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ⓘ Communication-mix




Communication-mix
                                     

ⓘ Communication-mix

Il Communication mix è linsieme degli elementi che compongono il piano di comunicazione di unidea di marketing: aree, forme, mezzi e veicoli della comunicazione.

Il Communication mix è un gruppo di servizi che si raggruppano in quattro categorie:

  • promozione delle vendite;
  • Atri.
  • pubblicità;
  • attività persuasiva dei venditori;
  • pubbliche relazioni;
  • Marketing diretto;
                                     

1. Imbuto promozionale

L imbuto promozionale è uno strumento che consente di mostrare le caratteristiche dei principali mezzi di comunicazione.

Ha inoltre lo scopo di favorire le vendite, attraverso modalità e velocità differenti da mezzo a mezzo.

Esso evidenzia come linvestimento di risorse sia destinato alla comunicazione, in particolare lo sviluppo delle vendite,si svolge grazie alle attività che si differenziano per modalità dimpiego.

La forma ad imbuto è utile per sottolineare le attività che si trovano allinizio dellimbuto, come le pubbliche relazioni, fino ad arrivare alla parte terminale dellimbuto dove si ha l azione dei venditori diretti.

                                     

2. Promozione delle vendite

La promozione delle vendite è costituita da tutte le iniziative che servono a migliorare la performance di chi comunica. Essa ha quindi lo scopo di modificare i comportamenti dei suoi uditori di riferimento con lofferta di vantaggi concreti.

La promozione delle vendite si attua attraverso tre modalità:

  • raccolte punti, gare tra uditori;
  • concorsi ed estrazioni.
  • sconti, regali,ecc;

Durante la promozione delle vendite, la pubblicità si riveste di una forte carica persuasiva poiché promette al consumatore speciali condizioni dacquisto e benefici futuri.

                                     

3. Vendita mediante personale

La vendita mediante personale si effettua con la comunicazione diretta e verbale; viene compiuta da persone che lavorano allinterno di unimpresa che cercano di coinvolgere la maggior parte dei compratori.

Il personale effettua ricerche di mercato, raccoglie le informazioni aggiuntive del consumatore e fornisce assistenza per luso dei prodotti, in particolare per quelli ad alto contenuto tecnologico.

La vendita attraverso il personale si distingue in vendita di consumo retail selling e in vendita ad imprese-clienti industrial selling.

Durante questa attività il venditore deve essere preparato nel conoscere i prodotti/servizi che offre al consumatore e inoltre i prezzi le condizioni di credito praticate.

                                     

4. Attività persuasiva dei venditori

La pubblicità dei prodotti commercializzati rappresenta un importante canale di persuasione sempre più diffuso.

Nella nostra società post-moderna, infatti la pubblicità è presente ovunque: programmi televisivi, radio, giornali, cassetta delle lettere, video messaggi, cinema, ecc.

L attività persuasiva dei venditori quindi, ha lobiettivo di comunicare idee e informazioni ma soprattutto suscitare emozioni accattivanti nei confronti dei consumatori.

Limpresa deve fare comunicazione two-way perché il consumatore moderno è più esigente nel consumo di merci e servizi.

Limpresa deve inoltre interagire con il consumatore allo scopo di conoscere e soddisfare i suoi bisogni.

Il virtuale deve essere più sensibile delle aziende ai desideri e alle richieste degli utenti facendo del rapporto screen to face un mezzo di comunicazione più agile e immediato di quello di faccia a faccia basato su aspetti-temporali da cui non è possibile prescindere.



                                     

5. Il ruolo della pubblicità nella Communication-mix

Per poter capire come sono strutturate e come operano le relazioni pubbliche è opportuno ricordare i quattro modelli che sono:

  • Il press agentry-publicity è una comunicazione asimmetrica che ha come obiettivo attirare lattenzione dei media su un soggetto o su unorganizzazione e ci permette di promuovere limmagine del suo cliente.

Il fondatore di riferimento a questo modello è Phineas T.Barnum.

  • Il public information è una comunicazione a una via in cui un professionista di RP fornisce informazioni senza preoccuparsi di avere un riscontro. Se le notizie sono dannose per lazienda, in qualche modo bisogna intervenire sugli errori.

Lartefice di questo modello è Ivy L. Lee.

  • Il two-way asymmetric è un modello asimmetrico in cui il pubblico viene ascoltato attraverso sondaggi.

