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ⓘ Contro l'amore




Contro lamore
                                     

ⓘ Contro lamore

Contro lamore: una polemica è un saggio scritto dalla sociologa Laura Kipnis che analizza la moderna concezione dellamore e delle coppie a lungo termine. Malgrado già dal titolo si presagisca lo stile polemico con cui viene trattato largomento, le tesi esposte non sono in realtà contro lamore in senso assoluto ma solo contro alcuni degli aspetti e degli ideali delle relazioni moderne.

                                     

1.1. Argomentazioni principali La fallacia del presupposto di fondo

Lautrice sostiene che la maggior parte dei problemi delle moderne relazioni di coppia a lungo termine, sono dovuti ai falsi presupposti insostenibili in eterno su cui esse sono basate, ovvero:

  • lamore dura in eterno;
  • impegnandosi abbastanza è possibile conciliare lirrazionalità dellamore romantico linnamoramento, la passione alla razionalità delle coppie di lunga data.
  • per decine di anni si può amare e fare sesso con una sola persona tenendo viva la passione.
  • il partner è lunica fonte di soddisfacimento per la maggior parte dei nostri bisogni;

Lautrice sostiene che quando inevitabilmente queste convinzioni si scontrano con la realtà, invece di concludere che ad essere sbagliata sia questa concezione dellamore, siamo portati a pensare o che "abbiamo sbagliato persona, dobbiamo trovare quella giusta" ragionamento che porta alla monogamia seriale, in cui di solito non si fa altro che replicare la stessa situazione, o che "quello che non va siamo noi, non la società" ragionamento che ci spinge a conformare i nostri desideri più intimi alle pretese della società.

                                     

1.2. Argomentazioni principali La logica del lavoro nellamore

Una delle convinzioni della società contemporanea è che ogni membro di una coppia debba impegnarsi per mantenere viva la passione "che gioia", commenta lautrice: ma questo introduce la logica del lavoro nel campo dei sentimenti. Lautrice cita in proposito Adam Phillips:

Alcune delle affinità col lavoro indicate dallautrice:

  • la sequela di regole e divieti
  • la routine e lalienazione, come per gli operai in una catena di montaggio
  • quando il desiderio è scemato, il partner geloso lavora come un poliziotto che vigila sul rispetto della fedeltà
  • il sesso come un "timbrare il cartellino"
  • lidea dellimpegno costante; soprattutto quando le cose non vanno bene, si è portati a pensare che "non ci si sta impegnando abbastanza"
                                     

1.3. Argomentazioni principali I lavoratori privi di passioni sono produttivi per la società

Inoltre lautrice sostiene che le persone private delle passioni sono più produttive per la società: non vivono un innamoramento che divorerebbe il loro tempo, le loro energie e i loro pensieri, e sono più propense a cercare appagamento nel consumismo, ovvero "non pensano a scopare ma a consumare".

La monogamia a lungo termine è efficace in questo fenomeno di controllo e annichilimento delle passioni: produce persone annoiate, le abitua ad accettare la sottomissione verso il partner anche nellambiente domestico, ha unazione di controllo contro linsorgere di nuove passioni gelosia e ricatto, inoltre porta molte persone a vivere il lavoro come una fuga dalla vita familiare. Diversamente, le persone che riscoprono linnamoramento e compiono adulterio, pongono tutto il resto in secondo piano, collocano continuamente la nuova fiamma al centro dei loro pensieri, sacrificano tutte le altre attività ad esempio dandosi malati al lavoro, ed il sesso e la relazione portano via tutte le loro energie mentali e fisiche. Lautrice invita a domandarsi tra questi due scenari, posto che il primo è quello più utile alla "società della produzione", quale sia quello più utile alla felicità delle persone.



                                     

1.4. Argomentazioni principali La relazione moderna: una "Coppia cameratesca"

Lautrice nota che la tendenza ad organizzarsi in gruppi permanenti o semipermanenti di due persone la ritroviamo nella maggior parte della popolazione terrestre, ma tuttavia le tipologie di questi raggruppamenti a due variano enormemente da cultura a cultura; lautrice trova quindi curioso che nella società occidentale contemporanea, che si suppone sia molto libera ed emancipata, ci sia una schiacciante predominanza di una particolare tipologia: la "coppia cameratesca".

