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ⓘ Tusculum




Tusculum
                                     

ⓘ Tusculum

Tusculum era unantica città del Lazio, la cui fondazione risale a unepoca pre-romana e la cui storia attraversa lepoca romana e medievale. Ubicata sui Colli Albani, nellarea dei Castelli Romani, era una città con notevoli costruzioni, abbellita da una corona di giardini e ville, soprattutto nella sua parte bassa, quella rivolta verso Roma.

                                     

1.1. Storia Le origini

Il nome Tusculum allude palesemente agli Etruschi e questo suo collegamento è stato per lungo tempo dibattuto dagli studiosi con argomentazioni assai disparate e nellinsieme poco convincenti. Lipotesi che il nome derivi semplicemente dal suo corso dacqua, il Tuscus amnis, proposta di recente, sembra al momento la più plausibile.

Lorigine leggendaria di Tusculum è fatta risalire secondo la tradizione a Telegono, figlio di Ulisse, o al re Latino Silvio, nipote del Silvio figlio di Enea e fondatore, secondo Tito Livio, anche della maggior parte delle località antiche del Latium. Il geografo tedesco naturalizzato italiano Filippo Cluverio rifiuta queste suggestive leggende ed afferma che la città venne fondata dai Latini circa trecento anni prima della guerra di Troia.

Studi recenti hanno forse definitivamente chiarito che molte leggende legate ai Colli Albani ispirate alla nascita di Roma - a partire dai racconti sulla mitica Alba Longa fino a quelli sulla dinastia dei Silvii e della celebre storia dei gemelli fondatori Romolo e Remo - nascono nel mondo romano e si sovrappongono a preesistenti miti albani. Infatti, storie precedenti a quelle della celebre vulgata dei gemelli fondatori, interamente permeate di cultura etrusca, come quella del crudele re albano Tarchezio tramandata da Plutarco che adombra forse la figura di un Tarquinio e dei gemelli che nel racconto non hanno nome nati nel focolare della sua reggia e da lui fatti gettare nel fiume, evidentemente albano, non possono che essere ricondotte a Tuscolo e al suo corso dacqua, il più lungo e importante del Latium vetus per regime dacque, le cui sorgenti si annidano presso lacropoli della città.

Questultimo, probabilmente denominato Albula nasce da Alba, cioè dai Monti Albani già nella precedente età del bronzo, ricevette successivamente dai Latini VI sec. a.C. lappellativo di Tuscus amnis" fiume etrusco ” poiché lambiva, prima di gettarsi nellAniene e con esso nel Tevere, i territori di centri importanti quali Gabii e Collatia caduti sotto il dominio dei Tarquini, questi ultimi legati anche a Tuscolo attraverso lalleanza matrimoniale tra Ottavio Mamilio e la figlia del re Tarquinio il Superbo. Quindi, collatini, gabini e gli stessi tuscolani - i cui territori adiacenti erano delimitati dal medesimo confine stabilito dal corso del Tuscus amnis - erano per questo denominati tusculamnes tuscolani lasciando intendere che anche la città Tuscolo avrebbe ricevuto dal suo fiume il curioso nome che sicuramente allude ai Tusci etruschi. Il riferimento al Tevere, avvenuto in epoca imperiale, inteso poeticamente come Tuscus amnis o Tuscus alveus da Orazio e Tyrrhenus Thybris da Virgilio, non ha nulla a che vedere con le menzionate vicende arcaiche, poiché si riferisce unicamente alle origini etrusche del nome Tybris.

Nel territorio tuscolano sono stati rinvenuti reperti piuttosto antichi, che portano la datazione dei primi insediamenti umani alletà del rame. Labitato vero e proprio, situato sulla sommità della dorsale vulcanica del Tuscolo, sorse attorno alletà del ferro.

                                     

1.2. Storia Età repubblicana

Quando nel 509 a.C. a Roma venne rovesciato Tarquinio il Superbo e venne proclamata la Repubblica romana, lultimo re di Roma chiese aiuto militare al genero Ottavio Mamilio, tuscolano la cui famiglia, la gens Mamilia, vantava una discendenza diretta da Telegono. Ottavio Mamilio armò un esercito della Lega Latina e mosse incontro ai Romani affrontandoli nella battaglia del Lago Regillo il cui sito è collocabile tra le attuali Frascati e Colonna nel 499 o nel 496 a.C. La leggenda vuole che i Dioscuri scesero in aiuto ai Romani, ma quel che è certo è che i Latini furono sconfitti pur essendo in superiorità numerica ed Ottavio Mamilio ucciso. Allora i due popoli siglarono un accordo di parità assoluta, il foedus Cassianum, databile al 496 o al 493 a.C.

