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ⓘ Andrea Agnelli




Andrea Agnelli
                                     

ⓘ Andrea Agnelli

Andrea Agnelli è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, presidente della Juventus Football Club e dellEuropean Club Association, e amministratore di Exor.

                                     

1. Biografia

Figlio di Umberto Agnelli e della sua seconda moglie Allegra Caracciolo, è fratello del defunto Giovannino e di Anna. Nel 2005 ha sposato linglese Emma Winter; durante il loro legame la coppia ha avuto due figli, nati rispettivamente nel 2005 e nel 2011. Dopo la fine di questo matrimonio, dal 2015 è legato alla modella turca Deniz Akalin; nel 2017 la coppia ha avuto una figlia.

                                     

2. Carriera

Si è formato accademicamente al St. Clares International College di Oxford, e allUniversità Bocconi di Milano. Nel corso della carriera ha avuto esperienze lavorative sia in Italia sia allestero: tra queste, mansioni di vendita e marketing in aziende come Piaggio, Auchan e Ferrari. Dal 2001 al 2004 ha lavorato alla Philip Morris International. Nel 2007 ha costituito una holding finanziaria, la Lamse. Ha anche coltivato la passione per il golf, diventando nel 2008 amministratore delegato del "Royal Park Golf & Country Club I Roveri"; il 29 settembre dello stesso anno è stato nominato consigliere federale della Federazione Italiana Golf. Insieme a Michele Dalai e Davide Dileo ha fondato nel 2010 la casa editrice ADD Editore.

Agnelli ha inoltre mantenuto legami con il mondo Fiat. Dal 2005 al 2006 ha avuto mansioni di sviluppo strategico allinterno dellIFIL. Nel 2004 diviene consigliere damministrazione di Fiat Società per Azioni, mantenendo dal 2014 il posto anche nella successiva Fiat Chrysler Automobiles. Dal 2006 è inoltre sempre consigliere dellIstituto Finanziario Industriale, divenuto poi Exor, la società controllante il gruppo Fiat.

Dal genitore Umberto ha anche ereditato la passione per la squadra di calcio della Juventus, in seno alla quale ha iniziato a collaborare dalla stagione 1998-1999 come assistente nel settore commerciale. Il 19 maggio 2010 viene eletto presidente della società: dopo quarantotto anni di assenza, è il quarto esponente della famiglia Agnelli, dopo il nonno Edoardo, lo zio Gianni e il padre, a rivestire questa carica.

Sotto il suo mandato, negli anni 2010 la formazione bianconera instaura un vittorioso ciclo, nel corso del quale si aggiudica il campionato italiano per otto stagioni consecutive - battendo dopo ottantadue anni la Juve del Quinquennio del nonno Edoardo, e stabilendo un nuovo primato nazionale -: tra questi spiccano gli scudetti del 2011-2012, vinto da imbattuti seconda squadra a riuscirci dallistituzione del girone unico, e del 2013-2014, concluso alla quota-record di 102 punti; nello stesso periodo il club torinese stabilisce un ulteriore record di quattro double nazionali consecutivi, in virtù delle altrettante affermazioni in Coppa Italia. Tale palmarès fa di Agnelli uno dei presidenti più titolati della storia bianconera. Sul versante dirigenziale porta la società juventina a conseguire risultati mai toccati prima in ambito finanziario da una società calcistica italiana, mentre per quanto concerne la politica sportiva assume una posizione più dura rispetto a quella della precedente dirigenza bianconera Cobolli Gigli-Blanc in merito agli strascichi del post-Calciopoli.

Sempre come dirigente, nel 2012 diviene membro italiano della European Club Association, incarico poi rinnovato nel 2015 quando entra, in rappresentanza della stessa, anche nel Comitato Esecutivo dellUEFA. Nel 2017 viene eletto presidente dellECA, succedendo a Karl-Heinz Rummenigge; è riconfermato alla carica nel 2019.

                                     

3. Vicende giudiziarie

Nel 2014 alcuni elementi della dirigenza della Juventus, tra cui Andrea Agnelli, sono stati oggetto di uninchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Torino sulla gestione dei biglietti allo Juventus Stadium, circa lipotesi di presunta infiltrazione della ndrangheta nella gestione commerciale dei biglietti della società; linchiesta rientrava nellambito di una più estesa indagine sulla presunta infiltrazione della mafia calabrese in Alto Piemonte. I pubblici ministeri torinesi non hanno poi formalizzato accuse penali nei confronti del club bianconero né dei suoi tesserati, chiudendo linchiesta tre anni più tardi con una richiesta di archiviazione, non essendo emersi collegamenti tra la dirigenza juventina e gruppi e/o singole persone legate alla malavita organizzata.

Il 18 marzo 2017, a seguito dellapertura da parte della giustizia sportiva di unindagine derivante da quella della procura torinese, Agnelli viene deferito dalla Procura della FIGC insieme ad altri tre dirigenti del club. Il successivo 15 settembre il succitato organo federale riformulò le accuse escludendo una presunta associazione mafiosa da parte dei tesserati del club incriminati, dopo lintervento del procuratore federale Giuseppe Pecoraro alla Commissione parlamentare antimafia nellaprile precedente; la procura chiese invece sanzioni per gli incontri di Agnelli con gruppi ultras e la cessione dei biglietti, da parte del resto deglincriminati, oltre il limite consentito per persona. Il 25 settembre 2017, il Tribunale Federale Nazionale ha "accolto parzialmente" le iniziali richieste di Pecoraro verso Agnelli 2 anni e 6 mesi dinibizione e unammenda di 50 000 euro, e "in parziale ridefinizione" lo ha condannato in primo grado a 1 anno dinibizione e a unammenda di 20 000 euro; entrambe le parti hanno presentato ricorso alla Corte Federale DAppello, che il successivo 18 dicembre ha parzialmente riformato la precedente sentenza in favore di Agnelli, il quale ha visto così esaurirsi la sua inibizione, seppur tenuto a pagare unammenda di 100 000 euro.