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ⓘ Ariano Irpino




Ariano Irpino
                                     

ⓘ Ariano Irpino

Ariano Irpino è un comune italiano di 22 000 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

La cittadina costituisce il principale centro demografico della provincia dopo il capoluogo da cui dista 54 km nonché il più popoloso tra tutti i comuni montani della Campania, mentre i suoi 186.74 km² ne fanno il comune più esteso dellintera regione, maggiore anche del capoluogo Napoli distante 104 km e oltre sei volte più vasto di Avellino.

Sede episcopale fin dallalto medioevo, si fregia del titolo di città e del ruolo di ente capofila nellampio settore nord del territorio provinciale.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

La città è situata lungo lAppennino campano, a confine tra le regioni Campania e Puglia e in posizione pressoché equidistante dai mari Tirreno e Adriatico, tanto che la linea spartiacque attraversa per decine di chilometri il tenimento comunale al cui centro geografico è ubicato un notevole valico appenninico, la sella di Ariano. Lagro rurale è lambito dai fiumi Ufita e Miscano subaffluenti del Volturno e solcato dal torrente Cervaro, tributario del lago Salso; laltitudine varia dai 179 agli 811 m s.l.m.

Il territorio comunale, riconosciuto per legge come "interamente montano", è costituito da stratificazioni detritiche incoerenti a elevato tenore in carbonato di calcio e spesso fossilifere, le quali si dispongono a formare un paesaggio alquanto impervio e inciso da valli incassate ove non mancano i dirupi di natura puramente erosiva. Fanno eccezione gli ampi altipiani ondulati degli estremi settori nord-orientali tra la valle del Cervaro e il bacino del Miscano, poggianti su rocce relativamente più antiche e compatte, nonché le ristrette piane alluvionali localizzate sullopposto versante, presso lo sbocco della Fiumarella nella valle dellUfita.

Il centro cittadino sorge in posizione dominante su tre alture Castello, Calvario e San Bartolomeo, da cui è derivato lepiteto di città del Tricolle. Dai punti più panoramici e in particolare dalla sommità del castello si ammirano a ovest i massicci del Taburno e del Partenio, a sud Trevico e lAppennino lucano, a est il Vulture con i monti della Daunia e a nord lAppennino sannita con il massiccio del Matese e, più in lontananza, i monti della Meta e la vetta della Maiella, sicché sono visibili alcune parti di 6 delle 20 regioni italiane.

                                     

1.2. Geografia fisica Sismicità

Situata presso il margine settentrionale del distretto sismico dellIrpinia, la città ha risentito anche dei movimenti tellurici avvenuti nel limitrofo Sannio, quali il terremoto del 1349 e il sisma del 1688. Viceversa gli eventi con epicentri localizzati nel settore meridionale dellIrpinia sono risultati relativamente meno disastrosi: un esempio è dato dal terremoto del 1980 che provocò una sola vittima in ambito cittadino.

  • Classificazione sismica: zona 1 alta sismicità
                                     

1.3. Geografia fisica Clima

Situato in unarea appenninica interna, per effetto dellaltitudine il territorio è caratterizzato da un clima di tipo temperato fresco.

Le precipitazioni sono moderate, mediamente non eccedenti gli 800 mm annui, con massimi fra novembre e dicembre e minimi tra luglio e agosto. Nel corso del semestre freddo si verificano sporadiche nevicate, mentre occasionali sono le grandinate estive.

La stazione meteorologica di Ariano Irpino è ubicata nellestrema parte alta della città, a quota 794 m s.l.m. Dallanalisi matematica delle medie termiche nel trentennio di riferimento 1961-1990 si evince che i valori minimi di temperatura si registrano mediamente nellultima decade di gennaio mese più freddo con una media termica di +3.8 °C e quelli massimi agli inizi di agosto mese più caldo con un valore medio di +21.6 °C.

  • Gradi giorno 2410.
  • Classificazione climatica di Ariano Irpino
  • Zona climatica E;


                                     

2. Origini del nome

Il toponimo "Ariano", attestato fin dal 798, deriverebbe secondo la tradizione dal latino Ara Iani, con riferimento a un antico altare pagano dedicato al dio Giano; più verosimilmente letimo risale al prenome personale Ario in latino Arius con laggiunta di un suffisso prediale, sicché è presumibile che il significato originario fosse "terra di Ario" in latino fundus Arianus.

La formulazione "Ariano Irpino" con riferimento al distretto storico-geografico dellIrpinia sostituì nel 1930 la precedente denominazione "Ariano di Puglia" che era stata resa ufficiale dal 1868 ma che risultava già in uso nei secoli precedenti, verosimilmente fin dai tempi del ducato di Puglia e Calabria che in epoca normanna gravitava su Salerno considerata allora la capitale della Puglia, mentre volgare pugliese era il nome generico dei dialetti italiani meridionali. Laggiunta di un epiteto al nome "Ariano" era comunque giustificata dallopportunità di distinguere il comune dallomonimo centro nel Polesine anticamente nel Ferrarese.

                                     

3.1. Storia Preistoria

Le prime tracce umane si rinvengono nel settore nord del territorio comunale. In particolare lungo la sella di Camporeale emergono, in superficie o a poca profondità, numerosi e svariati strumenti di selce scheggiata ascrivibili allindustria musteriana e risalenti al Paleolitico medio, ossia allepoca neandertaliana. Il primo stabile insediamento abitato, il più antico della Campania, compare sulla rupe de La Starza, alle cui falde vi è una fonte sorgiva perenne; ivi si rinvengono le vestigia di un intero villaggio di capanne risalente al Neolitico inferiore, popolato pressoché ininterrottamente dal VII millennio a.C. fin verso il 900 a.C.

                                     

3.2. Storia Protostoria

Alle prime genti appenniniche seguono gli Irpini, una bellicosa tribù sannitica della quale però non rimangono in città come nel resto dIrpinia che esigue tracce. Peraltro i pochi reperti rinvenuti in ambito cittadino intonaci di capanne, frammenti di olle e ceramica fine, relativi a un insediamento sul colle Pàsteni, non sono databili con certezza, mentre restano inesplorate le numerose grotte esistenti. Pertanto leventuale presenza di una roccaforte irpina in cima al Tricolle con lobiettivo strategico di controllare e contrastare le due temibili colonie romane di Benevento e Lucera rimane unipotesi suggestiva ma non suffragata da prove.

