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ⓘ Variazioni territoriali e amministrative delle Marche




Variazioni territoriali e amministrative delle Marche
                                     

ⓘ Variazioni territoriali e amministrative delle Marche

Questa pagina riassume le variazioni territoriali e amministrative delle Marche dal 1852.

Viene fatto cenno anche alle proposte di distacco-aggregazione di comuni che interessano o hanno interessato le Marche.

                                     

1. Antecedenti storici

Al pari delle altre regioni italiane a statuto ordinario, le Marche esistono come regione politica solo dal 1970. In età pontificia larea geografica fu organizzata in diverse entità amministrative autonome dello Stato della Chiesa. Con lavvento della Repubblica Romana prima e del Regno dItalia napoleonico poi, la regione fu suddivisa nei dipartimenti del Metauro a nord, del Musone al centro e del Tronto a sud, ricevendo un assetto territoriale simile a quello definitivo, con limportante eccezione del vasto territorio di Gubbio incluso nel dipartimento del Metauro. La Restaurazione le riorganizzazione amministrative di Pio VII 1816 e Gregorio XVI 1831 diedero alle Marche la conformazione con la quale il 19 settembre 1860 entrarono per plebiscito nellItalia unita. In particolare il motu proprio di Pio VII del 6 luglio 1816 aveva aggregato alla regione lAlta Valmarecchia, scorporandola dalla Romagna e dandole una collocazione amministrativa che sarebbe venuta meno solo nel 2009. Il 22 novembre 1850, infine, un editto di Pio IX riunì le province marchigiane nella II Legazione pontificia Legazione delle Marche.

                                     

2. 1852

Il territorio delle Marche preunitarie subì ancora una variazione il 5 aprile 1852, in esecuzione di un trattato di ridefinizione dei confini stipulato anni prima 26 settembre 1840 fra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. La modifica più importante fu la cessione del comune di Ancarano, trasferito dalla delegazione di Ascoli alla provincia napoletana dAbruzzo Ulteriore I.

                                     

3. 1860

Al momento del loro ingresso nel Regno dItalia le Marche si presentavano suddivise in sei delegazioni apostoliche: Ancona, Ascoli Piceno, Camerino, Fermo, Macerata, Urbino e Pesaro. Il governo piemontese dispose alcune notevoli variazioni, regolando i confini con la vicina Umbria e riorganizzando le province, che furono ridotte a quattro. Le modifiche più significative furono la cessione di Gubbio, giustificata dalla posizione geografica transappenninica e dalla breve distanza da Perugia, e la soppressione della provincia di Fermo nella prospettiva di ununione mai realizzata con lAbruzzo settentrionale. Nel complesso il decreto Minghetti 22 dicembre 1860 puntò a un riequilibrio delle dimensioni delle circoscrizioni provinciali, attuato tramite diversi scambi di territorio. Al posto delle province soppresse furono mantenuti due circondari circondario di Camerino e circondario di Fermo, cui si aggiunse quello di Urbino creato ex novo.

                                     

4. 1927

Nonostante le vaste riforme amministrative del ventennio fascista, il territorio marchigiano subì poche variazioni, tra cui labolizione delle sottoprefetture che spazzò via lultimo residuo delle antiche province di Camerino e di Fermo. Inoltre, nel 1927 il comune di Visso venne assegnato alla provincia di Perugia, ma dopo soli due anni tornò a quella di Macerata.

                                     

5. 2004

La soppressione della provincia di Fermo diede luogo a una lunga questione politica, sfociata anche in tensioni fra la popolazione negli anni immediatamente successivi alla formazione dello Stato italiano. Soltanto nel 2004 i parlamentari fermani riuscirono a ottenere la ricostituzione dellente soppresso unitamente alle nuove province di Monza e Brianza e di Barletta-Andria-Trani. Le province marchigiane divennero pertanto cinque.

                                     

6. 2009

Nellanno dellentrata in funzione effettiva della nuova provincia di Fermo, stabilita in coincidenza delle prime elezioni 6 e 7 giugno 2009, si è verificata in agosto unaltra importante variazione, questa volta territoriale. Le Marche hanno ceduto infatti allEmilia-Romagna lAlta Valmarecchia, secondo la volontà popolare espressa con referendum dagli abitanti dei comuni interessati. La consultazione si è svolta nei sette comuni il 17 e 18 dicembre 2006 e ha visto laffermazione del sì 56.13% degli aventi diritto e 83.91% dei votanti.

Quello dellAlta Valmarecchia è il primo caso - seguito il 16 dicembre 2017 dal caso del comune di Sappada UD - di distacco-aggregazione di comuni fra due regioni nella storia dellItalia repubblicana, in attuazione del dettato dellart. 132 della Costituzione. La variazione ha interessato unarea di 328 km² nella quale vivevano allepoca 18.160 abitanti. La norma è entrata in vigore il 15 agosto 2009. Il processo di transizione dei sette comuni verso lEmilia-Romagna è iniziato con la nomina di un commissario governativo incaricato di sovrintendere al passaggio delle competenze fra le province di Pesaro e Urbino e di Rimini. Le Marche hanno proposto ricorso alla Corte costituzionale il 13 ottobre 2009, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si è pronunciata sul ricorso giudicandolo infondato, e confermando così il distacco-aggregazione della valle.



                                     

7. 2014

Al 1º gennaio 2014 sono divenute operative le seguenti variazioni amministrative. Non vi sono state invece variazioni territoriali.

In provincia di Ancona:

  • Castel Colonna, Monterado e Ripe si sono fusi nel nuovo comune di Trecastelli

In provincia di Pesaro e Urbino:

  • Colbordolo e SantAngelo in Lizzola si sono fusi nel nuovo comune di Vallefoglia
                                     

8. 2017

Al 1º gennaio 2017 sono divenute operative le seguenti variazioni amministrative. Non vi sono state invece variazioni territoriali.

In provincia di Macerata:

  • Acquacanina è stato incorporato nel comune di Fiastra ed è divenuta sua frazione
  • Fiordimonte e Pievebovigliana si sono fusi nel nuovo comune di Valfornace

In provincia di Pesaro e Urbino:

  • Barchi, Orciano di Pesaro, Piagge e San Giorgio di Pesaro si sono fusi nel nuovo comune di Terre Roveresche
  • Montemaggiore al Metauro, Saltara e Serrungarina si sono fusi nel nuovo comune di Colli al Metauro
                                     

9. 2019

Al 1º gennaio 2019 è avvenuta la fusione dei comuni di Sassocorvaro ed Auditore nel nuovo comune di Sassocorvaro Auditore, in provincia di Pesaro e Urbino. Non vi sono state variazioni territoriali.

                                     

10. Proposte di distacco-aggregazione

Istanze analoghe a quelle dellAlta Valmarecchia hanno interessato i comuni limitrofi di Montecopiolo, Sassofeltrio, Mercatino Conca e Monte Grimano Terme. In tutti e quattro si sono svolti i referendum previsti dalla Costituzione, ma solo nei primi due lesito è stato affermativo. A Mercatino e Monte Grimano, invece, la consultazione è stata respinta per mancato raggiungimento del quorum. Si registrano anche spinte di segno opposto, soprattutto dal 2010, verso la provincia di Ascoli Piceno. Interessati al distacco-aggregazione si sono mostrati in questo caso i comuni di Amatrice e Accumoli Lazio, e un movimento di cittadini della Val Vibrata e di Valle Castellana Abruzzo.

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