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ⓘ Domenica delle palme




Domenica delle palme
                                     

ⓘ Domenica delle palme

Nel cristianesimo, la Domenica delle Palme è la domenica che precede la Pasqua. In questo giorno si ricorda il trionfale Ingresso a Gerusalemme di Gesù, in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma ; la folla, radunata dalle voci dellarrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

La ricorrenza è osservata da cattolici, ortodossi e alcune Chiese protestanti.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini della passione del Signore. Nella forma straordinaria la domenica di passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle palme è detta anche "seconda domenica di passione".

                                     

1. Celebrazione liturgica cattolica

Nel calendario liturgico cattolico, con la Domenica delle palme ha inizio la settimana santa ma non termina la quaresima, che finirà solo con la celebrazione dellora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al sacro triduo pasquale. Nella forma straordinaria del rito romano, la Domenica delle palme non fa parte della Quaresima, finita prima della prima domenica di passione.

In ricordo dellingresso di Gesù in Gerusalemme, la liturgia della Domenica delle palme si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della messa con la lunga lettura del Passio, ossia del racconto della Passione di Gesù. Nella forma ordinaria del rito romano è tratta dai Vangeli di Marco, Luca o Matteo, a seconda dellanno liturgico. Nella forma straordinaria del rito romano si legge sempre la Passione secondo Matteo. Il racconto della Passione viene letto da tre persone che rivestono la parte di Cristo letta dal sacerdote, del cronista e del popolo compresi alcuni personaggi. In questa Domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di quaresima tranne la quarta in cui può indossare paramenti rosa è vestito di rosso.

                                     

2. Interpretazione dei rami di palma nella Bibbia

In accordo con i Vangeli, Gesù Cristo giunse a Gerusalemme su un asino, mentre molti della folla in festa stendevano sulla strada i propri mantelli e i rami di palma al suo passaggio, cantando alcuni versi: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nel più alto dei cieli.

Gesù Cristo invia due discepoli a prendere a prestito lanimale, dicendo loro di rispondere: "Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito". Gesù afferma la sua natura divina; e i due discepoli inviati, rispondendo come loro indicato, lo riconoscono Dio Mc 11.3-4; Lc 19.31.34; Mt 21.3.

La liturgia cattolica celebra levento cantando linno Osanna al figlio di Davide allinizio della celebrazione.

Lingresso di Gesù a Gerusalemme avviene esattamente una settimana prima della sua resurrezione dalla morte di croce. Levento è descritto nei tre sinottici; la Domenica delle Palme è uno dei pochi casi in cui il Vangelo secondo Giovanni è "più storico" dei sinottici ed è quello che fornisce lelemento di datazione e di identificazione della folla la stessa nei sette giorni:

Sei giorni prima della Pasqua ebraica, la folla dei Giudei che si preparava ed era radunata per il pellegrinaggio settimanale ebraico del Sukkot, accorre a Betania dove si trovano Gesù e Lazzaro resuscitato il Sabato. La Pasqua ebraica cade di sabato, e nelluso ebraico i giorni si contano dalla sera del giorno precedente al tramonto del successivo. Il giorno seguente la folla vede Gesù mentre si dirige a Gerusalemme e decidono di seguirlo.

Alcuni autori fanno notare che la Torah concedeva il sabato, giorno festivo, di effettuare pellegrinaggi soltanto su brevi distanze.

I teologi cristiani ritengono che il significato simbolico sia illustrato in Zaccaria 9.9, citato dagli stessi vangeli sinottici, dove Gesù Cristo Dio è profetizzato come il Re di Israele e il Principe della Pace universale, fra le genti di tutta la terra:

Lasino della profezia è un puledro figlio dasina Zac 9.9, nato dallincrocio di due specie animali diverse, sono quindi animali sterili, ed in genere meno prestazionali e di minor valore, come il mulo o il bardotto.

Al significato storico, si aggiunge lelemento della scelta dellasino e non del cavallo come animale da soma e da traino: dove lasino nelle tradizioni e nella prassi militare dellantico Oriente era un animale pacifico, mentre il cavallo era un animale da guerra Ger 9.10. A ciò si aggiunge il basso prezzo conseguente dellasino, coerente con le modeste possibilità economiche della Sacra Famiglia di Nazareth, e con la tradizione secolare del presepe e prima ancora orale e artistica, che ricordano linfante divino partorito nella umile mangiatoia.

Pertanto, Gesù entra a Gerusalemme come il profetizzato Re di Israele e il Principe della Pace, come spiegato dalle parole Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo Gv 12.47.

