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ⓘ Pedofilia e Chiesa cattolica nella storia




                                     

ⓘ Pedofilia e Chiesa cattolica nella storia

Per comprendere il pensiero dei Padri della Chiesa sulla pedofilia e la pederastìa bisogna rifarsi alletica romana a partire dalletà repubblicana, periodo in cui il potere legislativo prese "provvedimenti contro la pederastìa", prima in via amministrativa, poi in via giudiziaria. Pur ritenendo "normale che un uomo avesse rapporti sessuali con altri uomini, oltre che con le donne" i romani, a differenza dei greci, "non ritenevano che, per i ragazzi, essere soggetti passivi di un rapporto omosessuale fosse educativo". Il pensiero dei Padri riprendeva in parte la morale "tardo pagana" sul matrimonio. Anche altri studiosi concordano su questa impostazione. Da un tipo di "sessualità di stupro", il romano che "sottometteva senza problemi e senza rimorsi la moglie, le schiave e gli schiavi", cominciò a imporsi una regola di vita, che diventò un "codice morale repressivo". Prima che il cristianesimo prendesse campo, la morale sessuale dei romani "si era trasformata da una bisessualità di stupro in uneterosessualità di riproduzione". La castità, anticipando il pensiero dei Padri, era diventata una virtù. La predicazione cristiana trovò un facile terreno, alimentata dalla predicazione stoica "che esortava a controllare le passioni, a vincere le pulsioni, a indirizzare il sesso alla procreazione". La nuova regola era "leterosessualità di riproduzione".

                                     

1. Pedofilia e cristianesimo fino al XIII secolo

Nella Patristica la condanna investiva qualsiasi tipo di rapporto tra maschi, indipendentemente dalletà.

Lopinione di alcuni studiosi tende a escludere la condanna diretta di omosessualità - e pederastìa - da parte della Chiesa cristiana primitiva, in quanto tali fattispecie erano ricomprese nel concetto più vasto di "sessualità contro natura". Il rifiuto della sessualità era quasi generale e spesso non faceva distinzioni fra le varie componenti. La castità era la scelta migliore. A seguire, veniva il matrimonio nel quale era tuttavia determinante la continenza: tutte le pratiche che non prevedevano la procreazione erano bollate allo stesso modo. Lomosessualità e la pedofilia rientravano, insieme a qualsiasi rapporto che non prevedeva la procreazione, in "rapporto illecito" e "contro natura". Anche la stessa repressione della pedofilia e dellomosessualità da parte degli imperatori cristiani non prevedeva distinzioni se non in un primo momento, in cui si prevedevano pene solo per lomosessualità e la pedofilia passiva. Da Giustiniano in poi furono colpiti a morte anche gli omosessuali attivi, indipendentemente dalletà. Teofane parlando dei vescovi Isaia e Alessandro li chiama "vescovi pederasti", pur essendo semplicemente omosessuali.

Non manca, inoltre, chi suggerisce che tale supposto silenzio sulla materia fosse derivato dalla constatazione che la natura umana è incline al male e quindi in pericolo di suggestione; il solo sentirne parlare avrebbe rischiato di invitare alla pratica. Tale fu anche la cautela adottata da molti confessori.

A partire dal XIII secolo in poi la condanna divenne netta. Nel Concilio Lateranense III 1179 lomosessualità, in tutti i suoi aspetti quindi non solo riguardo agli abusi su maggiorenni e minorenni dello stesso sesso fu duramente condannata e anche le crociate si fecero latrici di accuse contro i musulmani, considerati amatori sfrenati e anche contro natura.

                                     

1.1. Pedofilia e cristianesimo fino al XIII secolo La condanna contro chi scandalizza i "piccoli" nei Vangeli

I passi evangelici in Mc 9.42 e Mt 18.6 "Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare" sono stati interpretati nel corso dei secoli come un monito contro tutti quei peccati che avevano bambini come vittime, inclusi i peccati sessuali. Già papa Gregorio I, nel VI secolo, sosteneva che i tormenti dellinferno, per i sacerdoti pedofili, sarebbero stati di qualità maggiore:

Nel maggio 2010, a Piazza San Pietro in Vaticano, nel corso di una preghiera "di riparazione e di intercessione" per lo scandalo della pedofilia nella Chiesa, il pensiero di papa Gregorio I è stato richiamato da Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione della Fede, incaricato di seguire tutti i casi di preti responsabili di abusi.

