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ⓘ Berto Ricci




                                     

ⓘ Berto Ricci

Roberto Ricci, detto Berto, è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano.

Fu uno dei più importanti pensatori fascisti, fondò la rivista LUniversale e collaborò con la Scuola di mistica fascista guidata da Niccolò Giani e Guido Pallotta. Scrisse su diversi giornali, tra i quali Il Popolo dItalia, Critica fascista, Il Selvaggio e Primato. Fu amico personale di Indro Montanelli, che collaborò a LUniversale.

                                     

1. Biografia

Laureatosi in matematica e fisica alluniversità di Firenze nel 1926, Ricci fu professore di tali discipline a Prato, Palermo e nel capoluogo toscano. Da giovane ebbe simpatie per lanarchia e nel 1932 aderì ufficialmente al fascismo pur avendo sviluppato un interesse sin dal 1927 anno in cui aveva svolto il servizio militare, vedendo nel movimento di Benito Mussolini lattuazione delle idee sociali e vitaliste che da sempre Ricci aveva coltivato. Nel panorama culturale degli anni trenta mostrò un particolare attivismo, dialogando o collaborando con personalità come Giuseppe Bottai, Julius Evola, Ernesto De Martino, Romano Bilenchi, Ottone Rosai, Camillo Pellizzi, Aldo Palazzeschi.

Nel 1931 fondò la rivista LUniversale, che incontrò un rapido successo. Interessato lettore del quindicinale, Mussolini fece sapere a Berto Ricci, tramite lUfficio Stampa coordinato da Galeazzo Ciano, che avrebbe voluto che collaborassero ad Il Popolo dItalia, in cui scrissero in una rubrica denominata "Bazar". Furono poi, nellestate del 1934, invitati dal Duce a Palazzo Venezia. Mussolini intervistò i singoli componenti e domandò delucidazioni a Berto Ricci sulla sua critica anti-idealista e sul suo passato anarchismo Le posizioni quasi "di sinistra" de LUniversale vennero in compenso criticate da Roberto Farinacci, che vi vide un attentato al diritto di proprietà e accusò Ricci di "bolscevismo". Lultimo numero de LUniversale uscì il 25 agosto 1935 con la giustificazione che allo scoppio della guerra dEtiopia - nella quale Ricci combatterà come volontario - "non è più tempo di carta stampata".

Nel 1940 partecipò al primo convegno nazionale della Scuola di mistica fascista sostenendo che "la mistica fascista ripropone al Partito, alla Milizia, agli Organi dello Stato, agli Istituti del Regime, di continuo il tema della unità sociale, dinamica unità che non si limita allassistenza economica e al miglioramento delle condizioni di chi lavora, insomma a una pratica demofila, ma punta sulla civiltà del lavoro, tende a realizzare una più elevata moralità e insieme un maggior rendimento collettivo e per questo, come ogni mistica chiamata a operare in concreto sulla storia e ad ergervi fondazioni durevoli, soddisfa anche requisiti razionali”.

Ricci partì volontario per la Seconda guerra mondiale. Partendo da Napoli disse a Indro Montanelli, che sottolineava il disincanto di Ricci verso il fascismo: "Nella vita si può smettere di credere una volta. E io l’ho già fatto ripudiando la mia militanza anarchica. Non posso rifarlo: diventerebbe un mestiere". Nel gennaio 1941 scrisse ai genitori:" Ai due ragazzi penso sempre con orgoglio ed entusiasmo. Siamo qui anche per loro, perché questi piccini vivano in un mondo meno ladro; e perché la sia finita con glinglesi e coi loro degni fratelli doltremare, ma anche con qualche inglese dItalia”. Verso le 9 di mattina del 2 febbraio 1941, il suo plotone fu attaccato vicino a Bir Gandula, in Libia, da uno Spitfire inglese, che lo falciò di netto. Oggi è sepolto nel Sacrario dei caduti doltremare di Bari con il nome di "Roberto Ricci".