Tusculum fu alleata di Aricia, quando nel 506 a.C. gli Aricini dovettero difendersi dallattacco loro portato dagli Etruschi, alla fine sconfitti nella battaglia di Aricia.

Nel 460 a.C. i sabini comandati da Appio Erdonio occuparono il Campidoglio. Soltanto Tuscolo, tra le città latine accorse con le sue truppe, comandate dal dittatore Lucio Mamilio, in aiuto dei Romani ed insieme alle forze del console Publio Valerio Volusi Publicola figlio di Publio Valerio Publicola, liberarono Roma. Roma fu riconoscente ai tuscolani per laiuto ricevuto e conferì a Lucio Mamilio la cittadinanza romana anche perché, come scrisse Tito Livio, solo da essi ricevette aiuto ". solum auxilium Tusculanis venit". Da quellanno la città divenne una fedele alleata di Roma che aiutò in molte occasioni contro i suoi nemici.

Nel 459 a.C. gli Equi attaccarono Tuscolo ne conquistarono la rocca. La riconoscenza dei romani per il determinante aiuto dato dai Tuscolani nella appena conclusa guerra servile fece muovere Roma in aiuto della città attaccata. La rocca fu riconquistata dalle truppe romane guidate da Quinto Fabio Vibulano.

Nel 381 a.C. i Romani inviano Marco Furio Camillo contro i tuscolani, colpevoli di tramare contro Roma assieme ai Volsci: Tusculum si arrende senza opporre resistenza ed ottiene la cittadinanza romana e la qualifica di municipium.

Durante la seconda guerra punica, nel 211 a.C. Annibale giunge ad portas e transita per la Valle Latina, senza attaccare Tusculum ed accampandosi verosimilmente nellattuale località dei Campi dAnnibale presso Rocca di Papa.

La guerra civile romana tra Mario e Silla vide Tusculum schierata dalla parte dei populares guidati da Gaio Mario il Giovane e Gneo Papirio Carbone contro gli optimates di Lucio Cornelio Silla: dopo la battaglia di Porta Collina 82 a.C. e la vittoria di Silla, Tusculum subì le conseguenze della sconfitta: il suo territorio fino a Bovillae venne centuriato ed assegnato ai veterani sillani, insediati verosimilmente nel municipium fortificato di Castrimoenium lattuale Marino.

Priva ormai di ogni rilevanza politica o militare, tanto che Cicerone la descrive come semplice municipio, Tusculum divenne sede del soggiorno estivo del patriziato romano grazie alle sue caratteristiche orografiche, allamenità dei luoghi ed alla salubrità del clima. Sorsero a cavallo tra letà repubblicana e quella imperiale quei famosi Tusculani recessus di cui parla il poeta Marco Valerio Marziale, che resero l" ager Tusculanus larea più fittamente occupata da ville patrizie assieme al litorale partenopeo: si trattava di ville suburbane spesso grandiose e magnificenti che portavano il nome dei facoltosi patrizi che le fecero edificare. Tra gli altri personaggi che possedettero una villa nel territorio tuscolano in età repubblicana vanno segnalati Marco Tullio Cicerone che qui scrisse tra laltro le Tusculanae disputationes, Gaio Asinio Pollione, Lucio Licinio Lucullo, Aulo Gabinio, Gaio Lutazio Catulo, Marco Porcio Catone Uticense, Lucio Cornelio Silla.

