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ⓘ Emergentismo




Emergentismo
                                     

ⓘ Emergentismo

L emergentismo in filosofia della mente è la corrente di chi ritiene che la mente sia un fenomeno emergente, ovvero che i fenomeni mentali siano proprietà emergenti del cervello.

Le principali tesi sostenute dagli emergentisti sono:

  • Lapplicabilità dellemergenza a fenomeni come la vita, la mente, i fenomeni sociali;
  • Lesistenza dellemergenza come legittima categoria esplicativa del reale;
  • Il rifiuto del dualismo ontologico in ogni sua forma;
  • Il rifiuto del riduzionismo, perlomeno in alcune sue accezioni.

Inoltre, gli emergentisti in genere condividono:

  • La cosiddetta teoria gerarchica del reale.
  • La teoria dellevoluzione naturale;

Storicamente, lemergentismo nasce dal tentativo di trovare una "via di mezzo" tra posizioni epistemologiche contrapposte: meccanicismo e vitalismo; monismo materialista e dualismo cartesiano; riduzionismo e olismo; oggettivismo scientista e soggettivismo umanistico. La convinzione che lemergentismo possa risolvere tali annose "dispute" si basa sul fatto che il concetto di emergenza sembra in grado di precisare scientificamente lantica idea secondo cui "una totalità è maggiore della somma delle sue parti". Secondo gli emergentisti, quel qualcosa che fa sì che una totalità sia maggiore della somma delle parti è proprio ciò che "emerge" da essa. Dunque ci sono: le parti, la loro somma, il quid emergente.

I riduzionisti di ogni luogo ed epoca, secondo gli emergentisti, vedono solo le parti o, al più, la loro somma; negano o misconoscono il quid emergente. Vitalisti, dualisti cartesiani e spiritualisti in genere, daltra parte, confondono il quid emergente con una sostanza ontologicamente autonoma e, come tale, soprannaturale.

Secondo lemergentismo, la stagnante controversia tra queste epistemologie estremiste e fallaci si risolve riconoscendo lesistenza e limportanza del quid emergente ma negandone al contempo sia lautonomia ontologica, sia la natura sostanziale. Tutti i fenomeni emergenti, compresa la mente, sono fenomeni spontanei, di natura processuale, naturalmente generati dallinsieme delle interazioni tra le parti della totalità da cui emergono.

                                     

1.1. Storia dellemergentismo Il primo emergentismo o British Emergentism

La dottrina nasce negli anni Venti del Novecento, nellambito della filosofia inglese. I primi emergentisti, Conwy Lloyd Morgan e Charles D. Broad, mutuano il concetto di emergenza da George H. Lewes, che è il primo a utilizzare la parola "emergenza" in senso tecnico-filosofico, associandola al concetto di "effetto eteropatico" elaborato da John Stuart Mill nel suo System of Logic 1843.

Morgan e Broad producono una teoria coerente e originale, secondo la quale nel corso dellevoluzione naturale emergono fenomeni nuovi e imprevedibili in base alla conoscenza degli stadi evolutivi precedenti. Tali fenomeni, tra i quali la vita e la mente, non hanno nulla di soprannaturale e tuttavia le loro proprietà non sono deducibili da quelle delle componenti dei sistemi naturali ai quali essi sono associati.

Nel British Emergentism sono già presenti i tre cardini intorno ai quali la filosofia emergentista si svilupperà per tutto il Novecento: lapplicazione alla mente e alla vita della medesima categoria concettuale lemergenza; linserimento di tale categoria nel panorama concettuale dellevoluzionismo; la visione del mondo come stratificazione di livelli di complessità gerarchicamente organizzati.

Il primo emergentismo, tuttavia, contiene anche delle criticità non di poco conto, destinate a richiamare lattenzione dei detrattori dellemergentismo. Le principali criticità sono: la confusione tra dimensione diacronica e dimensione sincronica dellemergenza; il problema della cosiddetta "causazione verso il basso"; lipotesi delle cosiddette "forze configurazionali".

Nonostante queste criticità, lemergentismo conosce nel 1926 un momento di notorietà internazionale, al quale segue però un lungo periodo di disinteresse da parte di filosofi e scienziati. Unica eccezione rilevante, il contributo di Ernest Nagel che nel 1961 distingue con chiarezza le due forme principali di emergenza: lemergenza diacronica emergenza nel tempo di nuove strutture fisiche, a partire da strutture fisiche preesistenti e lemergenza sincronica emergenza di fenomeni imprevedibili a partire da strutture fisiche.

