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ⓘ Storia dell'asma




Storia dellasma
                                     

ⓘ Storia dellasma

Il termine asma deriva dal greco "asthmaìno" che significa respirare con difficoltà, ansimare. Troviamo il verbo greco già negli scritti di Eschilo, Plutarco e Omero. Questultimo nel quindicesimo canto dellIliade, "Risveglio e collera di Zeus" descrive un attacco dasma di Ettore. Leroe, afflitto da un atroce soffocamento è steso su una pianura, sviene e sputa sangue. Omero circa 850 a.C. utilizzò per primo il termine asma ásthma: respiro breve per indicare latroce soffocamento che affliggeva Ettore disteso in una pianura.

.Nella pianura vede Ettore disteso; intorno a lui sono fermi i suoi uomini; egli è preda di un atroce soffocamento, ha perso conoscenza, sputa sangue: non è stato toccato dallultimo degli Achei.

Iliade: canto XV; versi IX, X, XI

Il termine viene poi ripreso con il senso di "respiro corto" da Eschilo ne I Persiani e da Platone ne La Repubblica.

In senso medico il termine asma venne poi usato da Ippocrate negli Aforismi. Il termine Asma è entrato nel vocabolario Medico nel medioevo come termine di falconeria. Veniva definito "Falco Asmatico" il predatore che non poteva respirare a causa dei bruschi cambiamenti climatici.

Ippocrate è il primo a studiare la patologia, secondo i suoi studi nelle vie aeree scorre una sostanza liquida, in accordo con la teoria umorale. Dei canali cartilaginei avrebbero portato dei corpi estranei nelle vie polmonari, trasportati dallaria respirata o dal sangue e tali corpi si sarebbero accumulati nel polmone impedendo di inspirare ed espirare laria. Pertanto le vie aeree sono compresse da corpi estranei, la respirazione diviene più frequente e difficoltosa e si origina lasma.

                                     

1. Asma a Roma

Plinio il Vecchio, naturalista latino del primo secolo, parla di asma nel libro venticinquesimo delle "Naturalis Historiae".

Lautore sottolinea lutilità terapeutica dellefedra, pianta che cresce lungo gli alberi nei luoghi ventosi, se sminuzzata in vino nero secco. Lefedra è riconoscibile per le sue radici biancastre ed ha realmente un effetto simpaticomimetico. Celso, definito "Cicerone della medicina", descrive lasma nella sua enciclopedia "De Artibus" 30-35 d.C. In essa si trova una minuziosa descrizione delle patologie respiratorie ed è presente una prima distinzione tra dispnea, asma e ortopnea a seconda della gravità della difficoltà respiratoria. I trattamenti proposti sono salassi, impacchi caldi e umidi, farmaci emetizzanti, diuretici e purganti. Lucio Anneo Seneca, ne soffriva, così come riportato nelle Epistolae ad Lucilium: "La malattia, che mi aveva concesso un lungo congedo, mi ha di nuovo assalito. "Che genere di malattia?" chiederai. Hai ragione di fare questa domanda: infatti io le conosco tutte, le malattie. Tuttavia ce nè una alla quale sono quasi votato; non so perché si debba chiamarla con un nome greco, mentre posso ben definirla difficoltà di respiro. Lassalto del male è di breve durata; simile ad un temporale, passa, di solito, dopo unora. Chi infatti potrebbe sopportare a lungo questagonia? Ormai ho provato tutti i malanni e tutti i pericoli, ma nessuno per me è più penoso. In ogni altro caso si è ammalati; in questo ci si sente morire. Perciò i medici chiamano questo male "meditazione della morte": infatti talvolta tale mancanza di respiro provoca la soffocazione".

"Non ho cessato di confortarmi con simili esortazioni, naturalmente silenziose poiché non mi era possibile parlare. Poi, poco alla volta, quella mancanza di respiro, che ormai diventava semplice affanno, cominciò a manifestarsi ad intervalli più lunghi e distanziati. Ma non è scomparsa completamente, e ancora la respirazione non è tornata del tutto normale: sento una certa difficoltà e un certo ritardo nel respiro" LIB VI, Ep. 54.