                                     

1.2. Pedofilia e cristianesimo fino al XIII secolo Condanna della pedofilia nelle opere dei Padri della Chiesa

  • Epistola di Barnaba I secolo, apocrifa
"Mosè disse: "non mangerai la lepre. Perché? Per non diventare un molestatore di ragazzi paidóphthoros. Alla lepre cresce ogni anno una nuova apertura anale, cosicché quanti anni essa ha vissuto, tanti buchi anali possiede".
  • secondo Tommaso dAquino rileva ai fini della gravità del peccato latto in sè, in quanto devia dalla comune legge naturale, immodificabile e data dal Creatore fin dal principio della Sua opera, non rileva invece non lintenzione -e quindi la eventuale violenza- con la quale latto è commesso. Segue che per gravità è secondo allomicidio tutto ciò che devia dal fine unitivo e procreativo, conseguiti nello stesso atto e momento: latto di aborto, coito interrotto, posizioni, anale, orale, la prostituzione, omosessualità, masturbazione, in quanto tutti parimenti deviano dal fine, dal modo e/o dallordine divino e naturale delle cose; mentre in apposoti passi sono considerati peccati, ma di minore gravità, lo stupro, lincesto e la violenza su minore se si manifesta nella forma di unione fra persone di sesso opposto e con procreazione, sebbene chiaramente con luso della violenza su una delle parti.
  • per Giovanni il Monaco citato da Cotelerio la paidophthoría era labuso di bambini sotto i 12 anni. Per le leggende sui comportamenti sessuali degli animali, vedi anche il bestiario Physiologus.
  • Didaché, redatta tra il 100 e il 150: "non corrompere i ragazzi, "ou paidophthoréseis" 2.2.
  • il Commentario sull"Hexaemeron" fine IV secolo, attribuito a Eustazio morto prima del 337 sosteneva linnaturalità della pederastìa. A seguire, Clemente Alessandrino le leggende sui comportamenti contro natura della iena.
  • da Giustino † 165 la condanna dellabbandono dei bambini perché "verranno indirizzati alla prostituzione". V. anche Clemente Alessandrino, che descrive i ragazzi da vendere come schiavi "abbelliti" per attirare maggiormente gli acquirenti. I Padri erano anche turbati dalla possibilità di incesto nel commercio schiavistico. V. Tertulliano, Ausonio, Cipriano, Minucio Felice. La vendita dei bambini è testimoniata anche da Beda nel VI secolo
  • il Concilio di Elvira 305 condannò gli "stupratores puerorum". Era rifiutata la comunione, anche in punto di morte, a coloro che "contaminavano" i ragazzi. Canone 71: De stupratoribus puerorum


                                     

2.1. Pedofilia e clero cattolico nella storia La pedofilia dal XIV secolo in poi

Non è agevole rintracciare e documentare nella storia del clero cattolico attività riconducibili alla pedofilia.

Al pari di tutte le altre attività di tipo sessuale, la sodomia veniva celata e pubblicamente condannata innanzitutto dallo stesso clero. Ad esempio negli Statuti della città di Orvieto fine XV secolo redatti da papa Alessandro VI la sodomia veniva punita con sanzioni pecuniarie e corporali, di intensità ridotta per ladolescente minore di 14 anni rispetto alladulto in virtù della giovane età; tuttavia la pedofilia non era ancora distinta dalla sodomia, onde la citata pena vigeva per entrambi i casi:

Tali fattispecie di reato costituirono lo spunto, da parte di oppositori protestanti o del popolo v. Pasquino per spargere voci, della cui attendibilità non esiste alcuna prova, contro i personaggi più influenti o più di rilievo della Chiesa cattolica.

In altri casi, più comprovati, esistono documenti processuali o conciliari e resoconti di cronisti e storici che accusano alcuni membri del clero cattolico di aver compiuto atti di pedofilia.

