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ⓘ Destra (politica)




Destra (politica)
                                     

ⓘ Destra (politica)

Con il termine destra, nel linguaggio politico, si indica la componente del Parlamento che siede alla destra del Presidente dellassemblea legislativa e indica un orientamento politico liberal-conservatore e democristiano, nazional-conservatore, nazionalista e sovranista o neofascista, nazionalsocialista, populista di destra e reazionario, diametralmente opposto rispetto a quello della sinistra.

                                     

1.1. Nascita della destra politica La Rivoluzione francese

I prodromi delle denominazioni "destra" e "sinistra" delle due parti opposte nellarena politica nascono in Francia poco prima della Rivoluzione francese. Il 5 maggio 1789 furono convocati gli Stati generali dal Re di Francia Luigi XVI, unassemblea che doveva rappresentare le tre classi sociali allora istituite: il clero, la nobiltà e il terzo Stato. Questultimo si ordinò allinterno dellemiciclo con gli esponenti conservatori capeggiati da Pierre-Victor Malouet che presero i posti alla destra del Presidente e i radicali di Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau che sedettero a sinistra. Questa divisione si ripresentò anche in seguito nella storia francese, ad esempio quando si formò lAssemblea nazionale. A destra prevaleva una corrente volta a mantenere i poteri monarchici mentre a sinistra stava quella rivoluzionaria.

Quando, a fine agosto, si discusse larticolo della Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino che riguardava la libertà religiosa, "coloro i quali tenevano al re e alla religione si erano messi alla destra del presidente per sfuggire ai discorsi, alle indecenze e alle urla che avevano luogo nella parte opposta, dove stava la componente più rivoluzionaria" secondo le parole di Marcel Gauchet. La denominazione si consolidò durante lAssemblea legislativa e la Convenzione Nazionale. Con la Restaurazione la distinzione si conferma come una caratteristica costante del sistema parlamentare, destinata a durare. Dalla Francia si estese rapidamente in tutta lEuropa. Nel periodo della Restaurazione, in Francia, la destra era occupata dai monarchici cattolici contro-rivoluzionari Les Ultras classificabili ai giorni doggi come reazionari e, dunque, collocabili nella destra radicale.

                                     

1.2. Nascita della destra politica La destra anglo-statunitense

NellInghilterra del Settecento andò al governo il partito della destra, i Tory, che sostenevano il potere regio e lintegralismo religioso. NellOttocento nacque il Conservative Party che si alternò al governo con i liberali prima e con i laburisti poi. Negli Stati Uniti la destra, attualmente, è rappresentata dal Partito Repubblicano, nato nel 1854, sebbene originariamente fosse di sinistra.

                                     

1.3. Nascita della destra politica Il Novecento

Nel corso del Novecento la destra ha compreso posizioni ideologiche come il conservatorismo, il liberalismo conservatore, il liberismo, il nazionalismo e il tradizionalismo cattolico. Mentre in Italia ha prevalso a lungo luso del termine "destra" per le posizioni più estreme dello schieramento politico, in altri Paesi, come gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia, tale espressione è stata utilizzata per definire partiti di "destra moderata" o di centro-destra.

In questo senso, i maggiori esponenti di tale destra nel Novecento sono stati Margaret Thatcher in Gran Bretagna e Ronald Reagan negli USA che hanno contribuito a trasformare il conservatorismo classico da ideologia protezionista e statalista in un pensiero prevalentemente individualista, liberista e nazional-liberale.

                                     

2.1. La destra in Italia La destra storica

La prima volta che in Italia fece capolino il termine "destra" fu in riferimento alla Destra storica nata con Cavour e composta principalmente dai proprietari terrieri e dallalta borghesia. Questo partito governò il Paese dallunità fino alla fine del governo Minghetti II nel 1876, portando al pareggio di bilancio dello Stato.

Le succedette la sinistra storica, che si sarebbe trasformata nella classe dirigente liberale. Con lavvio sulla scena politica del Partito Socialista Italiano e del Partito Popolare, si qualificò "destra" la stessa ideologia borghese e liberale, a differenza di quella conservatrice prevalente negli altri paesi. I liberali infatti negli altri paesi furono collocati a sinistra, ma in Italia, a causa del vuoto provocato dallemarginazione politica dei cattolici tradizionalisti, essi occuparono tutte e due le collocazioni politiche: sia destra che sinistra Galli della Loggia. Negli anni 1910 nacque lAssociazione Nazionalista Italiana che rivendicava le regioni italiane ancora occupate da potenze straniere e che operò per lentrata dellItalia nella prima guerra mondiale. Il Fascismo, che conquistò il potere nel 1922, è stato poi catalogato come ideologia di "estrema destra". In seguito il Partito Nazionale Fascista assorbì anche lAssociazione Nazionalista Italiana.



