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ⓘ Natale




Natale
                                     

ⓘ Natale

Il Natale è una festa cristiana che celebra la nascita di Gesù: cade il 25 dicembre per tutte le Chiese cristiane: ma del calendario gregoriano per quelle romano-occidentali e del calendario giuliano per quelle romano-orientali, cioè il 7 gennaio. Oggi però anche le Chiese greco-ortodosse, con eccezione di quelle slavo-ortodosse e delle Chiese orientali, si sono adeguate al calendario gregoriano, pur mantenendo il calendario giuliano per la loro tradizionale liturgia.

Secondo il calendario liturgico è una solennità di importanza superiore allAscensione e alla Pentecoste, ma inferiore alla Pasqua, la festa cristiana più importante. È comunque la festa più popolarmente sentita tra i cristiani; anche se in tempi più recenti ha assunto nella cultura occidentale sempre più un significato laico, con lo scambio di doni, legato alla famiglia e a figure del folclore religioso cristiano o pagano come Babbo Natale.

Sono strettamente legate alla festività la tradizione del presepe e dellalbero di Natale, entrambe di origine medioevale; la seconda più legata ai Paesi del Nord Europa.

                                     

1. Etimologia

Il termine italiano "Natale" deriva dal latino cristiano Natālem per ellissi di diem natālem Christi "giorno di nascita di Cristo", a sua volta dal latino natālis, derivato da nātus "nato", participio perfetto del verbo nāsci "nascere".

                                     

2. Origine della festività

La prima traccia del Natale risale al Commentario su Daniele di santIppolito di Roma, datato al 203-204 d.C. molti anni prima delle testimonianze di analoghe festività del Sole Invitto. Altri riferimenti poco certi sulla festività del Natale risalgono al IV secolo. La prima menzione certa della Natività di Cristo con la data del 25 dicembre risale invece al 336, e la si riscontra nel Chronographus, redatto intorno alla metà del IV secolo dal letterato romano Furio Dionisio Filocalo.

Le origini storiche della festa non sono note e sono state spiegate con varie ipotesi. Probabilmente la sua data venne fissata al 25 dicembre per fare coincidere la festa del Natalis Solis Invicti con la celebrazione della nascita di Cristo, indicato nel Libro di Malachia come nuovo "sole di Giustizia" cfr. Malachia III,20. Sono state proposte anche soluzioni diverse, sia in relazione a influenze ebraiche sia a tradizioni interne al cristianesimo, e sono valide anche ipotesi per cui sono stati i pagani a fissare la data in concomitanza delluso cristiano, già in voga da decenni, per unificare i culti. Le diverse ipotesi possono coesistere.

La tradizione cristiana ha basi comuni con quella popolare e contadina, dal momento che nello stesso periodo si celebravano una serie di ricorrenze e riti legati al mondo pagano: infatti nellantica Roma dal 17 al 24 si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno, dio dellagricoltura, durante i quali avvenivano scambi di doni e sontuosi banchetti.

                                     

2.1. Origine della festività Festività solari

Il solstizio invernale e il culto del "Sol Invictus" nel tardo impero romano hanno avuto un ruolo nellistituzione e nello sviluppo del Natale, le prove a sostegno di ciò sono state riscontrate da ricerche approfondite di carattere storico.

La festa si sovrappone approssimativamente alle celebrazioni per il solstizio dinverno e alle feste dei saturnali romani dal 17 al 23 dicembre. Inoltre già nel calendario romano il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, come il Natalis Romae 21 aprile, che commemorava la nascita dellUrbe, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole Mitra, introdotta a Roma da Eliogabalo imperatore dal 218 al 222 e ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 274 d.C. con la data del 25 dicembre.