                                     

1.1. Asma a Roma Lasma nel Galenismo

A Galeno si devono le prime spiegazioni logiche sulleziologia e patogenesi dellasma. Utilizza in fisiologia la dottrina umorale per spiegare i problemi dei vari organi, cerca quindi di far risalire a ununica causa i vari sintomi. Agli umori si accosta lo pneuma, o essenza di vita, che si distingue in "pneuma zootico" o spirito animale e "pneuma psichico" o spirito vitale. Secondo Galeno allorigine dellinsorgenza dellasma sarebbero umori vischiosi e densi, occupanti le vie aeree e "tubercoli crudi" del polmone. "In questo caso, o il laringe subisce qualche danno, o il torace e il polmone si riempiono di una quantità di umori, o si formano in queste cavità escrescenze tipo quelle che vengono chiamate tubercolo crudo". Tali individui vengono rapidamente soffocati dallaffezione stessa. Lintensità degli attacchi dipende dalla formazione nel polmone di umori vischiosi e densi. La teoria galenica dellasma conserverà il suo valore dogmatico fino al diciassettesimo secolo.

                                     

2. Asma nel Medioevo

Paolo di Egina, medico bizantino del VII secolo, scrive un "Compendio" ispirato a Galeno. Definisce in esso i soggetti asmatici coloro che respirano con difficoltà, senza avere febbre, in maniera analoga a coloro che cercano di riprendere fiato dopo aver corso velocemente. Nellopera è dedicato ampio spazio alla terapia dellasma. I medicamenti consigliati sono la scilla, il pepe, lartemisia amara, lopoponaco, lo stirace, lo zolfo, lossimele, i millepiedi ecc. Vieta tuttavia sostanze troppo calde o troppo fredde perché renderebbero gli umori ancora più densi. Avicenna, detto Principe dei medici, tratta dellasma nel Canone, con particolare riguardo alla sua patogenesi. Condivide con Galeno lattribuzione dellasma alla viscosità di grossolani umori occupanti i bronchi e i loro rami, ma ipotizza in più che gli stessi umori possano derivare dallo stomaco che gonfiandosi comprime il diaframma e con esso il polmone, ostacolando la respirazione. il suo merito maggiore è aver attribuito il parossismo acuto dellasma ad uno spasmo, analogo a quello dellepilessia. Avicenna è quindi un precursore della teoria del broncospasmo. Rhazes, filosofo e matematico, oltre che medico contro lasma raccomanda la scilla e i bagni tiepidi, approva anche le inalazioni di vapori di arsenico.



                                     

2.1. Asma nel Medioevo Trattato sullasma

Maimonide, medico ebraico, scrive il "Trattato sullAsma" nel XII secolo, si tratta della prima monografia dedicata a questa malattia. In esso parla soprattutto di igiene e dietetica ed è evidente lispirazione galenica. È famoso anche per limportanza filosofica della "Guida degli Smarriti" presso i dotti di ogni religioni. il libro sullasma inizia con una epistola dedicata al sultano che gli aveva chiesto indicazioni al riguardo. Secondo Maimonide lasma era dovuta ad una costipazione del cervello del sultano. lopera consta di 13 capitoli, di cui soltanto due riguardano lasma. Nellundicesimo, intitolato "Terapie per questa affezione", si raccomanda luso di droghe composte e di drenaggi per gli umori mutevoli e densi che invadono i polmoni per liberare il cervello. Il dodicesimo capitolo "Sulla composizione dei farmaci utili in questa affezione", consiglia farmaci galenici, idromele e ossimele.

                                     

3. Asma nel Rinascimento

Nel Rinascimento furono riportate per la prima volta osservazioni che già evocavano lasma di tipo allergico, come ad esempio testimonianze di attacchi di asma scatenati da particelle di origine animale. Girolamo Cardano, medico di Pavia del 1500, si reca fino a Edimburgo per curare larcivescovo Hamilton. Dopo sei settimane di osservazione gli diagnosticò una forma dasma e gli consigliò di dormire in un letto di seta al posto di quello di piume. ciò comportò una rapida guarigione dellarcivescovo, che era indubbiamente allergico alle piume. Santoro si distingue per le sue esperienze sulla traspirazione, la "perspirazione insensibile". Inoltre riferisce di casi di attacchi di asma causati dalla presenza dei gatti e di animali domestici in generale "il veleno del gatto". Nei secoli XVII e XVIII si devono distinguere due tendenze: da una parte gli autori fedeli a Galeno, dallaltra i suoi oppositori. I primi comprendono sotto il nome di asma tutte le forme di dispnea, i secondi forniscono nozioni moderne in materia distaccandosi dallantica tradizione. Uno dei maggiori oppositori delle teorie galeniche è Daniel Sennert, che ideò una teoria corpuscolare che cercava di accordare la iatrochimica di Paracelso con Galeno. Afferma che la ristrettezza dei bronchi concorre alla genesi dellasma. 1570-1637.