                                     

1.3. Storia Letà imperiale

Il Cristianesimo fu annunciato nei Colli Albani probabilmente addirittura da san Pietro apostolo e da san Paolo di Tarso: certo è che la diffusione della "buona novella" fu particolarmente rapida nel territorio tuscolano, non solo tra i ceti inferiori ma anche nel patriziato. Un esempio di questo è rappresentato dalla vicenda di Tito Flavio Clemente e di sua moglie santa Flavia Domitilla, nipote dellimperatore Domiziano: essi possedevano una villa nel territorio tuscolano, verosimilmente la stessa già appartenuta a Lucullo sui cui ruderi oggi sorge il centro di Frascati, e vennero perseguitati da Domiziano perché cristiani. Rimangono alcune testimonianze paleocristiane nel territorio tuscolano come le catacombe Ad Decimum al X miglio della via Latina, che contengono oltre 800 sepolture databili fino al V secolo, alcuni affreschi ed un arcosolio del III o del IV secolo, ed un altro sepolcreto cristiano individuato presso il XII miglio della via Latina, anchesso nellattuale territorio di Grottaferrata in località Bivio.

Pare che nel 269 esistesse un praesul Tusculanorum ", ma la notizia non è considerata attendibile da molti studiosi che invece datano il primo vescovo della diocesi tuscolana, oggi rinominata come diocesi suburbicaria di Frascati, solo al 313. La sede vescovile tuttavia allepoca era ad Quintanas ", ovvero sulla via Labicana presso lattuale Colonna: Tusculum infatti era già in avanzato stato di decadenza, pur conservando il prestigio del proprio nome. In seguito è plausibile che la sede vescovile si spostò ancora verso Subaugusta, e nellarea tuscolana rimase un "corepiscopato" o "vescovado di campagna".

Attorno al 370 san Giovanni di Cappadocia, un allievo di san Basilio Magno, fondò un monastero basiliano al XV miglio della via Latina, presso lantica mansio di Roboraria e lattuale località di Molara: la presenza di religiosi orientali nel Lazio e nel Mezzogiorno dItalia era allepoca molto forte, basti pensare che nellXI secolo si calcolavano circa 540 monasteri basiliani nelle sole regioni peninsulari meridionali più il Lazio meridionale e la Sicilia.



                                     

1.4. Storia Lalto Medioevo

Con la caduta dellImpero romano anche Tusculum perse parte della propria prosperità e iniziò lentamente a decadere, pur rimanendo sempre una temibile fortezza. Pare inoltre che levangelizzazione della città fosse iniziata dagli Apostoli San Pietro e San Paolo nel loro periodo di permanenza a Roma, attorno al 64 d.C. SullAcropoli dellantica città si insediò, a partire dal X secolo, la famiglia dei conti di Tuscolo, che signoreggiò per almeno un secolo su questa parte del Lazio, dallalto della rocca tuscolana. Nel 1004 San Nilo da Rossano arrivò a Tusculum, installandosi nel romitorio di SantAgnese sulle pendici del colle, e venendo accolto con tutti gli onori da Gregorio I dei conti di Tuscolo che gli cedette il terreno su cui oggi sorge lAbbazia di San Nilo a Grottaferrata.

Nel 1167 si affrontarono sotto Tusculum, in località Prata Porci, le milizie tedesche dellimperatore Federico Barbarossa le truppe civiche romane, che furono sbaragliate nella battaglia di Prata Porci. I tedeschi furono ospitati dai tuscolani, e questo attirò sulla cittadina le ire dei romani che nel 1191 la presero dassalto radendola al suolo. Il "tenimentum tusculanum", cioè il territorio della distrutta Tusculum, venne donato al papa che procedette a distribuirlo fra varie chiese e conventi di Roma e dintorni. Oggi nellarea del vecchio tenimentum sorgono Monte Compatri, Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone.

                                     

1.5. Storia Dalla distruzione al Settecento

Dopo la distruzione della città di Tuscolo il suo territorio fu trasformato in zona boschiva ed a pascoli. I materiali edili degli edifici distrutti della città vennero riutilizzati dagli abitanti dei vicini paesi, che così completarono la distruzione.

                                     

2. Gli scavi archeologici

Gli scavi archeologici di Tusculum sono unarea di scavo archeologico posta sul sito dellantica città pre-romana, romana e medioevale di Tusculum, collocata sul colle del Tuscolo nei Colli Albani, e ricadente in gran parte nel comune di Monte Porzio Catone ma in parte anche nei territori di Grottaferrata e Monte Compatri, in provincia di Roma nel Lazio, nellarea dei Castelli Romani.