                                     

3.3. Storia Epoca romana

Di origine romana è invece il borgo di Aequum Tuticum, sorto sullaltipiano di SantEleuterio a non molta distanza dallantico insediamento de La Starza. Benché la seconda parte del nome sia costituita da un termine pre-latino in lingua osca tuticum significava infatti "pubblico", "pertinente al touto ", il vicus si sviluppa in correlazione a due antiche strade consolari romane, la via Aemilia e la via Minucia, entrambe diramazioni della via Appia.

Il vicus è citato per la prima volta nel 50 a.C. da Cicerone che, in una sua missiva a Tito Pomponio Attico, scrive proprio da Aequum Tuticum definendolo un punto di sosta lungo la direttrice per lApulia. Il periodo di massimo splendore giunge però in epoca imperiale quando il centro diventa anche il punto dincrocio fra lAppia Traiana e la via Herculea.

                                     

3.4. Storia Medioevo

Le ripetute invasioni barbariche del IV-VI secolo determinano la rapida decadenza di Aequum Tuticum che viene quindi abbandonata. Le sanguinose guerre che lImpero bizantino scatena contro Ostrogoti e Longobardi inducono soldatesche e popolazione civile a rifugiarsi sul "Tricolle", luogo più elevato e dunque meglio difendibile; in particolare, con laffermarsi dei Longobardi nel ducato di Benevento vengono erette, entro il secolo VIII, le prime strutture fortificate del castello a difesa dai domini bizantini.

A partire dalla metà del IX secolo il principato di Benevento entra però in crisi subendo dapprima la scissione di Salerno, quindi loccupazione bizantina che coinvolge anche Ariano e infine la sottomissione a Capua. Tra il 1016 e il 1022, in un contesto politico ormai frammentato, la contea di Ariano è quindi usurpata da un gruppo di cavalieri normanni capeggiati da Gilberto Buatère e assoldati da Melo di Bari, un nobile di origine longobarda ribelle al dominio bizantino. La contea, che soppianta il preesistente gastaldato, è considerata la prima dominazione normanna in territorio italiano.

Grazie alla vittoriosa conquista normanna dellItalia meridionale Ariano assume un ruolo di primaria rilevanza: il castello viene potenziato e la città, ormai a capo di una vasta grancontea, diventa uno dei centri più importanti del tempo. In quello stesso periodo storico vive e opera Ottone Frangipane morto nel 1127, poi santificato e prescelto come protettore della città.

Re Ruggero II dAltavilla elegge il castello appena ristrutturato a propria dimora; nel 1140 egli, dinanzi allassemblea generale del ducato di Puglia e Calabria, delibera il conio di una nuova moneta il ducale, meglio noto come ducato e promulga le Assise di Ariano, la nuova costituzione del regno di Sicilia; tale corpus legislativo, una sintesi di diverse insigni tradizioni giuridiche, sarà poi adottato con poche variazioni nelle costituzioni di Melfi.

Nel contempo, però, il rapido e disordinato sviluppo urbano lungo un crinale maestoso ma geologicamente fragile contribuisce al progressivo dissesto idrogeologico e alla conseguente formazione degli enormi burroni che circondano il centro storico; al 1180 risale infatti la prima attestazione della città "inghiottita" da un "terremoto".

Con lavvento della dominazione sveva sul trono del regno di Sicilia ha poi inizio una fase decisamente infelice. In particolare nel 1255 Manfredi figlio di Federico II di Svevia assedia la città, colpevole di aver appoggiato lesercito papale contro di lui. Ariano resiste strenuamente finché un gruppo di soldati lucerini, fingendosi disertori dellesercito di Manfredi, viene accolto nella roccaforte; durante la notte essi rivelano però le loro vere intenzioni saccheggiando e bruciando la città oltre a far strage degli abitanti. A ricordo del tragico evento vi è ancora una via chiamata in dialetto arianese "la Carnale".

In seguito Carlo I dAngiò, dopo aver sconfitto Manfredi nella battaglia di Benevento e conquistato il regno, nel 1269 decide di ricostruire la città. Nelloccasione, quale segno di riconoscenza per la fedeltà dimostrata al papato, dona alla diocesi di Ariano due sacre spine dategli dal fratello Luigi IX di Francia detto il Santo, tuttora custodite nel museo degli argenti. Durante il regno degli Angioini, la contea di Ariano viene retta da esponenti della famiglia provenzale de Sabran dal 1294 al 1413. Tra i vari conti di quel periodo spiccano le figure di santElzearo e di sua moglie beata Delfina, poi assurti a compatroni.

Dopo aver patito gravi danni a causa del terremoto del 1349, ai primi del Quattrocento la città risente della dura lotta fra Angioini e Aragonesi per il possesso del regno di Napoli. Nel 1417 la contea passa a Francesco Sforza, condottiero e futuro duca di Milano, mentre nel 1440 viene concessa da re Alfonso al gran siniscalco Innico de Guevara, il quale si era distinto come uno dei suoi migliori generali durante la conquista del regno.

Unitamente a gran parte del centro-sud peninsulare, la città è poi devastata dal terremoto del 1456, forse il più disastroso registrato in Italia nel corso del II millennio; ciò accade quasi nel mezzo del dominio aragonese che durerà fino al 1485 quando Pietro, figlio di Innico, perde la contea a seguito della sua partecipazione alla congiura dei baroni. Dallanno successivo la città rientra nel demanio rimanendovi per un decennio.



                                     

3.5. Storia Età moderna

Nel 1495 la contea è comprata da Alberico Carafa, il quale tre anni più tardi otterrà da re Ferdinando II di Napoli il titolo di duca di Ariano. Tuttavia già a partire dalla fine del 1494 la città, per la sua rilevanza strategica, veniva a trovarsi coinvolta nelle grandi guerre dItalia tra Francia, Spagna e Sacro Romano Impero. Sia pur intervallate da fragili tregue funestate peraltro dal sisma del 1517 e dalla peste del 1528, le varie battaglie dureranno fino al 1559 con danni immensi sia nellarea urbana ove perfino le campane delle chiese vennero fuse per ricavarne armi sia nelle campagne laddove si compì una strage di olivi e altri alberi per ricavare il legname necessario ad alimentare le fonderie. Fu a seguito di tali eventi infausti che la città ottenne, quale forma di ristoro, il beneficio perpetuo dellistituzione di cinque fiere annuali.

