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ⓘ Stati principeschi dell'India britannica




Stati principeschi dellIndia britannica
                                     

ⓘ Stati principeschi dellIndia britannica

Col termine di Stato principesco dellIndia britannica si intende uno stato sovrano nominalmente facente parte del Raj britannico, il governatorato britannico in India, che non era direttamente amministrato dagli inglesi, ma con un governo indiretto attraverso dei rappresentanti governativi della Gran Bretagna e con laiuto dei sovrani già esistenti sul territorio. Gli stati presenti in India che godevano di questa amministrazione erano più di 550, alcuni dei quali erano solo sovranità cittadine.

                                     

1.1. Storia La formazione dei principati

Principati minori e tribù esistevano nel continente indiano già dallEtà del Ferro, anche se essi iniziarono ad emergere come centri di potere locale solo tra V e VI secolo a.C., durante il periodo di emergenza dei medi regni dellIndia dopo il crollo dellImpero Gupta. Molti dei futuri gruppi e clan dellélite indiana - in particolare i Rajput – iniziarono ad emergere in questo periodo; dal XIII-XVI secolo, molti dei clan Rajput avevano dato vita a Stati affermati e semi-indipendenti a nord-ovest, come pure in alcune aree del nord-est. Lespansione dellIslam in quel tempo portò molti Stati a divenire tributari di sultanati islamici, in particolare quello di Delhi e il Sultanato di Bahmani. A sud, ad ogni modo, lImpero Vijayanagara, di fede indù, continuò a rimanere dominante sino alla metà del XVII secolo; tra i suoi tributari aveva anche il futuro Regno di Mysore.

Limpero turco-mongolo dei Mughal portò gran parte dei principati indiani sotto la propria sovranità nel XVII secolo, dopo la sua fondazione allinizio del XVI secolo. Lavvento del sikhismo portò alla creazione dellImpero Sikh a nord allinizio del XVIII secolo, in corrispondenza col declino dellImpero Mughal. Nel contempo i Maratha ricavarono il loro stato che prese il nome di Impero Maratha. Nel XVIII secolo, gli ex governatori Mughal colsero loccasione del crollo dellimpero per stabilire loro stati principeschi indipendenti. A nord-ovest – come nel caso di Tonk – si allearono tra loro e con vari gruppi presenti, tra cui i Maratha e lImpero Durrani formatosi nel 1747 per laggregazione di una serie di tribù e con territori ex Mughal. Nel 1768, Prithvi Narayan Shah, regnante di un piccolo principato nel Gorkha, fondò il Regno del Nepal con una federazione di piccoli stati, espandendo la sua influenza nellIndia nord orientale; a sud, i principati di Hyderabad e Arcot vennero formati negli anni 60 del Settecento, anche se rimasero formalmente vassalli dellimperatore Mughal.

                                     

1.2. Storia Il Raj britannico e gli Stati indigeni

Il Raj britannico dellImpero Indiano consisteva in due divisioni: lIndia britannica e gli Stati Indigeni Native States. NellInterpretation Act del 1889 il Parlamento inglese adottò le seguenti definizioni:

Lespressione di India britannica definirà tutti quei territori e luoghi dove Sua Maestà regna da diverso tempo attraverso il Governatore Generale dellIndia o dove si trovi un qualsiasi governatore diretto inglese. Lespressione India indicherà il complesso dellarea della British India e degli altri territori governati da principi autoctoni sottoposti alla sovranità di Sua Maestà. 52 & 53 Vict. cap. 63, sez. 18

La sovranità sui 175 Stati principeschi esistenti in India, alcuni dei quali grandi e rilevanti per la politica nazionale, venivano radicalmente distinti dai veri e propri "dominions" inglesi che si trovavano appunto sottoposti anche alla legislazione inglese.

                                     

2. Status principesco e titoli

I governanti indiani avevano diversi titoli a seconda dei loro domini: maharaja "gran re", badshah "imperatore", raja "re", nawwāb "governatore", nizām, wāli e molti altri. È curioso comunque notare come gli inglesi definirono questi sovrani sempre come "principi" per evitare implicazioni di definizione di "re" il che avrebbe portato a un raffronto politico col al monarca inglese.

Molti regnanti induisti usavano il titolo di thakur o la sua variante thakore.

Molti prestigiosi regnanti indù avevano il titolo di raja o altre varianti: rana, rao, rawat o rawal, anche se gli onori più alti spettavano a maharaja o maharana o maharao.

