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ⓘ Prostituzione




Prostituzione
                                     

ⓘ Prostituzione

Con il termine prostituzione si indica lattività di chi offre prestazioni sessuali dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. Lattività, fornita da persone di qualsiasi genere e orientamento sessuale, può avere carattere autonomo, sottoposto, professionale, abituale o saltuario.

Strettamente legato alla prostituzione è il suo sfruttamento, o lenocinio, praticato per trarre profitto dallattività di chi offre il servizio, da parte di persone che generalmente si presentano e simpongono come protettori, o lenoni, cioè intermediari e procacciatori di clienti. Inoltre vi sono altre figure legate al fenomeno della prostituzione per cui può configurarsi, al posto dello sfruttamento vero e proprio, il reato di favoreggiamento.

La prostituzione nel mondo è regolamentata giuridicamente in modo estremamente variegato: passando da società che contemplano una legalizzazione completa ad altre che ne reprimono lo svolgimento per mezzo della pena di morte.

Le persone dedite a questa attività sono nella stragrande maggioranza donne mentre la maggioranza dei clienti e degli sfruttatori sono uomini.

                                     

1. Origine e utilizzo del termine

La parola "prostituzione" deriva dal verbo latino prostituĕre, e indica la situazione della persona in genere schiava che non "si" prostituisce, ma che, come una merce, viene "posta in vendita davanti" alla bottega del suo padrone. Questa origine richiama quindi la condizione storicamente più abituale della prostituta, la quale non esercita autonomamente la sua professione, ma vi è in qualche modo indotta da soggetti che ne sfruttano il lavoro traendone un proprio guadagno cosiddetti "protettori". Anche in greco antico il verbo προτίθημι ha un significato simile: esporre, proporre, presentare, offrire.

Luso del termine non è univoco e a seconda del Paese, del periodo storico o del contesto socio-culturale può includere qualsiasi atto sessuale e qualsiasi tipo di compenso anche non in denaro o indicare coloro che svolgono atti sessuali fuori dal matrimonio, o uno stile di vita simile a coloro che offrono le prestazioni o chi intrattiene atti sessuali disapprovati.

Secondo Niccolò Tommaseo la distinzione fra meretrice e prostituta è che "la prima guadagna del corpo suo" e qui richiama il termine latino mereo mentre prostituta è legata a prostat cioè colei che "per guadagno o per libidine, si mette in mostra, e provoca a sozzure". Tipico di Tommaseo è il legare gli esiti di una fine e rigorosa indagine filologica a personali giudizi di merito e morali i quali gli fanno aggiungere: "." A rafforzare la distinzione fra prostituta e meretrice egli richiama unevidenza storica: "Le prostitute nei templi pagani per atto di devozione, meretrici non erano; e si credevano far opera meritoria.".

                                     

2. Caratteristiche dellattività

La prostituzione può essere classificata in ampi gruppi, ognuno con le proprie specificità e modalità di esercizio, a seconda del genere o orientamento sessuale di chi offre il servizio o a seconda del servizio offerto. Si hanno dunque la prostituzione femminile, la più diffusa e conosciuta, la prostituzione maschile, e la prostituzione transessuale, che nella maggioranza si tratta di donne transessuali MtF o uomini travestiti. A questi macrogruppi va aggiunto il fenomeno della prostituzione minorile, quello della prostituzione virtuale voyeuristica ed offerta via internet con le telecamere e quello degli assistenti sessuali, servizio di natura sessuale rivolto ai disabili che prevede un compenso pecuniario.

Le modalità di esercizio della prostituzione, che subisce sovente un forte ostracismo sociale e in molti Paesi è illegale, sono ampie e variegate. È molto comune la prostituzione di strada con lesercitante che offre i suoi servizi sulla strada, o camminando o attendendo sulluscio del marciapiede, generalmente, ma non nel caso di prostituzione maschile, abbigliato con vestiti appariscenti e eleganti. La prestazione sessuale è sovente consumata in auto o in stanze in affitto in motel e hotel. Le prostitute di strada sono chiamate anche "lavoratrici di strada", meretrici, peripatetiche.