È soprattutto questultima festa a polarizzare lattenzione degli studiosi. Se già verso il 200 era ampiamente diffusa nelle comunità cristiane delloriente greco la celebrazione del 6 gennaio come giorno della nascita di Gesù, successivamente si registra il prevalere della data del 25 dicembre, e questo pare spiegarsi con la grande popolarità, al tempo, della devozione al Sole Invitto. Alcune coincidenze storiche sono infatti particolarmente significative, tra le quali:

  • la diffusione di analogie solari con il Cristo negli scritti patristici di quei secoli. Queste sono state ispirate direttamente dal cantico di Zaccaria nel Vangelo di Luca, che descrive la missione di Giovanni Battista come una preparazione alla venuta del Signore, descritto come "un sole che sorge dallalto": vedi Lc 1.68-79 e in particolare il v. 78.
  • la corrispondenza delle date;
  • il fatto che il periodo nel quale prende probabilmente forma la festività cristiana corrisponde approssimativamente con il picco dei culti solari sostenuti dallo Stato romano;

Il Natale costituisce probabilmente lesempio più significativo di come una tradizione pagana sia stata assorbita dal Cristianesimo assumendo un nuovo significato.

Nonostante lintroduzione del Natale cristiano, i culti pagani collegati alla celebrazione del sole perdurarono per molti anni, tantè che ancora nel Natale del 460 tale circostanza portò papa Leone I ad affermare:

Quando i missionari incominciarono la conversione dei popoli germanici, adattarono alla tradizione cristiana molte feste pagane. Le celebrazioni pagane vennero così ricondotte alle celebrazioni del Natale, mantenendo però alcune delle tradizioni e dei simboli originari. Fra i simboli moderni del Natale che appaiono derivare dalle tradizioni germaniche e celtiche pagane compare, fra laltro, luso decorativo del vischio e dellagrifoglio e lalbero di Natale.

In Islanda i festeggiamenti del solstizio dinverno continuarono a essere celebrati per tutto il Medioevo, fino allepoca della Riforma protestante.

Anche in altre regioni la sovrapposizione fra gli antichi culti pagani del sole e la celebrazione del Natale cristiano continuò almeno fino alla fine del XII secolo, come segnalato dal vescovo siriano Jacob Bar-Salibi:

Non tutti gli studiosi pensano che il Natale derivi da festività pagane. Ad esempio secondo Thomas Talley mancherebbero sufficienti prove di tale tesi. Secondo Susan Roll non ha importanza quanto possa avere perfettamente senso una sorta di relazione e i testi esistenti non hanno ancora dimostrato con chiarezza il collegamento tra il Natale le festività pagane precedenti.



                                     

2.2. Origine della festività Data di nascita di Gesù

La data di nascita di Gesù è sconosciuta: tale data infatti non è indicata nei Vangeli né in altri scritti contemporanei. Fin dai primi secoli, i cristiani svilupparono comunque diverse tradizioni, basate anche su ragionamenti teologici. Questi fissavano il giorno della nascita in date diverse, tanto che il filosofo Clemente Alessandrino 150 - 215 d.C. annotava in un suo scritto: "Non si contentano di sapere in che anno è nato il Signore, ma con curiosità troppo spinta vanno a cercarne anche il giorno" Stromata, I,21.146.

Il testo di Clemente registra comunque lesistenza di una tradizione antica relativa alla nascita di Gesù in una data di mezzo inverno. Tale tradizione viene fatta risalire ai seguaci di Basilide, attivo ad Alessandria prima del 150, che celebravano il 6 o il 10 gennaio, con il battesimo di Gesù, la sua nascita come "Figlio di Dio".

Il dibattito sulla data di nascita di Gesù, rilanciato nel Novecento, suggerisce anche ipotesi alternative o complementari allipotesi dellistituzione del Natale in sostituzione alla festa pagana del Sol Invictus. Un primo riferimento, per quanto controverso, al 25 dicembre come giorno di nascita di Gesù è presente in Ippolito di Roma nel 204, circa 70 anni prima di Aureliano, e lo studioso Paul de Lagarde ha evidenziato come la data del 25 dicembre era presumibilmente calcolata in Occidente già nel 221, nella Cronografia di Sesto Giulio Africano.