Tusculum, le cui origini si fanno risalire almeno allVIII secolo a.C., fu rasa al suolo nel 1191 e da allora abbandonata: i primi scavi iniziarono nellOttocento e varie campagne di scavo si sono protratte fino allultima, terminata nel 2001. Il sito, posto allinterno del perimetro del Parco regionale dei Castelli Romani, è attualmente di proprietà della Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini.

                                     

2.1. Gli scavi archeologici Prima metà dellOttocento

Nel 1806 iniziò la prima campagna di scavi archeologici nel territorio di Tuscolo finanziata da Luciano Bonaparte che risiedeva nella Villa Rufinella. I reperti archeologici scavati furono inviati in Francia e venduti sul mercato antiquario.

Nel 1825 larcheologo Luigi Biondi riprese gli scavi archeologici su incarico della Regina Maria Cristina, moglie di Carlo Felice re di Sardegna.

Nel 1839 e 1840 larchitetto ed archeologo Luigi Canina, chiamato dalla stessa famiglia reale, scavò larea del Teatro di Tuscolo. I reperti scavati furono spediti al Castello ducale di Agliè in Piemonte, dove sono tuttora custoditi. Nel 1955 e 1956 larcheologo Maurizio Borda riprese gli scavi e scoprì una necropoli con diverse urne cinerarie.

                                     

2.2. Gli scavi archeologici Altre iniziative di recupero

Nel 2003 è stato recuperato al suo utilizzo il Teatro Romano di Tuscolo I secolo a.C. posto allinterno del Foro, dove ogni estate la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini ospita spettacoli di grande pregio artistico e culturale. Testimonial deccezione della nuova stagione teatrale di Tuscolo è il grande attore Giorgio Albertazzi, che ne ha curato linaugurazione con una performance tratta dalle Memorie di Adriano, e che ogni estate torna da grande protagonista a Tuscolo. Nellagosto 2009 ha vestito i panni dellEdipo a Colono di Sofocle, in un indimenticabile allestimento dellIstituto Nazionale del Dramma Antico, grazie al quale anche nel 2010 arriveranno a Tuscolole produzioni del prestigiosissimo Teatro Greco di Siracusa, come unica tappa per tutta lItalia centrale.

Gli interventi che la Comunità Montana Castelli sta portando avanti nellarea di Tuscolo sul piano archeologico e strutturale, puntano a fare del sito un Parco archeologico-culturale di Tusculum, per la costituzione del quale già esiste già un protocollo di intesa con i Comuni di Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone e Monte Compatri, allinterno dei cui confini ricade larea.

In tutti questi anni fino ad oggi, tra gli scavi e la gestione del sito archeologico di Tuscolo, è stato prezioso il contributo del Gruppo Archeologico Latino Latium Vetus.



                                     

2.3. Gli scavi archeologici Lacropoli

La sommità della dorsale del Tuscolo è a 670 m s.l.m. se un tempo era la sede dellacropoli tuscolana oggi è occupata dalla Croce del Tuscolo, un alto crocifisso che funge da punto di orientamento.

Sullacropoli non resta praticamente nulla di antico, tranne alcune iscrizioni risalenti al I secolo a.C. rinvenute nel 1901 che fanno riferimento a due templi dedicati rispettivamente ai Dioscuri e ad Iside. Sono abbondanti in compenso i resti di età medioevale, che testimoniano come la zona fosse allepoca intensamente abitata. Già in età antica le falde dellacropoli furono utilizzate come cave di tufo e di selce, creando fra laltro anche una voragine nel terreno.

Lintero perimetro dellacropoli era cinto di mura, in larga parte sopravvissute per unaltezza massima di 1.5 o 2 metri: si tratta di murature in opera quadrata tufacea, in opera poligonale di selce o a doppia cortina in scaglioni di tufo e selce. Si aprivano nella cerchia dellacropoli quattro porte, una per lato nel perimetro vagamente ellittico delle mura: la più importante, quella rivolta a nord-est verso labitato sottostante, era difesa da un imponente bastione in opera quadrata di tufo rafforzato in età medioevale, legato ad un lungo tratto rettilineo di mura che per oltre 30 metri correvano verso ovest.