Lautore di questo modello è Edward L. Barnays.

  • Il two-way symmetric è una reale iterazione tra lorganizzazione e il suo pubblico e si ha la figura del professionista di RP che fa da mediatore.

Il personaggio di riferimento è Grunig.

Questi modelli identificano in particolare il percorso che ha caratterizzato le relazioni pubbliche come strumento del marketing mix.

Limpresa deve relazionarsi con il suo pubblico in modo più possibile dialettico.

Le attività delle relazioni pubbliche si suddividono in due macroaree:

  • Comunicazione di prodotto
  • Comunicazione istituzionale
                                     

6. La comunicazione interna

La comunicazione interna di unimpresa è linsieme di uomini, macchine e metodi organizzativi per svolgere un insieme specifico di funzioni.

Oggi la comunicazione interna si fa strumento di diffusione non più e non solo di informazioni di tipo tecnico/normativo che vengono distribuite tra i dipendenti da una struttura di tipo gerarchico.

Negli anni Settanta in Italia la comunicazione interna è ritenuta unappendice della gestione del personale che è un importante strumento della comunicazione aziendale.

Loggetto della comunicazione interna segue al suo interno la logica dei valori, delle norme, delle competenze e delle professionalità e garantisce la continuità del processo di apprendimento, professionale e culturale.

Le persone che entrano nellazienda vogliono contribuire alla sua crescita senza rinunciare alla loro parte emotivo/relazionale, desiderano lavorare in un ambiente che sia stimolante e che li rende partecipi di quanto accade intorno a loro.

In questo senso la comunicazione diretta o interpersonale ha un vantaggio in più rispetto a quella indiretta supportata da mezzi diversi da quelli del singolo individuo benché sempre tarati sulle caratteristiche del pubblico cui sono diretti, in quanto possiamo contare sul riscontro dellinterlocutore e immediatamente verificare lentusiasmo o, viceversa il disagio, il disaccordo, riguardo ad alcuni aspetti dellattività nellazienda in cui opera.

Tra gli strumenti più comuni possiamo ricordare per esempio le riunioni in cui laspetto relazionale è rilevante, per stabilire un reale contatto con il proprio interlocutore, coinvolgendolo in un processo di influenzamento reciproco.

Le riunioni possono essere rivolte a un pubblico di livello medesimo e, in tal caso, si partecipa alle decisioni e ci si consulta scambievolmente.

Vi sono però anche i corsi di formazione, i colloqui capi-lavoratori, le assemblee aziendali, le conferenze e videoconferenze, i gruppi di discussione. Tra gli strumenti della comunicazione indiretta abbiamo in particolare lhouse organ che è la pubblicazione periodica, lorgano di informazione aziendale, identificata da un titolo stabile e pubblicata dallazienda a intervalli regolari.

Può essere rivolto sia ad un pubblico esterno clienti e influenzatori sia al pubblico interno.

Altri strumenti di comunicazione indiretta sono la rassegna stampa, le-mail, gli opuscoli, i manuali interni, il verbale di riunione e così via.

Vi sono poi i mezzi che prevedono un coinvolgimento emotivo più forte e che contano sulla partecipazione degli individui a eventi che vogliono rafforzare il senso di appartenenza che sono:

  • Convegni: è un evento organizzato fuori come sede, con preferenza per luoghi ameni, non banali, sovente esotici.
  • Family day: è un evento nel corso del quale lazienda apre le proprie ai familiari dei dipendenti in modo che concretamente vedano lambiente in cui lavorano i propri congiunti;

Per poter evidenziare la complessità e la ricchezza della comunicazione vale la pena richiamare alla mente la classificazione proposta da Invernizzi, secondo cui si hanno quattro tipi di comunicazione:

  • Funzionale: consiste nella trasmissione di informazioni di tipo operativo che supportano i diversi processi produttivi e decisionali interni;
  • Informativa: produce le informazioni necessarie a far conoscere lorganizzazione nel suo complesso, i suoi servizi sia esterni che interni;
  • Formativa: è lattività formativa vera e propria attuata sia in contesti formativi specialistici sia sul luogo di lavoro.
  • Creativa: si attua al fine di realizzare occasioni di scambio e di dialogo sia verticale che orizzontale, dove il sapere si trasferisce spesso dal basso verso lalto o si crea spesso in modo informale;


                                     

7. Le sponsorizzazioni

Le sponsorizzazioni derivano dalla storia dello sponsor che affonda le sue radici in un lontano passato, quando a Roma si sponsorizzavano i giochi dei gladiatori per ragioni politiche, ossia per guadagnare la stima e il favore del pubblico.

