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ⓘ Mano invisibile




Mano invisibile
                                     

ⓘ Mano invisibile

In economia il termine Mano Invisibile è un concetto ed una metafora creata dalleconomista Adam Smith per rappresentare la Provvidenza, grazie alla quale nel libero mercato la ricerca egoistica del proprio interesse gioverebbe a se stessi e allinteresse dellintera società, portando lintero sistema economico al cosiddetto equilibrio economico generale.

Successivamente, dopo Léon Walras e Vilfredo Pareto, è stata normalmente intesa come metafora dei meccanismi economici che regolano leconomia di mercato in modo tale da garantire che il comportamento dei singoli consumatori e imprenditori, teso alla ricerca della massima soddisfazione individuale, conduca al benessere dellintera società, attraverso il soddisfacimento dei propri desideri personali.

                                     

1. La mano invisibile in Adam Smith

Lespressione viene usata da Adam Smith in vari luoghi di tre delle sue opere maggiori, e più precisamente in Storia dellastronomia, Teoria dei sentimenti morali e infine nella più celebre Indagine sulla natura le cause della ricchezza delle nazioni chiamata, più popolarmente, la Ricchezza della nazioni. Il concetto di mano invisibile è legato a quello che Smith nomina risultato non intenzionale: gli individui generano ordine sociale e sviluppo economico nonostante non agiscano con lintenzione di generarlo, ma con quella di perseguire il proprio interesse personale. Esiste quindi una mano invisibile che fa si che le società le loro economie siano in equilibrio e si sviluppino. Non cè tuttavia in Adam Smith una sistematizzazione del concetto di homo oeconomicus, ovvero di un soggetto individualista e perfettamente razionale: il concetto di mano invisibile non è utilizzato da Smith per sostenere l’ottimalità di un mercato concorrenziale basato sul meccanismo della domanda e dell’offerta, come spesso il concetto appare riproposto in ambito mediatico e divulgativo.

                                     

1.1. La mano invisibile in Adam Smith Storia dellastronomia

Nella Storia dellastronomia pubblicata postuma nei Saggi filosofici e risalente probabilmente al 1750, scrive:

In questo passo, la "mano invisibile di Giove" è una metafora dellordine impresso dallunico vero Dio ai fenomeni naturali.

                                     

1.2. La mano invisibile in Adam Smith Teoria dei sentimenti morali

La mano invisibile compare nel seguente passo della Teoria dei sentimenti morali 1759:

Anche in questo passo, nonostante Smith tratti di un argomento economico la distribuzione della ricchezza, la "mano invisibile" che conduce i proprietari terrieri a "fare quasi la stessa distribuzione delle cose necessarie alla vita che sarebbe stata fatta se la terra fosse stata divisa in parti uguali tra tutti i suoi abitanti" è strettamente correlata alla Provvidenza che "non dimenticò né abbandonò quelli che sembravano essere stati lasciati fuori dalla spartizione".

Smith spiegherà poi nella Ricchezza delle nazioni perché vede la mano invisibile operare efficacemente sui proprietari terrieri, non anche su commercianti e manifatturieri.

                                     

1.3. La mano invisibile in Adam Smith Ricchezza delle nazioni

Nel Libro IV della Ricchezza delle nazioni 1776, Smith critica i tradizionali "sistemi di economia politica", il "sistema del commercio" mercantilismo e il "sistema dellagricoltura" fisiocrazia. Il mercantilismo sosteneva la necessità che lo Stato si arricchisse favorendo le esportazioni e limitando le importazioni. Nel Capitolo II Smith afferma che tali artifici non possono arrecare alcun beneficio, perché lattività produttiva generale della società non può mai superare quella che il capitale della società può impiegare, le restrizioni alle importazioni possono solo deviare una parte del capitale in una direzione in cui altrimenti non sarebbe andato, e non è affatto detto che tale deviazione arrechi benefici. E prosegue:

L "inclinazione naturale" di cui Smith parla in questo passo appare leffetto della "mano invisibile di Giove", ovvero della "Provvidenza", piuttosto che il risultato di un meccanismo economico quale la concorrenza perfetta in un libero mercato, come sarà poi teorizzato da molti dopo Léon Walras e Vilfredo Pareto.

