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ⓘ Datazione a termoluminescenza




Datazione a termoluminescenza
                                     

ⓘ Datazione a termoluminescenza

La datazione con la termoluminescenza è un tipo di datazione radiometrica basata sulla termoluminescenza del materiale da datare.

La tecnica viene utilizzata in archeologia per la datazione della ceramica, molti dei cui componenti, quali quarzo e feldspati sono termoluminescenti. La cottura del manufatto elimina ogni termoluminescenza presente nei materiali che fanno parte dellimpasto, ma lirraggiamento ambientale porta con il passare del tempo ad un nuovo accumulo di energia.

Riscaldando nuovamente il materiale ad una temperatura superiore a 500 °C, si può rilevare la quantità di termoluminescenza per mezzo di fotomoltiplicatori. Questa quantità dipende dal tempo trascorso dalla cottura, oltre che dalla quantità di irraggiamento subito per cui i parametri di riferimento possono variare da luogo a luogo e dal tipo di materiale presente nellimpasto. Va inoltre tenuto conto di altri eventuali riscaldamenti subiti dal manufatto per esempio per un incendio. I campioni non vanno inoltre sottoposti a sorgenti di radioattività artificiale. La tecnica è applicabile, oltre che alla ceramica, alla terra o alle pietre di un focolare, alle terre di fusione dei bronzi, alle sculture o decorazioni architettoniche in terracotta, ai mattoni, oppure ancora alla lava solidificata di unantica eruzione. Per i forni da vasaio consente la datazione solo dellultimo utilizzo.

Lanalisi viene eseguita su circa 10 grammi di ceramica prelevati dalloggetto e viene ripetuta su altrettanti grammi di terreno di scavo, e consente di ottenere datazioni con unaccuratezza del 5-10% sale al 20% per gli oggetti fuori contesto, nel periodo tra 100-200 e 200.000 anni fa circa.

                                     

1. Meccanismo

Alcune fonti naturali di radiazione possono andare incontro col tempo a una perdita costante di elettroni, i quali vanno ad accumularsi nei difetti della struttura cristallina del materiale. Scaldando questi corpi, gli elettroni accumulati verranno rilasciati, generando una particolare luminescenza del materiale; analizzando questo fenomeno, si può stimare la quantità di elettroni accumulati e quindi letà del campione, con un errore medio del 15%; va ricordato però che se già nel passato la roccia è stata sottoposta ad alte temperature, queste hanno "resettato" lorologio elettronico.

  • Cenni sulla TL- Cenni su alcune tecniche impiegate nella diagnostica dei beni culturali, del Dipartimento di Fisica Sperimentale Univ. Torino.

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