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ⓘ Alvito (Italia)




Alvito (Italia)
                                     

ⓘ Alvito (Italia)

Alvito è un comune italiano di 2 614 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio al confine con le regioni Abruzzo e Molise.

Situato nella valle di Comino, fa parte del parco nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise e della comunità montana Valle di Comino. Ha il titolo di città, in virtù sia del regio dispaccio del 1739 di Carlo VI sia del regio diploma del 1744 di Carlo III, come confermato con decreto del presidente della Repubblica Italiana del 4 giugno 1987.

                                     

1. Geografia fisica

Territorio

Il paese si sviluppa a mezza costa del versante meridionale del Monte Morrone 738 m, in posizione dominante sulla sottostante Valle di Comino. Il territorio comunale si presenta prevalentemente montuoso, con la valle che separa gli ultimi rilievi appennici dai rilievi collinari meridionali di Molito.

I rilievi più elevati presenti nel territorio comuale sono la Serra dei Re 1808 m e il Monte Trani 1.752.7m, entrambi al confine con lAbruzzo e allinterno del territorio del parco nazionale.

Clima

Classificazione climatica: zona D, 1965 GG

Agosto è il mese più caldo dellanno con una temperatura media di 22.1 °C. Il mese di gennaio presenta invece una temperatura media di 4.7 °C., che configura la temperatura media più bassa rispetto a tutto lanno.

                                     

2.1. Storia Età medievale

Le prime testimonianze della presenza di un paese Civitas Sancti Urbani risalgono al 967, mentre la fondazione del primo nucleo insediativo di "Alvito", il cui nome sembra derivare da mons Albetum monte Albeto, posto alle sue basi, rimonta allanno 1096.

Nei secoli successivi lo sviluppo demografico ed economico della zona superiore della città lattuale frazione Castello portò alla nascita di altri centri delle vicinanze, tuttora esistenti. Nel corso del XIII secolo la signoria di Alvito passò sotto il dominio della potente famiglia dei conti dAquino, e dalla fine del Trecento venne posta sotto il governo della famiglia Cantelmo, trasformandosi allinizio del XV secolo in Contea. A Rostaino Cantelmo si deve, nel 1350 la ricostruzione del castello, distrutto nellanno precedente dal terremoto dellAppennino.

                                     

2.2. Storia Età moderna

Nel corso del Cinquecento, dopo essere passata al condottiero Pietro Navarro, la Contea di Alvito entrò nel dominio della famiglia Folch de Cardona, in particolare di Raimondo, viceré di Napoli, e dei suoi figli Ferrante e Antonio. Con questi ultimi, tuttavia, attraversò un periodo di generale degrado. Dal 1595 Alvito e buona parte della Valle di Comino diventano feudo della famiglia Gallio, originaria di Cernobbio, che reggerà le sorti del ducato sino alla fine del XVIII secolo. I Gallio abbellisco il paese, ad esempio costruendo il palazzo ducale Palazzo Gallio e aprendo, nel 1666, Via Gallia oggi Corso Gallio, la strada principale, ne vivacizzano la vita culturale. Lepopea di questa dinastia e la storia del feudo fino ai primordi delletà barocca si riflesse anche nella letteratura, con la pubblicazione della Descrittione del Ducato di Alvito, opera del 1633 attribuita allo scrittore immaginario Giovanni Paolo Mattia Castrucci, voluta dai Gallio e ristampata con lezioni diverse nel 1686 e nel 1863.



                                     

2.3. Storia Età contemporanea

Nel corso del XIX secolo, la cittadina registra, in linea con la storia europea, la crescita della borghesia e la modificazione del tessuto urbanistico. Da un lato vede la costruzione di edifici signorili sul corso principale, che decretano la spinta economico-sociale nella parte "bassa" del centro, dallaltro vi è lacquisizione dei segni di una vita civile propri dello spirito borghese, con la costruzione di nuove arterie stradali in particolare il collegamento Alvito-Castello, terminato nel 1914 e listituzione di servizi primari.

Nella seconda metà dellOttocento, si registra in Alvito e in tutta la Valle di Comino unimpennata delleconomia, fondata prevalentemente sullagricoltura, ma anche, accanto allo stagionale migrazione di buona parte della popolazione bracciantile nella campagna romana, i primi fenomeni di emigrazione. In particolare, i flussi migratori sono registrati, alla fine del XIX secolo, sia verso lEuropa balcanica, in particolare Turchia e Bulgaria, sia verso le Americhe, con destinazioni principali Brasile e Stati Uniti. Nello stesso periodo, si verificano anche episodi di tratte minorali verso lEuropa continentale, e in particolare in Francia, dove molti bambini alvitani vengono portati a lavorare nelle vetrerie. Dallinizio del Novecento i flussi interessano, prevalentemente, gli Stati Uniti dAmerica.

