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ⓘ Paleocene




Paleocene
                                     

ⓘ Paleocene

Il Paleocene è la prima delle tre epoche del periodo Paleogene, a sua volta la prima era del Cenozoico; il Paleocene ebbe inizio 65.5 ± 0.3 milioni di anni fa e si concluse 55.8 ± 0.2 Ma.

Cronologicamente si trova dopo il Cretacico superiore, lultimo periodo dellera del Mesozoico, e prima dellEocene. Il Paleocene è suddiviso in tre età o piani: Daniano, Selandiano e Thanetiano.

Durante il Paleocene la vita sulla Terra subì una radicale trasformazione in seguito allestinzione di massa della fine del Cretacico che aveva portato alla scomparsa dei dinosauri non-aviani. I rettili subirono una drastica riduzione, mentre gli Uccelli e soprattutto i Mammiferi diedero origine ad una spettacolare radiazione adattativa, diversificandosi ed occupando tutte le nicchie ecologiche lasciate libere dalla precedente estinzione.

                                     

1. Etimologia

Il nome Paleocene deriva dal Greco antico παλαιός palaiòs, che significa "antico" e καινός kainòs, che significa "nuovo", indicando la parte antica della nuova era.

                                     

2. Suddivisioni

La Commissione Internazionale di Stratigrafia riconosce per il Paleocene la suddivisione in tre piani stratigrafici, ordinati dal più recente al più antico secondo il seguente schema:

  • Daniano: 65.5 ± 0.3 - ~61.1 Ma
  • Selandiano: ~61.1 - 58.7 ± 0.2 Ma
  • Thanetiano: 58.7 ± 0.2 - 55.8 ± 0.2 Ma
                                     

3. Definizioni stratigrafiche e GSSP

Il limite inferiore dellera del Cenozoico, del periodo del Paleogene, dellepoca del Paleocene e del suo primo stadio, il Daniano, è dato dallanomalia delliridio nelle sezioni stratigrafiche che caratterizzano il passaggio dal Cretacico al Paleogene. Questo implica anche che i sedimenti generati dallimpatto meteoritico appartengono al Daniano. Questo strato dello spessore di qualche millimetro contenente levidenza delle conseguenze dellimpatto, coincide con un evento improvviso di estinzione di massa dagli effetti catastrofici.

Come indicatori secondari viene indicata la prima comparsa negli orizzonti stratigrafici dei foraminiferi della specie Globoconusa conusa, che compaiono poco al di sopra della base.

                                     

3.1. Definizioni stratigrafiche e GSSP GSSP

Il GSSP, il profilo stratigrafico di riferimento della Commissione Internazionale di Stratigrafia, è stato localizzato in una sezione stratigrafica a El Kef, in Tunisia che coincide con lanomalia dellIridio conseguente allimpatto di un asteroide. Le sue coordinate sono: latitudine 36°0913.2"N e longitudine 8°3854.8"E.

                                     

4. Paleogeografia

Nel Paleocene continuarono i processi di deriva dei continenti che si erano iniziati nel Cretacico. Il supercontinente Laurasia non si era ancora spaccato nelle sue tre suddivisioni: lEuropa e la Groenlandia erano ancora unite tra loro; il ponte di terra della Beringia che permetteva il passaggio tra Nord America e Asia era ancora attivo, mentre stava iniziando la separazione tra Nord America e Groenlandia. Lorogenesi Laramide del tardo Cretacico continuava a favorire la crescita delle Montagne Rocciose nella parte occidentale del Nord America, processo che si concluse solo nellepoca successiva.

LAmerica del Nord e del Sud continuavano a rimanere separate dai mari equatoriali, e così rimasero fino al Neogene. Lantico supercontinente Gondwana continuava la sua frammentazione, con lAfrica, il Sud America, lAntartide e lAustralia che si allontanavano progressivamente. LAfrica puntava a nord verso lEuropa, chiudendo lentamente lOceano Tetide, mentre lIndia iniziò la sua migrazione verso lAsia che avrebbe portato alla collisione tettonica che diede origine alla formazione dellHimalaya.

I mari epicontinentali nel Nord America e in Europa, si ritirarono allinizio del Paleocene lasciando libero lo spazio per linsediamento di nuova flora e fauna terrestre.



                                     

5. Clima

Il Paleocene iniziò con un clima più freddo e secco del periodo precedente, il Cretacico; le temperature medie erano da due a tre gradi più basse che nel precedente Maastrichtiano lultimo periodo del Cretacico, ma tuttavia più alte di quelle della nostra epoca. Sia le variazioni stagionali che le variazioni tra le diverse latitudini erano molto contenute, con un ridotto gradiente termico le calotte glaciali erano limitate solamente allAntartide.