  • Lantipapa Giovanni XXIII 1370 - 1419, scomunicato e imprigionato, ma in seguito perdonato e reintegrato, come rivelano gli atti del Concilio di Costanza 1415 fu processato per sodomia; tra le accuse a suo carico anche quella di essersi procurato ragazzini con laiuto di Angelotto da Roma, chierico della camera apostolica, canonico di San Giovanni in Laterano.
  • Nel 1863 don Francesco Piccinotti venne condannato per aver abusato più volte di un giovane contadino minorenne nella casa stessa del ragazzo, nella quale si recava per impartirgli lezioni private.
  • Papa Giulio III Giovanni Maria Ciocchi Del Monte nominò cardinale suo nipote adottivo, il diciassettenne Innocenzo Del Monte 1532-1577, entrato nei suoi favori quattro anni prima quando quegli era ancora cardinale e il nipote appena tredicenne. Innocenzo era figlio adottivo del conte Baldovino Ciocchi del Monte, fratello di Giulio III. Il giovane venne considerato essere stato amante del pontefice da Paolo Sarpi e dallerudito Onofrio Panvinio, il quale definì Giulio III "puerorum amoribus implicitus" ossia "invischiato in amori per ragazzini". Il cardinale Pietro Sforza Pallavicini sostiene invece la tesi che i sentimenti che univano Giulio III al giovane Innocenzo fossero di tipo unicamente filiale.
                                     

2.2. Pedofilia e clero cattolico nella storia Il caso di suor Mary MacKillop

Suor Mary MacKillop 1842 - 1909, fondatrice nel 1867 dellordine religioso australiano delle Sorelle di San Giuseppe del Sacro Cuore, con la missione di aprire scuole per i bambini delle famiglie povere, nel 1870 denunciò insieme a altre suore, un prete che commetteva abusi su minori. Il sacerdote venne trasferito in Irlanda, ma il vicario generale dellArcidiocesi di Adelaide, dove operava lordine la scomunicò per insubordinazione nel 1871. La suora è stata beatificata da Giovanni Paolo II nel 1995 e canonizzata da Benedetto XVI il 17 ottobre 2010.

Questa ricostruzione dei motivi della scomunica è stata messa in discussione. Secondo lo storico Luigi Castaldi essa è stata originata da un documentario della BBC del settembre 2010, "Mary, miracles and saints", ripreso poi dal quotidiano Sydney Morning Herald. La notizia, diffusa su tutti i principali giornali del mondo, è stata smentita da padre Gardiner sullAustralian. Lipotesi di Gardiner è stata poi riportata come un fatto accertato dalla stampa italiana. In effetti prima del 25 settembre 2010 non si ha alcuna notizia di una denuncia di un prete pedofilo da parte di suor Mackillop.

                                     

2.3. Pedofilia e clero cattolico nella storia Ventesimo secolo

  • Nellestate del 1907 la stampa dellepoca riporta che una serie di scandali di abusi sessuali su minori provocarono in tutta Italia violenti moti anticlericali. Tra di essi, il caso dei Marianisti di Pallanza 1904; il cosiddetto "Scandalo Fumagalli": a Torino don Riva fu arrestato per abusi sessuali su una fanciulla nellasilo milanese gestito dalla sedicente suora Giuseppina Fumagalli: "Atti nefandi in un asilo di pseudomonache - cinque donne e un prete arrestati" ; lo scandalo delleducatorio di Alassio SV in cui don Bretoni venne accusato di sevizie sessuali ai danni di un ragazzo tredicenne; "Suore denunciate al Procuratore del Re per maltrattamenti e inganni".
  • Tuttavia, lo scandalo che ebbe la più vasta eco e anche le più vistose conseguenze politiche, diplomatiche e di ordine pubblico, esplose il 31 luglio 1907: in seguito alle denunce di abusi sessuali subìti da un quattordicenne del collegio salesiano di Varazze SV, e alla notizia del tentativo di arresto di don Musso, datosi alla fuga e alle conseguenti proteste della Segreteria di Stato della Santa Sede e di papa Pio X, che accusavano la propaganda massonica e socialista di aver imbastito una campagna anti-vaticana, violenti moti anticlericali si verificarono a Roma, Milano, Venezia, Pisa, Torino, Mantova, Livorno, Sampierdarena Genova, La Spezia, Firenze, Faenza, Palermo, che causarono un morto e 20 feriti.


