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ⓘ Granaglione




Granaglione
                                     

ⓘ Granaglione

Granaglione è una località del comune di Alto Reno Terme, nella città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna.

Centro montano dellAppennino tosco-emiliano, posto al confine con la provincia di Pistoia, è stato un comune sparso fino al 31 dicembre 2015, con sede municipale nella frazione di Molino del Pallone, e adesso costituisce un municipio del comune di Alto Reno Terme ai sensi dellart. 34 dello Statuto.

                                     

1. Storia

Domenica 11 ottobre 2015, i cittadini di Granaglione sono stati chiamati alle urne, assieme ai cittadini di Porretta Terme, per votare il referendum consultivo per listituzione di un nuovo comune che fondesse i due già esistenti. Il referendum ha avuto esito a favore della fusione, ed è stato individuato anche il nome del nuovo comune: Alto Reno Terme.

                                     

2. Società

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 170 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Marocco 126 residenti pari al 5.56% sul totale
  • Romania 27 residenti pari al 1.19% sul totale
                                     

3.1. Geografia antropica Granaglione capoluogo

Il centro abitato di Granaglione ebbe origini verso il X secolo, appartenne al territorio della signoria degli Stagnesi; vi sorge un castello costruito in epoca piuttosto recente ed utilizzato durante il Medioevo come torretta di segnalazione in coordinamento con altre postazione sui crinali dellAppennino. Il paese, posto a 780 m s.l.m. è suddiviso in alcune borgate riconoscibili, la cui denominazione può essere ricondotta alla loro posizione morfologica: Valli, Villa, Rio, Malsasso, Montagna, Barbacano, Poggiolo, Bovecchia e Valle. Fino agli anni sessanta Granaglione era paese di pastori transumanti che, durante la fresca stagione estiva, riportavano le greggi a pascolare in montagna dalle pianure toscane.

Nella borgata denominata Bovecchia è possibile ammirare la cosiddetta Piazza Navona, una piazzetta situata nel cuore della borgata stessa circondata da case con una particolare e caratteristica volta.



                                     

3.2. Geografia antropica Borgo Capanne

Antichissima questa pieve e il suo territorio. Un tempo si chiamava Monte Leonese, poi Castiglione o Succida; infine territorio e pieve si nominarono come oggi le Capanne. Il nome di Succida si pensa possa derivare dal latino "succidere" tagliare, poiché da una grande boscaglia si ottennero pascoli e campi. In seguito, per custodire il bestiame, si costruirono tettoie e "cavanne" case basse coperte di giunchi e paglia; ancora oggi nel paese "cavanne" è sinonimo di fienile. Fino al 1300 gli abitanti di questo territorio conservano ancora il nome di succidiani Calindri. Era territorio separato da Granaglione; nel X secolo il territorio della pieve di Succida era soggetto al feudatario Guidoguerra. Quando Pistoiesi e Bolognesi tredicesimo secolo iniziarono a combattersi i Capannesi si allearono ai Bolognesi 21 luglio 1205 registro nuovo pubbl. Arch., prima vincitori ma poi sconfitti. Il pontefice Onorio terzo mediò la pace 16 giugno 1219 e il territorio di Succida passò definitivamente soggetto ai Bolognesi. Dopo i Capannesi vissero vita tranquilla fino al 1325 quando i Conti di Panico si diedero al saccheggio di queste zone. Distrussero il forte di Castel Martino a mezzo chilometro dal paese, sul monte che ora viene individuato come Monte della Croce D Lorenzini.

                                     

3.3. Geografia antropica Casa Calistri

Capoluogo del cosiddetto "Quinto" gruppo di frazioni della parte più a monte della valle del Randaragna culminanti nella cima del Monte Orsigna comprendenti: Casa Calistri, Lazzaroni, Begorri, Maremmani, Pacchioni, Pugioli, Moschini, Gnocco, Trogoni e Roversi. Si trova a 830 metri sul livello del mare ed è circondato da boschi di castagni e più in alto da faggi, carpini e abeti. Lungo i sentieri boschivi ci si può imbattere in antichi ruderi di casoni, mulini ed essiccatoi per le castagne o in antiche piazze del carbone in cui il terreno si mostra ancora annerito carbonaia. Sulla piazza del paese si affaccia la chiesa di San Pellegrino fatta edificare alla fine del Seicento dalla famiglia Calistri come indicato su una iscrizione in pietra nel fronte della stessa. La festa del santo patrono si tiene il 1º agosto con caratteristica processione per le vie del paese con la statua del santo. Altra importante festa è la Sagra della Polenta, organizzata dalla "Proloco il quinto" che si tiene da ormai 50 anni la 1ª o 2ª domenica dagosto in cui si possono gustare le specialità della valle. Il personaggio più illustre è Giuseppe Bartolomeo Evangelisti O.f.m. missionario e vescovo in India nella diocesi di Meerut

                                     

3.4. Geografia antropica Casa Forlai

Piccolo borgo che sorge tra i castagneti a 900 metri daltitudine. Pochi abitanti, una decina dinverno, si ripopola destate con i villeggianti. Tipicità di Casa Forlai:

  • La Bottega della Divina, già Bottega di Aurelio, negozio storico della montagna.
  • I funghi: porcini e galletti Cantharellus cibarius, ma anche il "barbagino" Polyporus frondosus.
  • La festa del patrono, santAgostino, il 28 agosto. Tanti i momenti ludici: il gioco delle anelle, il gioco del coniglio e la lotteria. Al termine della messa pomeridiana, la statua del santo viene portata in processione.
  • Il cognome Forlai.
  • I necci, alimento a base di farina di castagne.
                                     