Allinterno dellacropoli si trovano un gran numero di edifici ed abitazioni medioevali: sono delineate ancora le strade le piazze per vasti quartieri medioevali, e si è riuscito a capire che lasse viario più importante correva in direzione est-ovest parallelamente alle mura. Lungo questasse si trovano alcuni nobili edifici di età medioevale: di uno resta un tronco di facciata per laltezza di 2 metri, per laltro data la vastità di alcuni ambienti e la preesistenza su strutture romane si è pensato al palazzo dei conti di Tuscolo. La parte superiore dellacropoli, quella oggi occupata dalla Croce del Tuscolo, era fortificata anchessa e non è improbabile che proprio presso questo sito sorgesse almeno uno dei due templi antichi che dovevano esistere sullacropoli tuscolana.

                                     

2.4. Gli scavi archeologici Il foro ed il teatro

Il foro, situato a 629 m s.l.m., costituiva la parte più monumentale della città antica, ed è stato oggetto di ripetuti scavi, gli ultimi dei quali terminati nel 2001 ad opera dell Escuela Española de Historia y Arqueologìa en Roma. Le sue misure sono 55 metri di lunghezza per 36 di larghezza, dimensioni non eccessive per un foro se rapportate alle stesse strutture di altre città italiche o della stessa Roma.

In età arcaica il foro nacque verosimilmente come piazza di mercato posta allincrocio tra importanti arterie al limite dellabitato: qualcosa di simile forse al Foro Boario di Roma. Al periodo arcaico tra VI e V secolo a.C. risale la cosiddetta "cisterna arcaica", in realtà più probabilmente una fontana monumentale larga 2.2 metri per 2.9 e alta 3.8 metri e costruita in opera quadrata di tufo con volta ad ogiva. A valle di questa fontana si trovava, visibile fino agli anni cinquanta del Novecento, la "fontana degli edili", posta al miglio XV della strada di raccordo con la via Labicana.

Tornando al foro, in età medio-repubblicana esso subì unimportante trasformazione in senso monumentale: gli scavi dell Escuela Española hanno riportato alla luce nel 1998 sul lato settentrionale del foro un imponente muro di contenimento in calcestruzzo di selce risalente al III secolo a.C. parallelo alla summenzionata strada di raccordo con la Labicana lungo circa 35 metri, spesso 2.5 metri e alto 9 metri: dalla parte opposta i limiti del foro erano rappresentati da un edificio di circa 20 metri per 10 di ampiezza, che presenta sulla facciata probabili segni di colonnato, databile anchesso al III secolo a.C. Il quadro dellaspetto della piazza alla fine delletà repubblicana è completato da un edificio vasto 10 per 7 metri in opera quadrata di tufo databile al V o al IV secolo a.C. già noto come Curia del senato tuscolano: limportanza di esso è stata confermata dagli scavi del 2000-2001, che evidenziano la qualità delle murature in rapporto allimportanza delledificio.

Nel I secolo la piazza del foro era occupata da alcuni sacella dedicati a diverse divinità, tra cui è noto da unepigrafe del II secolo a.C. Ercole. In età tardo-repubblicana si era assistito ad una nuova monumentalizzazione dello spazio, tramite realizzazione di canali e marciapiedi in peperino, di un edificio non meglio identificato con pavimentazione a mosaico sul lato nord del foro e con la costruzione a sud di un edificio con colonnato ad angolo identificabile con una basilica di lunghezza non inferiore a 30 metri e larghezza non superiore a 20.

In questo stesso periodo, sfruttando il pendio dellacropoli, sul lato sud-ovest del foro sorse ledificio più imponente dellintero complesso ed il meglio conservato dellintera città: il teatro. Esso rappresentava una quinta scenica di forte impatto per chi arrivava in città da nord-ovest, dato che i teatri nel mondo latino divennero stabili solo a partire dal I secolo: limportanza di questo edificio è rappresentata dal fatto che la strada daccesso allacropoli venne fatta passare sotto la cavea del teatro stesso, creando una via tecta ovvero coperta. Il diametro originario delledificio era di 45 metri, e la capacità poteva raggiungere i 1500 spettatori. La scena, ingrandita allinizio delletà imperiale fino a raggiungere i 12 metri per 35, era abbellita dalle statue di Oreste, Pilade, Telemaco, Telegono e di uno dei padri della cosiddetta "Commedia Nuova", Difilo.

