Indietro

ⓘ Diritto divino dei re




                                     

ⓘ Diritto divino dei re

Il diritto divino dei re è un principio giuridico che si riferisce alle dottrine politiche e religiose europee dellassolutismo monarchico, tradotto come "monarchia teocratica" o "Trono e Altare", secondo la quale il monarca godrebbe di unautorità legittimatagli direttamente da Dio.

                                     

1. Storia

Un simbolo di questa dottrina rimane nella cerimonia dincoronazione del monarca britannico, che viene consacrato con lolio santo dallArcivescovo di Canterbury, che con questo gesto lo ordina alla monarchia. È ulteriormente evidenziato dal tentativo di far risalire la genealogia dei monarchi europei a Re Davide dellAntico Testamento, che era stato unto Re dIsraele dal profeta Samuele per volere di Yahweh, nellapparente convinzione che ciò legittimi il governo del presente monarca. Il re o la regina del Regno Unito è lultimo monarca che si sottopone a tale cerimonia, che in altre nazioni è stata sostituita da altre dichiarazioni.

Nel 1198, quando sconfisse i francesi alla battaglia di Gisors, il sovrano inglese Riccardo Cuor di Leone mise in evidenza questo principio usando come motto di battaglia la frase Dieu et mon droit Dio e il mio diritto.

                                     

2. Il concetto

Il concetto di "diritto divino dei re" è differente dal più ampio "diritto reale concesso da Dio". Contrariamente al concetto cinese di "mandato celeste", che legittima il rovesciamento di un monarca oppressivo o incompetente, un re europeo non poteva perdere il diritto divino a causa del suo malgoverno. In Giappone, la legittimazione dellImperatore del Giappone era basata sulla credenza della sua discendenza da Amaterasu, la dea del Sole nella religione shintoista. Comunque, contrariamente al caso europeo, questa discendenza dalla divinità non si traduceva automaticamente in potere politico.

Nel mondo occidentale il concetto venne ad essere associato con la fede cattolica le altre confessioni cristiane, nel periodo della riforma protestante. La nozione di "diritto divino dei re" sicuramente esisteva già precedentemente al periodo medioevale. Comunque, fu nel XVI secolo che venne usata intensamente come principale meccanismo politico per incrementare il potere dei re allinterno delle monarchie centralizzate, relativamente ai nobili e ai sudditi. La sua formulazione più esauriente venne data dal vescovo francese Jacques-Bénigne Bossuet e dal sovrano protestante inglese Giacomo I, ma la dottrina dei monarcomachi deve molto agli antichi scritti di Agostino dIppona e Paolo di Tarso.

Nella Lettera ai Romani, capitolo 13, San Paolo scrisse che i regnanti in terra, anche nel caso in cui non fossero cristiani, erano nominati da Dio alle loro posizioni di potere, allo scopo di punire i malvagi. Alcuni studiosi biblici ritengono che San Paolo stesse scrivendo, in parte, per rassicurare le autorità romane che governavano il suo mondo, che il movimento cristiano non era politicamente sovversivo. Le difficoltà poste per i successivi cristiani furono dovute al fatto che il Nuovo Testamento non contiene piani espliciti per il governo di società principalmente cristiane. Esso assume che i cristiani sarebbero sempre stati una minoranza in un mondo pagano, e i suoi consigli politici erano limitati a suggerire di obbedire alla legge e stare alla larga dai governi pagani.

SantAgostino modificò laccento nel suo De Civitate Dei, per gli scopi del da poco convertito Impero Romano, che si trovava in serie difficoltà politiche e militari. Mentre la "Città degli Uomini" e la "Città di Dio" potevano servire a scopi differenti, entrambe erano state istituite da Dio e servivano alla sua volontà ultima. Anche se la "Città dellUomo", il mondo del potere secolare, poteva sembrare empio e governato da peccatori, nonostante ciò, era stato posto sulla Terra per proteggere la "Città di Dio". Quindi i monarchi erano stati posti sul loro trono per gli scopi di Dio, e mettere in discussione la loro autorità equivaleva a mettere in discussione quella di Dio.

Durante linizio del regno di Luigi XIV, Bossuet portò questo argomento alle sue conclusioni estreme. Rivedendo i precedenti dellAntico Testamento riguardo alla scelta dei re, Bossuet concluse che i re erano consacrati come rappresentanti di Dio sulla Terra. Ognuno di essi aveva ricevuto il suo trono da Dio stesso, e ribellarsi contro la loro autorità era come ribellarsi a Dio. Nessun parlamento, nobile, tanto meno il popolo, aveva il diritto di partecipare a questa autorità data da Dio, poiché era stata conferita dalla provvidenza divina attraverso il diritto di primogenitura.