Nel Vangelo secondo Luca 19.49, mentre Gesù si avvicina a Gerusalemme, volge lo sguardo verso la Città Santa e piange un evento noto in latino come Flevit super illam, perché già consapevole in anticipo della Passione che lo attendeva la settimana seguente, e della futura sofferenza di Gerusalemme dopo la caduta del Secondo Tempio. Il pianto non era motivabile con le circostanze liete del momento, quanto piuttosto come la predizione del tradimento di Giuda nellUltima Cena o del triplice rinnegamento di Pietro, poteva essere letto dai presenti o dai posteri col senno di poi non soltanto come un dono profetico, ma come la profezia del proprio futuro personale che non è donata e dato di sapere a nessuno degli apostoli e discepoli.

In molte terre nel Vicino Oriente antico, era consuetudine coprire la terra percorsa da qualcuno ritenuto degno del più alto onore. La Bibbia ebraica 2Re 9.13 riporta che a Jehu, figlio di Giosafat, fu riservato questo trattamento. Sia i Vangeli sinottici che il Vangelo di Giovanni riferiscono che la gente diede a Gesù questa forma donore. Nei sinottici la gente è descritta mentre posa i loro indumenti ed i rami di palme tagliati lungo la via, mentre Giovanni specifica che erano rami di Palme in greco, Phoinix. Nella tradizione ebraica, la palma è una delle "quattro specie" migliori frutto delle terra portate in processione per la festività del Sukkot, settimana di gioia e ringraziamento prescritta da Dio secondo Levitico 23.40 dopo il raccolto di primavera.

Nelle zone in cui vi è scarsità o assenza di piante di palma native, i rami di palma sono sostituiti da rami di ulivo, in alcuni paesi tra cui lItalia e la Spagna, oppure da fiori e foglie intrecciate di salice o bosso, come nellEuropa settentrionale. Nel vangelo secondo Giovanni: 12.12-15, si narra che la popolazione abbia usato solo rami di palma che, a detta di molti commentari, sono simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. Unantica antifona gregoriana canta: "Pueri Hebraeorum portantes ramos olivarum obviaverunt Domino" "Giovani ebrei andarono incontro al Signore portando rami dulivo".

Nella cultura greca e dellimpero romano, il ramo di palma e di alloro erano segni di vittoria e trionfo quando il triumphator deponeva la sua armatura per indossare la toga, labito indossato dai civili in tempo di pace ornato di vari simboli, quali erano i rami di palma. La palma era il principale attributo della divinità pagane Nike e Vittoria, suo equivalente nel pantheon romano. Il Gesù Cristo trionfante a Gerusalemme delle Epistole di Paolo è rappresentato nellarte soltanto a partire dal XIII secolo, mentre contestualmente la iconografia della Crocifissione nello stesso periodo evolve tipo, dal Christus triumphans al Christus patiens.

                                     

3. Tradizioni

Generalmente i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti e persone amiche. In alcune regioni, si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto, intinto nellacqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.

In molte zone dItalia, con le foglie di palma intrecciate vengono realizzate piccole e grandi confezioni addobbate, tradizione molto forte in Sicilia e che si è estesa poi in tutta Italia come i parmureli di Bordighera e Sanremo in Liguria, che vengono scambiate fra i fedeli in segno di pace. Queste palme intrecciate, in genere di colore giallo, sono vendute ai fedeli vicino alle chiese.

                                     

4. Cenni storici

Molti studiosi mettono in dubbio che Gesù fosse entrato a Gerusalemme nel modo trionfale descritto dai vangeli; il giorno della settimana in cui sarebbe avvenuto non è in ogni caso conosciuto, viste le discordanze tra i vangeli, e il giorno di domenica è stato scelto in base a tradizioni successive.

Si hanno notizie della benedizione delle palme a partire del VII secolo in concomitanza con la crescente importanza data alla processione. Questa è testimoniata a Gerusalemme dalla fine del IV secolo e quasi subito fu introdotta nella liturgia della Siria e dellEgitto.

In Occidente questa domenica era riservata a cerimonie prebattesimali: il battesimo era infatti amministrato a Pasqua. Allinizio solenne della Settimana Santa, quindi, benedizione e processione delle palme entrarono in uso molto più tardi: dapprima in Gallia secolo VII-VIII dove Teodulfo dOrléans compose linno" Gloria, laus et honor” e poi a Roma dalla fine dellXI secolo.

Il primo raduno mondiale che ha originato le Giornate mondiali della gioventù si è svolto nel 1984 in occasione della Domenica delle palme al termine del Giubileo dei giovani.