La parola sponsor indicava il garante, il mallevadore, significato che, in parte, è stato conservato dalla successiva rielaborazione semantica cui il vocabolo è stato sottoposto dalla lingua inglese che lo ha assorbito.

La sponsorizzazione è una forma particolare di attività pubblicitaria, nella quale il messaggio trasmesso si realizza nella divulgazione del segno distintivo dello sponsor.

La sponsorizzazione ha un ruolo molto importante allinterno della strategia di marketing dellimpresa poiché rappresenta una forma particolare penetrante e incisiva di comunicazione.

Lobiettivo di poter fruire di più spazio sui media comporta la percepita appetibilità della sponsorizzazione che in qualche modo si ha:

  • Dallo spazio a esso riservato dai media ;
  • Dalla possibilità, sia in termini di spazio fisico sia in termini di specificità di immagine,di target di ciascun spot di trasmettere il messaggio ricevuto.
  • Dallinteresse destato dello sport o dallevento;

Nel settore di intervento si hanno quattro tipologie di sponsorizzazione sono:

  • Sponsorizzazione sociale.
  • Sponsorizzazione radiotelevisiva;
  • Sponsorizzazione sportiva;
  • Sponsorizzazione culturale;

La sponsorizzazione sportiva è la più praticata nelle imprese perché in essa si hanno due motivazioni ben precise:

  • Lampiezza dellaudience;
  • Il coinvolgimento del pubblico, grazie ai valori ;

Il calcio è lo sport che più affascina gli sponsor che ne sono attratti e ripulsi in modo pressoché uguale.

La Formula Uno automobilistica condivide con il calcio la caratteristica di essere al centro dellattenzione e di essere molto discussa come possibile settore di impegno.

Linteresse della pallacanestro è elevato anche se non certo a livello del calcio, specie nei settori più giovanili – non necessariamente giovani – e dinamici della società.

Lo sci è il settore solitamente presidiato dalle sponsorizzazioni tecniche delle imprese di prodotti per lo sport: nel modo in cui devono essere effettuate riprese televisive con pochi secondi per ogni atleta e pone forti limiti allutilizzo efficace dello strumento. Nel tennis si ha una forte preponderanza di sponsor tecnici e la concorrenza tra questi rende i costi straordinariamente elevati.

Il pugilato ha avuto recentemente un vero e proprio rilancio in chiave spettacolare e in funzione pressoché esclusiva della ripresa televisiva, cui si presta in modo particolare.

La sponsorizzazione culturale si suddivide in quattro punti:

  • Imprese che sponsorizzano piccole e locali manifestazioni culturali.
  • Casi peraltro rarissimi di grandi imprese che producono cultura e ricusano assolutamente il ruolo di finanziatori;
  • Imprese o servizi che preferiscono notevoli impegni, pur se episodici non riconoscono alla piccola iniziativa locale alcunché di prestigioso o vantaggioso a livello di immagine;
  • Banche, servizi, imprese che hanno un impegno costante come sponsor culturali di piccoli o grandi eventi;

La sponsorizzazione radiotelevisiva si sviluppa intorno agli anni Ottanta con la nascita delle televisioni commerciali. In Italia esistono prevalentemente due tipi di sponsorizzazioni:

  • La coproduzione del programma in cui lazienda contribuisce finanziariamente alla produzione di uno spettacolo, ottenendo in cambio che tale collaborazione venga pubblicizzata;
  • Il programma costruito per lo sponsor in cui lazienda interviene nella trasmissione da protagonista con i suoi prodotti e il suo marchio.

La sponsorizzazione sociale sono e imprese che si qualificano, nellambiente in cui operano, non più soltanto per la ricchezza che producono, ossia per il loro essere organismi economici, ma anche per lattenzione che dimostrano nei confronti delle istanze della collettività.

                                     

8. Il nome della marca

Primo punto di contatto tra limpresa e il mercato. Qualsiasi oggetto che compone la nostra quotidianità è vestito di una serie di attributi intangibili che appartengono al mondo della marca.