In generale, diversi studiosi hanno tentato una ricostruzione plausibile della nascita di Gesù, arrivando a ritenere verosimile il 25 dicembre. Shemarjahu Talmon, dellUniversità Ebraica di Gerusalemme, ha ricostruito le turnazioni sacerdotali degli ebrei le ha applicato al calendario gregoriano sulla base dello studio del Libro dei Giubilei scoperto a Qumran. In questa maniera, ha stabilito che la data di nascita di Gesù potrebbe essere il 25 dicembre.

È stata anche ipotizzata una possibile lettura simbolica della data di nascita: dato che la data della morte di Gesù nei Vangeli si colloca tra il 25 marzo e il 6 aprile del calendario gregoriano, per calcolare la data di nascita di Gesù secondo alcuni studiosi si sarebbe seguita la credenza che la morte sia avvenuta nellanniversario della sua "venuta al mondo". Secondo questa ipotesi, per la festività del Natale si calcolò che Gesù fosse morto nellanniversario della sua incarnazione o concezione non della sua nascita, e così si pensò che la sua data di nascita dovesse cadere nove mesi dopo la data del Venerdì Santo, tra il 25 dicembre e il 6 gennaio.

Alcuni studiosi hanno inoltre suggerito una possibile relazione con la festa ebraica della Ridedicazione del Tempio, la Hanukkah, che cade il venticinquesimo giorno di Kislev, un mese lunare che corrisponde approssimativamente a novembre o dicembre. La festa ha però un significato diverso, dura otto giorni e non pare avere comunque inciso in modo significativo sulla scelta della data del Natale.

                                     

3. Il Natale nei primi secoli del cristianesimo

La celebrazione del Natale non è presente nei primi elenchi delle festività cristiane, per esempio in quello di Ireneo e in quello di Tertulliano, e Origene ricorda che nella Scrittura solo i peccatori festeggiavano la data del compleanno.

                                     

3.1. Il Natale nei primi secoli del cristianesimo Celebrazioni in Alessandria dEgitto

Le prime evidenze di una celebrazione del Natale provengono da Alessandria dEgitto, circa 200 d.C., quando Clemente di Alessandria disse che certi teologi egiziani, "molto curiosi", definirono non solo lanno, ma anche il giorno della nascita di Gesù, il 25 Pachon, corrispondente al 20 maggio del ventottesimo anno di Augusto, ma fecero questo non perché ritenessero che il Cristo fosse nato quel giorno, ma solo perché quel mese era il nono del loro calendario. Altri scelsero le date del 24 o 25 Pharmuthi 19 o 20 aprile.

Un testo del 243, De paschae computus, attribuito a Cipriano ma probabilmente apocrifo, dichiara che la nascita di Cristo fu il 28 marzo perché fu in quel giorno che il sole fu creato.

Clemente dichiara anche che i Balisilidiani celebravano lEpifania e con essa, probabilmente, anche la nascita di Gesù, il 15 l11 Tybi 10 o 6 gennaio. In un qualche momento la doppia commemorazione di Epifania e Natività deve essere diventata comune, sia perché lapparizione dei pastori era considerata una delle manifestazioni della gloria di Cristo, sia forse a causa di una discrepanza del vangelo di Luca 3.22 presente in vari codici, tra cui il codice Bezae, in cui le parole di Dio sono rese houios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se "tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato" al posto di en soi eudokesa "in te mi sono compiaciuto".

Abraham Ecchelensis 1600-1664 riferisce della presenza di un dies Nativitatis et Epiphaniae da una costituzione della chiesa di Alessandria al tempo del Concilio di Nicea.

Epifanio riferisce di una cerimonia dai tratti gnostici ad Alessandria in cui, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, un disco solare inquartato oggi noto come "croce celtica" detto Korê era portato in processione attorno a una cripta, al canto Oggi a questora Korê ha dato vita allEterno ".

Giovanni Cassiano 360-435 scrive tra il 418 e il 427 che i monasteri egiziani ancora "osservano gli antichi costumi".

Il 29 Choiak 11 agosto e 1º gennaio 433 Paolo di Emesa predica presso Cirillo di Alessandria, e i suoi sermoni mostrano che la celebrazione del Natale il mese di dicembre era già fermamente stabilita, e i calendari provano la sua permanenza; per cui la festa si era diffusa in Egitto tra il 427 e il 433.