I sovrani di religione musulmana, invece, utilizzavano il titolo di nawwāb corrispondente allarabo nāʾib, "governatore", con le preminenti eccezioni del Nizām di Hyderābād & Berar, il wāli / khan di Kalat e il wāli di Swat.

                                     

3. Precedenza e prestigio

Limportanza di uno Stato principesco, in relazione con il British Raj, non era basata esclusivamente sul titolo posseduto dal suo governante, che spesso veniva garantito o perlomeno riconosciuto come segno di favore e benevolenza, ma sovente essa era definita dalla lealtà e dai servizi resi allImpero Mughal prima ed a quello inglese poi. Anche se diversi governanti si videro "aumentare di titolo", altri videro perdere il loro prestigio.

Oltre ai loro titoli tutti i principi indiani potevano essere ammessi negli ordini cavallereschi inglesi associati allImpero indiano come lOrdine della Stella dIndia e lOrdine dellImpero indiano. Anche le donne potevano essere ammesse al grado di "cavaliere" anziché dame di questi ordini. I governati che ottenevano dal governo inglese la possibilità di un saluto ufficiale con 21 o 19 colpi di cannone a salve erano normalmente appartenenti ai ranghi più alti degli ordini cavallereschi.

Molti principi indiani prestarono servizio nel British Army, nellIndian Army, o nelle locali forze di guardia o polizia, spesso raggiungendo i ranghi più alti; alcuni prestarono servizio mentre si trovavano sul trono. Molti di loro vennero nominati aiutanti di campo dei sovrani britannici in quanto re-imperatori. Molti presero parte alla prima ed alla seconda guerra mondiale nelle file dellesercito britannico.

A parte coloro che si distinsero sul campo, un buon numero di principi ricevette ranghi puramente onorari. Questi ranghi venivano concessi sulla base di diversi fattori, tra cui il loro lignaggio, la presenza o meno di colpi a salve come saluto ufficiale, il carattere personale o la propria condotta militare. Dopo le guerre mondiali, i principi di alcuni tra i principali Stati come Gwalior, Patiala, Bikaner, Jaipur, Jodhpur, Jammu e Kashmir e Hyderābād, ottennero il rango onorario di generale per la loro contribuzione agli sforzi di guerra.

Ecco una ripartizione dei gradi:

  • Maggiore generale/Vice maresciallo dellaria
  • Generale
  • Commodoro/Brigadiere/Commodoro dellAria concesso a principi, spesso con 15 colpi di cannone a salve come saluto o più
  • Tenente/Capitano/Maggiore/Caposquadra membri ultrogeniti delle case principesche o principi minori
  • Tenente generale conferito ai principi degli stati più grandi ed importanti dopo la prima e la seconda guerra mondiale come loro contributo agli sforzi di guerra
  • Comandante/Tenente Colonnello/Colonnello/Capitano di Gruppo concesso a principi, spesso con 15 colpi di cannone a salve come saluto

Non era raro vedere dei principi nominati anche a incarichi coloniali, spesso nei loro stessi Stati nativi, oppure vedersi inseriti nei corpi diplomatici.



                                     

3.1. Precedenza e prestigio Saluti militari

Il sistema dei saluti militari era utilizzato per definire la precedenza dei maggiori governanti nelle aree già della British East India Company. Come capi di Stato, certi principi ottennero il privilegio dei saluti militari nelle occasioni ufficiali con colpi di cannone a salve, di cui i più prestigiosi ne ottennero 21. Generalmente, il numero dei colpi a salve rimaneva il medesimo per tutti i regnanti di uno specifico Stato, anche se alcuni principi ottennero questi onori a livello personale come segno di particolare riconoscenza. Alcuni regnanti ottennero un saluto militare specifico nel loro territorio, status inteso come una semi-onorificenza. Gli Stati titolati a ricevere dei saluti militari di tale tipologia circa 120 erano noti col nome di salute states.

