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ⓘ Tromba idroeolica




Tromba idroeolica
                                     

ⓘ Tromba idroeolica

La macchina comprende una o più condotte verticali con una altezza ottimale di sei metri in cui viene convogliata lacqua proveniente da una vasca. La tromba termina, sigillata, in un tino, da cui, superiormente, esce il portavento che avvia laria compressa ai focolari. Lacqua che precipita trascina con sé aria che, allinterno del tino, circa a metà della sua altezza si separa su di un piano: laria passa nel portavento e lacqua esce da un foro praticato alla base del tino. La pressione dellaria è regolata agendo sulla quantità dacqua che sinvia nella tromba, diminuendola quando alla base del tino insieme allacqua esce aria. In Europa, fra XI e XII secolo, furono adottate macchine soffianti, per lo più mantici, messe in movimento da ruote idrauliche ad asse orizzontale. Con esse era possibile alimentare la combustione del carbone di legna in grandi forni e fucine per la produzione di ghisa e la sua trasformazione in ferro. Impianti del tutto simili alle fucine, le ferriere alla genovese, si diffusero in area mediterranea dalla seconda metà del XIV secolo; in esse si produceva ferro direttamente da quei minerali ricchi di ferro e facilmente fusibili come lematite. Proprio in tali impianti, nella seconda metà del XVI secolo, fu introdotta, al posto dei mantici, la tromba idroeolica. Trombe si chiamavano i sifoni le macchine a pistoni per alimentare acquedotti, prosciugare zone invase dallacqua, in particolare le miniere; sono ampiamente rappresentate nel XV secolo da Francesco di Giorgio Martini, Taccola, Leonardo da Vinci, per citarne alcuni. Il loro impiego come macchine soffianti per muovere automi o organi idraulici risale al III secolo a.C., ma bisognerà aspettare il 1589 per saperle usate anche in siderurgia. Ne parla Giovanbattista Della Porta nella seconda edizione del suo Magiae naturalis, riferendosi esplicitamente a ferreas fucinas dellarea romana. Larchitetto e ingegnere Giovanni Branca, che operò nello Stato della Chiesa e nellarea aquilana, ne dà una prima suggestiva rappresentazione su Le Machine, stampato a Roma nel 1629. Fra le 29 figure dedicate a nuove macchine dagli effetti meravigliosi e portentosi, la XVIII illustra una tromba idroeolica che alimenta una piccola fucina da fabbro. Lacqua raccolta in un serbatoio precipita per tre trombe di cui si può regolare lafflusso/aspirazione daria mediante tre valvole ; nella campana, parzialmente immersa, mentre lacqua ha un livello stabile e scarica alla base, laria che si separa, compressa, sfoga tramite portavento e con la valvola B se ne regola ulteriormente il flusso nel focolare.

È interessante notare come lattenzione sia posta alla camera in cui avviene la separazione dellacqua dallaria e non alla tromba vera e propria; le tre valvole di prelievo dellaria hanno la funzione di interrompere il flusso dacqua quando si vuole ridurre o annullare il soffio. Allo stato attuale delle informazioni è difficile dire se la macchina descritta da Della Porta, che non ne sottolinea loriginalità, esistesse già da tempo e quale fosse la sua reale diffusione alla fine del XVI secolo. Dopo Della Porta e Branca sono diversi gli scienziati che documentano il meccanismo della tromba idroeolica per usi diversi. Lerudito tedesco Athanasius Kircher 1602-1680, nel suo libro Magnes sive de arte magnetica, stampato a Roma nel 1641, pur sostenendo che è molto diffusa nelle officine dei fonditori la rappresenta nel suo utilizzo per cavare acqua dalle miniere. NellAppennino toscano, a Maresca PT, sede di un impianto di riduzione diretta, a partire dal XV secolo nellanno 1623 furono a detta fabbricha fatti edificare i Bottini ossiano Soffioni ad acqua con spesa di lire 500. Nellarea dinfluenza genovese le prime fonti che descrivono luso della tromba risalgono agli anni Venti del Seicento. Il bastiaccio Franceschi propone nel 1624 la costruzione a Fiumalto in Corsica di una ferriera alla genovese; in essa, almeno dal 1634 è attiva la tromba idroeolica. Un inventario del 1627 redatto in occasione dellammodernamento di una ferriera posta sul fiume Orba GE elenca espressamente: le trombe che servono in luogo delli mantexi. Il nobile genovese G.V. Imperiale descriveva nel 1635 quella vista a Voltaggio GE, mentre lo scienziato Giovanni Battista Baliani, anchegli genovese, nel 1653 dava spiegazione scientifica della nuova inventione ai titoli: vento perché esce da acqua che casca e vento perché da acqua invece di mantici. Nel ventennio successivo la tromba, di altezza variabile fra i quattro e i sette metri divenne caratteristica di tutte le ferriere genovesi e gli inventari tecnici ne documentano via la sua diffusione anche nel Nord Italia, nei Paesi Baschi, nei Pirenei e nel Delfinato. La sua fortuna fu legata al minor costo di costruzione ed esercizio, il suo limite la necessità di disporre di una quantità dacqua triplicato rispetto a quella necessaria per muovere magli idraulici di pari potenza.

Bartolomeo Soldo nel 1608 nella sua Descrizione della Valle Sabbia BS annota stupefatto che al forno di Lavinone, contrariamente a tutti gli altri che si servono di ruote e mantici, si usa un artificio: in buona sostanza la tromba idroeolica che descrive senza nominarla. Ma non è la norma perché la lettura di inventari sembra generalizzare luso di trombe ai forni soltanto nella prima metà del XVIII secolo come testimoniato da Brocchi che fissa anche una data, il 1745, per il passaggio dalle fucine ai forni; il cambio di scala richiedeva una maggior violenza del vento, che questo fosse il più asciutto possibile e che non ci fossero perdite nelle giunzioni dei condotti. Il Marchese Antonio Della Fratta le dedica un capitolo della sua Pratica Minerale 1678 ne propone luso in alternativa ai mantesi rimarcando che il modo di far questi soffioni è nuovo e rappresentandoli anche in sezione in una fucina di riduzione della ghisa notare la botticella per il prelievo dellumido. un disegno dellapplicazione della tromba al forno, provvista di botte a modo di tinazzo compare nel frontespizio dellopera. Ancora oggi sono attive piccole fucine da fabbro che utilizzano trombe idroeoliche, ma il loro uso per i forni cessa alla metà dellOttocento quando vengono rapidamente sostituite da macchine soffianti a pistoni mossi dal vapore. È a questepoca che risultano le descrizioni più accurate dal punto di vista tecnico che ne fissano altezza, portata, rendimenti ecc.

                                     

1. Trombe Idroeoliche oggi funzionanti in Italia

Non esiste un censimento delle strutture che utilizzano ancora la tromba del vento o per lo meno nelle quali esista ancora una tromba del vento funzionante anche se non utilizzata. Sicuramente vi sono due trombe idroeoliche presso il villaggio di Piegaio Lucca. Una di esse non viene utilizzata da quasi venti anni e si trova in località Il Molinetto. Laltra, ancora in uso, si trova presso il distendino ferriera Galgani di Pié Lucese. Unaltra si trova alla ferriera graziani a Gragliana. Ve nè una funzionante in Valle Camonica a Bienno BS nel borgo dei magli. Unaltra funzionante si trova nellantico maglio del 1468 a Pagnano dAsolo TV.

                                     
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