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ⓘ Cracking Art




Cracking Art
                                     

ⓘ Cracking Art

La Cracking Art è un movimento artistico conosciuto per la creazione di installazioni urbane caratterizzate da animali giganti in plastica colorata riciclabile.

                                     

1. Storia

Il movimento della Cracking Art viene fondato da Omar Ronda, Alex Angi, Renzo Nucara, Carlo Rizzetti, Marco Veronese, Vittorio Valente e da Kicco. Omar Ronda, lascia il gruppo nel 2008 per proseguire un percorso individuale. Nel 2001, per un solo anno, entra a far parte del gruppo Alessandro Pianca. Nel 2003 si unisce il belga William Sweetlove.

I membri, ad oggi, di Cracking Art sono Alex Angi, Kicco, Renzo Nucara, William Sweetlove e Marco Veronese, espongono in Italia e allestero opere e installazioni, costituite principalmente da riproduzioni di animali in plastica riciclabile inserite in luoghi di passaggio come strade, piazze, città e con varie mostre in musei e rassegne darte contemporanea.

Le prime manifestazioni che richiamano le "esperienze della land art", mettendo in relazione natura e umanità, "gli elementi dello sviluppo spontaneo le forzature della progettazione tecnologica". In seguito il gruppo si rivolge alla pop art e al graffitismo: "da questi due movimenti gli artisti ereditano laffollamento e la ridondanza dei segni, il gusto per lesagerazione, la voglia di stupire, il legame strettissimo con le vicende della società", cui aggiungono lattenzione alla natura, agli animali ed allambiente.

Anche se "limpegno ecologista propriamente detto sarebbe emerso proprio dallunione delle forze, dallincontro e dallo scambio", già prima di formare il gruppo gli artisti sono impegnati a "giocare sullincerto connubio di naturale e artificale, cioè di vero e falso, di ricostruzione sintetica della natura, di alterazione e metamorfosi, dalle connotazioni sia estetiche sia tecnologiche".

Ancora prima di ideare il manifesto, quindi, gli artisti della Cracking Art intuiscono limportanza dellimpegno sociale attraverso larte e lo traducono fin dal 1992 con la creazione dei "granchi doro di Paraxo, che si arrampicavano sulle rovine del castello di Andora", anticipando "i maiali di Delvoye e della Trockel, lo squalo di Hirst, i cani di Cattelan". "Ai granchi seguono i pesci, installati in forma di un gigantesco S.O.S. alla galleria Sperone, poi i delfini e i gabbiani a Firenze, poi ancora i delfini a Milano e Bologna", costituiti di una "plastica che non nasconde la sua rabbia per quanto succede nel mondo". Infatti "per la Cracking Art la ricerca artistica è anche e soprattutto una presa di coscienza della situazione ambientale del pianeta", portata avanti attraverso un linguaggio immediatamente comprensibile da tutti.

Dallinizio degli anni Novanta, "scattano le azioni Cracking Art propriamente dette, troppe per essere ricordate tutte, anche brevemente. Interventi e performance si susseguono a ritmo sempre più serrato, toccando temi di attualità scottante e dinteresse generale, dallingegneria genetica alla clonazione, il riciclaggio dei rifiuti, la devastazione nucleare, la proliferazione dellimprevisto". Ad esempio SOS World nel 2001 comporta "linvasione della XLIX Biennale di Venezia da parte di migliaia di tartarughe dorate". La tartaruga è "garante di longevità e saggezza, ma spesso vittima innocente falcidiata dalle eliche dei motoscafi, perseguitata per il suo carapace apprezzato da signore eleganti e disturbata da turisti curiosi nel suo delicato ciclo riproduttivo".

Le millecinquecento tartarughe esposte alla quarantanovesima Biennale di Venezia del 2001, destinate "a diventare il Leitmotiv della prima Biennale del nuovo millenio", sono "sculture iperrealiste e pop al medesimo tempo, riunite in ununica grande installazione composta da centinaia di gruppi dindividui più o meno numerosi" attraverso cui gli artisti "riportano i discorsi sulla forma, sul senso e sui destini della creazione" nellambito del problema ambientale. Come già Joseph Beuys intendono "accogliere nel mondo della quotidianità le idee dellarte".

Poiché "la Cracking. non tollera cornici. si installa spesso fra piazze e autostrade", fra i suoi antecedenti si può indicare il Dada, i cui esponenti sono stati "sostenitori di un linguaggio altamente caustico, corrosivo e totalizzante" e da cui la Cracking Art deriva "lattitudine antidogmatica e desacralizzante". Del resto proprio in un contesto vicino al dadaismo si manifesta un "serio esempio di coscienza ecologista": la rivista Tropiques fondata negli anni trenta dalla martinicana Suzanne Césaire, insieme al gruppo "di Dyn, periodico surrealista diretto da Wolfgang Paalen e stampato in Messico durante la guerra".