Berto Ricci non navigò mai particolarmente nelloro, tanto che in molti - laneddoto verrà narrato più volte da Indro Montanelli - hanno ricordato lepisodio del "banchetto" nuziale composto unicamente di sette cappuccini offerti da Ricci ai pochi convenuti.

Giovanni Ansaldo ha descritto Berto Ricci con queste parole:

                                     

2. Pensiero

Di formazione anarchica, Ricci propose sempre una sua versione del fascismo a forte impronta sociale e intransigente nei confronti della borghesia intesa come categoria dello spirito e non come classe socio-economica. Si fece sostenitore di "una modernità italiana da venire, condizione primissima della potenza nostra nazionale" e affermatore "duna tradizione nostra civile, arricchita di millenaria cristianità ma sostanzialmente e robustamente pagana". Il suo interesse per il sociale e per la rivoluzione anti-borghese fece sì che Ricci non avesse remore ad affermare di guardare di buon occhio o, comunque, in modo non aprioristicamente negativo il mondo bolscevico: "la Russia con la rivoluzione dei comunisti ha fatto bene a se stessa LAnti-Roma cè ma non è Mosca. Contro Roma, città dellanima, sta Chicago, capitale del maiale". Inoltre, sebbene sia stato tacciato di antisemitismo da parte del mondo ebraico italiano è visto dagli storici come esempio di quel filone fascista che si oppose alla penetrazione in Italia del razzismo e dellantisemitismo nazionalsocialista.

Anche negli "anni del consenso" non si stancò di invocare una "rivoluzione perpetua" che combattesse quanti, di mentalità sostanzialmente a-fascista o addirittura antifascista, avevano trovato posto nel regime portandovi, secondo Ricci, una mentalità borghese estranea allo spirito della Rivoluzione fascista. Ovvero, per lo scrittore fiorentino, si trattava di accompagnare la lotta agli "inglesi di dentro" a quella puntata contro "gli inglesi di fuori".

Questa visione marcatamente sociale e votata a continuare la rivoluzione anche allinterno del regime è ben visibile in articoli come questo:

Filosoficamente, si mise in contrasto con Giovanni Gentile pubblicando il 10 gennaio 1933, in contrapposizione allidealismo del filosofo siciliano, un" Manifesto Realista” che suscitò linteresse di Julius Evola, anchegli impegnato negli stessi anni in una battaglia filosofica anti-idealista.

                                     

3.1. Opere Opere dellautore

  • Berto Ricci, Lo scrittore italiano, ripubblicato per Ciarrapico editore, 1986, con prefazione di Indro Montanelli, 1931.
  • Berto Ricci, La rivoluzione fascista, 2014², AGA Editrice.
  • Berto Ricci, Tempo di sintesi, perduto in guerra, 1940.
  • Berto Ricci, Poesie, 1930, Ed. Vallecchi.
  • Berto Ricci, Corona Ferrea, 1933.
  • Berto Ricci, Errori del nazionalismo italiano, Firenze, Edizioni fiorentine, 1931.
  • Berto Ricci, La rivoluzione fascista. Antologia di scritti politici, 1996, Società editrice Barbarossa.
                                     

3.2. Opere Opere in collaborazione

  • AA. VV., Processo alla borghesia, 1939, Ed. Roma.
  • Francesco Petrarca, Il meglio del Petrarca, commento allopera, 1931, Ed. Vallecchi.
  • AA. VV., Il Rosai, 1930, LEconomica Firenze.
  • O. Goldsmith, Il vicario di Wakefield, traduzione dellopera, 1931, Ed. Vallecchi.
                                     

3.3. Opere Antologie

  • Diano Brocchi, Antologia de "LUniversale", 1961, Casa editrice Giardini Pisa.
  • Diano Brocchi, LUniversale, 1969, Ediz. del Borghese.
  • AA. VV., Avvisi, 1943, Ed. Vallecchi. Palazzo dei Congressi
  • Diano Brocchi, Prose e Ritmi, 1967, Giovanni Volpe Editore.