Fin dal 1532 il ducato di Ariano era passato dai Carafa ai Gonzaga e da costoro nel 1577 ai Gesualdo. Ma il regime feudale volge ormai al termine: infatti il 2 agosto 1585 Ariano si riscatta, è reintegrata nel demanio e diventa città regia lunica in tutto il Principato Ultra venendo così a dipendere direttamente dai viceré di Napoli. Da quel momento lo sviluppo socio-economico e la crescita demografica divengono impetuosi: nel 1622 Ariano è la dodicesima città del regno per popolazione capitale esclusa con i suoi 1 922 fuochi, la prima in assoluto tra le località appenniniche.

Nel 1647-48 la popolazione si oppone energicamente ai moti di Masaniello, ma finisce per subire lassedio e il saccheggio ad opera dei ribelli napoletani per aver bloccato il transito del grano a loro destinato dalla Puglia. Ma una tragedia ben più devastante si profila allorizzonte: è la peste del 1656, che decima la popolazione con la scomparsa di interi villaggi fra cui il borgo di Corsano, appartenente alla diocesi di Ariano; come se non bastasse, nel volgere di pochi decenni si innesca una grave crisi sismica: al terremoto del Sannio del 1688 fanno seguito il terremoto della Basilicata del 1694, il terremoto di Benevento del 1702 e il disastroso terremoto dellIrpinia del 1732; tuttavia la città, prescelta da re Carlo III di Spagna quale punto di valico per la nuova strada regia delle Puglie, riesce a mantenere la sua rilevanza divenendo sede dal 1743 del regio consolato del commercio con giurisdizione su 65 comuni e dal 1806 del distretto di Ariano. Si innesca così una nuova crescita demografica, sebbene le condizioni igienico-sanitarie restino precarie: ancora nel 1835 la malaria falcidia le zone rurali mentre due anni più tardi il colera causa centinaia di morti nellarea urbana. Larga parte della popolazione resta comunque fedele ai Borbone opponendosi ai moti del Risorgimento ma ricadendo poi nella piaga del brigantaggio

                                     

3.6. Storia Età contemporanea

In epoca post-unitaria la città è sede del collegio elettorale e del circondario di Ariano di Puglia, poi soppressi rispettivamente nel 1919 e nel 1926; fin dal 1868 il comune aveva infatti ufficialmente acquisito la denominazione tradizionale ma approssimativa di "Ariano di Puglia", quindi rettificata in "Ariano Irpino" nel 1930. Proprio in tale anno la cittadina è duramente colpita dal terremoto del Vulture mentre nei decenni successivi si verificano altri gravi danni, dapprima nel corso della seconda guerra mondiale con bombardamenti alleati che colpiscono anche la stazione ferroviaria, poi ancora a seguito del sisma del 1962 quando molti edifici risultano lesionati e infine per effetto del terremoto del 1980 che provoca, fra laltro, il crollo del campanile della basilica cattedrale. In risposta a tali eventi infausti benché relativamente poco luttuosi si registra una progressiva espansione urbana lungo i versanti periferici, non accompagnata però da una crescita demografica.



                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

Cattedrale

La basilica cattedrale è intitolata allAssunzione di Maria, a santOttone Frangipane protettore della diocesi e a santElzearo da Sabrano compatrono, le cui statue troneggiano sui portali, mentre gli interni sono ricchi di opere darte di varia epoca. Riconosciuta fin dal 1940 quale monumento nazionale, la cattedrale nel 1984 ottenne da papa Giovanni Paolo II il titolo di basilica minore.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Eretta originariamente nellXI secolo, fu danneggiata dal terremoto del 1456 e infine ricostruita dopo il sisma del 1732. Il portale dingresso in pietra è del 1747. Allinterno custodisce una statua lignea di san Michele e un seggio vescovile in stile tardo-catalano del 1563.

Chiesa di SantAnna

Situata alle spalle del municipio e custodita dalle suore dello Spirito Santo, conserva due altari del Seicento nonché il sepolcro di Giuseppina Arcucci, fondatrice della congregazione.

Chiesetta di SantAndrea

Adiacente al palazzo della Duchessa, a breve distanza dalla centrale piazza Plebiscito, risale al Quattrocento.

Chiesa di SantAgostino

Sita nellantica piazza Ferrara, custodisce un altare della Consolazione del Cinquecento, sovrastato da un arco in pietra grigia di Roseto adornato da fregi e sculture simboliche.

Chiesa di San Pietro alla Guardia

È ubicata nello storico rione Guardia e risale al 1459. Sulla facciata presenta un portale tardo-gotico mentre allinterno vi è un altare quattrocentesco.

Chiesa di San Giovanni Battista

Ricostruita dopo il terremoto del 1732, conserva però un antico fonte battesimale a forma di calice.

Chiesa della Madonna del Carmelo

Fu edificata nel 1688; la festa religiosa si tiene annualmente il 16 luglio. Poco più a valle vi è lex convento dei Cappuccini, esistente fin dal 1583.

Chiesa di San Pietro de Reclusis

Sita nel rione omonimo alle pendici del centro storico, custodisce affreschi del Cinquecento. In adiacenza, allombra di un tiglio plurisecolare, vi è leremo in cui trascorse gli ultimi anni della sua vita santOttone protettore della città, cui è dedicato lospedale civile sorto nei pressi.

Chiesetta del Crocifisso

Situata lungo il sentiero che conduceva alleremo di santOttone, fu edificata a seguito di un evento miracoloso attribuito a quel santo.

Grotta di Santa Maria di Lourdes

Costruita a imitazione della celebre grotta di Massabielle, venne consacrata nel 1922. Nella vallata sottostante fu poi eretto, nel 1986, il santuario della Madonna di Fatima.

Chiesetta di Santa Maria del Loreto

Sorge su di un terrazzo naturale a valle del Castello. Più volte rimaneggiata, la si trova già citata con annessi una "camera" e un" horto" in un inventario presentato nel 1517 allallora vescovo Diomede Carafa.

Chiesetta dei Martiri

Edificata nel Cinquecento nellomonima località periferica, presenta un portale con leffigie del cardinale arianese Diomede Carafa.

