Indietro

ⓘ Centro storico di San Salvo




Centro storico di San Salvo
                                     

ⓘ Centro storico di San Salvo

Di grande importanza fu lesistenza del cenobio cistercense di San Salvo del Trigno, tra il IX secolo e lXI secolo, sopra labitato romano di Cluvia. Il cenobio benedettino, in seguito andrà in possesso dei monaci cistercensi dal XIII secolo. La zona allepoca era possedimento dellabbazia di Montecassino e di quella di San Vincenzo al Volturno, mentre larea archeologica dellantica Cluvia nel quartiere San Rocco, era di proprietà del monastero di SantAngelo in Salavento. Il monastero di San Salvo acquisì importanza, come rilevato dal Chronicon Sancti Stephani in Rivomaris un altro cenobio assai antico dellVIII secolo presso Casalbordino nel XII secolo, attorno a cui venne edificato un abitato medievale, lantica San Salvo.

Le bolle pontificie di papa Alessandro III, che venne a Vasto nel 1173 per concederla in feudo allabbazia di San Giovanni in Venere e di papa Innocenzo III 1208 confermano lesistenza di questo monastero, e si registra una donazione dal Conte Roberto di Loretello al vescovo di Chieti Ranulfo nel 1095. Labbazia del Trigno è stata modificata nei secoli a seguire, tanto che dellaspetto originario oggi non rimane nulla, se non resti nella cripta e nelle pareti laterali del sottosuolo. Sino al 1961 resisteva il vecchio campanile a torre dalla pianta irregolare, che fu abbattuto per problemi statici, e ricostruito in posizione non originale, dato che stava dietro la chiesa, e fu collocato accanto la facciata.

Nel 1204 labbazia entrò nel possesso del monastero di Santa Maria della Carità in Casanova, per volere dellabate Dionisio, nella diocesi di Penne, entrando di fatto nel governo dei Cistercensi. Lacquisizione della grancia di San Salvo, nel 1210 e del Castello Manno, in contrada Bufalara, permise ai cistercensi di assicurarsi in breve la dotazione fondiaria di buona parte della pianura alla sinistra del basso Trigno. Nel 1355-56 sotto lautorizzazione di papa Alessandro IV, si poté costruire un ospedale dei pellegrini nella grancia presso il Castello Manno, sicché nacque la nuova abbazia di San Vito del Trigno, a distanza dallabbazia di San Salvo, stando sempre sotto la giurisdizione dellabbazia di Casanova nella provincia diocesana pennese. LAbbazia andò a costituire la catena delle 5 abbazie cistercensi abruzzesi: labbazia di Santa Maria Arabona di Manoppello 1208, labbazia di Santa Maria della Vittoria a Scurcola Marsicana 1274 voluta da Carlo I dAngiò per la vittoria a Tagliacozzo contro Corradino di Svevia, labbazia di Santo Spirito dOcre nel 1248 e appunto labbazia di Casanova, la prima ad essere stata fondata.

La chiesa di San Vito del Trigno si trova nella contrada omonima sansalvese, presso la stazione Marina, e si ammirano alcuni ruderi, resti di fondazioni e sepolture monastiche. La pianta degli edifici monastici ricalcava lo schema delle abbazie cistercensi, con la chiesa a nord, a coperta dei venti, e il chiostro col monastero a sud. Labbazia oltre a costituire il centro amministrativo del feudo, entrò nei beni fondiari di diverse località dAbruzzo e della Capitanata di Foggia, acquistando i monastero di San Vito a Forca di Penne, e Brittoli, San Vito di Capestrano, Santa Maria di Catignano a Bussi, e San Vito e Giorgio sulla Pescara, San Martino in Valle a Fara S.M., Santo Stefano in Lucana di Tornareccio, San Martino di Paglieta. I monaci cistercensi bonificarono della zone paludose del Trigno con dei canali, realizzarono un innovativo sistema agricolo con le grance, come testimoniato dalle bolle pontificie del 1270 e del 1370, che confermano la ricchezza del cenobio. Non si esclude che lantico stile dellabbazia doveva ricalcare quello dei cenobi di Santa Maria dArabona e Santo Spirito dOcre, ancora oggi visibili, nello stile gotico borgognone cluniacense.

