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ⓘ Randazzo




Randazzo
                                     

ⓘ Randazzo

Sorge sul versante nord dellEtna, a 765 m sul livello del mare, sullultimo ciglione lavico di una colata preistorica, erosa dalle acque dellAlcantara, che scorre ai piedi del suddetto ciglione. È un nodo strategico da cui sono facilmente raggiungibili i centri di Catania 65 km, Messina 73 km, e Enna 105 km. Randazzo si collega con la costa jonica attraverso lo sbocco sulla litoranea di Fiumefreddo di Sicilia, da cui dista 30 km; e con la costa tirrenica attraverso lo sbocco sulla litoranea di Capo dOrlando, da cui dista 60 km. Presenta due frazioni principali: Montelaguardia a est del paese e Murazzo Rotto a ovest dellabitato.

Il territorio presenta una vasta exclave denominata Spanò sita al confine con la provincia di Enna, tra i comuni di Adrano, Centuripe, Regalbuto e Troina.

                                     

1. Origini del nome

Il toponimo non ha unetimologia chiara. In Idrisi si trova r a ndaǧ e in greco bizantino Ῥανδάκιον, Rhandákion. È stata proposta una derivazione dal nome personale greco Ῥενδκάκης, Rhendákēs sul modello di Renda, da Ῥένδης, Rhéndēs, riduzione di Λαυρέντιος, Lauréntios, ma è ipotesi ardita.

                                     

2.1. Storia Lorigine del nome e lorigine della città

Di origine prettamente medioevale, giace però su un territorio in cui si sono incontrate le più disparate civiltà: greci, romani, bizantini, ebrei, arabi, normanni, aragonesi hanno lasciato tracce di alto valore documentario ed artistico in essa. Le antiche mura e i resti di un bagno che ancora oggi rimangono a Randazzo, ci attestano che qui cera un centro di abitazione sin dal tempo dei Romani in Sicilia, anzi lArezzo, Filoteo degli Omodei, il Riccioli ed altri vogliono che Randazzo fosse abitata prima delle colonie greche. Della cittadina, che si trova a 754 m s/m, sembra accertata, tuttavia, la presenza di insediamenti umani nel territorio dellattuale Randazzo a partire dal VI secolo a.C., come testimoniano i numerosi reperti archeologici risalenti a quellepoca rinvenuti nelle contrade S. Anastasia e Mischi. Gli esiti di ulteriori campagne di scavo attesterebbero la persistenza di agglomerati abitati nelle epoche successive fino allepoca della dominazione araba dellisola, durante la quale Randazzo pare abbia assunto un rilevante ruolo strategico, mantenuto, in seguito, durante il periodo normanno, al quale risale ledificazione del presidio munito e della cinta muraria. E fu proprio alla sua particolare posizione strategica nellitinerario che, dallinterno dellisola, portava da Palermo a Nicosia per poi diramarsi nelle due direzioni di Catania o Messina che Randazzo dovette la sua configurazione di città possesso del demanio regio e sottratta, per questo, alle infeudazioni. Infatti Randazzo diviene città demaniale della Vallo di Demone e gli viene dato lappellativo di" Plaena” da Federico II nel Parlamento di Messina dellanno 1233, e la santa patrona della città è Maria SS. Assunta. Ma lattuale città è di origine bizantina e infatti a pochi chilometri da Randazzo si possono visitare i ruderi dì antiche chiese bizantine chiamate Cube.

Sino al sec. XVI vi si parlavano tre lingue: il greco nel quartiere San Nicola, il latino nel quartiere Santa Maria e il lombardo nel quartiere San Martino, essendosi la città formata dallunione di tre differenti gruppi etnici; ad opera dei lombardi divenne una roccaforte dei re normanni in lotta contro gli arabi. Randazzo ha conservato quasi interamente il suo aspetto medievale essendo stata sempre risparmiata dal vulcano pur essendo il comune più vicino al cratere centrale dellEtna 15 km circa.