Nel 1919, su iniziativa di Vincenzo Mazzenga, vi fu istituita la prima colonia agricola di Terra di Lavoro, per gli orfani dei contadini periti nella prima guerra mondiale, che rimase attiva sino alla metà degli anni trenta. Durante la seconda guerra mondiale, nonostante la vicinanza con il fronte di Cassino e la presenza di un comando tedesco, Alvito fu risparmiata dagli attacchi aerei. Mentre è stata più volte colpita da eventi sismici, i principali dei quali registratisi nel 1901, nel 1915 e nel 1984, che fortunatamente non ne hanno intaccato il patrimonio storico-artistico. A causa della mai cessata emigrazione, indotta prevalentemente dallassenza di lavoro, così come avviene in altre piccole realtà meridionali, e nonostante il territorio ricada nel Parco nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise, Alvito subisce da tempo un costante spopolamento.

                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

Piana

  • Villa di Collebuono XVII sec., località Collebiono

Architetture militari

  • Ruderi della Torre Palombara appartenuta a Mario Equicola
  • Castello Cantelmo

Aree naturali

  • Parco nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise
  • Fossa Majura, una dolina carsica, profonda 100 metri, dal diametro di 1 chilometro nella sua sommità.
                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • Chiesa di Santa Maria Assunta con le spoglie di Santa Mesia Elia martire, patrono del Castello
  • Chiesa di Santa Maria del Campo
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa di Santa Teresa
  • Convento dei Cappuccini
  • Chiesa di San Giovanni Evangelista
  • Convento di San Nicola XVI sec.
  • Insigne Collegiata di San Simeone Profeta;
  • Chiesa della Santissima Trinità Peschio
                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse La Valle

Dal basso verso lalto dalla Valle al Castello, si hanno numerosi esempi di architetture civili, che risalgono al periodo dal Seicento allOttocento. Tranne il caso di Palazzo Elvino XVI sec., la più antica fra le dimore private, che si trova nel rione detto "Ospedale", gli altri palazzi dinteresse storico-artistico si trovano concentrati nelle due arterie stradali principali del paese, Corso Gallio e Corso Silvio Castrucci. In particolare, lungo il primo corso, si susseguono i seguenti palazzi:

  • Palazzo Graziani XIX sec.
  • Palazzo Ducale fine XVI-inizio XVII sec.;
  • Villa Mazzenga XIX sec., fuori Porta Jacobelli.
  • Palazzo Sipari XIX sec.

Lungo il secondo corso, che rappresenta anche la strada che dal centro porta al Castello, o prospiciente ad essa, si trovano nellordine:

  • Palazzo Ferrante XVIII sec.l
  • Palazzo Santoro XIX sec.
  • Palazzo Rosati XVII sec., con accesso da "Strada Maggiore";
  • Palazzo Castrucci XIX sec.;


                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture militari

  • Ruderi della Torre Palombara appartenuta a Mario Equicola
  • Castello Cantelmo
                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

  • Parco nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise
  • Fossa Majura, una dolina carsica, profonda 100 metri, dal diametro di 1 chilometro nella sua sommità.
                                     

4. Cultura

Cucina

  • Pana moll, zuppa di legumi, verdure e cotiche di maiale, servita con pane raffermo.

Eventi

  • Festa di San Valerio Martire, patrono cittadino, festeggiato il sabato dopo la Pentecoste.
                                     

5. Economia

Le principali attività economiche sono legate allagricoltura, ormai in declino, se si esclude un rinnovato interesse legato alla viticoltura, con la produzione di alcuni vini regolamentati dal disciplinare Atina DOC, e allartigianato locale. Alvito è anche nota per la produzione di speciali torroni di pasta di mandorle ricoperti di cioccolato fondente. È una tradizione che risale alla fine del XVIII secolo e che ne ha permesso il riconoscimento, da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, tra i prodotti agroalimentari tradizionali laziali.

Di seguito la tabella storica elaborata dallIstat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive valori medi annui.

Nel 2015 le 146 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0.43% del totale provinciale 33.605 imprese attive, hanno occupato 286 addetti, lo 0.27% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco meno di due persone.



                                     

6. Infrastrutture e trasporti

Strade

Alvito è collegato alla Strada statale 749 Sora-Cassino tramite la strada provinciale 106 e la via Stradone.

Importanti anche la strada provinciale SP226, che raggiunge le frazioni di SantOnofrio e Val di Rio, fino alla confluenza con la SS666, che collega Sora a Pescasseroli, portando nel cuore del parco nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise, nonché la SP237.

Aeroporti

Nella piana di Alvito è presente laviosuperifice denominata Amici del Volo.

                                     

7. Amministrazione

Nel 1927 passa dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrative

  • Fa parte del Parco nazionale dAbruzzo, Lazio e Molise
  • Fa parte del Gal "Versante laziale del Parco nazionale dAbruzzo".
  • Fa parte dellUnione dei Comuni "Valle di Comino"
  • Fa parte della Comunità montana Valle di Comino