Dopo il 1370 per labbazia di Casanova, così come per le altre dAbruzzo, iniziò la crisi perché in seguito alla peste del 1348, si aggiunsero lassenza della protezione pontificia, laggressività dei signori feudatari, e la conseguente diminuzione dei monaci, gravati anche dai saccheggi dei briganti e dei pirati che compivano scorrerie sulle coste. Nel 1445 labbazia divenne vacante, risultava commenda di Colantonio Valignani, vescovo di Chieti. Mentre questabbazia decadeva, laltro monastero di San Salvo del Trigno, dentro le mura del Quadrilatero, cresceva di prestigio, sicché gli abati divenne "commendari" di San Salvo, come citato nel 1498 da papa Pio III. I commendari si susseguirono, spostando la sede in San Salvo, e furono quasi tutti vescovi di Chieti, in qualche maniera imparentati con i cardinali e i pontefici di Roma. Per tre secoli, sino al XVIII, le famiglie Piccolomini e Carafa si avvicendarono nella commenda di San Salvo, sino a quando labbazia entrò nella dispensa di San Bonaventura e di Santa Maria della Pietà di Roma.

Quando nella metà del XVII secolo la famiglia dei DAvalos, stanziata nel Vasto, iniziò a prendere in possesso lantico territorio feudale di San Salvo, per i monaci la crisi fu irreversibile, soprattutto quando gran parte del territorio fu comprato da don Cesare Michelangelo dAvalos, Marchese del Vasto, sancendo di fatto unegemonia dinastica in tutto il territorio del Trigno e del Sinello, spartendoselo poi con amici e vassalli. Mentre labbazia di San Vito cadeva sempre più in rovina, sino a quasi comparire, mentre i locali dellex monastero venivano usati dai contadini o riutilizzati per abitazioni e depositi e magazzini, labbazia d San Salvo del Trigno nel XVII secolo subì una radicale trasformazione, venendo eletta a parrocchia arcipretale di San Giuseppe. Cura se ne fece il cardinale e abate commendatario della Badia di S.Salvo Pier Luigi Carafa, che trasformò la chiesa, il campanile, e il palazzo dei commendari, ricavato dallex monastero. Nel 1776 si arrivò alla stipulazione presso Napoli del contratto di enfiteusi perpetua, in cui lUniversità di San Salvo diveniva municipalità, entrando in amministrazione dei feudi dellex abbazia, senza dover più rispondere a un feudatario o a un commendario.

                                     

1. Monumenti e luoghi dinteresse

Su strada della chiesa

  • Casa di Falco; posta tra vico Garibaldi e via Savoia
  • Palazzo Cirese, in piazza San Vitale
  • Palazzo di Iorio-Bruno, in piazza San Vitale
  • Arco "La Cavuta", in via Portanuova
                                     

1.1. Monumenti e luoghi dinteresse Su via Fontana Vecchia

  • Palazzo de Vito, sorge sul corso Umberto I, elegante edificio ottocentesco in stile neoclassico, con esterno in mattoni a vista, e porta decorato da cornice in bugnato. Fu acquistato dalla famiglia De Vito con il matrimonio di Giuseppe de Vito e Filomena Ciavatta che lo portò in dote.
  • Un muraglione, il muro che affianca la fonte
  • Casa del Signore di Capracotta; sul corso Umberto I, è un piccolo elegante edificio con le finestre decorate da balconi con mensole in ferro battuto.
  • Casa Artese, casa di facoltosi intellettuali, tra cui Giovanni Artese, storico locale, si trova in via San Giuseppe.
                                     

1.2. Monumenti e luoghi dinteresse Nella zona di via Roma

  • Palazzo Sabatini, su via Garibaldi
  • Case dei Monacelli, in via Roma, risale al 1979, edificato dai coniugi Antonio e Rosa dAchille. Fu costruito sopra un antico panificio comunale.
  • Palazzo di Mario Artese, fu costruito da Isidoro Artes enel 1860, elegante struttura neoclassica con esterni a mattoni a vista, prospettante su via Garibaldi.
  • Palazzo di Pietro Artese,
  • Palazzo Ciavatta, risalente al XVIII secolo, su via Garibaldi
                                     