Generalmente lofferta di prostituzione di strada si concentra in ben determinate vie ad alta percorrenza o in quartieri periferici. In alcuni Stati vi sono zone dedicate allesercizio della prostituzione, i cosiddetti quartieri a luci rosse. La prostituzione, in alcuni paesi è esercitata in luoghi deputati, chiamati bordelli, oppure gli esercitanti organizzano case di appuntamento. In Italia, dove sono illegali bordelli e case di appuntamento case chiuse, sono stati denunciati numerosi sex club che ne facevano le veci.

Unaltra modalità di esercizio della prostituzione è quella di accompagnatori ed accompagnatrici conosciuti anche con il termine inglese escort, che si offrono con le più disparate modalità. Autonomamente con annunci su internet o sulla stampa cartacea, o celati dietro agenzie di accompagnatori, non tutte le agenzie di accompagnatori offrono servizi sessuali al cliente. Ad un contatto telefonico segue la prestazione sessuale che avviene sovente presso la residenza del richiedente del servizio o in motel/hotel. Anche dove la prostituzione è legale il servizio di escort è comune. Tra le modalità di fruizione della prostituzione è annoverato, infine, il turismo sessuale.

Rispetto allofferta sessuale, gli esercitanti la prostituzione possono essere specializzati o offrire prestazioni generiche, anche molto diversificate dal semplice voyeurismo con lo spogliarello, massaggio, masturbazione, per arrivare alla prestazione sessuale completa o a variazioni del tema come sedute sadomaso principalmente gestite da mistress, master o prodom, registrazione di film pornografici, ecc. Le tariffe variano sia a seconda della prestazione richiesta che dei tempi cui sono direttamente proporzionali.

                                     

3.1. Storia Grecia classica

Nella società greca antica esisteva sia la prostituzione femminile che quella maschile. Le prostitute, che vestivano con abito distintivo e pagavano le tasse, potevano essere indipendenti ed erano donne influenti; la prostituta colta e di alto ceto era definita etera. Solone istituì il primo bordello ad Atene nel VI secolo a.C. A Cipro e Corinto, secondo Strabone, era praticata una sorta di prostituzione religiosa in templi con decine di prostitute. Le prostitute femminili erano divise in diversi gradi, tra cui si ricordano le etere le pornai.

La prostituzione maschile era molto comune in Grecia. Era spesso praticata da adolescenti, come riflesso della pederastia greca. Giovani schiavi lavoravano nei bordelli di Atene, mentre un adolescente libero che vendesse i propri favori rischiava di perdere i diritti sociali e politici una volta divenuto adulto.

                                     

3.2. Storia Antica Roma

Il diritto romano regolava con diverse leggi la prostituzione che era praticata nei lupanari, edifici siti fuori dalle città aperti soltanto nelle ore notturne. Le prostitute o meretrici generalmente erano schiave o appartenevano ai ceti più bassi.

                                     

3.3. Storia Medioevo

La prostituzione era comune, e sovente tollerata, nel Medioevo nei contesti urbani. Gli statuti di molte città regolavano la prostituzione. Era, ad esempio, spesso vietata vicino alle mura della città o nelle aree prossime agli edifici di rappresentanza.

                                     

3.4. Storia Italia

È con un decreto del 1859, voluto da Camillo Benso, conte di Cavour per favorire lesercito francese che appoggiava i piemontesi contro lAustria, che si autorizza lapertura di case controllate dallo Stato per lesercizio della prostituzione in Lombardia. Il 15 febbraio 1860 il decreto fu trasformato in legge con lemanazione del "Regolamento del servizio di sorveglianza sulla prostituzione".

Nascono le cosiddette "case di tolleranza", perché tollerate dallo Stato. Ne esistono di tre categorie: prima, seconda e terza. La legge fissava le tariffe, dalle 5 lire per le case di lusso alle 2 lire per quelle popolari, e altre norme come la necessità di una licenza per aprire una casa e di pagare le tasse per i tenutari, controlli medici da effettuare sulle prostitute per contenere le malattie veneree.

