacifismo è volto esclusivamente alla conservazione dello status quo europeo: in risposta a ciò bisogna esaltare la lotta di classe internazionale. La nazione deve essere coesa e non individualista, il buon cittadino deve essere pronto a sacrificarsi per la patria. Corradini matura, insomma, una concezione materialisticamente proletaria ma spiritualmente aristocratica: per dimostrare la propria grandezza spirituale, lItalia deve essere guidata dagli uomini migliori che non è possibile scegliere attraverso la democrazia.

Il governo della cosa pubblica va affidato agli aristocratici: non è vero che siamo tutti uguali e non hanno più significato, perciò, i fondamenti della democrazia. Fa parte della natura umana lottare gli uni contro gli altri, è un istinto naturale voler sopraffare il proprio avversario, listinto bellicoso va esportato per il bene nazionale. Distingue tra Cristianesimo, che deve venir respinto per i suoi collegamenti semitici e per sostenere luguaglianza tra gli uomini, e Cattolicesimo che viene adottato perché "universale" e romano o latino.

A differenza di altri dirigenti nazionalisti, Corradini aveva una visione relativamente progressista dei ceti subalterni e in più occasioni cercò di far penetrare lideologia nazionalista tra le masse operaie, senza però ottenere successo.

                                     

3. Opere

Romanzi

  • Le sette lampade doro
  • La patria lontana 1910
  • La guerra lontana 1911
  • Le Vie DellOceano 1913

Teatro

  • Giulio Cesare, Dramma in V atti, 1902
  • Laurea leggenda di madonna Chigi, commedia in tre atti, Mondadori, 1930
  • Carlotta Corday. Dramma in tre atti, 1908
  • Le vie dellOceano. Dramma in tre atti, 1913

Saggi

  • Lunità e la potenza delle nazioni, Firenze, 1922
  • Diario postbellico 1924
  • La conquista di Tripoli: Lettere dalla guerra
  • Sopra le vie del Nuovo Impero; Dallemigrazione di Tunisi alla guerra nellEgeo
  • Scritti e discorsi 1901-1914

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