In effetti Bossuet scrisse non per giustificare lautorità di una monarchia già autocratica, ma per proteggerla da ulteriori incidenti e tumulti che avevano scosso il trono francese, come la serie di "fronde" nelle quali i nobili francesi avevano combattuto insignificanti guerre civili contro lautorità di Luigi XIII e contro lo stesso Luigi XIV. Gli insegnamenti di Bossuet in definitiva si rivelarono essere la causa di molti tumulti e spargimenti di sangue in Francia. La nozione di diritto divino venne infine spazzata via dalla rivoluzione francese e il vero atto simbolico fu la morte sulla ghigliottina della regina Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI, il 16 ottobre 1793, che da accesa sostenitrice di questo principio e implacabile avversaria della causa rivoluzionaria era stata un simbolo del dispotismo e ostinata roccaforte dell ancien régime fino alla fine.

                                     

3. Giacomo I dInghilterra

Sia in Scozia che in Inghilterra, Maria Stuarda si era sempre considerata un monarca assoluto, responsabile delle sue azioni solo a Dio e non obbligato a consultarsi con nessun altro. La sua esecuzione fu un duro colpo allautorità divina dei sovrani e minò la teoria della monarchia assoluta.

Le motivazioni su questo principio sono esemplificate e portate oltre nel seguente passaggio del capitolo 20 dei Lavori di Giacomo I, il figlio di Maria Stuarda:

I sudditi di Giacomo non erano disposti a sottomettersi a queste affermazioni. Sorse una dottrina contraria, formulata da giudici come Sir Edward Coke, secondo cui il re dInghilterra era la creazione della legge inglese, e soggetto a questa. Tale dottrina trovò aderenti nel Parlamento, spronata da precedenti anti-monarchici come la rivolta dei nobili che portò alla Magna Carta. Giovanni Senzaterra, che aveva firmato questo documento sotto coercizione e combattuto i ribelli con la benedizione del Papa Innocenzo III fino alla morte, fu di fatto lultimo vero sovrano teocratico, anche se molti discendenti riuscirono con successo a restaurare la monarchia assoluta.

Questo conflitto infine culminò nella guerra civile inglese del 1640, che venne vinta dalle forze rappresentanti il Parlamento, e lesecuzione di Carlo I, figlio di Giacomo I e fervente sostenitore del diritto divino dei re, come la nonna paterna. La vittoria dei Parlamentari, confermata dalla Gloriosa Rivoluzione del 1688, fu il rintocco a morto del diritto divino dei re in Inghilterra, e stabilì fermamente il principio della monarchia costituzionale, in cui lautorità massima era il Parlamento, non il monarca.



                                     
  • dell assolutista Robert Filmer, che faceva derivare il diritto divino dei re dai diritti di Adamo e dei patriarchi. Nel secondo trattato, il fine di Locke
  • filosofo inglese, difensore del diritto divino dei re La sua opera più famosa, il Patriarca o il potere naturale dei re fu pubblicata postuma nel 1680
  • sconfisse i francesi. Con questo, egli intendeva mettere in evidenza il diritto divino dei re solamente Dio avrebbe potuto privarlo di questa sua autorità ereditata
  • derivare da Dio si veda il diritto divino dei re Il nazionalismo romantico è stato uno dei concetti chiave del romanticismo e uno dei suoi lasciti più durevoli
  • di Indipendenza degli Stati Uniti come rifiuto della teoria del diritto divino dei re Jefferson prese spunto dall amico Filippo Mazzei, come indicato
  • possiede. Tra i diritti fondamentali dell essere umano si possono ricordare: il diritto alla libertà individuale, il diritto alla vita, il diritto all autodeterminazione
  • nome del Re gratia Dei Rex nome del Re Divina ordinante Providentia Rex Traduzione italiana nome del Re con il favore della Divina Clemenza Re nome
  • Il diritto di ribellione o diritto alla ribellione noto anche anche come diritto alla resistenza, o diritto di resistenza è la prerogativa concessa
  • del Settecento il fondamento ideale dell assolutismo era stato il diritto divino dei re ossia il presupposto che Dio investisse i sovrani del loro potere
  • XVIII secolo. In Germania, il diritto romano venne utilizzato più a lungo sotto il Sacro Romano Impero 963 1806 Il diritto romano servì inoltre come base
  • il Commonwealth e il Protettorato di Cromwell sostenitore del diritto divino dei re Carlo I si scontrò con le forze puritane del Parlamento inglese
  • ottobre 1793, che era stata infatti un accesa sostenitrice del diritto divino dei re e implacabile avversaria della causa rivoluzionaria, diventando
  • Per giusnaturalismo o dottrina del diritto naturale dal latino ius naturale, diritto di natura s intende la corrente di pensiero filosofica che presuppone