                                     

2.2. Storia Generali Parlamenti di Sicilia tenutisi a Randazzo

  • Il primo sarebbe stato convocato nel Monastero di San Domenico da Federico III di Sicilia detto il Semplice, per sancire la definitiva sottomissione del partito Chiaramontano che faceva capo alla Famiglia Chiaramonte.
  • Il secondo venne indetto da Artale II Alagona, tutore della Regina Maria di Sicilia, per proclamare questa erede al trono di Sicilia, e si tenne nella Chiesa di San Nicola, dopo il 1377.
  • Il quinto si tenne, sempre nella Chiesa di San Nicola, nel 1414 sotto Ferdinando I dAragona.
  • Il terzo venne convocato dalla Regina Bianca di Navarra il 3 luglio 1411.
  • Il quarto si tenne, sempre nella Chiesa di San Nicola, nel 1411 sotto Ferdinando I dAragona.
                                     

2.3. Storia Seconda guerra mondiale

La particolare collocazione della città come snodo nelle comunicazioni della parte interna della Sicilia la fece scegliere, come sede nel 1943 del comando militare tedesco durante la seconda guerra mondiale. La città venne quindi bombardata duramente dagli Anglo-Americani e soprattutto le incursioni aeree continuarono a martoriarla dopo labbandono dei militari tedeschi. Gli alleati infatti avevano avuto delle informazioni errate e sospettavano che a Randazzo vi fossero nascoste ingenti truppe tedesche.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Reale Casa Scala

Costruito sotto gli ultimi re normanni. In questo palazzo soggiornarono:

  • tutta la corte aragonese, fra cui Giovanni e Federico III;
  • Enrico VI di Svevia ;
  • Giovanna Plantageneto figlia di Enrico II dInghilterra e moglie di Guglielmo II di Sicilia;
  • Costanza dAltavilla moglie dellImperatore Enrico VI lo svevo;
  • Federico II di Svevia ;
  • nel 1535 Carlo V dAsburgo, di passaggio per Randazzo.

Anticamente il comune lo vendette alla famiglia Chillia e poi passò alla famiglia Scala e ancora oggi è segnalato, nei libri dinteresse artistico e turistico, come Casa Scala o Palazzo Scala, ed è sito nel quartiere di San Martino, prospiciente in via Umberto I e confinante da levante con via Vagliasindi e da ponente via Mercurio. In stile gotico, a tre piani fuori terra, composto di un piano terreno con tre arcate di essi ne esiste solo una Via Volta Scala, di un primo piano pericolante, in seguito al terremoto del 2 gennaio 1693.".Fu abbassato del pari il terzo Piano Superiore ove albergò lImperatore Carlo V, piccola porzione del quale oggi serve di Casa Comunale, sotto alla quale vi è lOfficina Postale, e la stanza della Guardia Urbana, per il Buon Ordine in questa Città…” Esso fabbricato aveva dalla parte di prospetto Via Umberto sette finestre bifore al primo piano, ed altrettante al secondo piano. Dopo la demolizione del secondo piano, in seguito a modifiche subite da detto palazzo, le finestre del primo piano in parte furono convertiti in finestroni moderni, e solo rimangono delle antiche costruzioni due finestre a colonnine allangolo sud-ovest di esso fabbricato e la finestra murata Via Lombardo da cui si affacciò Carlo V che in suo onore fu chiusa affinché nessuno mai più potesse servirsene.



                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Museo Archeologico Paolo Vagliasindi

Il Museo Archeologico "Paolo Vagliasindi" ospitato nella fortificazione del Castello" Carcere” raccoglie i reperti ritrovati in contrada S. Anastasia a Randazzo dallarcheologo Paolo Vagliasindi. La collezione, tra le più importanti della Sicilia, comprende pezzi del VI – III secolo a.C. tra cui lOinochoe che per la raffigurazione del mito di Fineo è uno dei quattro esemplari rimasti al mondo. Il Museo è suddiviso in 5 sale:

  • nella sala Ellenistica sono esposte ceramiche di epoca ellenistica del IV secolo a.C.
  • nella sala centrale Oinochoe oltre ai pezzi più pregiati della collezione sono esposti oggetti in bronzo e la raccolta numismatica di Paolo Vagliasindi;
  • la sala Attica espone ceramiche di manifattura attica del V secolo a.C.;
  • nella sala della Ceramica Nera sono esposti esemplari di età attica ricoperti da vernice nera;
  • la sala Jonica ospita i pezzi più antichi con reperti di età ionica e corinzia;


