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ⓘ Dismorfofobia




                                     

ⓘ Dismorfofobia

La dismorfofobia o disturbo da dismorfismo corporeo è la fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da uneccessiva preoccupazione della propria immagine corporea. NellICD-10 la dismorfofobia è inclusa nei disturbi somatoformi ed è associata al disturbo ipocondriaco.

                                     

1. Origine del nome

Il termine dismorfofobia le relative patologie soggiacenti, sono state descritte per la prima volta dal medico e psichiatra italiano Enrico Morselli nella sua opera del 1891 "Sulla dismorfofobia e sulla tafofobia".

                                     

2. Implicazioni

In taluni soggetti, questa forma fobica, può causare uno stress emozionale e incapacità di tessere adeguate ed equilibrate relazioni sociali e sessuali, con conseguente isolamento sociale v. Disturbo evitante di personalità e distonie inerenti alla sessualità.

Lindividuo può sviluppare comportamenti fobico–ossessivi, talvolta dannosi per la propria salute poiché possono evolvere in anoressia nervosa e bulimia nervosa. La dismorfofobia si sviluppa con maggiore frequenza nei soggetti con basso livello di autostima, in genere adolescenti, sia maschi che femmine.

Le preoccupazioni possono focalizzarsi sullintero aspetto esteriore o solo su una parte delimitata del corpo. In genere, le parti maggiormente interessate sono: seno, capelli, cosce e fianchi per le donne; torace, addome, naso, pene, testicoli e capelli, per gli uomini. Il paziente può arrivare a voler ricorrere compulsivamente a trattamenti di bellezza, ormonali o chirurgia estetica, in quanto non tollera di avere nemmeno piccoli difetti e distorce la propria immagine vedendosi non adeguato.

                                     

3. Anamnesi

Lindagine per la rilevazione di aspetti con valenza dismorfofobica può essere eseguita attraverso unaccurata e mirata diagnosi clinica o tramite esami strumentali che esplorano limmagine idiografica del soggetto relativamente a questa disfunzione. Le dismorfofobie riferite al peso corporeo possono essere esaminate utilizzando il parametro relativo allIndice di massa corporea che consente una rapida valutazione della situazione ponderale del soggetto.

                                     

4. Terapia

La patologia necessita, a seconda della gravità, di una serie di consulenze psicologiche o di un intervento psicoterapico, ad esempio di tipo integrato, psicodinamico o cognitivo-comportamentale, dato che può indurre idee suicide, disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi borderline della personalità, narcisismo, fobia sociale, problemi coniugali e relazionali. La terapia classica consiste in un periodo di alcuni mesi di psicoterapia, ad esempio terapia familiare e/o psicoterapia cognitivo-comportamentale, associata alla somministrazione di farmaci volti ad attenuare la componente ossessiva ed ansiosa che alimenta il disturbo, nonché ad aumentare il tono dell’umore. Questi coinvolgono essenzialmente gli antidepressivi, tra i più utilizzati allo scopo ci sono lSSRI fluvoxamina, gli antidepressivi atipici come amisulpride per via dei suoi effetti ansiolitici ed antiossessivi, oppure disinibenti sociali come moclobemide per contrastare il ritiro sociale del paziente. Di norma, i pazienti rispondono alla terapia con una progressiva diminuzione della tensione e dello stress.

La terapia della dismorfofobia va valutata in relazione alla personalità del soggetto e in base alla sua situazione familiare e sociale, per cui può essere utile una psicoterapia ad orientamento psicodinamico, sistemico o appartenente ad altri paradigmi. Analoghe considerazioni valgono per lutilizzo degli psicofarmaci.

Particolare attenzione deve essere posta nella comprensione del "valore del sintomo" che, talvolta, può rappresentare un vantaggio secondario o una forma di difesa estrema dalla disorganizzazione psicotica. In tal caso non deve essere oggetto di terapia la sola dismorfofobia ma, piuttosto, si tratta di operare scelte terapeutiche che consentano alla persona di acquisire un migliore equilibrio interiore.



                                     

5. Forme più gravi

Forme gravi di dismorfofobia, con sintomi psicotici, possono sfociare in, o rappresentare sintomi di schizofrenia, di disturbo delirante o disturbo dissociativo o il disturbo dellidentità dellintegrità corporea o dismorfia corporale, associato spesso allapotemnofilia parafilia - ossia attrazione sessuale - per le auto-amputazioni, in cui il soggetto odia patologicamente la parte di sé che ritiene imperfetta ed estranea, arrivando a nascondere o perfino a mutilarsi gli arti o le parti corporee che detesta, pur di avere laspetto in cui si riconosce, ad esempio quello di un disabile amputato.

                                     

6. Nelle opere di fantasia

Ne soffre anche il protagonista di Quando ero unopera darte di Éric-Emmanuel Schmitt. Anche il protagonista del romanzo di Luigi Pirandello Uno, nessuno e centomila, pare soffrire di una dismorfofobia riguardante il proprio naso.

                                     
  • Disambiguazione Se stai cercando il disturbo di dismorfismo corporeo, vedi Dismorfofobia Il dismorfismo è un alterazione morfologica cronicizzata a carico dello
  • medico e psichiatra italiano Enrico Morselli nella sua opera Sulla dismorfofobia e sulla tafefobia del 1891. Edgar Allan Poe era affetto da tafofobia
  • bellissimo aspetto Karl era masochista, aveva un esagerato caso di dismorfofobia ed era ossessionato dalla perfezione. Il giovane era esperto in meccanica
  • come il disturbo ossessivo - compulsivo, il disturbo d ansia sociale, la dismorfofobia e gli attacchi di panico Nonostante la sua azione prevalente sia quella
  • Tafofobia o tafefobia la paura irrazionale di essere seppelliti vivi Dismorfofobia la paura legata ad una visione distorta del proprio aspetto esteriore
  • spesso utilizzato nel trattamento della sindrome premestruale, nella dismorfofobia per cui non è più identificato come solo un antidepressivo, ma semplicemente
  • ordinario è convinta di essere orribile, un ossessione che sfocia nella dismorfofobia Suo fratello Giacomo, perito informatico e appassionato di fotografia
  • modificazione corporea vengono occasionalmente considerate sintomatiche della dismorfofobia di altri disturbi mentali, o come espressione di vanità incontrollata
  • compulsivo, disturbo disforico premestruale, neuropatia diabetica e dismorfofobia per citarne alcuni. Il citalopram è la molecola più recente e, a detta
  • ossessioni e o scarsa resistenza alle compulsioni e disturbi correlati dismorfofobia delirante, ipocondria e paura delirante di germi e contagio disturbo