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ⓘ Carlo Colombo (medico)




Carlo Colombo (medico)
                                     

ⓘ Carlo Colombo (medico)

Carlo Giovanni Colombo è stato un medico e educatore italiano, fondatore del CNGEI, la seconda associazione scout in Italia per numero di iscritti e la più antica tuttora esistente.

                                     

1.1. Biografia La formazione

Si trovò giovanissimo a dover sostenere la famiglia dopo la morte del padre. Con grandi sacrifici e privazioni, riuscì a conseguire la licenza liceale; vinse un concorso bandito dalle province del Regno Sardo, per il quale ottenne una modesta retta che gli permise di iscriversi alla facoltà di medicina dellUniversità di Torino, città in cui, aiutandosi con lezioni private, provvide al proprio sostentamento e a quello della madre e dei fratelli minori. Fu ricercatore della scuola del professor Angelo Mosso, e fu uno degli allievi prediletti del professore, che cercò daiutarlo finanziariamente procurandogli un posto come assistente straordinario nel suo Istituto di Fisiologia, allepoca uno dei più fecondi cenacoli di ricerche scientifiche dellUniversità di Torino, dove Colombo apprese e assimilò il metodo sperimentale. Erano quelli gli anni in cui léquipe del prof. Mosso procedeva nelle ricerche sulla pressione del sangue. Nel luglio 1894 il giovane novarese si laureava brillantemente con una tesi sulla pressione del sangue nelluomo, che metteva in risalto luso dello sfigmomanometro creato dal prof. Mosso, abbandonando la chiusa vita di laboratorio per lanciarsi nella ricerca di nuove vie di applicazioni pratiche dei postulati scientifici appresi. Dallo studio delle leggi fisiologiche e delle applicazioni terapeutiche, Colombo maturò lidea della prevenzione fisica e giudicò utile pensare anche ai sani per prevenire il male e preparare nei giovani i forti cittadini del domani. La natura del medico ricercatore lo induceva a tentare lapplicazione di una vasta azione di profilassi morale e sociale tendente a preparare giovani generazioni utili alla nazione e al mondo. Viaggiò per lEuropa raccogliendo esperienze delle più moderne tecniche della terapia fisica e fondò vari istituti a Torino e a Roma, fino a creare, nel 1902, il modernissimo Istituto Centrale di Terapia Fisica e ottenere la libera docenza in Terapia fisica alla Regia Università di Roma. Colombo, dopo essere stato per un breve periodo direttore delle Terme di Fiuggi, accettò lincarico di direttore consulente delle Terme di Montecatini con lintento di rimanere il più possibile vicino alla sua giovane moglie, Nella Lori, sposata a Firenze nel 1900. Colombo fondò e diresse la "Revue Internationale de Thérapie Physique", trasformata poi nel "Giornale Italiano di Terapia Fisica", e organizzò a Roma nel 1911 il Congresso Internazionale di Terapia Fisica al quale parteciparono oltre tremila congressisti di tutto il mondo. Quindi, la sua preparazione scientifica lo portava a sentire vivamente i problemi di unesistenza giovanile fisicamente e moralmente sana e liberamente formata alla vita allaperto.

                                     