                                     

1.2. Storia dellemergentismo Le reti neurali

Le reti neurali e il modello connessionista ad esse associato hanno un posto donore nella storia dellemergentismo. Inventate nel 1943 da Warren McCulloch e Walter Pitts richiamano subito lattenzione di alcuni fra i più brillanti ricercatori del Novecento.

Nel 1969 Marvin Minsky e Seymour Papert, dopo aver studiato la rete nota come "percettrone", si dichiarano pessimisti sul futuro sviluppo delle reti neurali. Data lautorevolezza dei due studiosi, la ricerca sulle reti neurali conosce così una decisa battuta darresto.

Tuttavia, nel 1982, John J. Hopfield pubblica un celebre articolo in cui descrive le reti oggi note come "reti di Hopfield". Nel suo articolo, Hopfield chiama emergenti le proprietà delle reti da lui studiate. Dopo la pubblicazione dellarticolo, non solo la ricerca sulle reti neurali riprende con grande vigore, ma da quel momento in poi il concetto di emergenza viene applicato sistematicamente alle reti di Hopfield e, per estensione, a tutte le reti neurali.

Pochi anni dopo, nel 1986, il "gruppo PDP" dellUniversità della California, coordinato da David E. Rumelhart e James L. McClelland, pubblica un testo in cui viene confutato definitivamente il pessimismo di Minsky e Papert. Il testo del gruppo PDP riscuote un buon successo editoriale e spinge il concetto di emergenza alle luci della ribalta.

                                     

1.3. Storia dellemergentismo La teoria della complessità

La teoria o scienza della complessità, paradigma concettuale della maggioranza degli emergentisti contemporanei, affonda le proprie radici nella cibernetica e nella teoria dellauto-organizzazione. Nata nel 1946, nel contesto delle leggendarie "Macy Conferences" di New York, la cibernetica di Norbert Wiener rappresenta il primo sguardo scientifico ai fenomeni di auto-organizzazione.

Nel 1958 Oliver Selfridge, allievo di Wiener, descrive il primo programma ad "architettura emergente": Pandemonium. Il software emergente è strettamente connesso sia allauto-organizzazione, sia allemergenza, in quanto in esso un ordine, unorganizzazione spontanea, emerge dalle interazioni di molte unità disordinate e disorganizzate.

Negli anni Sessanta lauto-organizzazione viene studiata a fondo da numerosi ricercatori: Heinz von Foerster e W. Ross Ashby sviluppano e ampliano la cibernetica di Wiener; John H. Holland, anche lui allievo di Wiener, concepisce gli algoritmi genetici ne studia le proprietà emergenti; Evelyn Fox Keller e Lee Segal riscoprono il lavoro pionieristico di Alan Turing sulla morfogenesi e lauto-organizzazione ne proseguono lopera.

Nel 1970 John Conway inventa il gioco della vita, che contribuisce a diffondere la teoria degli automi cellulari di John von Neumann e Stanislaw Ulam. Tutta la teoria degli automi cellulari ruota intorno al concetto di auto-organizzazione.

Negli anni Settanta Henri Atlan e altri riconoscono che lauto-organizzazione non è altro che un fenomeno emergente che si manifesta quando un sistema complesso si trova in equilibrio in una delicata condizione definita "margine del caos": lattenzione degli studiosi si sposta così dallauto-organizzazione ai sistemi complessi al margine del caos e, a partire dal 1978, lespressione "teoria della complessità" comincia a sostituirsi a "cibernetica".

Nel 1984, mentre in Europa la nascita della nuova epistemologia viene sancita da due importanti convegni internazionali a Montpellier e a Milano, negli Stati Uniti nasce listituto destinato a diventare il più importante centro internazionale di studi sulla complessità: il Santa Fe Institute. Sempre nel 1984, lemergentista Douglas R. Hofstadter fonda presso lUniversità del Michigan il "FARG", gruppo di ricerca che riprende, con brillanti risultati, gli studi sul software ad architettura emergente inaugurati da Selfridge.