3.5. Geografia antropica Lustrola

Lustrola è un piccolo borgo, posto sul pendio a valle del Sasso della Corona, rivolto verso sud est a monte della valle del Reno. Le case sono prevalentemente costruite in sasso, a monte della Strada Provinciale, attraversato dalla via Mezzola che passa attraverso unantica volta chiamata il Borghino e sotto un piazzale erboso su cui sorge la chiesa di San Lorenzo. Il borgo è attorniato dai castagneti, e come panorama ha crinali e piccoli abitati, immersi nel verde delle montagne circostanti. Il borgo, proprio per il fatto di non essere attraversato dalla strada principale, ha conservato caratteristiche non comuni rispetto ad altri luoghi del territorio. Ad esempio, pur essendo molto piccolo, è formato da diverse contrade o rioni, che, in estate nel periodo della Festa del Patrono, espongono le bandiere della contrada, tutte diverse tra loro, insieme a quella del borgo. Per alcuni anni, nel periodo estivo, si è svolto il Palio delle Contrade, unaccesa sfida tra rioni.

Il patrono del paese è San Lorenzo: in occasione della ricorrenza si svolge una sagra, il 9 e 10 agosto.

La storia del borgo è molto antica. Attorno allanno mille, i Bolognesi fusero i borghi di Granaglione e Sùccida, lodierna Borgo Capanne, in un unico comune, al quale aggiunsero poi Boschi e Lustrola, allora chiamata "Buscola". il governo del luogo era concentrato nelle mani di poche famiglie, tra le più ricche della comunità. La sede comunale era in paese, come prova un affresco nella "Galleria delle carte geografiche" nei Musei Vaticani, dove è rappresentata la zona del Bolognese in cui si può scorgere un borgo comunale di nome Lustrola. Alcune fonti affermano la presenza, a circa 100 metri verso il fiume Reno, di alcuni resti di un abitato, che si dice fosse Rimaiola, la prima Lustrola. Verso le Capanne, sul monte, alcuni sassi svelano la presenza in quel luogo di un castello fortificato: Castel Martino, possedimento di Matilde di Canossa. Nel 1307 i conti di Panico alleati a quelli di Montecucolo, distrussero il forte allora difeso dalla gente di Gaggio; una leggenda che ancora circola attribuisce invece il fatto ad un attacco con catapulte da parte di Federico Barbarossa. A cavallo dei secoli XI e XII, nella parte alta di Lustrola, fu eretta la chiesa di San Lorenzo, di cui si ha la prima documentazione nel Duecento; dopo il Trecento fu unita alla pieve di Sùccida Capanne, in età moderna riottenne la sua autonomia, e la mantenne anche dopo il concordato del 1985. Lattuale impianto della chiesa risale al XVII secolo, quando fu modificato loriginario impianto architettonico delledificio con aggiunte e rimaneggiamenti. Il campanile, come in molte altre chiese della zona, è staccato dalledificio. Allinterno, il vecchio altare di pietra è scolpito con figure e simboli; il fonte battesimale in pietra è grazioso, opera di un locale scalpellino. Di fronte alla chiesa di trova la vecchia canonica, nella quale per un certo periodo fu collocata la scuola del borgo. Solo nel 1914 Lustrola poté essere collegata agli altri borghi ed al capoluogo di Granaglione con una strada carrozzabile. Prima di allora i vari villaggi erano raggiungibili solo grazie a sentieri e mulattiere.



                                     

3.6. Geografia antropica Borgate

  • Borgate di Vizzero
  • Olivacci
  • Casa Strelli, frazione di 7 abitanti circa. Lattuale toponomastica la riconduce ai recenti insediamenti di case sparse, risalenti al 1961. Essa è la sede dellex scuola elementare con annesso piccolo parco giochi. In effetti la cartografia dei primi del 900 vedi carta IGM in scala 1:25000, foglio "Lizzano in Belvedere" identifica con il nome di Casa Rastrelli un piccolo borgo formato da due edifici situato allinterno di un secolare castagneto a poche centinaia di metri a sud di Casa Nasci. Attualmente la toponomastica, revisionata intorno al 2000, ha erroneamente considerato queste due costruzioni come facenti parte di Casa Bernoro o Brunoro: la sopraccitata cartografia peraltro identifica con precisione anche Casa Bernoro. Sotto Casa Strelli si trova il bosco "Rondonaia".
  • Casa Nasci, borgata risalente alla seconda metà del XVII secolo, e sebbene le case siano state rimaneggiate nel dopoguerra, vi si possono intravedere ancora vecchie coloniche rurali. È possibile percorrere diversi sentieri e visitare un vecchio pozzo lavatoio, in località La Fora, recentemente restaurato dagli abitanti in regime di economia autofinanziata.
  • Le Dogane, è un luogo immerso tra i boschi di castagno alle pendici del Monte Cavallo, appena fuori Casa Forlai. A Le Dogane si trova il centro sportivo del paese: campo da calcio a sette, tennis, basket, ping pong e biliardino. Il centro, intitolato a Giuseppina Fumagalli, ospita la sede della Pro Loco.
  • Borgate di Molino del Pallone
                                     

3.7. Geografia antropica Parrocchie

Sul poggio che affaccia sulla vallata del Reno sorge una chiesa dedicata a SantAgostino dei Boschi. Il territorio del Comune di Granaglione ha avuto, nel corso degli anni, tante parrocchie quante sono le frazioni. Attualmente ne sono attive 5.