In Italia la prostituzione è stata regolamentata dallo Stato fin dai tempi antichi. Nel Regno delle Due Sicilie, già nel 1432, era stata distribuita una reale patente per lapertura di un lupanare pubblico; e anche nella Serenissima Repubblica di Venezia esistevano numerose case di prostituzione. Case di tolleranza erano presenti anche nello Stato Pontificio. Il Regno di Sardegna introdusse il meretricio di stato pensato, voluto e realizzato da Cavour, anche e soprattutto per motivi igienici, lungo il percorso delle truppe di Napoleone III nella seconda guerra dindipendenza italiana, sul modello di quanto già esisteva in Francia dai tempi del primo Napoleone.

Con lunità dItalia, una legge del 1860 estendeva questa pratica a tutto il paese, dove peraltro esisteva già una ricca tradizione di tolleranza in varie regioni. Lo Stato italiano si faceva carico di fissare anche i prezzi degli incontri a seconda della categoria dei bordelli, adeguandoli al tasso di inflazione.

Ancora, il testo definitivo della legge Crispi, approvato il 29 marzo 1888 vietava di vendere cibo e bevande, e feste, balli e canti allinterno delle case di tolleranza e lapertura di case in prossimità di luoghi di culto, asili e scuole. Le persiane sarebbero dovute restare sempre chiuse. Da qui i bordelli presero il nome di "case chiuse". Giovanni Nicotera, ministro degli Interni, nel 1891, deciderà di ridurre le tariffe per limitare la prostituzione libera, che non subiva il controllo sanitario.

Nel 1900 si leva qualche voce per la chiusura delle case di tolleranza a seguito dellattentato dellanarchico Gaetano Bresci a re Umberto I. Bresci avrebbe trascorso alcuni giorni a meditare in un bordello prima dellattentato, ma le minacce di chiusura pronunciate dal Presidente del Consiglio Saracco rientrano. Sarà Filippo Turati, nel 1919 a riaprire la querelle, ma per tutto il fascismo non si registrarono variazioni di merito nella legislazione sulla prostituzione se non una disposizione di Benito Mussolini degli anni trenta che imponeva ai tenutari di isolare le case con muri detti "del pudore" alti almeno dieci metri.

Ampi consensi popolari erano andati, ad esempio, al ministro degli Interni Giovanni Nicotera quando, nel 1891, aveva dimezzato il prezzo di un semplice trattenimento in una casa di terza classe, con ulteriori sconti per soldati e sottufficiali, mentre Urbano Rattazzi, anni prima, aveva persino stabilito con un decreto ministeriale che una prestazione basilare doveva durare venti minuti. Il regime fascista, con il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza del 1931, aveva imposto misure restrittive nei confronti delle prostitute, obbligate a essere schedate dalle autorità di pubblica sicurezza e sottoposte a esami medici obbligatori. La frequentazione di case di tolleranza era, prima della loro chiusura, una pratica abbastanza consueta presso la popolazione maschile, mentre le donne che entravano a far parte della schiera delle prostitute avevano poche possibilità di affrancarsi da un mestiere che spesso era fonte di malattie veneree e quindi di una minore aspettativa di vita.

Anche dopo la fine della seconda guerra mondiale lopinione pubblica era in buona parte favorevole alla prostituzione legalizzata, sia per ragioni di igiene pubblica, sia per la volontà di porre un divario con le ragazze destinate a diventare spose e madri e per garantire alla popolazione maschile una valvola di sfogo per i propri istinti sessuali.

Il 20 settembre 1958, a seguito di un lungo dibattito nel Paese, è stato introdotto il reato di sfruttamento della prostituzione le case di tolleranza sono state chiuse con la cosiddetta legge Merlin di Angelina Merlin del Partito Socialista. La legge punisce lo sfruttamento della prostituzione o lenocinio. La legge equipara il favoreggiamento allo sfruttamento: infatti punisce "chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui".

Si stima che oggi la prostituzione generi in Italia un notevole indotto sottratto allimposizione fiscale.