                                     

3.2. Il Natale nei primi secoli del cristianesimo Celebrazioni a Cipro, Armenia e Anatolia

A Cipro, alla fine del IV secolo, Epifanio dichiara contro gli Alogi che Cristo era nato il 6 gennaio ed era stato battezzato l8 novembre.

Efrem il Siro i cui inni si riferiscono allEpifania e non al Natale prova che la Mesopotamia ancora festeggiava la nascita tredici giorni dopo il solstizio dinverno, ovvero il 6 gennaio. Contemporaneamente in Armenia la data di dicembre era ignorata, e tuttora gli Armeni celebrano il Natale il 6 gennaio.

In Anatolia, i sermoni di Gregorio di Nissa su Basilio Magno morto prima del 1º gennaio 379 e i due seguenti durante la festa di santo Stefano, provano che nel 380 il Natale era già celebrato il 25 dicembre.

Nel V secolo Asterio di Amaseia e Anfilochio di Iconio, contemporanei di Basile e Gregorio, mostrano che nelle loro diocesi le feste dellEpifania e del Natale erano separate.

                                     

3.3. Il Natale nei primi secoli del cristianesimo Celebrazioni ad Antiochia

Ad Antiochia, dopo una lunga resistenza, la festa del 25 dicembre venne accolta nel 386 grazie allopera di san Giovanni Crisostomo.

Durante la festa di san Filogonio del 386 San Giovanni Crisostomo, in reazione ad alcuni riti e feste ebraiche, invitò la chiesa di Antiochia a celebrare la nascita di Cristo il 25 dicembre, quando già parte della comunità la celebrava in quel giorno da almeno dieci anni; dichiarò che in Occidente la festa era già celebrata e che egli desiderava introdurla, che questa era osservata dalla Tracia a Cadice e che la sua miracolosamente rapida diffusione era un segno della sua genuinità.

Per giustificare la decisione, interpretò gli episodi evangelici dicendo che il sacerdote Zaccaria entrò nel Tempio ricevendo lannuncio del concepimento di Giovanni Battista a settembre; il vangelo data quindi il concepimento di Gesù dopo sei mesi, ovvero a marzo, per cui la nascita sarebbe avvenuta a dicembre. Dichiarò inoltre di sapere che i rapporti del censimento della Sacra Famiglia erano ancora a Roma, e quindi Roma doveva aver celebrato il Natale il 25 dicembre per un tempo abbastanza lungo da consentire al Crisostomo di riportare con certezza la tradizione romana.

Il riferimento agli archivi romani è antico almeno quanto Giustino e Tertulliano. Papa Giulio I, nella falsificazione cirillina citata in precedenza, afferma di aver calcolato la data basandosi su Flavio Giuseppe, sulla base della stessa considerazione non provata riguardante Zaccaria.

                                     

3.4. Il Natale nei primi secoli del cristianesimo Celebrazioni a Costantinopoli

Nel 379/380 Gregorio Nazianzeno si fa iniziatore in lingua greca: exarchos presso la Chiesa di Costantinopoli della nuova festa, proposta in tre sue omelie predicate in tre giorni successivi nella cappella privata chiamata Anastasia; dopo il suo esilio nel 381, la festa scomparve.

Secondo Giovanni di Nikiu, Onorio, presente durante una delle sue visite, si accordò con Arcadio perché fosse osservata la festa nella stessa data di Roma. Kellner colloca questa visita nel 395; Baumstark tra il 398 e il 402; lultima data si basa su una lettera di Giacomo di Edessa citata da George di Beeltân, che dichiara che il Natale fu portato a Costantinopoli da Arcadio e Crisostomo dallItalia dove secondo la tradizione si era tenuta fin dai tempi apostolici. Crisostomo fu vescovo tra il 398 e il 402, quindi la festa sarebbe stata introdotta in questo periodo da Crisostomo vescovo allo stesso modo in cui era stata introdotta ad Antiochia da Crisostomo presbitero; però Lübeck prova che le evidenze su cui si basa la tesi di Baumstark non sono valide.