Santuario di Valleluogo

Situato presso uno storico mulino luogo di unantica apparizione mariana in una vallata ricca di acque e di alberi secolari, divenne meta di pellegrinaggi soprattutto nel giorno di Pentecoste fin dal basso Medioevo. Al suo interno vi è una statua della Madonna risalente al Quattrocento.

Santuario di San Liberatore

Posto su di un poggio immerso tra gli oliveti, ha origini assai antiche ma fu ricostruito dopo il sisma del 1962. Dedicato al compatrono san Liberatore di cui custodisce una statua lignea del 1349, è meta di pellegrinaggi specie in occasione del 15 maggio.

                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture militari

Il Castello

Sorge sulla vetta dellomonimo colle, nel punto più alto e panoramico del territorio cittadino. Già esistente in epoca longobarda, venne riedificato dai Normanni e quindi ristrutturato dagli Angioini e, in epoca successiva, dagli Aragonesi. Abbandonato definitivamente al termine delle grandi guerre dItalia del XVI secolo, fu poi parzialmente restaurato agli inizi del III millennio. Circondato dallampia villa comunale, ospita il museo della civiltà normanna.

Le Torrette

Nel settore nord-est dellagro comunale, lungo lalta valle del Cervaro, si ergono tre torri di avvistamento di epoca medievale: la Torre delle Ciàvole, situata non lontano dalla stazione ferroviaria di Pianerottolo e riutilizzata a lungo come masseria, è quella meglio conservata ciàvola in dialetto arianese significa "corvo"; la Torretta di Camporeale, ubicata sullomonimo altipiano ove re Ruggero II convocò le Assise di Ariano del 1140, venne pure trasformata in masseria ma presto abbandonata; la Torre de li Pizzi, situata presso il tratturo Pescasseroli-Candela, lungo la direttrice che conduce al borgo medievale di Zungoli, si conserva in forma di rudere su di una duplice altura boscosa a strapiombo sul fiume Cervaro pizzo equivale a "cucuzzolo".

Una quarta torretta la Torre dAmandi era posta a controllo della valle dellUfita, ma fu rasa al suolo nel 1767 su ordine di re Ferdinando IV di Napoli in quanto divenuta covo di briganti che assalivano la sottostante strada regia delle Puglie, frequentata dallo stesso sovrano quando si recava a caccia nel vallo di Bovino.

                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse I palazzi storici

Palazzo Bevere-Gambacorta

Situato presso il Centro pastorale diocesano San Francesco dAssisi, risale agli inizi del Settecento. Fino al 1958 ospitò il liceo-ginnasio fondato nel 1866 e intitolato a Pietro Paolo Parzanese; dal 2018 è sede accademica dellUniversità del Sannio.

Palazzo San Giacomo

Ubicato nello storico rione Tranesi che per secoli ha ospitato le fornaci della maiolica arianese, fu sede dellOspedale civile tra il Settecento e il Novecento; dal 2015 costituisce il polo didattico-scientifico del Museo della ceramica.

Palazzo Forte

Di antica origine, ma poi ampliato e rimodernato tra il Seicento e il Settecento, fu sede della sottoprefettura di Ariano di Puglia fino al 1926. A partire dal 1991 è adibito a sede museale: il piano rialzato ospita il Museo civico mentre il livello inferiore accoglie il Museo archeologico.

Palazzo de Piano-dAfflitto

Noto come Palazzo della Duchessa, sorse lungo via Rodolfo dAfflitto probabilmente nel medioevo come casa-torre; ristrutturato nel Cinquecento, fu poi ampliato nel Settecento.

Palazzo Vitoli-Cozzo

Attiguo al cinema-teatro comunale, risale al Settecento. In adiacenza vi è la cappella di SantAntonio di Padova, eretta nel 1731.

Palazzo Anzani

Eretto nel Seicento lungo via Donato Anzani, tale edificio fortificato ingloba un tratto delle antiche mura cittadine.

                                     

4.4. Monumenti e luoghi dinteresse Le fontane

Monumentali sono le règie fontane, edificate nel 1739 per volontà di re Carlo III di Borbone ad uso dei viandanti lungo la strada regia delle Puglie che collegava Napoli capitale del Regno alla terra di Capitanata. Nellambito del territorio comunale se ne ammirano quattro: il càrpino della Pila "càrpino" in dialetto arianese significa "abbeveratoio", la fontana della Maddalena, il càrpino della Tetta prossimo alla più antica fontana della Tetta e la fontana di Camporeale-Pontegonnella.

Ben diverso è invece lo stile architettonico delle antiche fontane rurali, spesso in pietra grezza, meno elevate e solitamente coperte; un esempio è dato dalla cinquecentesca fontana del Brecceto, situata lungo la via che conduce al santuario di San Liberatore.

                                     

4.5. Monumenti e luoghi dinteresse Le masserie

Tali maestose strutture architettoniche rurali furono edificate tra il Medioevo e il Rinascimento utilizzando il pietrame estratto dalle cave locali o recuperato dai ruderi dei preesistenti casali alto-medioevali. Le masserie più imponenti sorgono sugli altipiani che si estendono nel settore nord dellagro comunale:

  • Chiuppo de Bruno, prese il posto del casale di San Donato la cui cappella è tuttora visibile
  • SantEleuterio, sorta al posto di un casale omonimo che, a sua volta, era situato presso il borgo romano di Aequum Tuticum.
  • Montefalco, lungo il medesimo tratturello, alle falde di unantica cava di pietre
  • Falceta, a prevalente destinazione zootecnica, presso il tratturello Camporeale-Foggia
  • Sprinia, lungo la medievale via Francigena che conduceva ai porti dimbarco verso la Terrasanta

Agli inizi del III millennio lintera area, già in parte vincolata dalla soprintendenza archeologica di Salerno e Avellino, è stata posta definitivamente sotto tutela.

                                     

4.6. Monumenti e luoghi dinteresse Le taverne

In quanto collocata lungo la strada regia delle Puglie, la città contava in passato un gran numero di taverne. Le strutture tuttora riconoscibili, ubicate appunto lungo la direttrice per la Puglia, sono la taverna del Turco, la taverna Vitoli e la taverna delle Monache. La toponomastica ad es. Pianotaverna suggerisce che in un lontano passato strutture di tal genere sorgevano anche lungo le vie mulattiere.

