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ⓘ Ordinamento giuridico




                                     

ⓘ Ordinamento giuridico

Un ordinamento giuridico, in diritto, indica linsieme degli elementi normativi, espressi in maniera sistematica, che regolano la vita di una comunità allinterno di un sistema giuridico.

Secondo il brocardo ubi ius ibi societas "dove cè il diritto, ivi il diritto", gli ordinamenti giuridici vengono spesso identificati con le organizzazioni sovrane, ad esempio gli Stati, le Federazioni le Confederazioni di Stati.

                                     

1.1. Classificazione Originari e derivati

Un ordinamento giuridico può essere originario oppure derivato. È originario quando non deriva la sua sovranità da nessun altro ordinamento ; è invece derivato quando la sua sovranità non è diretta e immediata, ma un riflesso della sovranità di un altro ordinamento gli enti territoriali e lUnione europea sono esempi di ordinamenti giuridici derivati. Il diritto dello Stato si compone di due grandi branche, Diritto privato e Diritto pubblico, ciascuno con le sue suddivisioni.

                                     

1.2. Classificazione Diritto privato

Insieme delle norme che regolano i rapporti fra i privati, siano essi atti personali come i rapporti di famiglia, o gli atti di commercio come i rapporti di lavoro. Nel primo caso si parla di Diritto civile, nel secondo di Diritto commerciale e di Diritto del lavoro.

  • Diritto civile - Insieme delle norme che regolano i rapporti tra gli individui, sia nella famiglia, sia nella società come cittadini. È regolato dal * Codice Civile.
  • Diritto del lavoro - Insieme delle norme che disciplinano i rapporti di lavoro, la tutela dellattività lavorativa, lattività sindacale. È regolato dal Codice Civile.
  • Diritto commerciale - Insieme delle norme che regolano i rapporti tra gli individui negli atti di commercio. È regolato dal Codice Civile.
                                     

1.3. Classificazione Generali e particolari

In relazione ai fini che persegue un ordinamento giuridico può essere generale oppure particolare. Si dice generale quando il fine perseguito è il cosiddetto bene comune ; si dice invece particolare quando è volto al conseguimento di un interesse specifico.

                                     

1.4. Classificazione Statici e dinamici

In relazione al criterio in base al quale viene stabilita la validità delle norme, ossia la loro appartenenza allordinamento giuridico, questultimo può essere, secondo una distinzione che risale a Hans Kelsen, statico o dinamico.

In un ordinamento statico è valida la norma logicamente deducibile da unaltra norma dellordinamento metanorma: è questo il cosiddetto criterio materiale di validità. Negli ordinamenti statici, così come nei sistemi morali, tutte le norme sono legate tra loro da relazioni di deducibilità logica e costituiscono, quindi, un sistema normativo ; ne sono tipici esempi gli ordinamenti di matrice religiosa, ad esempio la Sharia islamica, dove le metanorme, in base alle quali viene stabilità la validità delle altre norme, trovano origine in una qualche forma di rivelazione divina. Negli ordinamenti dinamici, invece, possono essere prodotte nuove norme valide in conformità a norme apposite metanorme o norme sulla produzione giuridica, contenute nello stesso ordinamento, che individuano quali atti o fatti danno luogo alla loro creazione cosiddetto criterio formale di validità.

Sono tipici ordinamenti dinamici degli stati odierni; peraltro negli ordinamenti contemporanei solitamente il criterio materiale di validità e quello formale operano congiuntamente: così, per fare un esempio, nellordinamento italiano le norme di legge devono essere create con un atto approvato dal Parlamento e promulgate dal Presidente della repubblica, secondo un determinato procedimento criterio formale; al contempo, però, devono essere logicamente coerenti con le norme contenute nella costituzione criterio materiale.