Nonostante il dibattito politico si sia riacceso a partire dagli anni 2000, non vi è attualmente alcuna regolamentazione legale del fenomeno, malgrado diversi tentativi di modificare la legge. Nel 2003 un disegno di legge di Umberto Bossi e Stefania Prestigiacomo varato dal Consiglio dei ministri vietava la prostituzione nelle strade, ma la ammetteva nelle case private e al chiuso e non avrebbe ripristinato le case di tolleranza. L8 febbraio 2007, lonorevole Franco Grillini ha presentato una proposta di legge, tesa a disciplinare lesercizio della prostituzione e ad affermare la dignità e il diritto alla sicurezza e salute delle persone che si prostituiscono.



                                     

4. La legislazione contemporanea in materia

Sono cinque i modelli giuridici, con sfumature dalle più tolleranti alle più repressive, adottati per regolare la prostituzione.

  • Sistema regolamentarista: è un sistema teso alla legalizzazione e regolamentazione della prostituzione che può avvenire con modalità differenti. La legalizzazione sovente include limposizione di tasse e restrizioni, più o meno ampie, nellesercizio della prostituzione anche con lindividuazione di luoghi preposti allesercizio dellattività e la prescrizione di controlli sanitari obbligatori per prostitute e prostituti per la prevenzione e il contenimento delle malattie veneree e lobbligo di segnalare attività e residenza.
  • Sistema abolizionista: questo sistema chiama lo Stato fuori dalla disputa, senza proibire o regolamentare lesercizio della prostituzione. Viene criminalizzato in modo indiretto il lavoro sessuale.
  • Sistema proibizionista o criminalizzante: consiste nel vietare la prostituzione e nellapplicare - alla prostituta, al cliente o ad entrambi - pene pecuniarie o detentive. Il sistema è sostenuto da teorie che rivendicano la necessità di tutelare in tal modo la morale pubblica o la dignità della donna.
  • Sistema neo-regolamentarista: prevede regime fiscale e regolamentazione della prostituzione senza ingerenza da parte dello Stato nella gestione diretta in nessun aspetto dellattività. Lo stato attraverso specifiche legislazioni può definire alcuni parametri relativi alla professione ad esempio condizioni di lavoro.
  • Sistema decriminalizzante: è teso alla rimozione di leggi al fine di depenalizzare lattività sessuale fra adulti consenzienti nei contesti commerciali.


                                     

4.1. La legislazione contemporanea in materia Italia

Sono state presentate le proposte di Katia Bellillo Norme per la legalizzazione della prostituzione, di Mascia Disposizioni in materia di prostituzione, di Elisabetta Gardini Disposizioni contro la pratica e lo sfruttamento della prostituzione, di Matteo Brigandì Disposizioni per la regolamentazione dellesercizio della prostituzione, di Carolina Lussana Disposizioni in materia di prostituzione, di Teodoro Buontempo Nuove norme sulla prostituzione, di Luana Zanella Nuove norme concernenti lesercizio della prostituzione e la lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui e una proposta di legge di iniziativa popolare, la n. 6 presentata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII che prevede la punibilità del cliente. Al Senato sono stati depositati il disegno di legge Disposizioni in materia di prostituzione di Tiziana Valpiana e Norme per contrastare lacquisizione di prestazioni sessuali di Maria Burani Procaccini. Nel 2008 Daniela Santanchè ha presentato un quesito referendario per abolire diversi punti della Legge Merlin. La proposta non ha avuto alcun seguito.

Negli anni 2000 sono state emanate ordinanze restrittive in alcuni comuni per quanto riguarda la prostituzione in strada e il ministro per le pari opportunità Carfagna ha proposto un DDL approvato dal Consiglio dei ministri l11 settembre 2008. Ordinanze e DDL sono stati fortemente contestati, sia dalle associazioni che lavorano per la cosiddetta "riduzione del danno" contattando le persone che si prostituiscono e comitati di quartiere sia dalle associazioni di prostitute, sia dal movimento femminista.