                                     

4.7. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

La villa comunale

Realizzata nel 1876 tuttattorno al castello normanno, tale area verde si estende in altura su circa 50 000 m² tra prati, fiori, siepi e alberi dalto fusto. Sovente innevata dinverno, si caratterizza per le sue ampie vedute panoramiche.

Boschetto Pàsteni

Trattasi di un bosco dalto fusto a vegetazione mista conifere e latifoglie. Situato sul versante nord del centro storico, dispone di unarea attrezzata per escursionisti.

Viale Russo-Anzani

Questo tracciato percorre il perimetro delle antiche mura cittadine, parte delle quali sono tuttora visibili. Dimora del poeta Girolamo Angeriano, il viale si dilunga in posizione aperta e soleggiata con esposizione a levante.

Muraglioni dei Tranesi

Posti su di una rupe a strapiombo esposta a ponente, nellarea delle antiche fornaci della ceramica arianese, tali contrafforti offrono una suggestiva veduta panoramica incentrata sulla "Dormiente del Sannio", una dorsale appenninica detta così per il suo caratteristico profilo muliebre.

                                     

4.8. Monumenti e luoghi dinteresse Itinerari storico-culturali

La via Francigena

Detta anche via Sacra Longobardorum, ripercorre il tracciato dellantica via Traiana che, a differenza di altre strade romane quali la via Appia e la via Herculea, rimase in esercizio fino alle soglie dellera moderna. Attestata fin dal 1024, nel medioevo era percorsa da frotte di pellegrini e crociati europei diretti in Terrasanta. La via interseca il settore nord dellagro comunale nel tratto compreso tra il fiume Miscano ove vi era il ponte romano della Malvizza, di cui restano talune tracce e la linea spartiacque appenninica oltre la quale vi era il castello di Crepacuore, presidio dei cavalieri gerosolimitani.

Il Tratturo

Questo antico tracciato erboso, che attraversa le vaste lande a nord-est del centro abitato, è legato alla transumanza di greggi dallAbruzzo alla Puglia, tanto da essere denominato la" via della lana”. Il tratto che si è conservato meglio, quello che varca laltipiano di Camporeale, è meta di escursionisti a piedi, in bici e a cavallo.

Il Tratturello

Dal pianoro di Camporeale si distacca una diramazione il cui tracciato si dirige dapprima alle Tre Fontane di Greci ove sorge la prima di una serie di taverne per penetrare poi nel Tavoliere delle Puglie fino a raggiungere Foggia, ove vi era la sede della regia dogana della mena delle pecore.

                                     

4.9. Monumenti e luoghi dinteresse Siti archeologici

Il territorio comunale vanta due siti archeologici, entrambi ubicati nella valle del Miscano circa 10 km a nord del centro cittadino. Gran parte dei reperti rinvenuti in tali aree sono esposti nel locale Museo archeologico.

La Starza

Situata presso una rupe gessosa, questaltura consiste nel più antico insediamento preistorico del neolitico inferiore VI millennio a.C. in Campania. I reperti rinvenuti attestano unoccupazione pluri-millenaria durante tutto il neolitico e letà del bronzo fino allabbandono avvenuto a ridosso delletà del ferro 900 a.C. e preceduto dalla fortificazione dellinsediamento mediante lerezione di una cinta muraria.

Aequum Tuticum

I resti di questo borgo romano emergono dal vasto pianoro di SantEleuterio. Le tracce rinvenute mostrano un abitato sviluppatosi entro il I secolo e divenuto poi, in epoca imperiale, un rilevante snodo viario, infine decaduto e abbandonato alla fine delletà antica a seguito delle invasioni barbariche.

                                     

5. Società

Lingue e dialetti

Nellambito del territorio comunale accanto alla lingua italiana è in uso una particolare varietà del dialetto irpino.

Fondazione Mainieri

Sorta grazie al lascito del benefattore Vincenzo Mainieri nato in Ariano nel 1853, listituzione si occupa della formazione alle persone diversabili.

Centro Minerva

Fondata nel 1982 in unarea verde alle porte della città, tale struttura sanitaria è specializzata nel settore riabilitativo.

                                     

5.1. Società Etnie e minoranze straniere

I dati dellIstituto nazionale di statistica rilevavano al 31 dicembre 2018 una popolazione straniera residente di 537 unità, pari al 2.4% del totale. Di seguito si elencano le nazionalità maggiormente rappresentate:

                                     

5.2. Società Lingue e dialetti

Nellambito del territorio comunale accanto alla lingua italiana è in uso una particolare varietà del dialetto irpino.

                                     

5.3. Società Religione

La città è sede della diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia nellambito della regione ecclesiastica Campania. In particolare, il territorio comunale annovera quindici parrocchie con tre santuari diocesani.

                                     

5.4. Società Le Sante Spine

Nella seconda metà del secolo XIII re Carlo I dAngiò donò alla città due Sacre Spine della corona di Cristo ai superstiti della strage a tradimento compiuta dai Saraceni nel 1255, quale riconoscimento alle vittime del martirio. In ricordo di quegli eventi memorabili si tiene annualmente nel mese di agosto la rievocazione storica del dono delle Sante Spine. Le Sacre Spine sono permanentemente custodite nel museo degli argenti.

                                     

5.5. Società Ospedale

Lospedale civile venne fondato nel 1410 e, come tutte le analoghe strutture dellepoca, accoglieva inizialmente sia gli infermi che i pellegrini. Nel corso del Novecento il nosocomio venne interamente ricostruito poco più a valle, in prossimità delleremo in cui visse il santo al quale lospedale è dedicato.

                                     

5.6. Società Istituto di Assistenza

Tale struttura, specializzata nellassistenza geriatrica e realizzata grazie ai lasciti raccolti da Francesco Capezzuto vescovo di Ariano dal 1838 al 1855 cui è intitolata, sorse nel 1873 e fin dal 1891 occupa la sede attuale, nel centro della città.

                                     

5.7. Società Fondazione Mainieri

Sorta grazie al lascito del benefattore Vincenzo Mainieri nato in Ariano nel 1853, listituzione si occupa della formazione alle persone diversabili.

                                     

5.8. Società Centro Minerva

Fondata nel 1982 in unarea verde alle porte della città, tale struttura sanitaria è specializzata nel settore riabilitativo.

