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ⓘ Mīmāṃsā




                                     

ⓘ Mīmāmsā

Mīmāmsā: letteralmente significa "riflessione profonda", indagine, esegesi. I seguaci del Mīmāmsā si chiamano Mīmāmsāka.

In India è la più antica delle sei visioni filosofiche darśana brāhmaniche. Il nome completo di questa scuola è Pūrvamīmāmsā" Riflessione anteriore” per distinguerla dalla Uttaramīmāmsā" Riflessione posteriore”, in seguito indicata con il nome di Vedānta.

                                     

1. Descrizione

Così Gianluca Magi:

Il testo base di questa scuola è il Pūrvamīmāmsā Sūtra "Gli Aforismi dellIndagine anteriore" attribuito a Jaimini circa 300/200 a.C., opera che dà lavvio ad una disamina che spinge forse più lontano di quanto non fosse stato mai fatto, non soltanto in India, la pratica dellermeneutica sistematica, in particolare delle regole teologico-sacrificali che rendono conto delle modalità espositive e della rilevanza simbolica del rito e delle prescrizioni per lesatta esecuzione dei riti sacrificali appannaggio della classe brāhmanica, unica depositaria del sapere vedico sui piani gnoseologico e ritualistico.

In India limportanza del ritualismo è estrema: solo lespletazione regolare del sacrificio garantisce la persistenza dellarmonia cosmica dharma e del buon ordine sociale. Il sacrificio è il supremo principio organizzatore e reggitore della struttura della realtà e il dinamismo transpersonale che aiuta a reggere lordine cosmico. Il sacerdote che celebra il rito sacrificale si libera dai legami della sua sfera psichica individuale per attingere piani di realtà transpersonali della conoscenza non-formale. Per la scuola Pūrvamīmāmsā luniverso non è retto da un divino creatore e distruttore, ma unicamente dal sacrificio.

La logica di base di questo darśana, sotteso di un simbolismo dalla struttura antropocosmica, è lintima solidarietà tra luomo e il Mondo stesso, il quale non è altro che un suono senza origine e indistruttibile śabda. Lessenza primordiale del Mondo è, infatti, considerata come una grande parola vāc che tutto permea di sé e che unisce Cielo e Terra. A ciò si lega limportante filosofia del linguaggio che considera i Veda unentità eterna autorivelata. Ciò conduce questa scuola alla singolarissima tesi del carattere naturale ed eterno del suono-parola śabda. In questo contesto il suono ha valenze molto più ampie di ciò che abitualmente si attribuisce a questo termine, in quanto si tratta del suono originario da cui si è prodotto luniverso. Il suono-parola, questa manifestazione energetica che si espande con potenza per tutto luniverso, è eterno, fondamento di tutte le cose visibili e in invisibili. Rappresenta la sostanza primordiale del mondo e nel contempo lunico mezzo di unione fra Cielo e Terra. Lofferta del suono è il sacrificio più alto.