Secondo la commissione Affari sociali della Camera, le prostitute sarebbero in Italia dalle 50 000 alle 70 000. Almeno 25 000 sarebbero immigrate, 2 000 minorenni e più di 2 000 le donne le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi. Il 65% delle prostitute lavora in strada, il 29.1% in albergo, il resto in case private. Il 94.2% delle prostitute sarebbero donne, il 5% transessuali e lo 0.8% travestiti.

Lindagine non calcola il numero di prostituti maschi o escort. I sondaggi dimostrano anche che la maggiore concentrazione di prostitute è nellarea di Milano con il 40% e di seguito Torino con il 21%.

Per quanto riguarda i clienti, uno studio commissionato nel 2007 dal Dipartimento Pari Opportunità ha rilevato che sono circa nove milioni gli italiani che, con motivazioni e cadenze diverse, frequentano prostitute.

In Italia sono operative diverse associazioni di prostitute che offrono aiuto, sostegno e consulenza a coloro che esercitano la prostituzione. Tra queste il Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute CDCP nato nel 1982.

                                     

4.2. La legislazione contemporanea in materia Resto del mondo

Nei casi estremi, secondo alcuni codici in particolare di paesi musulmani, la prostituzione è sanzionata con la "pena di morte"; in altri paesi avviene il fenomeno diametralmente opposto, in quanto le prostitute pagano regolarmente le tasse e sono sindacalizzate, ad esempio nei Paesi Bassi, e in questi paesi i bordelli possono farsi pubblicità.

La situazione legale in Germania, in Svizzera dove la discussione sulletà minima per prostituirsi è al centro di uno scontro vivace tra chi sostiene che la soglia debba essere abbassata a 16 anni e chi sostiene debba essere mantenuta a 18, e in Nuova Zelanda è simile a quella dellOlanda. Nello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud, qualsiasi persona di età superiore ai 18 anni può offrire prestazioni sessuali in cambio di denaro. In un altro Stato australiano, Victoria, una persona che desideri svolgere lattività di prostituta può richiedere una regolare licenza. Le prostitute che lavorano in una propria attività o in attività altrui devono essere registrate. Le "sex-workers" individuali non necessitano di alcuna registrazione o licenza.

In alcuni paesi, lo statuto legale della prostituzione può variare in base allattività: in Giappone, per esempio, la prostituzione "vaginale" è contro la legge, mentre il sesso orale a pagamento è legale e chi lo compie non esercita la prostituzione. In Turchia la prostituzione di strada è legale, così come la prostituzione nei bordelli regolati dal governo. Tutti i bordelli devono avere una licenza così come la devono avere le lavoratrici.

Nel Regno Unito la prostituzione non è formalmente illegale ma diverse attività di contorno lo sono. In Inghilterra e in Galles sono illegali:

  • per una prostituta attirare clienti in strada o in un luogo pubblico, mettendo così di fatto fuori legge la prostituzione,
  • possedere o dirigere un bordello,
  • la prostituzione minorile, per il cliente dove il minore è definito tale in quanto più giovane di 18 anni
  • per un potenziale cliente richiedere persistentemente, anche se da un veicolo motorizzato,
  • infine è illegale il controllo della prostituzione lenocinio.

Una situazione simile si verifica in Scozia, dove la prostituzione in sé non è illegale bensì le attività associate. Un progetto di legge che istituisse delle zone di tolleranza per la prostituzione era stato promosso nel Parlamento Scozzese, ma non è riuscito a diventare legge.

In solo uno Stato degli Stati Uniti, ovvero il Nevada, è considerato legale comprare e vendere prestazioni sessuali. Bordelli legali sono presenti in diverse contee del Nevada. A seguito di un curioso caso giuridico il Rhode Island legalizzo accidentalmente la prostituzione per un breve periodo 2004-2009, per poi reintrodurne la criminalizzazione nel 2009.