1.3. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • Chiesa di San Giuseppe sita al centro del borgo medievale in Piazza San Vitale, storica abbazia di San Salvo del Trigno allinterno del "Quadrilatero"; fu restaurata nel XVII secolo e nella metà dell800. Nellinterno era posta una pala daltare riproducente la Sacra Famiglia chiamata volgarmente "Quadro di San Giuseppe" in stile rinascimentale. Prima del restauro corposo del 1965, la chiesa conservava lesterno della storica abbazia, la torre campanaria dotata di orologio e di un portale retrostante di accesso, romanico, si trovava arretrata, su via della Chiesa; successivamente è stata demolita e ricostruita accanto la facciata. La stessa facciata, in mattoni a vista, molto semplice e priva ormai degli abbellimenti medievali, è stata profondamente modificata con unedicoletta spiovente che introduce il portale centrale, e decorazioni a nicchie cieche pseudo romaniche sul prospetto;
  • Cappella di San Vitale; è ledificio religioso più importante della città essendo la chiesa più antica, essa affianca la parrocchia di San Giuseppe; al suo interno sono conservate le reliquie del santo;
  • Chiesa vecchia di San Nicola del XVII secolo, oggi sconsacrata, si trova su via Garibaldi;
  • Chiesa di San Rocco che risale al XVI secolo, benché non faccia parte del centro storico, è legata alla tradizione cristiana sansalvese, si trova in via Madonna delle Grazie, allaltezza della rotatoria di piazza Aldo Moro;
  • Chiesa di San Nicola vescovo risale agli anni settanta del 900, consacrata nel 1973 è in piazza San Nicola, nel quartiere "Garibaldi";
  • Resti dellabbazia dei Santi Vito e Salvo: si trovano in località Selvotta, in un promontorio collinare a sinistra del fiume Trigno. Labbazia dei Cistercensi del XIII secolo era dedicata a San Vito o Vitale da Milano, poi dal XV secolo andò in decadenza, sino a divenire un rudere;
  • Chiesa della Madonna delle Grazie, del XVII secolo, si trova sulla strada omonima;


                                     

1.4. Monumenti e luoghi dinteresse Altri monumenti e luoghi dinteresse

  • Piazza del Comune Piazza Giovanni XXIII; slargo rettangolare situato a nord del Quadrilatero, lungo via Martiri dUngheria
  • Corso Umberto I; stradone principale che unisce il Quadrilatero con il sobborgo "Giuseppe Garibaldi", sorto alla fine dellOttocento, lungo il corso omonimo, dove si trova anche la chiesetta settecentesca di San Nicola di Bari. Il corso lambisce Porta della Terra, arriva a lambire la villa pubblica, s confluisce in via Fontana Nuova.
  • Parco archeologico del Quadrilatero: si tratta di un museo itinerante che abbraccia tutto il Quadrilatero, istituito nel 1997: comprende la visita ai siti che riguardano la storia dellabbazia di San Salvo del Trigno, dunque lingresso al Quadrilatero di Porta della Terra, il museo civico "Porta della Terra", il museo dellAbbazia, e linsula archeologica del Chiostro, la domus col mosaico, lacquedotto che va verso via Fonte Vecchia e infine la parrocchia di San Giuseppe con la sua cripta medievale.
  • Museo archeologico "Porta della Terra" ed insula con mosaico: custodisce reperti e documenti che testimoniano la presenza benedettina e cistercense in San Salvo. Linsula si trova presso larea dello storico chiostro abbaziale, al centro vi è un pozzo, la cisterna ad impluvium dellantico domus romana che prima vi sorgeva, di cui rimane la piattaforma, ed era coperta da una tettoia sorretta da 4 pilastri. Nellisola archeologica in piazza San Vitale si trova un mosaico del II secolo d.C., in opus reticulatum e lateritium; il mosaico è policromo, decorato con tralci di vite che fuoriescono da 4 eleganti vasi ad anse.
  • Giardinetto del monumento ai caduti: si trova allingresso della villa comunale, alla biforcazione del corso Umberto I con via Roma.
                                     
  • Voce principale: Lanciano. Il centro storico di Lanciano è composto da quattro rioni medievali: il quartiere Lancianovecchia, il quartiere Civitanova
  • chiesa di Maria Santissima Immacolata e San Rocco è un luogo di culto cattolico di Palmi. È ubicata nel centro storico e prospetta sulla piazza San Rocco
  • sorge San Polo fu abitata fin dall antichità dagli Etruschi, che fondarono l insediamento di Servirola, posto a circa un km a nord dal centro abitato
  • litoranea dei Comuni di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Fossacesia. Ad animare ulteriormente la vita turistica sia del Centro storico sia del borgo marinaro
  • Belvedere GISA con la statua bronzea dedicata a San Francesco d Assisi. Via Croce Rossa Strada del centro storico accessibile dalla via Nazario Sauro, che
  • alla storia arcaica di Venezia. La chiesa di San Zaccaria si trova nel centro di Venezia, vicino a piazza San Marco e a Palazzo Ducale. Il primo edificio
  • secolo, con la facciata di Pietro Palmieri. L altare maggiore è di Vincenzo Palmieri, del 1765. San Severo conserva un centro storico con significativi monumenti
  • Voce principale: Vasto. Il centro storico di Vasto costituisce ancora oggi uno dei quartieri maggiori della città, ed è uno dei meglio conservati della
  • eresse una chiesa e sorse il centro abitato di San Prisco. Sul principio del Settecento le spoglie di Prisco già messe in salvo da Santa Matrona nel 506
  • della festa in onore di san Rocco, le principali vie e piazze del centro storico di Palmi vengono addobbate con luminarie. Le serate di accensione delle luminarie

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...