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ⓘ Cavargna




Cavargna
                                     

ⓘ Cavargna

Nel Basso Medioevo Cavargna era inserito nella Pieve di Porlezza del Ducato di Milano, della quale il paese seguì le sorti fino alla fine del XVIII secolo.

Nel 1751 il territorio comunale di Cavargna comprendeva già i cassinaggi di" Cassina Mondracco” e" Cassina Vegnia”.

Come il resto della pieve di Porlezzza, inizialmente Cavargna faceva parte della Riviera di Lecco. Quando poi, nel 1786, la Lombardia austriaca fu divisa in province, Cavargna, pur rimanendo inserito nella stessa pieve, fu aggregato alla provincia di Como.

Durante il periodo napoleonico, nel 1801 il territorio di Cavargna fu in un primo momento aggregato al comune di Buggiolo, per poi recuperare lautonomia comunale lanno successivo. Un altro decreto napoleonico sancì, nel 1812, laccorpamento di Cavargna al comune di San Nazzaro, decisione che fu tuttavia abrogata con la Restaurazione.

                                     

1. Monumenti e luoghi dinteresse

Chiese di San Lorenzo

La vecchia chiesa di San Lorenzo, dotata di campanile e attestata nella pieve di Porlezza già nel XIII secolo, fu elevata a parrocchiale nel 1575 su volontà di Carlo Borromeo. Poco sotto al vecchio edificio religioso si fa notare un altro campanile: quello della nuova chiesa di San Lorenzo.

Chiesa di San Lucio

Nei pressi del passo di San Lucio, situato a 1542 m.s.m. sul confine con la Svizzera, si trova lomonimo oratorio, già attestato nel XIII secolo e presso cui larcivescovo Carlo Borromeo in visita a Cavargna nel 1582 si fermò a pregare per quasi una giornata.

Allinterno vi si conservano alcuni dipinti databili al XV-XVII secolo. Loratorio ospita inoltre statua in legno quattrocesca che rappresenta il santo titolare, patrono dei casari.

Chiesa di SantAntonio da Padova

La chiesetta di SantAntonio di Padova XVII secolo è attestata come oratorio già al tempo della visita pastorale del vescovo Pozzobonelli del 1751.

                                     

2. Cultura

Dal 1982 Cavargna ospita il Museo della Valle, un museo etnografico sugli usi e costumi, sui mestieri e sulle tradizioni storiche del luogo. Tra le varie sezioni di cui il museo si compone, si registrano quella dedicata al lavoro dei magnani, quella sul fenomeno del contrabbando, quella relativa alle vecchie attività minerarie e siderurgiche e quella sulla religiosità popolare, in particolare alla devozione a San Lucio di Cavargna.

                                     

3. Economia

Secondo una statistica del Centro Studi Sintesi di Mestre, che ogni anno stila una classifica in base alla "ricchezza" dei comuni italiani in base al reddito, Cavargna è risultato il paese più povero dItalia nel 2006, con un reddito medio pro capite di circa 2.000 Euro. Questo però non è dovuto alla povertà del paese, ma al fatto che, essendo al confine con la Svizzera, la quasi totalità degli abitanti lavora in territorio elvetico e lì paga le tasse.