                                     

3.1. Asma nel Rinascimento La chimica pneumatica

Van Helmont 1577-1644 fonda la chimica pneumatica: scopre lesistenza di materie aeree che per primo chiamò gas e descrisse e riconobbe per primo il gas carbonico. Comprese anche per primo che laria atmosferica era composta da gas di varie specie. Asmatico anch egli, Van Helmont riconobbe la sede dei disturbi nei bronchi e descrisse attacchi asmatici dovuti al pesce fritto o alla polvere domestica. Sostenne la teoria dello spasmo bronchiale di Avicenna. Individuò inoltre il polmone quale "organo bersaglio". Come cure proponeva laria salubre di montagna, terapie chimiche, oppio e vino. Thomas Willis 1621-1675 ipotizza una origine nervosa per lasma. diede poi impulso alla teoria spastica. la crisi di asma rappresenterebbe un fenomeno riflesso di origine nervosa con via efferente terminante a livello bronchiale. Dedica un capitolo della sua opera omnia allasma "De Asmathe" e la considera la più crudele delle affezioni polmonari asthma morbus maxime terribilis ".



                                     

4. Asma nel XVIII secolo

John Floyer1649-1734, medico e poligrafo inglese, soffre di asma per più di 30 anni e scrive A treatise of the asthma". Floyer non rinnega Galeno e riconosce che i suoi rimedi abbiano portato notevoli sollievi. Ribadisce la teoria dello spasmo bronchiale contro la supposizione di Willis e Van Helmont che lasma sia una convulsione. Descrive con cura lasma periodica che ritiene influenzata da sei fattori": 1 Laria: gli asmatici soffrono la polvere, laria umida e laria di montagna, oltre al fumo. 2 La dieta: si prescrive di evitare i liquori e la carne a cena e di limitarsi ad una dieta semplice e frugale. 3 Lesercizio: consiglia esercizio fisico moderato, lequitazione in particolare. 4 Le passioni: emozioni forti sono sconsigliate. 5 Le secrezioni: lasma altera, secondo Floyer, le urine e la saliva, in prossimità degli attacchi. 6 Sonno e veglia: i primi attacchi si manifestano solitamente di notte. Floyer riconobbe per primo il carattere ereditario dellasma. Tra i rimedi proposti figurano laceto di scilla e millepiedi essiccati con miele. A Treatise of the asthma" è la prima opera a trattare esclusivamente di asma, distinguendola dalle altre forme di dispnea e sarà seguito fino al 1875 circa.

                                     

4.1. Asma nel XVIII secolo Lidroterapia

William Cullen 1710-1790, professore di medicina e chimica a Glasgow, è il primo a tenere corsi in lingua nazionale in Gran Bretagna e introduce lidroterapia, con rapidi cambiamenti di temperatura, chiamata poi in suo onore "doccia scozzese". Per lui lasma è dovuta a una contrazione spastica delle fibre muscolari bronchiali e rientra tra le nevrosi. In questo secolo si scontrano due scuole dottrinali: una per lantica teoria galenica, laltra per lo spasmo bronchiale. Di fatto, nonostante le dure contestazioni, la teoria dello spasmo bronchiale aprì una nuova era nella storia dellasma.

                                     

4.2. Asma nel XVIII secolo Lauscultazione

Con la scoperta dellauscultazione mediata, conseguente linvenzione dello stetoscopio, René Laennec1781-1826 fornì uno strumento della massima importanza nella diagnosi delle malattie respiratorie. Per primo misurò le variazioni di intensità del "murmure respiratorio" e distinse quindi due tipi di asma. Nella prima edizione del suo trattato è descritta la "respirazione infantile", un respiro più accentuato del normale che fa affannare velocemente le persone colpite. È nella seconda edizione di "De lauscultation mediate" che sono descritte lasma con respirazione infantile e lasma spastica. Nella prima lespansione polmonare funziona regolarmente, ma il paziente resta oppresso dal bisogno di una respirazione più profonda. Lalterazione è attribuibile allinnervazione. Nellasma spastica Laennec riconobbe che la contrazione delle vie aeree impediva la penetrazione dellaria in gran parte dei polmoni. Spasmo che potrebbe riguardare oltre ai bronchioli anche gli alveoli. Laennec conclude che, nonostante coesistano più cause nella patogenesi dellasma, essa è principalmente attribuibile a unalterazione primaria e momentanea della regolazione nervosa.