                                     

2. Dibattito

La dottrina del diritto maggioritaria, nel solco dellinsegnamento di Santi Romano, ritiene che, affinché si possa parlare di ordinamento giuridico, debba riscontrarsi il concorrere di tre elementi:

  • organizzazione, cioè una struttura con il compito di porre in essere le norme e di garantirne il rispetto e lefficacia.
  • normazione propria, ossia lesistenza di uno specifico complesso di norme volte a disciplinare lazione dei soggetti;
  • plurisoggettività, ossia la presenza di più soggetti es. i cittadini di uno Stato;

In dottrina, dunque, si è posto il problema se le norme abbiano creato lorganizzazione sociale o, viceversa, lorganizzazione sociale abbia creato le norme. Il dibattito è in corso. È certo che gli ordinamenti giuridici sono caratterizzati da un insieme di norme e da unorganizzazione capace di creare nuove regole; e quindi in grado di abrogare, sostituire e modificare le regole precedenti. Le norme per essere considerate giuridiche devono essere rispettate o fatte rispettare anche contro la volontà dei destinatari, in caso contrario non sono vere norme giuridiche. La teoria elaborata da Santi Romano si discosta notevolmente dalle precedenti perché ha dimostrato che allinterno dello stesso territorio e della medesima popolazione possono esistere più ordinamenti giuridici sovrani. Si pensi ai casi delle chiese non sottomesse allo Stato entro il cui territorio agiscono o sopravvivono più o meno in segreto.

Prendendo spunto dalla teoria sulla pluralità degli ordinamenti giuridici, R. Federici ha effettuato un ulteriore passo in avanti: ha ipotizzato che le guerre le rivoluzioni siano effetto dello scontro tra ordinamenti giuridici sovrani. Ha intuito che la funzione degli ordinamenti giuridici sia quella di prevenire e risolvere le controversie E per la dimostrazione della sua tesi si è avvalso della distinzione fondamentale tra diritto sostanziale e diritto processuale, ed ha evidenziato che lo scopo del diritto sostanziale è quello di dettare le regole per prevenire le controversie; mentre lobiettivo di risolvere le dispute è demandato al diritto processuale. A chiusura del discorso concettuale Renato Federici aggiunge che: allorquando lordinamento statale non riesce a prevenire e risolvere le controversie tra classi sociali, può accadere che il conflitto degeneri in scontro armato, e cioè: in una rivoluzione violenta tra ordinamenti opposti quello dei conservatori e quello sostenuto dai rivoluzionari. Si pensi ad esempio, alla Rivoluzione francese del 1789 o a quella russa del 1917.

Lordinamento giuridico, secondo la teoria normativista enunciata da Hans Kelsen, sarebbe costituito dal complesso delle norme vigenti in un determinato ambito territoriale. Tali norme, fra loro riconnesse in un rapporto di gerarchia decrescente, si potrebbero raffigurare a seconda di una struttura piramidale, al cui vertice supremo starebbe la cosiddetta norma fondamentale di carattere "originario", dalla quale scaturirebbero le altre norme "derivate", tutte poste a un rango di effettiva inferiorità rispetto a questultima.

In contrapposizione a questa dottrina, troviamo la teoria istituzionalista o istituzionista per la quale un ordinamento non si esaurirebbe in un complesso di prescrizioni normative, poiché, al contrario, sarebbero proprio le prescrizioni normative a scaturire da una determinata e preesistente organizzazione sociale; in tal senso, il padre di questa ricostruzione dogmatica Santi Romano affermava: "un ordinamento non si risolve solo in norme. Il diritto è anche norma, ma oltre che norma, e spesso prima di essere norma, è organizzazione e corpo sociale". In altri termini, giacché il concetto stesso di organizzazione implica il reiterarsi di unattività non casuale, ma ordinata a seconda di precise regole o norme, sarebbe da questo dato organizzativo - logicamente preesistente - che conseguirebbero successivamente quelle regole o norme che valgono a costituire uno degli elementi essenziali dellordinamento stesso.