Secondo Erbes la festa è stata introdotta da Costantino I tra il 330 e il 335; esattamente nel 330 secondo lopinione di alcuni storici, e probabilmente consigliato della madre Elena e dai vescovi del Concilio di Nicea.

                                     

3.5. Il Natale nei primi secoli del cristianesimo Celebrazioni a Roma

La prima celebrazione del Natale a Roma avvenne nel 336. Fino al 354, quando papa Liberio decise di fissare la data come nascita di Cristo, tale celebrazione era considerata come una celebrazione pagana dedicata al Sole.

Riguardo alla Chiesa di Roma, la più antica fonte sulla celebrazione del Natale come cattolica è il Cronografo del 354 compilato nel 354, che contiene tre date significative:

  • Nella Depositio Martyrum, una lista di martiri romani o di altra origine universalmente venerati, il 25 dicembre è indicato come VIII kal. ian. natus Christus in Betleem Iudeae.
  • In corrispondenza del 22 febbraio, VIII kal. mart. è menzionata la cattedra di San Pietro.
  • Nel calendario civile il 25 dicembre è indicato come Natalis Invicti.

Nella lista dei consoli sono indicati i giorni di nascita e di morte di Cristo le date di ingresso a Roma e di martirio dei santi Pietro e Paolo.

Una citazione significativa è:

Queste indicazioni però sembrano scorrette e possono essere delle successive aggiunte al testo, per cui anche se la Depositio Martyrum è datata al 336 è probabile che questa indicazione debba essere datata al 354, anche se la presenza in un calendario ufficiale lascia supporre che siano esistite delle celebrazioni popolari precedenti.



                                     

3.6. Il Natale nei primi secoli del cristianesimo Diffusione della celebrazione del Natale in Italia

Sul finire del IV secolo la festa passò a Milano, per poi diffondersi nelle altre diocesi dellItalia settentrionale.

                                     

4. Nella tradizione cristiana

Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria. Il racconto è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano lannuncio dellangelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, ladorazione dei pastori, la visita dei magi. Alcuni aspetti devozionali risalgono invece a tradizioni successive e a racconti presenti in vangeli apocrifi.

Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio per i cristiani non è più infatti un Dio distante, che si può solo intuire da lontano, ma è un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi.

Per quanto riguarda la liturgia, nella Chiesa latina il giorno di Natale è caratterizzato da quattro messe:

  • in die, messa del giorno.
  • in vigilia, messa vespertina nella vigilia;
  • in aurora, messa dellaurora;
  • in nocte, messa della notte;

Il Natale è al centro di un tempo liturgico specifico, il Tempo di Natale, che segue il tempo di Avvento; incomincia con i primi vespri del 24 dicembre e termina con la domenica del Battesimo di Gesù.

                                     

5. Al di fuori del cristianesimo

Nel corso dellultimo secolo, con il progressivo secolarizzarsi dellOccidente, e in particolar modo dellEuropa Settentrionale, il Natale ha continuato a rappresentare un giorno di festa anche per i non cristiani, assumendo significati diversi da quello religioso. In questo ambito, il Natale è generalmente vissuto come festa legata alla famiglia, alla solidarietà, allo scambio di regali e alla figura di Babbo Natale.

Al tempo stesso la festa del Natale, con connotazioni di tipo secolare-culturale, ha conosciuto una crescente diffusione in molte aree del mondo, estendendosi anche in Paesi dove i cristiani sono piccole minoranze, come in India, Pakistan, Cina, Taiwan, Giappone e Malaysia.

Al di fuori del suo significato religioso, il Natale ha inoltre assunto nellultimo secolo una significativa rilevanza in termini commerciali ed economici, legata allusanza dello scambio di doni. A titolo di esempio, negli Stati Uniti è stato stimato che circa un quarto di tutta la spesa personale venga effettuata nel periodo natalizio.

                                     

6. Tradizioni natalizie

Il Natale è una festa accompagnata da diverse tradizioni, sociali e religiose, spesso variabili da paese a paese.

