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ⓘ Scheda perforata




Scheda perforata
                                     

ⓘ Scheda perforata

La scheda perforata è un supporto di registrazione in cui le informazioni sono registrate sotto forma di perforazioni in codice. Sono fatte di cartoncino e rappresentano linformazione attraverso la presenza o lassenza di fori in posizioni predefinite. Nella prima generazione di computer, dagli anni venti agli anni cinquanta, le schede perforate furono il supporto principale per limmagazzinamento e il trattamento automatico dei dati. A partire dai tardi anni settanta la scheda fu progressivamente accantonata per essere sostituita dai floppy disk. Successivamente le schede divennero obsolete, ad eccezione di alcuni sistemi legacy e di alcune applicazioni specializzate.

                                     

1. Origini

La nascita delle schede perforate precede di molto quella dei computer. Già nel 1725 Basile Bouchon usò rotoli di carta perforata su telai per regolare il motivo ornamentale da riprodurre sulla stoffa, e nel 1726 il suo collaboratore Jean-Baptiste Falcon migliorò il progetto utilizzando sequenze di schede, rendendo più semplice il cambiamento di programmazione della macchina. Il telaio Bouchon-Falcon era semi-automatico e richiedeva linserzione manuale del programma; nel 1801 Joseph Jacquard usò schede perforate metalliche per il controllo di un telaio di grande successo, maggiormente automatico, noto come telaio Jacquard.

Lautomatizzazione dellesecuzione dei calcoli matematici e la registrazione e conservazione delle informazioni furono gli ambiti nei quali le schede perforate si diffusero e rimasero in uso fino allinvenzione e diffusione delle memorie magnetiche ed elettroniche.

Nel 1837 Charles Babbage, artefice dellidea di una macchina calcolatrice programmabile, adottò il sistema a schede perforate di Jacquard per il controllo della sequenza di calcoli nel progetto della sua macchina analitica. Questo tipo di schede fu usato per limmissione dei dati nelle prime macchine calcolatrici del tardo XIX secolo.

Nel 1885 Herman Hollerith organizzò il censimento della popolazione degli Stati Uniti impiegando un modello di macchine che faceva uso di schede perforate; l8 giugno 1887 Hollerith brevettò un nuovo modello di schedatrice meccanica usata dallo U.S. Census per il censimento del 1890. La scheda era costituita da un cartoncino rettangolare della dimensione approssimativa di 90x215 mm, con fori rotondi: apparentemente tale dimensione fu scelta in modo da essere pressoché coincidente con quella delle banconote statunitensi di allora, così che gli scaffali destinati allo stoccaggio del denaro potessero essere utilizzati anche per le sue schede. La macchina inventata da Hollerith consisteva in una perforatrice manuale con la quale si registravano su scheda opportunamente codificati i dati degli individui censiti e una macchina per la lettura delle schede munita di tanti aghi quanti erano le possibili posizioni dei fori sulla scheda; al di sotto della scheda era posizionata una vaschetta contenente del mercurio le punte degli aghi che corrispondevano ai fori nella scheda - non trovando ostacolo - andavano ad immergersi nel mercurio, chiudendo così dei circuiti elettrici che - attraverso elettrocalamite - facevano scattare i contatori o attivavano alcune funzioni della macchina.

A partire dal 1907 James Legrand Powers lavorò per conto dello U.S. Census alla progettazione di macchine per la lettura delle schede che non impiegassero circuiti elettrici ai tempo ancora poco sicuri, inventando una macchina simile a quella di Hollerith, nella quale però gli aghi che corrispondevano ai fori delle schede andavano ad agire a pressione su pulsanti, definendo quindi un sistema esclusivamente meccanico.

Le prime applicazioni delle schede perforate utilizzavano schede specifiche; solo nel 1928 le schede perforate ed i relativi lettori divennero componenti generiche e la loro dimensione fu standardizzata esattamente a 7-3/8x3-1/4 pollici 187.325x82.55 mm, con uno spessore di 7 millesimi di pollice ovvero circa 143 schede per pollice, chiamate anche deck.