                                     

3.1. Riverberi satirici nella storia Ruzzante

Il noto drammaturgo Beolco Ruzzante scrisse, riferendosi esplicitamente a un presunto collegamento tra la pedofilia nel clero e il Celibato:

                                     

3.2. Riverberi satirici nella storia I sonetti del Belli

I vizi degli ecclesiastici sono un tema dominante dei sonetti di Giuseppe Gioachino Belli.

Nel sonetto 1276, Li dilitti doggiggiorno, un ecclesiastico, Don Marco, è autore dei più atroci delitti: ha rapporti sessuali con donne sposate, stupra bambini, commette furti e frodi di ogni genere. Ogni volta che viene chiamato a rispondere delle proprie azioni, viene assolto dal Papa il quale finge di non credere nella veridicità delle accuse. Ma inaspettatamente giunge paradossale il lieto fine: una spia suggerisce al Papa che Don Marco possa essere un liberale iscritto alla Massoneria, pertanto il Papa lo condanna, in segreto, senza processo.

Note dellautore. 1 Trufferie di danano. 2 Se nè uscito: se nè disimpegnato col dire, ecc. 3 Sentendosi. 4 Da sé medesimo.

                                     

3.3. Riverberi satirici nella storia Pasquinate contro Giulio III e i versi di Joachim du Bellay

Papa Giulio III 1550-1555, Giovanni Maria Ciocchi Del Monte, nominò cardinale il suo nipote adottivo diciassettenne Innocenzo Ciocchi del Monte 1532-1577, suo presunto amante, entrato nei suoi favori quattro anni prima quando Giulio III era ancora cardinale e quando il giovane era appena tredicenne cfr. capitolo Pedofilia e clero cattolico nella storia.

  • Pasquinata del 1543
Perché non puote mai convertir una, Montè sepolto qui nella sua vigna, sottuna fica senza fronde alcuna Perché non riesce ad andare con nessuna donna, Del monte è sepolto qui sotto un albero di fico senza foglie.
  • Pasquinata del 1544
Sun cardinal perverso si punisse, di Monte il corpo qui non fora sito charso seria per sodomito, perché bugerò sempre fin che visse Se si punissero i cardinali perversi, Del Monte non avrebbe sepoltura in questo luogo: sarebbe stato arso come sodomita perché fu dedito alla sodomia sempre finché visse.
  • pasquinata del 1549
Monte per sodomia devria brugiarsi: egli ha capricci matti, si regge la roversa in detti in fatti Del Monte dovrebbe essere arso vivo per sodomia: ha capricci matti ed è invertito in ciò che dice e in ciò che fa
  • Pasquinata del 1550
Ama Del Monte con ugual ardore la scimmia e il servitore. Egli al vago femmineo garzoncello ha mandato il cappello: perché la scimmia, a trattamento uguale, non fa pur cardinale? Del Monte ama con ugual ardore la scimmia e il suo servitore: ha fatto cardinale il femmineo ragazzino, perché non fa lo stesso con la scimmietta?
  • Pasquinata del 1550
Montha capricci tali, che si vedrian tor furbi dalle strade e porglia lato della Trinitade Del Monte ha capricci tali che toglie dalla strada ragazzacci per metterli al lato della Trinità.
  • Versi satirici del poeta francese Joachim du Bellay
Ma vedere uno staffiere, un bambino, una bestia, un furfante, un poltrone diventare cardinale, e per aver saputo accudire bene a una scimmia, un Ganimede avere il rosso in testa cappello cardinalizio, NdR. questi miracoli, Morel, accadono solo a Roma.
                                     

3.4. Riverberi satirici nella storia Pasquinate contro papa Giulio II

Fu accusato di intrattenersi con giovani ganimedi giovanetti.