Proprio allinizio delletà imperiale il foro di Tusculum toccò il suo periodo di massimo splendore: venne realizzata la pavimentazione in pietra sperone del Tuscolo le strade vicine furono basolate, i canali sotterrati, venne monumentalizzato anche laccesso dal decumano massimo, e in generale lattività edilizia di restauro continuò fino alletà della dinastia flavia. A partire dal III secolo larea fu abbandonata, ed in epoca medioevale divenne sede di civili abitazioni e cimiteri: gli scavi ottocenteschi hanno spogliato il foro tuscolano di ogni arredo di pregio.



                                     

2.5. Gli scavi archeologici Il quartiere medioevale

Su una balza a mezzacosta della collina si trovano abbondanti resti di un quartiere medioevale, nel quale è stato recentemente scoperta anche una chiesa cristiana.

                                     

2.6. Gli scavi archeologici Case e ville sparse

  • Villa di Asinio Pollione.
  • Casa con peristilio e cisterna.
  • Villa di Caio Prastina Pacato e dipendenze.
  • Villa dei Caecilii.
                                     

2.7. Gli scavi archeologici La "casa del Custode"

Edificio ottocentesco costruito con materiali di spoglio di età antica e con le pareti "tappezzate" di lapidi antiche. Presso di essa si trova una moderna edicola riproducente licona della Madonna di Grottaferrata, conservata anticamente a Tusculum e trasferita presso labbazia di Santa Maria di Grottaferrata dopo il saccheggio del 1191.

                                     

2.8. Gli scavi archeologici La cerchia muraria

La cerchia muraria antica era in opera quadrata di tufo, rafforzata in epoca medioevale con riprese in pietrame o materiale antico di spoglio e calcestruzzo. Si conservano anche due case torri.

                                     

2.9. Gli scavi archeologici La rete stradale

La città era raggiungibile attraverso cinque diverticoli che iniziavano alle miglia X, XII e XV della via Latina e VII ed XI della via Labicana. Non risulta che lattuale strada carrozabile per Frascati, costruita tra il 1952 edil 1953, ricalchi alcun tracciato antico.

                                     

2.10. Gli scavi archeologici Lanfiteatro

Lanfiteatro romano di Tusculum è situato fuori dalle mura, appoggiato in parte alle pendici sud-est della collina e per il resto sorretto a nord-ovest da sostruzioni in muratura. Lo scavo non è del tutto completato, gli accessi principali furono scavati nel 1820 ed il restante fu scavato nel 1867. Limpianto misura 80 metri per 53, la cavea 47 metri per 29: la portata dellanfiteatro era di circa 3000 spettatori. La parte inferiore delledificio è costruita in opera quadrata a blocchetti di peperino, la parte superiore in opera mista di reticolato a mattoni. I bolli consentono la datazione della struttura al II secolo.

                                     

2.11. Gli scavi archeologici La "villa di Cicerone" o santuario extra-urbano

Questa imponente struttura, di cui sono rimaste visibili solo le imponenti sostruzioni e parte del piano superiore scavato dal Canina nel 1859 è stata identificata fin dal Cinquecento con la villa di Marco Tullio Cicerone, e solo in seguito con la villa di Tiberio grazie al ritrovamento di una statua acefala dellimperatore ora conservata presso il castello ducale di Agliè ad Agliè, in provincia di Torino. Più recentemente è stata proposta lidentificazione con un santuario extra-urbano dedicato a Giove sul modello diffuso nel Lazio in età tardo-repubblicana si pensi al tempio della Fortuna di Palestrina, al tempio di Diana Aricina a Nemi o al tempio di Giunone Sospita a Lanuvio. Di questo santuario parlano Tito Livio XXVII 4 e Macrobio Saturn. I 12. Quel che è certo è che ledificio sia riconducibile a due fasi costruttive, tra il I ed il II secolo.

                                     

2.12. Gli scavi archeologici La "via dei sepolcri"

La "via dei sepolcri" collega labitato allanfiteatro, ed è lastricata. Fra i sepolcri notevoli, quello di Marco Celio Viniciano.

                                     

3. Religione

È noto che a Tusculum si festeggiavano i Vinalia; Varrone racconta che sulle porte della città era scritto che non si portasse in città il vino colto nella vendemmia, prima di aver proclamato i Vinalia.

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