Lautrice, applicando lIpotesi di Sapir-Whorf alla struttura del linguaggio della coppia moderna, si chiede quale visione della realtà emerga da esso: ella osserva che lunità discorsiva ricorrente, è il divieto; avendo raccolto centinaia di interviste in proposito, lautrice riporta nel testo un campione delle risposte ricevute alla domanda: "quali sono gli obblighi posti dalla vita di coppia?". Il risultato è una interminabile sequela di imposizioni pagine 87-95, che a detta dellautrice, appaiono inizialmente divertenti, ma si rivelano via sempre più irritanti per il lettore.

Lautrice sostiene che uno dei paradossi della coppia moderna è la coesistenza dellideale dell "essere se stessi" ed il suddetto regime di divieti e cambiamenti a cui dobbiamo abituarci per vivere insieme; insomma uno dei diritti fondamentali delluomo, la libertà di sviluppare liberamente la propria personalità, è anche ciò che renderebbe impossibile andare daccordo col partner.

                                     

1.5. Argomentazioni principali Proposte alternative

Come la stessa autrice ha ribadito in più occasioni, lintento del libro non è quello di proporre un particolare modello alternativo alla coppia moderna, ma quello di sostenere la necessità di abbracciare la mentalità della sperimentazione; di esplorare percorsi di espressione del desiderio che non siano solo quelli prescritti dalle normali istituzioni della società, come il matrimonio. È questo il merito che lautrice riconosce agli adulteri, per quanto non sia entusiasta delladulterio in sé: quello di provare vie alternative.

Nel corso del libro lautrice afferma che perfino rimanendo nel campo delle relazioni monogame a lungo termine, si possono avere delle caratteristiche diverse rispetto a quelle attuali; ad esempio, come già detto da Ingmar Bergman nel suo Scene da un matrimonio, la possibilità di stipularle come contratto annuale prorogabile.

                                     

2.1. Film citati Sugli "orrori coniugali"

Alcuni degli esempi citati:

  • La fabbrica delle mogli
  • Angoscia
                                     

2.2. Film citati Genere "amore seriale"

Film di "amore seriale" è la classificazione suggerita dallautrice per quei film che "sollevano dei dubbi sulla coppia moderna solo per metterli a tacere", in quanto anche in essi troviamo il presupposto che quando le cose vanno male, significa solo che "abbiamo sbagliato persona e dobbiamo trovare quella giusta", che come già detto ad inizio articolo, porta alla monogamia seriale, in cui di solito non si fa altro che replicare la stessa situazione.

  • Kramer contro Kramer
  • Una donna tutta sola
                                     

2.3. Film citati Genere "antiamore"

Lautrice afferma che dovrebbe esserci una riflessione critica sul fatto che esistono ormai una quantità di film che narrano dellinfelicità della vita di coppia, e che bisognerebbe riconoscere questo filone come genere antiamore ; non farlo equivarrebbe a non rendersi conto che esistono un sacco di pellicole con dei tizi che indossano cappelli da cow-boy e cavalcano nelle praterie.

Lautrice afferma inoltre che ciò che contraddistingue i film d amore da quelli di antiamore è principalmente il fatto che i primi finiscono col lieto fine e la dissolvenza in nero, nascondendo ciò che avviene dopo, mentre i secondi cominciano proprio da quel momento. Lautrice afferma inoltre che a volte il passaggio al genere antiamore è involontario, dovuto solamente al fatto che il regista si sofferma un po troppo oltre il "lieto fine", suscitando così nello spettatore la domanda proibita nei film damore: "e adesso cosa succede?".

  • Luna di fiele sulla trasformazione dellamore in odio
  • Il laureato
  • Il bigamo
  • Chi ha paura di Virginia Woolf?
  • Scene da un matrimonio