  • Pasquinata del 1534.
Sixtum lenones, Iulium rexere cinaedi imperium vani, scurra, Leonis habes Trad. di Giovanni DallOrto
                                     

3.5. Riverberi satirici nella storia Baudolino, Umberto Eco

Nel quarto romanzo di Umberto Eco, intitotolato Baudolino ed ambientato tra il XII e il XIII secolo, si racconta la storia di fantasia di Baudolino, giovane delle campagne piemontesi a cui un eremita insegna a leggere e scrivere. Quando leremita inizia a molestare il giovane, tentando subdolamente con le lusinghe di indurlo ad aver rapporti sessuali con lui, Baudolino lo colpisce con un calcio in mezzo alle gambe. Leremita lo minaccia di accusarlo in pubblico di essere posseduto dal demonio e di farlo bruciare al rogo, ma Baudolino a sua volta minaccia di rivelare le di lui frequentazioni con una strega che avrebbe praticato alleremita un rapporto orale, interpretato da Baudolino come un rituale di stregoneria. Il chierico si difende fingendo di aver voluto scherzare, di aver voluto verificarne il timor di Dio e raccomandandogli di tornare il giorno dopo per continuare le lezioni di scrittura. Quando, tempo dopo, Baudolino, ormai quattordicenne, racconta la storia allo sconosciuto tedesco - che in realtà è limperatore Federico Barbarossa e uno dei protagonisti più importanti del romanzo - questi esplode in una risata maniacale e risponde che quegli eremiti sono tutti "Sodomiten".



                                     

4.1. Bibliografia cronologica per data di 1ª edizione Libri

  • Carlo Nardi, Leros nei Padri della Chiesa, Firenze, M.I.R., 2000, ISBN 88-88088-01-6
  • Massimo Introvigne, Attacco a Benedetto XVI. Il papa, la pedofilia e il documentario "Sex, crimes and the Vatican", Verona, Fede & Cultura, 2007, ISBN 88-89913-48-7.
  • Elaine Pagels, Adamo, Eva e il serpente, Milano, Mondadori, 1990, ISBN 88-04-33041-4.
  • Paolo Pedote, Lasciate che i pargoli vengano a me - Storie di preti pedofili in Italia. Editore Malatempora, 2009 ISBN 88-8425-010-2
  • Valerio Bartolucci, I peccati del Vaticano. Preti e pedofilia, Roma, Malatempora, 2005, ISBN 88-8425-099-4.
  • Jason Berry, I legionari di Cristo: abusi di potere nel papato di Giovanni Paolo II, Roma, Fazi, 2006, ISBN 88-8112-748-2.
  • Vania Lucia Gaito, Viaggio nel silenzio: i preti pedofili le colpe della Chiesa, Milano, Chiarelettere, 2008, ISBN 88-6190-032-1.
  • Discepoli di verità, Segreto Pontificio. I crimini sessuali nella Chiesa nascosti da papa Wojtyła e dal cardinale-prefetto Ratzinger, Milano, Kaos edizioni, 2007, ISBN 88-7953-178-6.
  • Anonimo, Reverendo giù le mani. Clero e reati sessuali negli anni trenta e negli anni 90, Catania, la Fiaccola, 2000.
  • Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici, Milano, Longanesi, 2007, ISBN 88-304-2427-7.
  • EN Chris Moore, Betrayal of Trust: The Father Brendan Smyth Affair and the Catholic Church, Dublin, Marino, 1995, ISBN 1-86023-027-X.
  • Jean Verdon, Il piacere nel Medioevo, Milano, Baldini & Castoldi - Dalai, 1999, ISBN 88-8089-613-X.
  • FR Joachim du Bellay, Les Regrets. Les Antiquités de Rome, Paris, Student, 1974, ISBN 88-359-3597-0.
  • Peter Brown, Il corpo e la società. Uomini, donne e astinenza sessuale nel primo cristianesimo, Torino, Einaudi, 1992, ISBN 88-06-12605-9.
                                     

4.2. Bibliografia cronologica per data di 1ª edizione Articoli, dossier e pubblicazioni varie

  • FR Paul Veyne. "La famille et lamour sous le Haut-Empire romain", in Annales. Économies, Sociétés, Civilisations n° 33 1968, pagg. 36 e segg.
  • EN Karen Terry, The Nature and Scope of the Problem of Sexual Abuse of Minors by Priests and Deacons, prepared by the John Jay College of Criminal Justice, Washington, D.C., U.S. Conference of Catholic Bishops, 27 febbraio 2004.
  • P. Messina. "Del Monte, Innocenzo", in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Enciclopedia Italiana Treccani 1990