                                     

5.9. Società Silenziosi Operai della Croce

Si tratta di unassociazione internazionale privata di fedeli la cui casa madre è sita presso il santuario della Madonna di Valleluogo. Allinterno della struttura vi è un centro di rieducazione psicomotoria.

                                     

5.10. Società Suore dello Spirito Santo

Questa congregazione, fondata nel 1896 dalla giovane Giuseppina Arcucci, svolge la sua opera nel campo socio-assistenziale e, a partire dal 1986, anche allestero in ambito missionario. La casa madre è situata nel cuore del centro storico, a tergo del municipio.

                                     

6.1. Cultura Ricerca

Fin dal 1991 la città è sede del Centro europeo di studi normanni, sorto per iniziativa di un gruppo di studiosi italiani, francesi e inglesi e finalizzato alla ricerca sulla civiltà normanna nellEuropa medievale.

Inoltre nel 2006, alla presenza del premio Nobel Rita Levi-Montalcini, fu inaugurato il centro di ricerche BioGeM Biologia e Genetica Molecolare, attivo nella ricerca scientifica in campo biogenetico e farmacologico.

                                     

6.2. Cultura Università

BioGeM Campus promuove lalta formazione e la diffusione della cultura scientifica negli ambiti biomedico, biochimico e biogiuridico.

La città è inoltre sede desami delluniversità telematica Pegaso.

                                     

6.3. Cultura Scuole

Sede di distretto scolastico, il territorio comunale ospita 24 plessi didattici, 5 dei quali riservati agli istituti distruzione superiore. Questi ultimi fanno capo a tre grandi poli scolastici: il liceo classico con annesso liceo scientifico "Pietro Paolo Parzanese", listituto superiore "Ruggero II" e listituto distruzione superiore "Giuseppe De Gruttola".

                                     

6.4. Cultura Biblioteche

Biblioteca Comunale

Sita nel centro della città, possiede 60 000 volumi e opuscoli tra cui diverse migliaia di fondi antichi; i documenti multimediali ammontano a 20 000. Per la costituzione della biblioteca fu determinante limpegno di Pasquale Stanislao Mancini, cui la collezione è intitolata.

Biblioteca Diocesana

Ubicata allinterno del palazzo episcopale, conta 37 340 testi oltre allarchivio storico della curia vescovile e alla raccolta completa delle opere del sacerdote-poeta Pietro Paolo Parzanese.

Biblioteca CESN

Allestita nella sede del Centro europeo di studi normanni, annovera molte migliaia di testi storici medievali con antichi manoscritti, pergamene e un archivio digitale.

                                     

6.5. Cultura Musei

Museo della Civiltà Normanna

Ubicato nella villa comunale allinterno del castello normanno, custodisce numerosi reperti storici di epoca alto-medievale.

Museo Civico della Ceramica

Situato lungo via Rodolfo dAfflitto, espone stampe di epoca rinascimentale, la fototeca civica e una vasta collezione di maiolica arianese antica.

Museo Archeologico

Ospitato in uno storico palazzo alla via Donato Anzani, vi si trovano reperti di epoca neolitica, sannitica e romana provenienti dai siti archeologici della valle del Miscano.

Museo degli Argenti

Ha sede nellex tesoreria della Basilica cattedrale. Custodisce preziose opere sacre, fra cui un reliquario contenente due Sacre Spine della corona di Cristo.

Museo Diocesano

Ubicato nellex chiesa di Santa Lucia, espone pitture di scuola napoletana risalenti al Seicento e al Settecento oltre a svariate opere tessili, lignee e marmoree.

Museo "Giuseppina Arcucci"

Custodito dalle Suore dello Spirito Santo, è dedicato alla fondatrice della congregazione ma conserva opere e documenti di epoca anteriore.

Museo "Biogeo"

Sorto allinterno del centro di ricerca Biogem con il supporto dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, questo particolare museo illustra lorigine e levoluzione della Terra e della vita.

                                     

6.6. Cultura Media

Canale 58 è lemittente televisiva cittadina; fondata a fine Novecento, dal 2013 è dotata di un proprio sito web.

Radio Ariano Centro è la locale stazione radiofonica; modula in Fm 107.700 nonché in streaming.

                                     

6.7. Cultura Arte

La città si caratterizza per un peculiare prodotto artistico, la maiolica o ceramica smaltata, di cui si hanno notizie certe a partire dalla fine del Duecento, sebbene il picco della produzione venne raggiunto solo nel Settecento.

Oltre alle vaste collezioni custodite nel Museo civico e della ceramica, si registra anche una variegata produzione attuale fregiantesi del marchio CAT Ceramica Artistica Tradizionale rilasciato dal Consiglio nazionale ceramico.

                                     

6.8. Cultura Cucina

Larte culinaria rispecchia fedelmente le tradizioni contadine e pastorali del luogo tanto che molte delle pietanze conservano le tipiche denominazioni in dialetto arianese.

Oltre al rinomato pane casereccio cotto in forno a legna sotto vari formati, anche alcuni tagli di pasta e certe forme di latticini e insaccati sono peculiari di questa terra ad alta vocazione agro-zootecnica, mentre fra le carni prevalgono piuttosto quelle bianche degli animali da cortile, spesso farcite e aromatizzate con erbe selvatiche locali. Nonostante la relativa lontananza dai due mari Tirreno e Adriatico distanti comunque meno di 100 km, non manca qualche portata a base di pesce come ad esempio la caratteristica pizza cu la lice, ossia "pizza con le alici".

Gli ortaggi poi costituiscono da sempre una quota rilevante degli ingredienti in uso, tanto che già nellOttocento veniva ad esempio rimarcata la produzione in "quantità immensa di peperoni, detti pipilli denominazione questultima tuttora in auge nel dialetto locale. Larghissimo è anche lutilizzo di legumi e verdure ivi compreso il cardone di Natale, la cui cottura richiede comunque un particolare tipo di pentola chiusa in terracotta, la pignata.

Caratteristica è poi la frutta, tanto che alcune cultivar, soprattutto di ciliegie, sono autoctone. Tradizionale nelle stagioni intermedie è inoltre la ricerca di tipici prodotti del sottobosco: così in primavera si raccolgono li spàlici lessenza Asparagus acutifolius, una varietà di asparago più piccola ma più aromatica di quella coltivata, in autunno invece li cardariélli la prelibata specie fungina Pleurotus eryngii.