                                     

5. Varianti di asma attorno al 1850

In questo periodo vengono descritti una grande quantità di tipi di asma, concentrandosi soprattutto sulla causa scatenante lattacco. La varietà delle forme esprime lincertezza nosologica e lassenza di coordinamento che ancora gravano sullo studio della sindrome asmatica.

                                     

5.1. Varianti di asma attorno al 1850 Asma Gottosa e Reumatica

Giambattista Morgagni assimilava lasma alla gotta e allangina pectoris. Gotta e asma sono considerate le manifestazioni di una stessa predisposizione. Secondo questa teoria gli attacchi asmatici sono spesso associati a calcoli renali, anche a distanza di anni e la patologia è ereditata geneticamente. Artrosi e reumatismi possono essere altri disturbi correlati, tanto da coniare il termine di "Asma Artritica". Corollario del concetto di asma gottosa furono i rapporti tra asma e tubercolosi. De Mussy rifiuta lantagonismo tra asma e tubercolosi e ipotizza che lasma possa mutare il corso e la sintomatologia della tubercolosi pur coesistendo con essa. Trosseau va oltre e crede che genitori affetti da tubercolosi possano generare figli asmatici, così come genitori asmatici potrebbero generare figli affetti da tubercolosi.

                                     

5.2. Varianti di asma attorno al 1850 Asma Dermatitica

Pinel ha scritto che lasma convulsiva può alternarsi ad affezioni cutanee. Trosseau associa lasma ad una "orticaria bronchiale" dopo averne osservato attacchi in concomitanza con eruzioni orticarioidi. Duclos cercò di dimostrare che tutti gli asmatici tendono a contrarre lherpes e che lasma sia una "desquamazione bronchiale", tuttavia non riuscì a trovare prove in sostegno alla sua tesi. La responsabilità dellasma dermatitica sarebbe dovuta a un difetto di nutrizione dei tessuti nervosi.

                                     

5.3. Varianti di asma attorno al 1850 Asma da fieno

Numerosi autori inglesi definiscono "bronchite estiva" o "asma da fieno" una forma catarrale caratteristica, che alcuni individui manifestano periodicamente per quasi tutta la vita, tra fine maggio e inizio giugno. Sintomi sono raffreddore, tosse, starnuti, infiammazione, asma e febbre. È una malattia tipica dei giovani delle classi sociali elevate dovuta a aromi e polveri vegetali, in particolare fieno.

                                     

5.4. Varianti di asma attorno al 1850 Asma Idiopatica o Nervosa

Vari medici del XIX secolo considerano lasma una "nevrosi respiratoria". Willis spiega limpossibilità respiratoria sulla base di un accumulo di materiale sieroso nel cervello. Georget evidenziò alterazioni di colore e consistenza nel cervello di alcuni asmatici defunti. Molti autori riconobbero che la causa dellasma sfuggisse allanatomia patologica, ma non si rassegnarono a concludere che fosse una "malattia senza materia". Lasma nervosa può essere collegata a stati danimo di profonda afflizione, sempre sulle basi di una predisposizione organica. Non manca chi ha convinto che linsorgenza degli attacchi dasma dipenda dalla temperatura ambientale e dal vento. Si invocò persino il ruolo della forza di attrazione dei corpi celesti.

                                     

5.5. Varianti di asma attorno al 1850 Asma Sintomatica

Si scoprirono una serie di lesioni viscerali in grado di generare la cosiddetta "asma sintomatica". Tuttavia non sempre le lesioni polmonari coincidevano con i disturbi asmatici. Vari autori si preoccuparono di distinguere lasma sintomatica da quella idiopatica. Anche malattie cardiache e circolatorie concorrono alla patogenesi della nuova forma dasma. Circa trentanni dopo la sua formulazione questa teoria già non sarebbe stata più sostenuta da nessuno.