Verso la fine del Paleocene, la temperatura subì un aumento repentino in termini geologici di circa 7 °C noto come Massimo termico del Paleocene-Eocene, che durò per un periodo di centomila anni. Questa temperatura elevata provocò unestinzione che permette di distinguere la fauna del Paleocene da quella dellEocene. Si ritiene che la causa di questo surriscaldamento sia dovuta alla liberazione dai sedimenti marini di due milioni di tonnellate di clatrati di metano, che provocarono un effetto serra superiore a quello normalmente attribuito allanidride carbonica.

Laumento della temperatura diede luogo ad un clima molto caldo e umido, permettendo lo sviluppo di vegetazione subtropicale fino alla Groenlandia a Nord e alla Patagonia a Sud, ai coccodrilli di spingersi fino alle coste della Groenlandia e portò allinsediamento dei primati nei boschi tropicali del Wyoming settentrionale, negli USA. Come conseguenza i Poli erano freschi e temperati; lAmerica del Nord e del Sud, lEuropa e lAustralia godevano di un clima caldo e temperato; le zone equatoriali erano temperate mentre le zone a ridosso della linea equatoriale erano calde e aride.



                                     

6. Fauna

La grande estinzione del Cretaceo, con la scomparsa di gran parte dei grandi vertebrati terrestri, favorì lespansione dei mammiferi. Nel giro di pochi milioni di anni essi si adattarono ai più svariati ambienti, e già nel Paleocene inferiore accanto alle forme arboricole e primitive Ptilodus si svilupparono grossi quadrupedi della taglia di un montone Ectoconus. Apparvero svariati gruppi di mammiferi carnivori ed erbivori Pantodonta, Dinocerata, anche se molte forme erano insettivore. Alcuni mammiferi si svilupparono verso una dieta di radici Tillodonta, Taeniodonta, altri addirittura divennero semiacquatici Pantolesta. Sono del Paleocene anche animali strettamente imparentati con gli odierni primati Plesiadapiformes e con i roditori Anagalida. Gli stessi roditori apparvero alla fine del periodo.

In Sudamerica, rimasto isolato dagli altri continenti, iniziò a svilupparsi una fauna autoctona Meridiungulata e Ameridelphia e gli uccelli del terrore.

Per quanto riguarda i rettili, tra i coccodrilli ebbero un discreto successo le famiglie moderne Alligatoridae e Crocodylidae. Gli uccelli iniziarono a diversificarsi nelle famiglie moderne, ma erano presenti anche grandi forme terrestri erbivore, come Gastornis. Tra i pesci, i teleostei iniziarono la diversificazione che portò allo sviluppo delle forme attuali.

                                     

6.1. Fauna Invertebrati

Malgrado lestinzione delle ammoniti e di numerosi gruppi di foraminiferi avvenuta nel Cretacico, al principio del Paleocene la fauna degli invertebrati marini era comunque molto ricca.

Tra le specie presenti sono da annoverare:

                                     

7. Flora

Gli strati geologici del Paleocene immediatamente superiori al limite K-T passaggio dal Cretacico al Terziario sono spesso marcati da zone ricche di fossili di felci, poiché le felci sono spesso le prime specie a colonizzare le aree devastate dagli incendi boschivi, questa alta densità di felci nei fossili potrebbe indicare la situazione conseguente alle devastazioni collegate al cratere di Chicxulub, considerato effetto dellimpatto di un enorme meteorite nelle coste messicane della penisola dello Yucatan.

In generale il Paleocene è caratterizzato dallo sviluppo delle odierne specie di piante o di taxa molto vicini; apparvero tra le altre, i cactus le palme.

Il clima caldo permise la crescita di dense foreste tropicali il primo insediamento delle moderne foreste pluviali, sub-tropicali e decidue praticamente in tutte le aree del mondo; anche le regioni polari, prive di ghiacci permanenti si coprirono di conifere e alberi a foglia caduciforme. Data lassenza dei grandi e voraci dinosauri erbivori, le foreste del Paleocene erano probabilmente più fitte di quelle del Cretacico.

Le prime piante fiorite, le angiosperme, che avevano fatto la loro comparsa nel Cretacico, proseguirono il loro sviluppo e proliferarono ampiamente, in contemporanea con levoluzione degli insetti che da loro ricavano il nutrimento, ma contribuivano anche alla loro impollinazione.

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