Alcuni piatti decisamente più elaborati sono invece esclusivi di certe ricorrenze, come strùffoli a Carnevale, casatiélli e pizzpanàro a Pasqua, pipilli chjini e zéppole alla vigilia di Natale, malati alla vendemmia, pizza cu li ccécule alla mattanza del maiale.

Per tutte le pietanze il condimento immancabile è lolio extravergine doliva DOP "Irpinia - Colline dellUfita", ricavato localmente da piante della tipica cultivar Ravece, mentre il marchio PAT spetta al caciocchiato, un caratteristico formaggio da dessert di produzione esclusivamente locale.

                                     

6.9. Cultura Eventi

Ariano International Film Festival è una rassegna cinematografica; si tiene annualmente a cavallo fra i mesi di luglio e agosto.

Ariano Folk Festival costituisce invece una rassegna di musica folk. Si articola in due sessioni: la prima ad agosto, laltra al coperto fra dicembre e gennaio.

Il meeting Le due culture, organizzato nella prima decade di settembre dal centro di ricerche Biogem, si propone di raggiungere un punto dincontro tra il sapere umanistico e quello scientifico; vi prendono parte ogni anno insigni studiosi e premi Nobel.

ClassicAriano, rassegna di musica classica curata dalla Società italiana della musica da camera, si compone di una serie cadenzata di concerti durante lintero corso dellanno.

                                     

7.1. Geografia antropica Urbanistica

Il centro storico, ubicato sul crinale del "Tricolle" e di impianto alto-medievale, ebbe fin dallorigine una forma piuttosto allungata. Esso infatti si disponeva lungo un antico tracciato verosimilmente una mulattiera militare che da Benevento, capitale dellomonimo ducato longobardo, conduceva verso la Puglia, allepoca duramente contesa ai Bizantini; tale percorso è ben riconoscibile nei rioni Strada-Annunziata-Piazza Ferrara-Guardia. Altri micro-quartieri sorsero poi lungo antiche diramazioni: è il caso di Sambuco vie Santo Stefano-Anzani lungo un viottolo per Villanova-Zungoli e di San Nicola vie Parzanese-Intonti lungo un sentiero per Montecalvo. La cerchia urbana era cinta da mura, alcuni tratti delle quali sono tuttora visibili lungo la via Russo-Anzani; invece il castello, eretto nel punto più elevato, era staccato dal resto dellabitato attorno al quale vi erano piuttosto alcune distese di pascoli pubblici. Le numerose grotte esistenti hanno origine antica ma artificiale e un intero quartiere rupestre Tranesi era stato destinato alla produzione della maiolica arianese; anche i molti burroni che circondano il centro storico non esistevano in origine, ma si formarono a seguito di profondi fenomeni erosivi e conseguenti frane provocati dellerronea regimentazione delle acque piovane lungo i ripidissimi pendii, con la conseguente rovina di diversi rioni. Nonostante le tante vicissitudini, la conformazione urbana subì però scarse modifiche durante il suo primo millennio di vita.

La situazione mutò radicalmente solo nel Settecento, quando re Carlo III di Spagna fece costruire la via regia delle Puglie attuali corso Vittorio Emanuele - via Nazionale, ossia la prima grande strada che, per ragioni di spazio, si limitava a rasentare il centro antico. Fu in quel periodo che bottegai e tavernai abbandonarono le vecchie dimore ormai devastate dalla serie di eventi sismici susseguitisi tra il 1688 e il 1732 e si stabilirono in massa lungo la nuova via fondando così i rioni San Rocco, San Domenico, Valle e Pagliare.

Un secondo rivoluzionamento urbanistico si ebbe poi nel Novecento, determinato non solo dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale ma anche da una nuova serie di terremoti verificatisi tra il 1930 e il 1980. Si determinò allora, oltre allampliamento del centro antico a scapito dei primitivi pascoli pubblici, anche la costruzione di nuovi quartieri periferici realizzati a mezza costa lungo lattuale tracciato in variante della strada statale 90 delle Puglie. Lintero centro abitato, intervallato da pendii e aree verdi, ha assunto così una conformazione conico-elicoidale di cui però il centro storico continua a rappresentare il vertice. Infatti il piano urbanistico comunale e il relativo regolamento edilizio, in vigore dal 2010, stabiliscono norme volte a salvaguardare la città antica mentre gran parte dellagro è tutelato quale paesaggio rurale.

                                     

7.2. Geografia antropica Frazioni e località

Lo statuto del comune di Ariano Irpino non cita alcuna frazione.

Assai numerose sullintero agro sono invece le località abitate sparse generalmente denominate contrade, di origine solo relativamente antica. Infatti nel Medioevo lagro rurale, benché vasto, risultava insicuro e spopolato, in quanto i rari casali esistenti non si rivelarono in grado di resistere ai continui assedi e finirono sistematicamente distrutti. Nel Rinascimento invece, grazie allaccresciuta sicurezza, in tutte le aree rurali si edificarono numerose masserie, molte delle quali erano comunque fortificate; tuttavia il grosso sviluppo delledilizia rurale si è registrato solo in epoca contemporanea, quando la minaccia del brigantaggio era ormai cessata.

Le contrade conservano generalmente le denominazioni tradizionali in dialetto arianese, con frequenti riferimenti toponomastici non soltanto allorografia e alla vegetazione ma anche al feudalesimo e alla religione. Dallanalisi delle mappe topografiche si evince che, ad eccezione della borgata sorta nellOttocento presso la stazione ferroviaria, le aree vallive sono generalmente evitate dagli insediamenti abitativi. In effetti molte contrade si sviluppano su aree collinari, in prossimità di fonti sorgive, ad altitudini comprese tra 200 e 800 m slm

                                     

8.1. Economia Agricoltura

Il settore agro-zootecnico ha assunto fin dallantichità notevole rilevanza, come attestato dallampiezza dellagro comunale il più esteso della Campania e dalla predominanza degli insediamenti rurali sparsi. La città, facente parte del distretto agrario nº 1 "Alto Cervaro" e dellAssociazione nazionale città dellolio, conta infatti il più alto numero di aziende agricole e la più ampia superficie agraria utilizzata di tutta la provincia.

Tra i prodotti tipici più rinomati si annoverano le olive della cultivar autoctona Ravece destinate all`estrazione di olio DOP extravergine "Irpinia - Colline dellUfita", i cereali per la produzione di pane e farine, la frutta, i legumi, le carni e i latticini; tra questi ultimi spicca il caciocchiato, un prodotto esclusivamente locale fregiantesi del marchio PAT.