Smith è chiaramente "liberista", come mostra un passo poco successivo a quello appena citato:

Tuttavia, quando si pone espressamente il problema della convergenza tra interesse del singolo e interesse della società, Smith opera alcune importanti distinzioni; inoltre, così come nella Teoria dei sentimenti morali non ritiene che il principio di simpatia renda tutti gli uomini virtuosi, nella Ricchezza delle nazioni non ritiene quella "inclinazione naturale" sufficiente a rendere concretamente possibile il libero commercio.

Smith scrive prima che la rivoluzione industriale si sia pienamente affermata. Basti ricordare che la macchina a vapore venne perfezionata solo dopo il 1776, oppure che Smith esalta la produzione di lana inglese Libro I, Cap. I e ignora completamente il cotone.

Vede nellagricoltura, più che nella manifattura, la vera fonte della ricchezza:

Lestensione delle colture porta ad un aumento sia delle rendite dei proprietari terrieri maggiore domanda di terra sia dei salari maggiore domanda di lavoro. Da ciò segue che linteresse di coloro che vivono di rendita e di salario "è strettamente e inseparabilmente connesso allinteresse generale della società".

Lestensione del commercio e della manifattura, invece, comporta una riduzione dei profitti maggiore offerta, minori prezzi:

Quindi:

Nella Teoria dei sentimenti morali aveva osservato che, nonostante la forza dei sentimenti morali, non tutti gli uomini sono virtuosi:

Nella Ricchezza delle nazioni, come la virtù, anche il libero mercato è solo un ideale:



                                     

2. La mano invisibile nellEconomia del benessere

Il primo teorema delleconomia del benessere afferma che qualsiasi sistema economico perfettamente concorrenziale raggiunge un equilibrio Pareto-ottimale, ovvero una situazione in cui non è possibile incrementare lutilità di un agente, senza ridurre quella di almeno un altro agente. Tale teorema, che sostituisce le leggi del mercato alle "inclinazioni naturali" di Smith, viene spesso considerato come una formulazione analitica della metafora della mano invisibile La mano invisibile viene pertanto assunta, sia dai sostenitori che dai critici del liberismo e del neoliberismo, come il principio fondamentale di tali dottrine Tuttavia, i lavori di Sen, Scarf, Debreu e Sonnenschein hanno dimostrato come tali teoremi siano falsi nei mercati reali, mancando il requisito della concorrenza perfetta. Restano utilizzabili per una teoria economica "matematicamente corretta", sia la teoria dei giochi sia leconofisica ove non richiedano ipotesi non presenti nel mondo reale. La scoperta delle esternalità mise definitivamente in crisi lillusione della mano invisibile di Smith, dimostrando come il perseguimento dei fini individuali causasse dei costi nascosti che vengono scaricati sulla società, generando inefficienze che possono essere corrette solo con lintervento pubblico anche solo un intervento squisitamente legislativo.

                                     

3. Critiche

Il concetto nella sua presunta efficacia ed efficienza è stato fortemente criticato dalleconomista John Maynard Keynes nel XX secolo il quale a fondamento della sua economia keynesiana ha posto il concetto che qualunque sistema economico lasciato completamente libero a se stesso, pur raggiungendo un certo equilibrio in un certo lasso di tempo, porta a inevitabili distorsioni del sistema ad es. in termini di redistribuzione di ricchezza se soggetto unicamente allinteresse privato egoistico dei singoli fino al caso limite di produrre grandi crisi economiche come accadde anche nella grande depressione, da cui la necessità di un sostegno interventista statale correttivo sulleconomia attraverso la politica economica in sistemi detti a economia mista.