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ⓘ Stemma di Cagliari




Stemma di Cagliari
                                     

ⓘ Stemma di Cagliari

Lo stemma della città di Cagliari si presenta come uno scudo di forma ovale inquartato; nel primo e quarto campo è presente la croce dei Savoia mentre nel secondo e terzo è presente un castello a tre torri fondato su uno scoglio uscente dal mare, il tutto al naturale. Lo scudo è sostenuto da due giovani tritoni e timbrato da corona di marchese.

                                     

1. Blasonatura

Lo stemma è stato riconosciuto con regio decreto del 23 dicembre 1929, la relativa blasonatura ufficiale è:

Il gonfalone si presenta partito di rosso e di azzurro. Gli stessi colori sono presenti sulla bandiera comunale.

                                     

2. Storia

Durante letà giudicale non risulta da nessuna fonte che la città di Santa Igia abbia usato uno stemma. Successivamente alla caduta del giudicato e della costituzione, ai primi del XIII secolo, della città di Castel di Castro in comune si iniziò ad usare unarme sullesempio degli altri comuni della penisola e principalmente della Repubblica di Pisa che esercitava un dominio diretto sul Castello di Cagliari. La più antica raffigurazione di quello che, con tutta probabilità, è il primo esempio di stemma cittadino si trova sulle torri dellElefante e di San Pancrazio del castello e risale ad periodo successivo alla costruzione delle stesse anni 1305-1307. Lemblema si trova sempre accompagnato da altre tre armi, due ai lati e Carlo V di Francia; loriginale si trova presso lArchivio Nazionale di Parigi ma una copia conforme è conservata dallArchivio Comunale di Cagliari. Il sigillo in cera verde, posto in qualità di testimoni del trattato tra i due monarchi dai Consiglieri del Castello, è legato alla pergamena da un tratto di corda e su di esso è presenta uno stemma inquartato in decusse con le barre dAragona nei quarti superiore e inferiore mentre quelli laterali presentano un fondo rosso su cui si trova un "castello al naturale aperto e fenestrato, torricellato di tre pezzi, quello in mezzo più alto e fondato su di uno scoglio al naturale uscente dal mare", il tutto è timbrato dalla corona marchionale; la legenda Sigillum Consiliariorum Nobilstri è riportata sul bordo del sigillo. Timbrato a volte con la corona reale aragonese durante il periodo aragonese-spagnolo la forma dello scudo passo da gotico antico a quella a losanga seconda metà del 300; successivamente XVII secolo iniziò ad assumere laspetto ovale che è ancora oggi utilizzato. Lo stemma "aragonese" è presente nel sigillo dellUniversità di Cagliari.

Questo stemma non venne immediatamente cambiato quando Cagliari, insieme al resto della Sardegna e come conseguenza del Guerra di successione spagnola, passò dagli spagnoli ai Savoia nel 1718. Fu solo nel 1766 che il Ministro per gli affari di Sardegna, Giovanni Battista Lorenzo Bogino, nellambito della politica riformistica da lui attuata sollecitò, con un dispaccio del 12 febbraio 1766, il viceré Costa Della Trinità a "farsi premura di procurare la riforma" degli emblemi delle milizie e delle città sarde che ancora portavano i simboli spagnoli. Seguendo le condizioni del trattato di Londra del 1718 che imponevano ai nuovi governanti di mantenere le concessioni regie già in vigore al momento del passaggio di sovranità fu svolta unindagine per appurare se esistesse un privilegio reale che concedeva le barre alla città; non essendo stato trovato nessun documento fu dal Bogino dato incarico al viceré di illustrare al Consiglio cittadino la possibilità di utilizzare il solo castello ritenuto solo e vero emblema della città oppure, come speciale concessione regale, di inquartarlo con larme di Savoia e fu dallo stesso Bogino inviato al Costa Della Trinità un disegno riportante lo stemma inquartato con la croce dei Savoia. Sottoposta innanzitutto la questione dal viceré al giurato capo Giuseppe Tarragona la carica corrispondeva a quella attuale di sindaco questi si disse favorevole alla seconda possibilità che venne sanzionata con decreto di re Carlo Emanuele III del 17 maggio 1766.

Nel 1923 il podestà, secondo le norme del R.D. del 5 luglio 1886, richiese alla Consulta araldica il riconoscimento dello stemma utilizzato, che venne confermata con decreto del 23 dicembre dello stesso anno; la blasonatura riportata differiva in maniera minima da quella presente nellatto del 1766.

Nel 2014 la Città di Cagliari avviò un processo di restyling dello stemma. La Giunta comunale, infatti, reputò esso necessario in quanto le molteplici e diverse versioni utilizzate fino ad allora non erano mai state inquadrate in uno studio né in un sistema di regole chiare, e in aggiunta si valutò che per questioni tecniche legate al formato, esso era inadatto rispetto ad alcuni tipi di riproduzioni.

Si assistette a una generale semplificazione e stilizzazione moderna degli elementi presenti nello stemma, dalla corona ai tritoni fino allo scudo, pur senza eliminarne alcuno né perderne il significato. La novità principale fu nella rivalorizzazione della conchiglia, fino ad allora confinata alla base della corona, e da allora parte integrante dello scudo, dandone la forma. Anche il castello fu stilizzato, abbandonando la versione dettagliata e trasformato in uno sintetizzato, compattato, iconizzato, rispetto alla grande mole dell’intero quartiere fortificato. I contorni dei vari elementi furono eliminati: soluzione più pratica che stilistica, in modo da favorirne la riproduzione dello stemma nelle versioni monocolore o in dimensioni ridotte.

Lo stemma, creato dal Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura DICAAR della Facoltà di Ingegneria e Architettura dellUniversità degli Studi di Cagliari, entrò ufficialmente in vigore il 17 febbraio 2015 con la Delibera n°12/2015 ai sensi dellart. 147 bis del D.Lgs 267/2000 e dellart. 6, comma 1, del Regolamento sul sistema di controllo interno del Comune di Cagliari. Con la delibera, che si è appoggiata quindi al testo unico degli Enti Locali, non è stato necessario ottenere lautorizzazione da parte dellUfficio Araldica della Presidenza del Consiglio dei ministri.

                                     

3. I colori della città

Originariamente i colori della città, ripresi da quelli del blasone, erano il rosso e loro; successivamente, con la modifica dellemblema del 1766, alloro subentrò largento; non è però chiaro quando lazzurro sostituì il rosso, anche se nè chiara la motivazione, infatti lazzurro era il colore dinastico dei nuovi sovrani, i Savoia da quando Emanuele Filiberto I nel 1570-1577 lo aveva adottato come colore dei manti dei cavalieri della SS. Annunziata sostituendolo al colore precedente, il rosso. Le ipotesi sullepoca di adozione dei nuovi colori vanno dalla fine del XVIII secolo agli anni immediatamente successivi allannessione al Piemonte. Unipotesi alternativa è che, essendo il rosso il colore del Piemonte e lazzurro quello della dinastia regnante, questi siano passati alla città allepoca dell unione perfetta del regno di Sardegna con il Piemonte 1847-1848. Questi colori sono presenti sia sulla bandiera che sul gonfalone.

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