Nel 1896 Hollerith fondò la Tabulating Machine Company, vincitrice del contratto di fornitura di macchine per schedatura per il Census Bureau e che nel 1911 si fuse con altre aziende dando vita alla Computing Tabulating Recording Co. C-T-R, più nota, a partire dal 1924, con il nome di IBM.

                                     

2. Dettagli funzionali

Il metodo è abbastanza semplice: un pezzo di cartoncino leggero viene suddiviso in molteplici porzioni che possono essere attraversate da un foro o lasciate intatte. I pezzetti di carta rettangolare che vengono asportati durante la perforazione vengono chiamati chad. Ogni singola posizione sulla scheda rappresenta una singola cifra binaria bit. Ogni colonna sulla scheda contiene più posizioni forabili bit multipli.

                                     

3. Formato IBM

Il formato della scheda perforata IBM, che in seguito è divenuto lo standard, prevede 80 colonne con 12 posizioni di perforatura ciascuna, per rappresentare 80 caratteri. Originariamente venivano rappresentate solo informazioni numeriche con 1 o 2 fori per colonna: valore numeri. Le schede perforate erano lunghe 18.7325 centimetri 7 pollici e 3/8, alte 8.25500 3 pollici e 1/4 e spesse 0.1778 millimetri 0.007 pollici con uno degli angoli superiori tagliato in diagonale.

                                     

3.1. Formato IBM Langolo tagliato

La principale ragione dellangolo tagliato era evitare che la scheda potesse essere inserita al contrario. Se la scheda veniva inserita nel lettore in modo errato andava a colpire una levetta. Questa attivava un micro interruttore e fermava la macchina finché la scheda non venisse inserita correttamente come previsto dal sistema. Fermare la macchina significava arrestare il processo di ordinamento o convalida dei dati.

Molti computer utilizzavano schede con langolo opposto tagliato o in altri casi senza angoli tagliati come separatori di elaborazione, affinché loperatore potesse impilare più elaborazioni nel lettore allo stesso tempo e potesse rapidamente separarle una volta rimosse dalla pila. Queste schede venivano perforate precedentemente es., a JCL comando per eseguire una nuova elaborazione e in grande quantità. Ciò era specialmente utile qualora il computer non leggesse direttamente le schede, ma leggesse la loro rappresentazione su nastro magnetico che veniva preparato tramite convertitore da scheda a nastro o da computer più piccoli.



                                     

4. Perforatrici

I dati venivano inseriti tramite la perforatrice, che era una macchina per scrivere grande e rumorosa. Spesso il testo veniva stampato nella parte superiore della scheda, permettendo di leggerla più facilmente. Questo veniva fatto da unaltra macchina chiamata interprete. Modelli più evoluti di perforatrici permettevano di eseguire entrambe le operazioni contemporaneamente. Dati composti da più caratteri, come parole o numeri molto grandi, venivano salvati nelle colonne di schede in sequenza chiamate campi. Per applicazioni in cui la precisione era necessaria, la pratica era di far lavorare due operatori sugli stessi dati, il secondo operatore utilizzava un controllore di schede invece di una perforatrice. Le schede verificate venivano marcate con una tacca rotonda sul lato destro. Le schede errate venivano sostituite dalloperatore alla perforatrice. Cera una grossa richiesta di operatori alla perforatrice, normalmente donne, che lavoravano full-time alla perforatrice o al controllore.

Sono state costruite apparecchiature elettromeccaniche per forare, ordinare, intabellare e stampare le schede. Queste macchine permettevano di compiere sofisticati compiti di elaborazione dati molto tempo prima dellinvenzione dei calcolatori elettronici. I lettori di schede usavano dapprima un sensore elettrico una spazzola di metallo e in seguito un sensore ottico per individuare le posizioni della scheda che contenevano un buco. I lettori avevano alimentatori meccanici ad alta velocità che processavano circa cento schede al minuto. Tutte le elaborazioni erano fatte usando contatori elettromeccanici e relè le macchine erano programmate spostando cavi e connessioni fisiche su pannelli.