In Canada nel dicembre del 2013 è stata abrogata la legge che criminalizzava la maggior parte delle attività collaterali, come ad esempio vivere esclusivamente di prostituzione senza essere di alcuna utilità alla società o negoziare in un luogo pubblico. Nel 1978 la Corte Suprema Canadese aveva stabilito che, per essere condannati per adescamento, latto deve essere "pressante e persistente".

Allo stesso modo in Bulgaria la prostituzione in sé è legale, ma la maggior parte delle attività collegate come il lenocinio sono fuorilegge.

In Svezia, Norvegia e Islanda è illegale comprare servizi sessuali, ma è legale vendere servizi sessuali. La ragione di questa legge è nella protezione delle prostitute, poiché molte di loro sono state forzate a prostituirsi da qualcuno o dalle necessità economiche. Chi si prostituisce generalmente è persona oppressa, mentre i clienti sono considerati oppressori. La Svezia è stata il primo paese a introdurre questo tipo di legislazione nel 1999. Nel caso di prostituzione minorile, in Olanda essere clienti a meno che il cliente sia egli stesso minore di 16 anni o protettori è illegale, ma in tal caso non è illegale prostituirsi. Nella maggior parte dei paesi dove la prostituzione è criminalizzata, chi si prostituisce viene arrestato e perseguitato più dei clienti.

In Brasile e Costa Rica, la prostituzione in proprio è legale, ma guadagnare dalla prostituzione altrui è illegale. La prostituzione è legale per i cittadini in Danimarca, ma è illegale trarne profitto. In questo paese la prostituzione non è regolata come nei Paesi Bassi, bensì il governo cerca attraverso interventi sociali di portare le persone fuori da essa indirizzandole verso altri mestieri, e cerca di ridurre al contempo lintroito delle attività criminali e altri effetti collaterali negativi derivanti dalla prostituzione.

In Thailandia la prostituzione è illegale così come stabilito dal Prevention and Suppression Act, B.E. 2539 del 1996, ma viene ampiamente tollerata.

Nel 1949, lAssemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato la "Convenzione per la soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione altrui", affermando che la prostituzione forzata è incompatibile con la dignità umana, richiedendo a tutte le parti coinvolte di punire i protettori e i proprietari dei bordelli e gli operatori e di abolire tutti i trattamenti speciali o la registrazione delle prostitute. La convenzione fu ratificata da 89 paesi ma la Germania, i Paesi Bassi e gli Stati Uniti non parteciparono.

In alcuni paesi per aggirare le leggi sulla prostituzione si ricorre o si ricorreva al matrimonio turistico, dove due persone sono legalmente sposate in un arco temporale prestabilito.

                                     

5.1. Prostituzione e religione Nella Bibbia

NellAntico Testamento la prostituzione è citata molte volte, nella quasi totalità dei casi in un contesto di riprovazione. Viene sempre presentata come peccato o motivo di vergogna e la prostituzione sacra viene esplicitamente vietata nel Deuteronomio 23:18 e deprecata in Osea 4:14. Viene utilizzata spesso come metafora del cattivo comportamento del popolo dIsraele, in particolare in Osea, che, per ordine divino, sposò una prostituta come simbolo dellamore tradito di Dio per il suo popolo e della possibilità per questultimo di redimersi.

Del tutto particolare la vicenda della prostituta Raab, che a Gerico nascose e protesse gli emissari di Giosuè. Per questo venne risparmiata dagli Israeliti e portata ad esempio da San Paolo nella Lettera agli Ebrei 11:31 fra coloro che si salvarono per fede.

Nel Nuovo Testamento permane la condanna della prostituzione, che viene citata anche come causa di rovina nella parabola del figliol prodigo. Accanto a questo emerge la possibilità di redenzione per chi ha creduto, esposta con chiarezza nellaffermazione

Il perdono ad una prostituta viene effettivamente praticato da Cristo nellepisodio della peccatrice penitente Lc7:36.50. Anche se non è confermato dagli studi biblici, questa figura viene identificata tradizionalmente con Maria di Màgdala, o Maria Maddalena, divenuta simbolo del pentimento.