                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Museo Civico di Scienze Naturali

Il Museo Civico di Scienze Naturali ospita la collezione Ornitologica Priolo composta da 2250 esemplari di uccelli italiani ed esotici tra i quali il Grifone dellEtna e lAvvoltoio dagli anelli che, ormai estinti, fino a qualche decennio fa solcavano i cieli dellEtna e la collezione Naturalistica Lino composta da fossili, minerali, rocce e conchiglie ritrovate in Sicilia. Il Museo è suddiviso in 6 sale:

  • sala n. 1 Geologia collezione Lino;
  • sala n. 2 Fauna Marina collezione Lino;
  • sala n. 4 Uccelli Esotici;
  • sala n. 6 Collezione Ornitologica Priolo;
  • sala n. 3 Fauna Esotica;
  • sala n. 5 Fauna di Sicilia Diorama del Grifone;
                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Museo dellOpera dei Pupi

Il museo, inaugurato nel 2015, ospita la collezione di Pupi Siciliani della famiglia Russo. Essa è composta da 37 marionette che rappresentano i personaggi dellepopea storica della Chanson de Roland. La collezione fu realizzata tra il 1912 e il 1915 dallo scultore Emilio Musumeci e utilizzata dal puparo messinese Ninì Calabrese. La collezione, di grande valore, è servita per allestire una rappresentazione alla presenza del Re Umberto II. La collezione, fino al 2014, è stata ospitata in una sala del Museo Archeologico "Paolo Vagliasindi".

                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Parco Polivalente Sciarone

Il Parco Polivalente Sciarone è il polmone verde della città. Si trova a poca distanza dal centro ma immerso nellambiente unico del Parco dellEtna. Nel parco è possibile passeggiare nel" sentiero natura” ed osservare le diverse colate laviche che hanno lambito Randazzo, la flora composta da alberi di betulla, castagno e roverella ed anche la fauna etnea costituita da volpi, istrici, ricci e conigli selvatici che rendono questo ambiente molto suggestivo. Allinterno è anche disponibile unarea attrezzata per pic-nic con 5 punti cottura, 16 tavoli per un totale di 128 posti a sedere acqua potabile e 4 servizi igienici.

                                     

4. Società

Feste patronali

Il 15 agosto si tiene la festa in onore di Maria SS. Assunta, patrona del paese. Nel primo pomeriggio lungo la via Umberto viene fatta sfilare a Vara", un fercolo sagomato a forma di palo riccamente decorato, alto circa 18 metri e risalente al XVI secolo. Sulla Vara trovano posto circa trenta bambini che raffigurano i misteri della morte, dellassunzione e dellincoronazione della Vergine Maria.

Il 19 marzo in onore di S. Giuseppe, compatrono della città, scuole e uffici pubblici restano chiusi e nel pomeriggio si svolge fin dal 1982 una tradizionale fiaccolata. Tale fiaccolata ricorda un presunto miracolo di San Giuseppe, che nel marzo 1981 salvò Randazzo dalla minaccia della lava.

                                     

5. Infrastrutture e trasporti

La città di Randazzo è munita di due stazioni ferroviarie: una della Ferrovia Circumetnea che la collega sia a Giarre che a Catania ed una delle Ferrovie dello Stato che la collegava fino a qualche anno fa alla Stazione di Taormina e alla ferrovia Messina-Catania, attualmente dismessa in attesa di definizione del progetto "Binari senza tempo" della Fondazione FS e Ferrovie dello Stato.

Linee di trasporto extraurbano autobus la collegano a varie località circonvicine, oltre che al capoluogo di provincia.Tranne la Domenica.

Il comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:

  • .
  • .dellEtna e delle Madonie
                                     

6. Sport

Calcio

La principale squadra di calcio della città è lA.S.D. Randazzo 1968 che milita nel girone C siciliano di Promozione. I colori sociali dellA.S.D. Randazzo 1968 sono: il rosso ed il bianco. LA.S.D. Randazzo 1968 è nata nel 1968.

Laltra squadra di calcio della città è lA.S.D. Città di Randazzo che milita nel girone C siciliano di Promozione. I colori sociali dellA.S.D. Città di Randazzo sono: il bianco ed il granata.

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