Ed è grazie a queste componenti comunicazionali che il prodotto, o meglio, che la marca stabilisce un contatto con il consumatore.

Gli strumenti di comunicazione che, come una seconda pelle, rivestono il prodotto fungono cioè da maschera comunicativa, da amplificatore dei messaggi della marca altrimenti soffocati da una varietà enorme beni simili se non omologhi, sia quanto a benefici, che performance, che ha caratteristiche strutturali.

Cecilia Lury definisce la marca come uninterfaccia comunicativa tra produttori e consumatori.

Uninterfaccia nel senso di soglia tra lorganizzazione per così dire interna, la solidità, la materialità del prodotto lattività del produttori e lambiente esterno i consumatori in cui agisce e a cui parla, a cui si presenta, in primis, attraverso il nome della marca e imballaggio.

In particolare se è vero che limballaggio conferisce lo statuto di merce al prodotto consentendogli di entrare nel mercato, è anche altrettanto vero che il nome della marca rappresenta il battesimo di un bene. Ne sancisce lesistenza.

Il nome è infatti indispensabile per definire una qualsiasi entità e per sottolineare la rilevanza per noi. Nel senso che ciò che non nominiamo di fatto per noi non esiste. Del nulla è impossibile parlare. La scelta del nome è un atto di enorme importanza.

Il nome della marca non è solo uno strumento di narrazione intorno a un prodotto, non solo si parla del mondo possibile di cui questo fa parte, ma si fa anche contenitore in cui si raccoglie del lavoro semantico e narrativo che il sistema dei segni le tradizioni narrative continuamente effettuano per costruire limmagine del brand al di là delle funzioni e dei vantaggi di un prodotto.

Spesso nella nostra epoca, capita che dei nomi assolutamente privi di contenuto si vestano di unincredibile varietà di significati che, in realtà sono gli strumenti del marketing a creare per esempio la pubblicità e siano gli stessi consumatori a sancire o a ridefinire nel loro relazionarsi al brand. Il nome del prodotto ha una doppia natura: verbale e visiva.

Il marchio può articolarsi in:

  • logotipo;
  • pittogramma;
  • diagramma;

Il logotipo è il segno grafico il cui referente è unespressione fonologica come il marchio coca cola, Pirelli, McDonalds e così via. La sua visualizzazione avviene principalmente attraverso un carattere tipografico preesistente o disegnato per loccasione che si afferma come un segno grafico alfabetico.

Il pittogramma è un segno iconico il cui referente è un oggetto o una classe di oggetti, un aspetto o unazione che quegli oggetti possono esprimere. Il diagramma è un segno grafico non iconico o contraddistinto da un basso grado di iconicità.

Tra nome e marchio si stabilisce un dialogo, una comunicazione costante in cui luno arricchisce e colora laltro in un intenso gioco cinestesico che espande i significati e il significante del nome, connotandolo in direzione di una dimensione allusivo/evocativa in cui gioca un ruolo attivo anche il lettore/consumatore, attraverso linterpretazione-appropriazione soggettiva, personale del nome-marchio. Il significante si fa significato e viceversa.

                                     

9. Limballaggio

Limballaggio è uno strumento per conservare e spostare i prodotti nel tempo e nello spazio.

Sempre più si affermano esigenze legate ai lunghi trasporti, alla protezione, allesposizione nel luogo di vendita e, ovviamente, allacquisto.

limballaggio, in tutti i casi, diventa essenziale per lesistenza di un prodotto nel circuito del commercio.

La storia del packaging si intreccia a quella dellorigine di importanti marche.

Si pensi, a quando, nel 1820, Jules Maggi commercializza farine di piselli, fagioli e così via per preparare minestre e cremeao al farmacista Henry Nestlè cui si deve la farina lattea in scatola o ancora a Justes Liebig inventore dell Lestratto di carne Liebig confezionato in vaso, con capsula, etichetta e la sua firma in inchiostro azzurro, che diventa emblema del prodotto.

Gli esempi di prodotti che hanno finito con il rappresentare unintera classe merceologica sono numerosi: ricordiamo ancora Heinz Tomato Ketchup e la pasta Barilla.

La storia del packaging è anche una storia di tecnologia. Meglio sarebbe dire che è una storia complessa, nel senso che vede coinvolti molteplici attori.