                                     

2.2. La destra in Italia Il fascismo e la destra

Il fascismo movimento delle origini propugnava idee in antitesi alla destra tradizionale di inizio secolo, diversamente dal fascismo regime che prende lavvio nel 1923. Solo nella RSI il "fascismo repubblicano" tornò alle origini, senza alcun riferimento con la destra. Il fascismo nel suo complesso fu un movimento in cui confluirono diverse stratificazioni socio-culturali sebbene con peso diverso: quella nazionalista, quella reazionaria, quella socialista, quella liberale, quella cattolica contro-rivoluzionaria, quella sindacalista, quella monarchica e quella conservatrice, legate insieme dalla figura carismatica di Mussolini.

                                     

2.3. La destra in Italia La destra nella Repubblica

Primo partito della destra fu nel 1946, alla Costituente, il partito del Blocco Nazionale della Libertà. Da allora, per lungo tempo, si è usato il termine "destra" principalmente per riferirsi ai partiti neofascisti come il Movimento Sociale Italiano scioltosi nel 1995 in Alleanza Nazionale e monarchici come il Partito Nazionale Monarchico. Anche il Partito Liberale Italiano nel dopoguerra è stato considerato la destra dellarco costituzionale, con la sinistra liberale che uscì dal partito per formare il Partito radicale. Discorso a sé stante rappresentò la posizione assolutamente minoritaria degli intellettuali italiani facenti capo alla destra, ossia, escludendo gli ambienti nostalgici, soprattutto Indro Montanelli, Leo Longanesi e Giovannino Guareschi, oltre che lormai anziano e residente allestero Giuseppe Prezzolini, storico fondatore de la Voce. Tra i pochi giornali italiani vicini alla destra dellepoca, sempre escludendo gli ambiti neofascisti rappresentati dal missino Secolo dItalia, Il Borghese, Candido e soprattutto Il Giornale.

Nella situazione attuale, nella fase della cosiddetta Seconda Repubblica, i partiti che si considerano parte della destra sono: Alleanza Nazionale sciolta nel 2009 e La Destra scissione di AN, scioltasi a sua volta nel 2017. Dal 1994 esiste poi un partito di centro-destra, Forza Italia, che si è presentato alle elezioni del 2008 insieme ad Alleanza Nazionale e a gruppi minori allinterno de Il Popolo della Libertà, che diventa partito unico nel 2009, scioltosi poi anchesso successivamente.

Lalleanza di questultimo con la Lega Nord rappresenta levoluzione delle coalizioni di centro-destra, con i movimenti federalisti, avutesi dal 1994 ad oggi, il Polo delle Libertà e la Casa delle Libertà, trasformando parzialmente quella concezione tradizionalmente centralista della destra italiana. Nelle elezioni politiche 2013 si è constatato la nascita di un gruppo politico quale Fratelli dItalia che rappresenta lunico nuovo partito propriamente di destra rappresentato in parlamento.



                                     

2.4. La destra in Italia Il concetto di destra nel ventunesimo secolo

Nel ventunesimo secolo con il termine destra, in ambito politico, sindica linsieme delle posizioni politiche qualificate come conservatrici, nazionaliste. Appare determinante per questa attribuzione fondare le proprie idee sul non egualitarismo. Gli uomini sono allo stesso tempo eguali e diversi, però per la destra è la non eguaglianza la loro caratteristica fondamentale. Luomo, nelle quotidiane relazioni che lo collegano agli altri uomini, agisce utilizzando soprattutto gli elementi che lo differenziano e deve quindi essere valutato di conseguenza. La diversità è lelemento principe del mondo, che lo rende tale e lo guida. Daltra parte, le diseguaglianze fra le persone lincontro fra differenze inducono ad instaurare rapporti di forza fra gli individui, che sarebbe stupido ignorare o sminuire, perché determinano prima il quotidiano, poi il divenire storico. Dire ciò non significa giustificare ogni forma di diseguaglianza alcune moralmente potrebbero essere anche criticabili e si potrebbe pensare di perseguirle. Le differenze individuali, proprietà inalienabili di ogni individuo e frutto del suo naturale stare al mondo, sono esattamente i valori che concretano i presupposti della vita delluomo sulla terra e, allo stesso tempo, lunico suo possibile risultato.

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