Ancora fra gli antecedenti la Cracking Art ha in comune con Pinot Gallizio "lirregolarità, il bisogno di sperimentazione", lutilizzo di materiali eterogenei, "linsofferenza nei confronti del disimpegno individualista dellarte e degli artisti, nei confronti dei rituali del sistema le modalità di creazione del valore". Inoltre come Fluxus e "la sua sistematica prassi di sovversione provocatoria" pone "una domanda, spesso difficile, sui rituali, le abitudini, i tabù, la violenza sociale sistematica e organizzata".

"A parte il precedente dei cavalli veri portati da Kounellis allAttico nel 67, che. anticipa unazione di Ronda e compagni", "affinità elettive più significative si rintracciano in. Piero Gilardi. e Aldo Mondino", con cui hanno in comune "la passione per il colore, i materiali eterodossi, le armi improprie".

Fra gli antecedenti "fondamentale", infine, il Nouveau Réalisme, i cui artisti sono fra i primi a porsi "il problema del riciclaggio negli anni sessanta, rivolgendo lo sguardo ai rifiuti, agli scarti industriali ed elaborando grazie a essi una nuova idea di scultura": la Cracking Art "cavalca questa sensibilità e versatilità lungamente rinnovate colmandole di un contenuto fondamentale come lemergenza ecologica" e la selezione di specie animali in via di estinzione "per progettare azioni dal fortissimo impatto", che costituiscono "scelte simboliche".

                                     

2. Origini del nome

Il termine Cracking deriva dal verbo inglese to crack, traducibile con "schioccare", "spaccarsi", "cedere".

La scelta di questo nome indica sia le intenzioni di proporsi come innovazione e rottura allinterno della storia dellarte, sia il divario di fondo tra la materia naturale e quella artificiale, tra il materiale organico e quello sintetico. Questultima contrapposizione in particolare si riflette nella scelta dei materiali plastica riciclata e quindi nellimpegno sociale e ambientale del movimento.

"Il cracking catalitico è il processo tecnologico che trasforma la sostanza organica in sintetica. Una rottura, unalterazione permanente nellordine strutturale della materia". Gli artisti del gruppo "focalizzano lattenzione sullelemento chiave che dettermina larticolazione del potere su questo pianeta - il petrolio" e lo considerano dal proprio peculiare punto di vista: "né buono né cattivo", "deposito della memoria di tutta la sostanza organica del pianeta", pertanto "il residuo limitato e non rinnovabile di ciò che è stato vivo. La plastica, dedotta dal petrolio attraverso il processo di cracking, conserva in forma sintetica tecnologicamente congelata tutte le caratteristiche". Nemmeno la plastica dunque è cattiva: "cattivo o buono può essere solo luso che se ne fa".

Nella concezione del gruppo la plastica, provenendo dal petrolio, "proviene in realtà dalla natura stessa": il "cracking smonta la catena chimica che compone il petrolio, larte rimonta la memoria contenuta" attraverso un "percorso opposto a quello del cracking".

                                     

3. Il Manifesto

La Cracking Art si propone di modificare le regole dellarte, con un continuo riferimento alla contemporaneità, non solo artistica ma anche storica e culturale. Nodo importante è la natura, da difendere e salvare anche attraverso luso del linguaggio artistico.

"Manifesto del terzo millennio - Biella, Italia, 1º gennaio 2001 -

  • Lotteremo per la difesa della natura e delluomo on tutte le nostre forze
  • Siamo nemici dellipocrisia, della congiura, del sospetto
  • LArte è importante come la nostra stessa vita
  • LArte e la cultura sono lunica possibilità di salvezza del mondo e dellumanità
  • La nostra materia elettiva è la Plastica contenitore di tutto il vissuto del pianeta, naturale/artificiale, antica/futuribile, noi cerchiamo in lei le arcaiche origini antropologiche, vegetali, animali, per costruire una nuova iconografia
  • Vogliamo cambiare i codici dellArte futura
  • Abbiamo scelto la definizione Cracking per il nostro lavoro perché indica la scissione molecolare tra naturale e artificale
  • Siamo uomini del presente e vogliamo che il nostro lavoro interpreti le problematiche contemporanee
  • Vogliamo lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato
  • Non esiste Arte e vita senza una natura integra

Firmano questo manifesto: Omar Ronda, Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi, Carlo Rizzetti, Kicco, Alessandro Pianca".



                                     

4. Attività del gruppo

"La dimensione corale del gruppo non limita lespressione individuale" e ciascuno degli artisti interpreta in maniera autonoma le problematiche contemporanee. Ad esempio Kicco crea "cornici intarsiate, dorate e rivestite di silicone", Renzo Nucara realizza "reperti organici artificiali" attraverso la rielaborazione di granulati plastici; Marco Veronese "propone fossili sintetici" colorati; il francese Alex Angi "è un artista dellimmondizia"; il belga Carlo Rizzetti produce composizioni di fiori di plastica, "prototipi sperimentali di una realtà simulata".