                                     

5.2. Prostituzione e religione Altre religioni

Nella religione musulmana, così come nella religione ebraica, la prostituzione è considerata peccato ed è ripudiata. In alcuni dei paesi a religione dominante musulmana la prostituzione è punibile con la pena di morte.

                                     

6. Rappresentazione della prostituzione nelle arti

La prostituzione è stata rappresentata nelle arti in varie forme. Sul finire del 1800, con lesaurirsi dello spirito vittoriano, lopera di Henri de Toulouse-Lautrec illustra perfettamente il cambiamento datmosfera di fin de siècle in favore di un culto dellerotismo. Egli si dedicò intensamente alla rappresentazione della vita nei bordelli parigini che egli stesso frequentava assiduamente.

                                     

6.1. Rappresentazione della prostituzione nelle arti Cinema

Elenco di film sulla prostituzione o con persone che si prostituiscono come protagoniste:

  • Film romantici: Pretty Woman, Moulin Rouge!, Questa è la storia della mia vita, Belle toujours, La viaccia, Casco doro, Lola, donna di vita, Ballando con uno sconosciuto, Mai di domenica, Le buttane, Il mare e lamore.
  • Commedie: Roma, Ieri, oggi, domani, Whore puttana, Irma la dolce, Colazione da Tiffany, Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata ; inoltre, il film a episodi I mostri di Dino Risi 1963 contiene riferimenti in due episodi Vernissage e Il povero soldato.
  • Film drammatici: Vulcano, interpretato da Anna Magnani come i successivi Mamma Roma e Lautomobile ; Rocco e i suoi fratelli, Adua le compagne, Filumena Marturano, Le notti di Cabiria, Un uomo da marciapiede, Una prostituta al servizio del pubblico e in regola con le leggi dello stato, In nome del popolo italiano, Bella di giorno, Quelloscuro oggetto del desiderio, Film damore e danarchia - Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza.", Salon Kitty, Paprika, American Gigolò, Belli e dannati, Monster, Pretty Baby, Proposta indecente, Taxi Driver, Vesna va veloce, Via da Las Vegas, L.A. Confidential, Human Trafficking - Le schiave del sesso, La sconosciuta, The Girlfriend Experience, Irina Palm - Il talento di una donna inglese, Hustle & Flow - Il colore della musica, Giovane e bella, Valérie - Diario di una ninfomane.
                                     

6.2. Rappresentazione della prostituzione nelle arti Musica

Lopera lirica La traviata di Giuseppe Verdi ha come protagonista Violetta, una prostituta dalto bordo.

Nella musica leggera un brano che è quasi un inno è Lucciole vagabonde, del quale è molto noto lincipit del ritornello Noi siam come le lucciole. Composto nel 1927 da Cesare Andrea Bixio e Bixio Cherubini, e interpretato da Achille Togliani, è stato poi ripreso da Claudio Villa, Aurelio Fierro, Gigliola Cinquetti e Milva.

Fabrizio De André viene considerato da alcuni il cantore per eccellenza della prostituzione con brani come La canzone di Marinella, che, anche se non dichiarato nel testo, è ispirata allomicidio di una prostituta, mentre una canzone di De André che parla della prostituzione senza mai citarla è Bocca di Rosa, infatti in questa canzone lo fa "descrivendola". Più esplicite La città vecchia, Via del Campo e A dumenega che hanno nella prostituzione uno dei motivi principali. In ruoli minori invece se ne parla ne Il testamento, La domenica delle salme, Sally, La cattiva strada, Volta la carta, e in Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, il cui testo è scritto da Paolo Villaggio. In Princesa, invece, il cantautore genovese fa parlare in prima persona, tramite i suoi versi, una prostituta transessuale.

Nello stesso periodo, sono almeno un paio gli accenni al tema in canzoni di Sergio Endrigo: Il primo bicchiere di vino 1967 e La prima compagnia 1971. Sempre nel 1971 lEquipe 84 parlò di prostituzione nella canzone "Quel giorno" dellalbum Casa mia.

