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ⓘ Il linguaggio di Dio




Il linguaggio di Dio
                                     

ⓘ Il linguaggio di Dio

Il linguaggio di Dio. Alla ricerca dellarmonia tra scienza e fede è un saggio del 2006 dello scienziato statunitense Francis Collins, in cui egli introduce la sua personale visione del mondo. Essa è definibile come "evoluzionismo teista" ed è ben rappresentata dal neologismo "BioLogos", coniato dallautore, dallunione di due parole greche: bios, "vita", e logos, "parola, ragione". Il suo intento è conciliare le visioni scientifica e spirituale del mondo.

                                     

1. Gli scopi

Nella sua visione Collins propone una sintesi tra scienza e fede che si basi essenzialmente su due argomentazioni: il cosiddetto principio antropico e lesistenza della legge morale. Secondo Collins, da un punto di vista fisico si osserva una sorprendente convergenza verso la vita delle costanti fisiche fondamentali dellUniverso; una leggera variazione delle costanti che definiscono le proprietà della materia e dellenergia delluniverso renderebbe impossibile il permanere o lapparire della vita. Inoltre, secondo Collins, levoluzionismo di stampo darwiniano è insufficiente a spiegare lesistenza di valori come laltruismo. Queste tesi, secondo lautore, dovrebbero dimostrare lesistenza di una causa prima, Dio, che abbia strutturato luniverso in maniera tale da convergere verso la vita e che sia intervenuto nella creazione dellanima, sede della legge morale.

BioLogos esprime la credenza che Dio sia la fonte di tutta la vita e che la vita sia una manifestazione della sua volontà. Il Biologos non cerca di inserire Dio a forza nelle lacune della nostra comprensione del mondo naturale; piuttosto propone Dio come risposta a questioni che, secondo Collins, la scienza non è mai stata deputata ad affrontare. Secondo Collins, la verità può essere verificata solo dalla logica spirituale del cuore, della mente e dellanima. La posizione di Collins si offre come alternativa sia al Creazionismo sia al Disegno Intelligente allinterno del panorama cristiano statunitense in cui la teoria dellevoluzione è ancora oggi malvista.

                                     

2. La visione del mondo

Il teismo evoluzionista sostiene che luniverso ebbe origine dal nulla circa 14 miliardi di anni fa e che le sue caratteristiche sembrano essere state elaborate apposta per consentire la vita, nonostante altissime probabilità contrarie.

Anche se non si conosce precisamente il meccanismo dellorigine della vita, il processo di evoluzione e selezione naturale avrebbe permesso in un arco di tempo molto ampio lo sviluppo della diversità e della complessità biologica. Levoluzione, una volta avviata, non avrebbe necessitato nessun particolare intervento soprannaturale.

Lessere umano sarebbe parte di questo processo, poiché tutti gli esseri umani avrebbero un antenato in comune con le scimmie antropomorfe, ma si distinguerebbe per alcune caratteristiche uniche e proprie, non spiegabili con levoluzionismo. Queste caratteristiche come "la legge morale", la cognizione del bene e del male, la ricerca di Dio, sarebbero comuni a tutte le civiltà della terra e sottolineerebbero la natura spirituale delluomo.

La visione che questa dottrina ha di Dio è che egli non sarebbe limitato nello spazio e nel tempo, e avrebbe creato luniverso e stabilito le leggi naturali che lo governano. Dio avrebbe scelto il meccanismo dellevoluzione, giustificando così laggettivo di "evoluzionista" per creare ogni tipo di essere vivente, dalle creature invisibili ad occhio nudo come microbi sino alle piante ed ai mammiferi. Dio avrebbe dato vita a speciali creature, gli esseri umani, dotate di intelligenza, cognizione del bene e del male e libero arbitrio, desiderose di cercare una comunicazione con lui. Dio, onnisciente, avrebbe anche previsto che queste creature avrebbero scelto di disobbedire alla legge morale.

                                     
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