La storia del packaging ha a che fare con i processi evolutivi riferiti ai materiali, alle tecnologie di stampa e di confezionamento, allevoluzione dei linguaggi e delluniverso dei segni, al sistema produttivo, al sistema distributivo, appartenenti a mondi distinti, tra cui il materiale.

La storia del packaging è storia dellimpresa in cui si distinguono quattro grandi fasi o orientamenti. Lorientamento al prodotto, alla vendita, al marketing e al consumatore.

Fasi che segnano il passaggio degli imballaggi da semplice strumento di cura e protezione del prodotto ad attore massmediale. La prima fase, caratterizzata, appunto, dallorientamento alla produzione 1920-1930 si inserisce in uneconomia della scarsità: la cosa più importante è cioè la fabbrica e la produzione di beni.

In questa fase, che potremmo chiamare di orientamento al prodotto, la confezione, limballaggio, così come era chiamata, svolge soprattutto funzioni di:

  • cura;
  • conservazione;
  • impilabilità logistica.
  • contenimento;
  • trasporto;

I termini imballaggio o scatola o confezione sono vocaboli che, in qualche modo, rimandano alla prima e dominante in questo periodo funzione dellimballaggio, quella per così dire ontologica, di contenimento, di protezione, di trattenimento dalla dispersione di alcuni tipi di prodotto.

Lorientamento al prodotto si arresta con la crisi nel 1929, una crisi di sovrapproduzione per cui è lofferta a superare la domanda.

La soddisfazione del cliente è una variabile di nessuna considerazione.

In questa fase lobiettivo è tutto rivolto al breve termine. Prelevale la funzione persuasiva.

limballaggio deve:

  • colpire il consumatore;
  • gridare il nome del prodotto.
  • catturare l’attenzione;

limballaggio da strumento di protezione si trasforma in strumento duso. Assumono cioè unimportanza sempre crescente le.

Agli inizi degli anni Cinquanta si afferma lorientamento al mercato. Si fa strada cioè la consapevolezza che per conquistare il consumatore ci si deve avvalere di tutte le leve del marketing dalla pubblicità, alle relazioni pubbliche, alle sponsorizzazioni, allimballaggio.

In questo periodo limballaggio si trasforma in testo. Il suo compito è di:

  • raccontare una storia;
  • narrare la marca.
  • enfatizzare il posizionamento del prodotto;

Limballaggio è quindi davvero sempre più metonimia del dellimpresa di cui rappresenta lidentità, tramite cui, inoltre, è possibile il posizionamento del prodotto.

Le aziende dovrebbero quindi preoccuparsi di sottrarre limballaggio alla casualità per focalizzare invece la loro lattenzione sulla sua efficacia che fa riferimento a tre aspetti fondamentali, tre istanze diverse e complementari:

  • funzionali;
  • estetiche.
  • simboliche;

Si diffonde la consapevolezza che acquisto e consumo rappresentano due momenti di un processo più ampio e complesso esteso a tutta la filiera sociale e ambientale della produzione.

Il consumatore postmoderno è, di fatto, un, attento allimpatto sociale e ambientale della produzione.

Lazienda deve far proprio questo impegno di rispetto allambiente poiché ne va della sua reputazione e quindi della sua capacità di vendere.

                                     

10. Il museo aziendale

Il museo aziendale è il luogo in cui si materializza lidentità dellazienda, in cui diventa tangibile la memoria dellimpresa: al museo aziendale il compito di conservare e diffondere il patrimonio di tecnica e di arte, di rimettere in circolo la memoria storica del fare.

                                     
  • Remotion: The Global Communication Remix Album 1996 - The Way The Deep EP 1997 - The Groove EP 1997 2006 - Fabric 26 DJ Mix metà del disco venne
  • 2002 Categorhythm - 2002 II MIX DELTA - DELTA ONE - 2005 II MIX DELTA - DELTA TWO - UNIVERSE - - 2006 Just Communication - 1995 Rhythm Emotion - 1995 Love
  • Il termine marketing mix indica la combinazione in inglese mix di variabili controllabili dette leve decisionali di marketing che le imprese impiegano
  • Version - 6: 09 Communication Club Mix - 4: 25 I ll Fly for You Long Version - 5: 10 To Cut a Long Story Short Extended Mix - 6: 30 Chant No
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  • The Mix - Up è il settimo album in studio dei Beastie Boys che è uscito il 22 giugno 2007. Il disco, che è frutto di un ritorno alla musica strumentale
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