Tuttavia le creazioni nate in seno alla Cracking Art sono frutto di una particolare "modalità di lavoro di gruppo" che prevede lunghi scambi di opioni fra gli artisti, prima per la determinazione del soggetto, e successivamente per la realizzazione del prototipo.

Utilizzando una "modalità produttiva che volutamente mette in gioco il processo industriale" con la precisa intenzione di "modificare la percezione le regole del fare Arte", il gruppo si serve di stampi industriali generalmente destinati alla produzione di "vari generi d’uso, come le automobili".

Attraverso la "duttilità, malleabilità e cromaticità" della materia plastica nascono animali dotati di significati resi attraverso parole chiave prestabilite, come ad esempio la "rigenerazione, casa, comunicazione istantanea" per la chiocciola, o la "collaborazione, osservazione, adattamento" per il suricato.

                                     

4.1. Attività del gruppo LArte Rigenera lArte

Dal 2012 è attivo il progetto "L’Arte che Rigenera l’Arte", con il quale il gruppo Cracking, spostando "la dicotomia naturale/artificiale su contemporaneo/antico" e considerando "dovere di un artista contemporaneo contribuire al mantenimento dell’arte e della sua memoria", realizza piccole sculture o per una raccolta fondi destinata al "restauro di monumenti e opere d’arte o a sostegno di progetti sociali e culturali meritevoli". Hanno beneficiato del progetto, fra gli altri, il restauro della Guglia Maggiore del Duomo di Milano e quello del Portico di San Luca a Bologna.

Con il tempo arte e sostenibilità incontrano anche il mondo della moda per lutilizzo consapevole della plastica.

Prima ancora di ideare il progetto "L’Arte Rigenera l’Arte", il gruppo Cracking ha svolto operazioni umanitarie "riciclando 17mila bottiglie di acqua minerale consumate dai milanesi nel 1995" e devolvendone il ricavato allAssociazione Sclerosi multipla.

                                     

5. Alcune opere

Il gruppo ha eseguito oltre 400 installazioni e partecipato a molteplici esposizioni in Italia e in Europa, fra le quali:

  • Cracking Art Group et Marc Jacobs, installazione ai Magasine Printemps, Parigi - 2009
  • Mostra Bestiale 2007 presso il centro commerciale Oriocenter a Bergamo, con 4100 sculture giganti di animali tra cui coccodrilli rossi, delfini, gabbiani, tartarughe, orsi, pinguini
  • Next Level. Antologica Cracking Art in Technicolor. Larte rigenera larte, mostra, Bologna, 2014
  • White Plastic Flight 1993 in Santa Maria degli Angeli a Firenze, con colorati pesci, crostacei e gabbiani - nel 2001 lesposizione storica di bianchi voli tecnologici a cura del Comune di Arezzo e del Ministero dellambiente.
  • SOS World: Tartarughe alla XLI Biennale di Venezia 2001
  • Regeneration Cleveland, installazione, Cleveland, Ohio Usa, 2016
  • delfini sospesi allaperto presso piazza del Duomo a Milano 1996
  • Re-Production - Kampa Museum - Praga - Repubblica Ceca - 2008
  • Calais REgénération, installazione, Calais Francia, 2016
  • delfini rossi sospesi allaperto in viale Ceccarini, Galleria Rosini a Riccione 2001
  • Cracking Art Limitless Xintiandi, installazione presso il quartiere Xintiandi, Shanghai Cina, 2016
  • REgeneration, installazione, Puteaux Parigi, 2010
  • Chesanremo, installazione a Sanremo in occasione del 59º Festival della Canzone - 2009
  • Sul filo della Lana 2005, mostra a Biella di decine di pinguini azzurri con sciarpa rossa
  • Cracking Art, Peace Frog, 55ª Biennale di Venezia, Isola di S. Servolo, Venezia
  • REgeneration, installazione, Priolo Gargallo Siracusa, 2015
  • "Cracking Art, arte di rottura", installazione presso la Fondazione Mazzotta, Milano 2007
  • REgeneration, installazione, Miami, Florida 2010-2011
  • "Nido di Rondini" installazione di 20 Grandi Rondini nei cortili del Castello Sforzesco per il ciclo di mostre "Primavera di Milano" del Comune di Milano, in collaborazione con Castello Sforzesco, Italia Nostra e Must Gallery, Milano
  • REgeneration, installazione, Rimini, 2010
  • Regeneration Southampton, installazione presso Westquay Esplanade, Southampton Regno Unito, 2017
  • REgeneration, installazione dinamica, Milano, 2009
  • Re-Wind, installazione permanente presso le Frecce Tricolori a Rivolto di Codroipo - 2009
  • Animal Cracking 2007 presso il Chiostro del Bramante a Roma
  • Regeneration Rione Sanità, installazione in Piazza Sanità in occasione del Festival Sky Arte, Napoli, 2017
  • REgeneration, installazione, Roma, 2010