Tra i costumi, le pratiche e i simboli familiari del Natale sono presenti il presepe, lalbero natalizio, la figura di Babbo Natale, il calendario dellAvvento, lo scambio di auguri e di doni.

Molte tradizioni natalizie sono infine legate alla musica esistono molti canti natalizi di carattere sia sacro sia profano, molti dei quali noti internazionalmente e altri a carattere più locale, a particolari piante, e pietanze tipiche; tra queste ultime si ricordano, in Italia, il panettone e pandoro tra i dolci, e lo zampone e il cotechino tra i cibi salati.

                                     

6.1. Tradizioni natalizie Presepe

Il presepe, derivato da rappresentazioni medievali che la tradizione fa risalire a san Francesco dAssisi, è una ricostruzione figurativa della natività di Gesù ed è una tradizione particolarmente radicata in Italia.

                                     

6.2. Tradizioni natalizie Albero di Natale

Lalbero di Natale, altro simbolo del Natale, è un abete o altra conifera sempreverde addobbato con piccoli oggetti colorati soprattutto palle di diversi colori, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. Le origini vengono in genere fatte risalire al mondo tedesco nel XVI secolo, sulla base di preesistenti tradizioni cristiane e pagane. Verso il secolo XI si diffuse nellEuropa del Nord luso di allestire rappresentazioni sacre rappresentazioni o misteri che riproponevano episodi tratti dalla Bibbia. Nel periodo dAvvento, una rappresentazione molto richiesta era legata al brano della Genesi sulla creazione. Per simboleggiare lalbero "della conoscenza del bene e del male" del giardino dellEden si ricorreva, data la regione Nord Europa e la stagione, a un abete sul quale si appendevano dei frutti.

Da quellantica tradizione si giunse via allalbero di Natale dei giorni nostri, di cui si ha una prima documentazione certa risalente al 1512 in Alsazia.

                                     

6.3. Tradizioni natalizie Babbo Natale

Babbo Natale, presente in molte culture, è un anziano dalla barba bianca che distribuisce i doni ai bambini, di solito la sera della vigilia di Natale. Deriva dalla figura storica di san Nicola di Bari, ma nella sua forma moderna si è diffuso a partire dal XIX secolo negli Stati Uniti: un ruolo importante nella definizione della sua figura ebbe la poesia A Visit from Saint Nicholas, pubblicata nel 1823 e attribuita allo scrittore neyorkese Clement Clarke Moore, nella quale Babbo Natale venne proposto ai lettori con le fattezze che oggi conosciamo.

                                     

6.4. Tradizioni natalizie Regali natalizi

La tradizione dei regali natalizi si riferisce alla consuetudine, alla mezzanotte del 24 dicembre o nella mattina seguente, di scambiarsi regali tra familiari e amici.

La tradizione di scambiarsi doni è molto antica, e presumibilmente è di origine pagana. Ad esempio, è certo che nei paesi del Nord Europa era abitudine scambiarsi doni il giorno del Solstizio dInverno, come forma daugurio per linizio della stagione invernale.

                                     

7. Il Natale nellarte

Il Natale, e in particolare la scena della Natività di Gesù, è uno dei maggiori temi dellarte cristiana fin dalle sue origini. Nellultimo secolo la festività ha continuato a ispirare numerose opere che comprendono, oltre alle tradizionali pitture e sculture, anche film, musiche sacre e romanzi.

Alcune tra le opere più famose sono:

  • in letteratura, il racconto Canto di Natale di Dickens 1843;
  • nella musica, i motivi Adeste fideles trascritto da John Francis Wade 1743, Stille Nacht di Joseph Mohr e Franz Xaver Gruber 1816, Jingle Bells di James Pierpont 1857, e in Italia Tu scendi dalle stelle di Alfonso Maria de Liguori 1754;
  • in pittura, laffresco sulla Natività di Giotto nella Cappella degli Scrovegni 1303-1305;
  • nella cinematografia, i film La vita è meravigliosa di Frank Capra 1946, e Il miracolo della 34ª strada di George Seaton 1947.