                                     

5.6. Varianti di asma attorno al 1850 Asma Cardiaca

Rostan studia i segni clinici dellasma, riferendoli a lesioni del cuore. Anche Corvisart considera certi casi dasma come una malattia cardiaca, al pari della dispnea da sforzo e di quella da decubito. Rostan nellautopsia di sei donne decedute per asma trova in tutte un aneurisma del ventricolo sinistro: ciò potrebbe compromettere la circolazione del sangue e conseguentemente causare una stasi a livello polmonare. Ritiene inoltre che lasma periodica dei giovani sia linizio dellaffezione organica. Nel contempo gettava le basi del "cuore polmonare cronico". La sindrome dispnoica di origine cardiaca o con ripercussioni sul cuore prende in suo onore ancora il nome di "Asma di Rostan".

                                     

6. Tentativi terapeutici nel XIX secolo

Nel corso del XVIII secolo si usava lossido di zinco nella terapia dellasma. Nel XIX secolo si fa strada linalazione di ossigeno puro nella cura delle malattie respiratorie. Altri tentativi sono letere solforico le applicazioni di ammoniaca sulla parete posteriore del faringe. Amedee Lefevre 1798-1869, medico della marina francese, lascia numerose pubblicazioni tra cui figura una sullasma. Osserva la malattia direttamente su di sé. Percepisce i rantoli sibilanti con lauscultazione. Ritiene che il restringimento del lume bronchiale sia dovuto allo spasmo della muscolatura bronchiale. Augustin Grisolle 1811-1861, seguace di Lefevre, osserva il ripetersi a intervalli regolari di attacchi di oppressione. I primi accorgimenti da adottare sono respirare aria fresca e pura, facilitare i movimenti respiratori anche liberandosi degli abiti e stare tranquilli in silenzio. Altra misura preventiva è riscaldare il letto dellasmatico. Durante lattacco consiglia di applicare lacci agli arti inferiori. Nelleziologia della malattia Grisolle condivide la teoria della contrazione bronchiale spastica. Ritiene inoltre che la presenza di muco sia accidentale e conseguenza, non causa della malattia. Lo spasmo bronchiale intrappolando laria in fase espiratoria, spiega perché il torace abbia un timbro iperchiaro e acquisisca uneccessiva risonanza.



                                     

6.1. Tentativi terapeutici nel XIX secolo Il ruolo del polline nellasma da fieno

Charles Harrison Blackeley 1820-1900, medico inglese, studia a Manchester dove si laurea a 54 anni. Soffre di asma da fieno ed effettua su di sé le proprie ricerche. Pensa per primo di applicare alluomo, con il polline dei fiori, lo stesso principio della cutireazione per la diagnosi e persino la terapia di quella che chiamava "hay-asthma".

Dimostra che il polline era lunica causa dei suoi attacchi, opera poi su 35 varietà di fiori ed erbe per cercare effetti simili. Valuta la qualità di polline ambientale con un apparecchio comprendente una superficie adesiva che manteneva esposta al vento per un tempo determinato e su cui poi contava i pollini.

Nel contempo restava accanto allapparecchio confrontando il numero di attacchi con la quantità di granuli intrappolati. Testa la sensibilità al polline di lingua, labbra, faringe e pelle con incisioni cutanee. Scoprì che le piante del genere delle graminacee provocavano attacchi più intensi delle altre. Trova inoltre una soglia nella concentrazione dei granuli al di sotto della quale essi sono tollerati dallorganismo dellallergico. Lorgano più sensibile si rivela essere il naso, seguito dagli occhi. Blackeley non trova una terapia, ma dimostra di non avere disturbi tra le graminacee coprendosi adeguatamente. Eseguendo i suoi esperimenti tra il 1859 e il 1877 fu considerato per tutta la vita un mite maniaco che giocava con le erbe.

                                     

7. La scoperta dellAnafilassi

Lanafilassi fu studiata per la prima volta da due scienziati francesi, Richet e Portier, nel 1901. Nel loro articolo "Sullazione anafilattica di alcuni veleni" è scritto che una sostanza insufficiente a uccidere o a determinare malattia in un animale normale provoca accidenti fulminei e mortali in un animale a cui molto tempo prima sia stata somministrata la stessa sostanza. Nel 1906 Pirquet coniò la definizione di allergia per indicare la nuova modalità di un organismo di reagire a una sostanza che ha già incontrato. Lanafilassi è il contrario della vaccinazione. Alexandre Besredka 1870-1940, direttore dellInstitut Pasteur, trova un vaccino antianafilattico nel metodo delle inoculazioni subentranti, ovvero iniettando lo stesso siero 3 o 4 volte nellarco di pochi minuti con dosaggi crescenti. Ritiene che limmunità antianafilattica sia dovuta a una progressiva desensibilizzazione dellorganismo e non degli anticorpi. Di Besredka è anche la dizione "shock anafilattico".