                                     

8.2. Economia Artigianato

La maiolica arianese costituisce la produzione artigianale più caratteristica della città, attestata fin dal Medioevo. Per cinque secoli, dagli inizi del Quattrocento ai primi del Novecento, larea artigianale cittadina era ubicata nel quartiere rupestre Tranesi, detto così perché molti dei ceramisti ivi residenti giungevano da Trani.

Vaste collezioni di maioliche antiche sono custodite nel Museo civico e della ceramica, ma la tradizione artigiana perdura in epoca contemporanea; il comune è parte integrante dell Associazione italiana città della ceramica.

                                     

8.3. Economia Industria

Il settore industriale, erede della vecchia tradizione molitoria, gessaiola e bottegaia, si basa su di un buon numero di imprese di piccole o medie dimensioni attive principalmente nei settori agro-alimentare, edilizio e metalmeccanico. Molte delle aziende, tra le quali spicca il consorzio biotecnologico BioGeM, sorgono in unidonea area attrezzata di 100 ettari sullaltipiano di Camporeale, in posizione baricentrica tra Campania e Puglia.

Sullopposto versante, nella valle dellUfita in prossimità dellautostrada A16, vi è invece un moderno centro fieristico. In forte crescita è poi la produzione di energie rinnovabili mediante limplementazione di parchi eolici, secondo lottica innovativa dello sviluppo sostenibile.

                                     

8.4. Economia Turismo

La città vanta unantica tradizione sia nel campo della ristorazione che per quanto attiene alle strutture recettive. Infatti, trovandosi allaltezza della sella di Ariano il valico più importante tra Campania e Puglia, ha sempre contato su di un intenso traffico di viaggiatori e viandanti, ai cui bisogni provvedeva una numerosa classe locale di mercanti e tavernai. A seguito però della costruzione della ferrovia nel XIX secolo e dellautostrada nel secolo successivo, si verificò un drammatico calo dei transiti interregionali lungo la vecchia strada nazionale delle Puglie.

Tuttavia le favorevoli caratteristiche climatico-ambientali iniziarono ad attrarre molti visitatori sul Tricolle fin dallepoca fascista, quando venne ivi creata una colonia montana, mentre nella seconda metà del Novecento la cittadina era ormai considerata una località di villeggiatura. Inoltre, a decorrere dal grande giubileo del 2000, si è assistito a un significativo sviluppo del turismo religioso e storico-culturale, tanto che il comune costituisce parte integrante del distretto turistico Viaticus e dell Associazione Europea delle Vie Francigene.

Rinomato è infine il comparto enogastronomico che annovera una quindicina di aziende agrituristiche e oltre una ventina di ristoranti.

                                     

9.1. Infrastrutture e trasporti Strade

Lasse portante della viabilità cittadina è costituito dalla strada statale 90 delle Puglie che, unitamente alle sue varianti 90bis e 90dir, attraversa lintero territorio comunale consentendo i collegamenti tanto con il limitrofo casello A16 di Grottaminarda lungo la direttrice per Avellino/Benevento quanto con la vicina Puglia in direzione Foggia.

Numerose sono le strade provinciali, le quali si dispongono a formare una rete a maglie larghe che raggiunge tutti i comuni limitrofi nonché alcune sedi suburbane di rilevante interesse, quali la stazione ferroviaria e larea fieristica. Assai fitto e articolato è infine il reticolo formato dalle strade comunali.

                                     

9.2. Infrastrutture e trasporti Ferrovie

La città dispone di una propria stazione ferroviaria posta sulla tratta Benevento-Foggia della linea Roma-Bari e ubicata in una piccola valle a circa 5 km dal centro urbano.

Di notevole rilievo storico è invece lo scalo tecnico di Pianerottolo dAriano, situato sul punto di valico della linea, mentre il progetto Alta Capacità prevede la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria nellampia valle dellUfita, in posizione baricentrica rispetto allintero comprensorio.

                                     

9.3. Infrastrutture e trasporti Mobilità

Diverse aziende di trasporto su gomma effettuano collegamenti a lunga percorrenza, in special modo con la capitale Roma distante 274 km.

I trasporti pubblici interurbani sono invece gestiti dalla società partecipata regionale AIR che garantisce le relazioni con le città di Avellino, Benevento, Foggia, Napoli oltre che con i singoli comuni limitrofi.

Il servizio di mobilità urbana è infine curato da unazienda municipalizzata, lAMU.

                                     

10. Amministrazione

Il comune è dotato di un proprio presidio di protezione civile, coordinato dal sindaco. Quale ente capofila dellambito territoriale A1 esteso su 29 comuni per un bacino di utenza di 87 993 residenti la città è inoltre sede comprensoriale di distretto sanitario, genio civile, distretto scolastico, agenzia delle entrate, centro per limpiego, agenzia INPS, comunità montana e giudice di pace. Pur appartenendo alla provincia di Avellino, Ariano Irpino unitamente ai comuni del circondario soggiace alla competenza territoriale del tribunale di Benevento.

                                     

11. Sport

La principale compagine sportiva locale è la società cestistica femminile Virtus Basket Ariano, esistente fin dai primi anni 70 e militante in Serie A2.

La maggiore formazione calcistica maschile è invece la Vis Ariano Accadia erede dellUnione Sportiva Ariano fondata nel 1946, iscritta al campionato regionale di Eccellenza.

                                     

11.1. Sport Impianti sportivi

Lo stadio "Silvio Renzulli", costruito nella prima metà del Novecento, è situato lungo un pendio alle falde della Villa comunale; oltre al campo di calcio in erba sintetica con spalti per 1200 posti, vi è un campo da tennis coperto nella stagione fredda ubicato più a monte, allinterno del perimetro della Villa.

Il palazzetto dello sport, omologato per uso professionistico con 2000 posti, ha ospitato nel 2019 alcuni eventi della XXX Universiade estiva; larena-stadio in erba naturale, omologata per uso agonistico e intitolata a Pietro Mennea, dispone a sua volta di spalti per 2000 posti.

Il ventaglio degli impianti sportivi cittadini è completato dal campo polivalente coperto "La Maddalena" e dal complesso sportivo "La Tartaruga".

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