1.2. Biografia Lo scautismo

Nel 1907 il futuro Lord Baden-Powell, sperimenta insieme ad un gruppo di ragazzi appositamente scelti di diverse estrazioni sociali, un metodo educativo rivoluzionario sullisola inglese di Brownsea. Il primo campeggio scout della storia riesce. Lanno successivo viene pubblicato il libro Scouting for Boys e nasce così, in forma del tutto spontanea, lo scautismo al quale lo stesso Baden-Powell darà una struttura metodologica ancora oggi in larga parte applicata. Avendo seguito il primo sviluppo dello scautismo in Italia, e non escludendo suoi contatti con Francis Vane, visti i legami di entrambi con la città di Firenze, Colombo decise quindi di approfondire la conoscenza sul metodo dei boy scouts, effettuando un viaggio di studio in Inghilterra, dove ebbe la possibilità di incontrare il loro fondatore, il generale Robert Baden-Powell. Al suo ritorno in patria, Colombo maturò il convincimento di creare anche in Italia, sullesempio del modello inglese, una solida organizzazione aperta ai giovani di qualsiasi confessione religiosa e ceto sociale, slegata da qualsiasi istituzione ecclesiastica e politica, in cui tutti i giovani italiani si potessero identificare e che potesse offrire loro i vantaggi che Baden-Powell aveva offerto a quelli inglesi. Ma volle agire con ponderazione, adeguando il movimento a esigenze allora largamente sentite: il militarismo, soprattutto in alcune forme esteriori, e lamor di patria. La proposta di Colombo era di creare unorganizzazione ramificata sul territorio nazionale, nelle colonie e presso le comunità italiane allestero, con lo scopo dessere strumento educativo per tutti i ragazzi le ragazze italiane, nello spirito ideale proposto dalla "Legge" dei giovani esploratori. Per Colombo il metodo scout significava il superamento di quelle dottrine pedagogiche che puntavano sullo stato, sulla scuola o sulle chiese il compito di formare la gioventù. Nel gennaio del 1912, Colombo terminò di scrivere lo statuto del suo movimento, diviso in due sezioni, maschile e femminile, che chiamò rispettivamente "Corpo dei giovani esploratori" e "Unione delle giovinette esploratrici". Analogamente a quanto aveva fatto Baden-Powell con il suo campo sperimentale nellisola di Brownsea, con un gruppo di giovani della Società Sportiva "Podistica Lazio", reclutati tramite annunci sul quotidiano della Capitale "Il Messaggero", Colombo compì un esperimento, avviato il 12 ottobre 1912, ai prati della Farnesina a Roma: fu un grande successo e da quelliniziativa ebbe origine, allinterno della società sportiva, la quarta sezione, dedicata "allistruzione premilitare, al tiro a segno e agli allievi esploratori", della quale fu eletto durante lassemblea della società sportiva, come riportato dal quotidiano "Il Messaggero" il 7 febbraio 1913 presidente il generale Gaetano Zoppi e fra i vice-presidenti lo stesso Colombo. Quando si sentì pronto, dopo alcuni contatti con i REI, Colombo si staccò dalla società sportiva dando vita al "Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori dItalia", ufficialmente fondato nella Capitale il 30 giugno 1913. Presidente generale fu eletto lammiraglio Giovanni Bettolo e Colombo assunse la carica di commissario generale e capo esploratore. I giovani esploratori del CNGEI, in omaggio ai primi gruppi di boy scouts, usarono il giglio dei REI della sezione ligure, a cui fu aggiunto il cartiglio col motto "Sii preparato". Molte sezioni della REI confluirono, tra il 1914 e il 1915, nel CNGEI. La sigla dellassociazione fu spesso abbreviata da CNGEI in GEI proprio per facilitare la transizione. Colombo lanciò un proclama che invitava tutti a confluire in unassociazione unica. Il Perucci ed il Mazza, però, declinarono linvito. Questo non impedì al CNGEI di estendersi presto in tutta lItalia. Il re nel 1915, riconoscente per i servizi resi, concesse a Carlo Giovanni Colombo il titolo di commendatore dellOrdine della Corona dItalia. Fino a questo punto la Chiesa cattolica aveva guardato con sospetto allo scautismo. Ma a metà degli anni dieci il clima iniziò a mutare, e fu studiata la possibilità di avere allinterno del CNGEI alcune unità di esploratori cattolici, sul modello inglese. Le trattative però si arenarono, e nel gennaio del 1916 grazie allopera del conte Mario di Carpegna fu fondata lASCI Associazione Scautistica Cattolica Italiana. Sfumarono così tutte le speranze di avere unassociazione scout unica per lItalia, come sognata da Carlo Colombo, e questa divisione rimane in vita ancor oggi.

                                     

1.3. Biografia La guerra

Il 19 marzo del 1917 Carlo Colombo, rinunciando al grado di maggiore medico che la sua posizione accademica gli conferiva, partì per il fronte come semplice sottotenente di una sezione degli alpini di stanza sul monte Zugna, dove si guadagnò una medaglia di bronzo al valor militare, una seconda dargento sul Passo del Tonale e la croce di guerra per il coraggio e per labnegazione dimostrata. Alla fine di agosto del 1918 il ministero lo richiamò a Roma per assistere al II Convegno Nazionale del CNGEI. Egli rispose allappello, ma tornò esaurito nelle forze e sofferente covando in sé il germe dellinfezione tifica. Il 17 ottobre 1918 Colombo moriva a Roma per febbre tifoidea, contratta al fronte.