                                     

8. Lasma dopo la scoperta dellanafilassi

Robert A. Cooke 1880-1960 studia la trasmissione ereditaria delle malattie allergiche e scopre che la predisposizione allallergia è un carattere mendeliano. Nel 1911 propone il metodo della intradermoreazione, che oggi è detto metodo di Cooke: consiglia di applicare un laccio sopra il sito di inoculazione insieme con adrenalina e strofantina. Nel 1921 Kern richiamò per primo lattenzione alla polvere domestica, molti pazienti erano sensibilizzati dalla polvere delle loro camere da letto. Van Leeuwen compie esperimenti clinici per individuare lallergene dellasma: libera tramite ventilazione una stanza da qualsiasi allergene e quindi inietta in sequenza vari allergeni per realizzare il test di provocazione, che permette di isolare lallergene in causa. Oggi è noto che la polvere domestica è coinvolta nellinsorgenza del 55% dei casi di asma stagionale, seguita da polveri vegetali e peli di cani e conigli. Nel 1923 A. F. Coca parla per primo di atopia per indicare una predisposizione ereditaria particolare caratterizzata dalla tendenza a sviluppare eczema, asma, raffreddore da fieno o rinite allergica spastica. Nel 1935 Cooke scopre gli anticorpi bloccanti. Effettuando il trasferimento di immunità con trasfusioni di sangue da un individuo affetto da pollinosi e trattato ad uno non trattato, notò la presenza di una sostanza protettrice trasmissibile. Il nuovo anticorpo fu appunto chiamato bloccante o inibente. La reazione tra antigene e anticorpo genera la crisi dasma liberando listamina, un mediatore chimico che agisce a livello dei bronchioli producendo broncospasmo, ipersecrezione ed edema. Nel 1949 Kendall annuncia la scoperta dellapplicazione terapeutica degli ormoni cortisone e acth. Tali sostanze, molto attive, intervengono nella difesa dellorganismo contro i danni da stress e da sforzo e possono sopprimere i sintomi di numerose malattie, comprese quelle allergiche. Tuttavia se somministrati per un periodo troppo lungo possono provocare serie complicanze. I simpaticomimetici sono ormoni della midollare surrenale, utilizzati come stimolanti cardiaci, vasocostrittori e broncodilatatori nei trattamenti dellasma. Un uso improprio di questi farmaci causava dipendenza, da cui il termine "asma drogata". Oggi i simpaticomimetici sono somministrati via aerosol. Altri rimedi vasodilatatore sono i derivati della teobromina, composti purinici ricavati dai semi di cacao. Già nominati da Cristoforo Colombo nelle sue memorie, sono stati somministrati per via orale a partire dal 1941.

                                     

9. Situazione attuale

Negli ultimi 50 anni si sono evoluti sia nuovi mezzi diagnostici sia nuovi farmaci nella lotta allasma. La spirometria ha permesso di valutare con maggiore precisione la funzionalità respiratoria e di circoscrivere gli attacchi. Lemogasanalisi consente di misurare il tasso di anidride carbonica ed ossigeno del sangue arterioso, consentendo di svelare linizio di uninsufficienza respiratoria in corso di asma grave. La desensibilizzazione specifica, mediante somministrazioni crescenti di antigeni purificati, cui risulta allergico il paziente, sia per via sublinguale che sottocutanea, rendono tollerante latopico riducendo la gravità dei sintomi e luso dei farmaci. Per via inalatoria possono essere somministrati cromoglicato di sodio, cortisonici e beta-2 stimolanti variamente associati. Per via orale sono disponibili gli antileucotrienici che frequentemente sostituiscono i cortisonici sistemici. Comunque è presumibile che le conoscenze in questo campo continueranno ad evolversi. Lallergologia è oggi in pieno sviluppo e compie progressi rapidi e regolari, nella speranza di alleviare questa malattia che è antica quanto il genere umano e, con ogni probabilità scomparirà solo con esso.

                                     
  • beta - agonista ed anche indurre grave broncospasmo nei pazienti con storia di asma In particolari circostanze, ad esempio nei soggetti con pregresso infarto
  • Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su storia delle Isole Pitcairn Breve storia di Pitcairn, su onlinepitcairn.com. URL consultato il 13
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