Tutti i ricercatori del Santa Fe Institute e del FARG si riconoscono nellepistemologia emergentista e il loro lavoro contribuisce a dimostrare che i cardini del pensiero emergentista sono scientificamente ineccepibili.



                                     

1.4. Storia dellemergentismo Il secondo emergentismo

Nel brevissimo periodo compreso tra il 1977 e il 1980, un eterogeneo gruppo di pensatori pubblica una serie di lavori in cui lemergentismo viene riscoperto e celebrato come potente paradigma filosofico. Tali studiosi appaiono convinti che lepistemologia emergentista sia in grado di superare la diatriba tra monismo materialista e dualismo cartesiano, diatriba ancora presente in filosofia della mente.

Il contributo di questi autori è determinante nella storia dellemergentismo: da un lato, vengono alla luce i limiti di una posizione troppo vicina al vecchio British Emergentism ; daltro lato, si evidenziano le potenzialità epistemologiche di tale dottrina, purché essa venga "aggiornata" alla scienza degli anni Ottanta.

I principali autori del "secondo emergentismo" sono: Joseph Margolis, Edgar Morin, Karl Popper, Roger Sperry, Mario Bunge e Douglas R. Hofstadter. La lontananza tra le posizioni epistemologiche da cui provengono questi autori è notevole; eppure tutti loro si riconoscono nellemergentismo, quasi fosse un vero e proprio ecumenismo epistemologico.

Rispetto al primo emergentismo, lepistemologia che prende forma dalle riflessioni di questi emergentisti abbandona lipotesi delle "forze configurazionali" lespressione è di B. McLaughlin, ritenendola scientificamente implausibile, e gli autori che, nonostante tutto, continuano a difenderla, vengono isolati e tacciati di dualismo. Anche la questione della "causazione verso il basso" lespressione è di D. T. Campbell viene completamente risolta, in particolare grazie allinterpretazione sistemica avanzata da Morin.

Dopo la distinzione tra emergenza diacronica ed emergenza sincronica, effettuata da Nagel già ventanni prima, il deciso rifiuto dellipotesi delle forze configurazionali e la ridefinizione chiarificatrice del problema della causazione verso il basso, da parte dei neoemergentisti, costituiscono di fatto il superamento e la risoluzione di tutte le principali criticità presenti nel primo emergentismo.

                                     

2. Lemergentismo oggi

Dopo la diffusione dei risultati conseguiti dal gruppo PDP, lo sviluppo delle reti neurali è stato inarrestabile e oggi le reti neurali trovano applicazione nei più svariati campi.

Nel ventennio successivo alla nascita del Santa Fe Institute e del FARG, la scienza della complessità e la computazione emergente hanno fatto progressi incredibili e hanno prodotto nuove discipline, tra cui la vita artificiale Artificial Life e lintelligenza collettiva Swarm Logic; nuovi modelli, tra cui quello dei sistemi multi-agenti e quello delle "procedure generative vincolate" Constrained Generative Procedures che include, tra le altre cose, algoritmi genetici, automi cellulari e reti neurali; innumerevoli simulazioni e videogiochi basati su software ad architettura emergente in Italia il più famoso è certamente The Sims di Will Wright.

Negli scritti dei neoemergentisti, filosofi di ispirazione "umanistica" così come filosofi di ispirazione "analitica", scienziati vicini alla filosofia così come scienziati dichiaratamente avversi ad essa, grandi pensatori così come scrittori dellultima ora, hanno trovato ispirazione e autorevoli riferimenti.

Negli ultimi anni, un numero crescente di ricercatori - verosimilmente "sedotti" dalla potenza delle reti neurali, dalleleganza delle simulazioni realizzate dagli scienziati della complessità o, ancora, dal fascino degli scritti degli autori che si sono ispirati al secondo emergentismo - ha dichiarato la propria convinzione che la mente sia un fenomeno emergente, associato al funzionamento del sistema nervoso.

Benché tale dichiarazione, in genere non accompagnata da dettagliate precisazioni sulla propria posizione epistemologica, non sia a rigore sufficiente per inscrivere lautore tra le file degli emergentisti, dallesame dei testi è facile convincersi che, nella maggioranza dei casi, chi sostiene la tesi della "mente come emergenza" condivide anche le altre principali tesi degli emergentisti.