In realtà è stato Enzo Jannacci quello che ha cantato per primo il mondo della prostituzione milanese, con canzoni come Tho compràa i calsett de seda, storia di un ruchetè, cioè un protettore, o Mhan ciamàa, che racconta lomicidio di una prostituta, entrambe del 1964, e con Veronica, scritta insieme a Dario Fo e Sandro Ciotti lanno successivo, in cui ha ironicamente descritto la figura di una prostituta di periferia.

Anche i Peos precedono De André, nella loro canzone Cinquemila, in cui vi è anche un verso che recita ". lo fanno per vocazione" a cui il cantautore genovese si ispirerà per un verso analogo contenuto ne La città vecchia ".quando ci voleva per fare il mestiere anche un po di vocazione".

Gino Paoli ha più volte dichiarato che Il cielo in una stanza è stato ispirato dall amore mercenario. Del resto il citato soffitto viola era tipico nelle case chiuse.

I Nomadi nella canzone Langelo caduto hanno cantato la morte di una vittima del racket della prostituzione.

Nel 1976 Valerio Negrini scrisse Tra la stazione le stelle ", un brano molto delicato che racconta la vita di una prostituta, inserito nellalbum dei Pooh Poohlover.

Anche Le Orme hanno dedicato la canzone Era inverno ad una prostituta, mentre Antonello Venditti ha descritto una prostituta in Strada dallalbum Ullàlla del 1976.

La celebre canzone di Giuni Russo Unestate al mare scritta da Franco Battiato ha anchessa come protagonista una prostituta infatti inizia con "Per le strade, mercenarie del sesso che procurano fantastiche illusioni.".

Francesco Guccini accenna in Canzone di notte alle bagasce che passeggiano sui viali, e in Lantisociale alle mondane, che ad essere sincere son le sole, e in Fantoni Cesira ad una ragazza che per avere il successo nel cinema, diventa anche prostituta dalto bordo.

La canzone Ebano dei Modena City Ramblers, presente nel loro album del 2004 ¡Viva la vida, muera la muerte!, è dedicata ad una giovane prostituta africana. Ebano valse ai MCR il premio Amnesty – Voci per la libertà, assegnato da Amnesty International.

Gianluca Grignani ha dedicato la sua canzone Il gioco di Sandy nellalbum Destinazione Paradiso ad una sua amichetta di infanzia, con la quale lautore ha forse fatto le prime esperienze, che ha deciso di fare della sua predisposizione una professione.

Lucio Dalla e Pierdavide Carone a Sanremo 2012 hanno cantato la canzone Nanì, dedicata ad una prostituta, proprio Nanì ovviamente è un nome di fantasia. Di Lucio Dalla, sulla prostituzione, è anche il brano Disperato erotico stomp.

Altri brani musicali che parlano o citano il fenomeno a vario titolo sono Lei ha la notte di Nicky Nicolai, Fortuna di Luca Barbarossa, Il nostro caro angelo di Lucio Battisti il testo scritto da Mogol recita in un verso: come prostitute che nella notte vendono/un gaio cesto di amore che amor non è mai, Potrebbe essere sera sempre di Battisti ma con testo di Pasquale Panella, Stella della strada di Francesco De Gregori, Vita, storie e pensieri di un alieno di Raf, Lucciola di Ron, Mi vendo di Renato Zero sul tema della prostituzione maschile, Comprami di Viola Valentino.

Dallestero Roxanne di Sting & The Police e Love Today di Mika.

                                     

7. Problematiche delle persone che si prostituiscono

Il problema che accomuna tutte le persone che si prostituiscono risiede nello stigma sociale che debbono subire, che comporta una svalutazione della persona per tutta la vita anche solo per un caso sporadico e emargina ulteriormente i soggetti aggravando le fragilità. Per evidenziare le varie problematiche sono stati stilati da parte di Associazioni di categoria dei Manifesti di richiesta di diritti civili. Lo stigma sociale, che emblematicamente risulta anche dalluso offensivo che si fa del termine anche nei paesi più permissivi, si ripercuote oltre alla persona anche sui suoi famigliari, favorendo la segretezza e lomertà diffusa.