Dopo lIndipendenza indiana, il maharana di Udaipur scalzò il Nizām di Hyderābād come principe più importante dellIndia, dal momento che lo Stato di Hyderabad aveva deciso di non entrare a far parte del nuovo Dominion dellIndia, come pure il titolo onorifico di Altezza venne esteso a tutti i regnanti con almeno 9 colpi di cannone come saluto militare. Quando gli Stati principeschi vennero integrati nellUnione Indiana i loro governanti continuarono a mantenere i loro privilegi le loro entrate note come Privy Purse. Successivamente, il governo indiano abolì la Privy Purse nel 1971, e pertanto tutti gli ex principi cessarono di essere riconosciuti da parte della legge indiana nel loro status, anche se molte famiglia continuarono a mantenere seppur informalmente il loro prestigio sociale; alcuni discendenti ancora oggi sono integrati nella politica nazionale, nella diplomazia, nel mondo degli affari e nellalta società indiana.

Allepoca dellindipendenza indiana, solo cinque governanti – il Nizām di Hyderābād, il Maharaja di Mysore, il Maharaja di Jammu e Kashmir, il Maharaja Gaekwad di Baroda e il Maharaja Scindia di Gwalior – avevano un saluto a 21 colpi di cannone a salve. Cinque altri – il Nawwāb di Bhopal, il Maharaja Holkar di Indore, il Maharana di Udaipur, il Maharaja di Kolhapur e il Maharaja di Travancore – avevano un saluto a 19 colpi di cannone a salve. Il più importante dei principi indiani era il Nizām di Hyderābād, che aveva il titolo personale di Sua Altezza Esaltata. Gli altri principi avevano un saluto ad 11 o 9 colpi di cannone col titolo di Sua Altezza. Per i governanti minori non era previsto un saluto a salve con cannoni.

Come capo supremo e successore dei Mughal, il re imperatore britannico dellIndia, aveva il titolo riservato di maestà e godeva del saluto "imperiale" di 101 colpi di cannone secondo la tradizione europea che pure prevedeva questo trattamento anche per la nascita degli eredi al trono.

                                     

3.2. Precedenza e prestigio Stati senza saluti militari

I regnanti degli Stati principeschi indiani che vantassero meno di 9 colpi di saluti militari a salve di cannone solitamente erano coloro che avevano la prerogativa di sceicchi arabi oppure del protettorato di Aden, sempre sotto la protezione britannica.

I cosiddetti "stati senza saluto" erano solitamente quelli con minor prestigio. Il totale degli stati con saluto a salve era di 117 su 500 stati principeschi e quindi la maggior parte non godeva di tale onore. Non tutti questi comunque erano regnanti minori: lo Stato di Surguja ad esempio era più grande e popoloso dello Stato di Karauli, ma il Maharaja di Karauli aveva ottenuto un saluto di 17 colpi mentre il Maharaja di Surguja non ne aveva affatto.

Onorificenze erano concesse anche a eredi di dinastie di stati storici ed ormai non più esistenti ed erano noti con lo status di prigionieri politici come ad esempio il Nawwāb di Oudh. Alcuni erano invece saranjam politici. Dal momento che questa specifica categoria di principi non aveva alcuno stato vassallo da governare direttamente, poteva essere loro concesso un saluto militare in relazione alle loro dirette relazioni con lImpero indiano.



                                     

4. La dottrina dellestinzione

Un aspetto controverso del governo della Compagnia delle Indie orientali fu la dottrina dellestinzione, una politica sulla base della quale le terre indiane nelle quali un governatore locale moriva senza eredi maschi legittimi e biologici quindi opponendosi alla pratica delladozione sarebbero passate sotto il diretto controllo della Compagnia e solo a quel punto un figlio adottivo sarebbe potuto ascendere al trono locale, ovviamente sempre sotto la sovranità inglese. Questa politica conobbe una certa fortuna per parte inglese dal momento che, a differenza di quanto veniva praticato in Europa da secoli, i regnanti indiani solitamente non designavano il loro erede mentre erano ancora in vita.

La dottrina dellestinzione venne perseguita vigorosamente da Sir James Ramsay, X conte poi I marchese di Dalhousie. Dalhousie annetté con questa politica ben sette stati, tra cui Awadh Oudh, i cui Nawwāb lo avevano accusato di cattivo governo, e gli stati Maratha di Nagpur, Jhansi e Satara e Sambalpur e Thanjavur. Il risentimento per lannessione di questi stati si tramutò in indignazione quando gli eredi dei maharaja di Nagpur vennero espulsi da Calcutta. Le azioni di Dalhousie contribuirono sicuramente alla nascita di un dissenso anche tra le classi alte nei confronti del governo inglese che portò poi allo scoppio dei moti indiani del 1857.

                                     

5. La gestione imperiale

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Sulla base di trattati stipulati, gli affari esteri degli Stati principeschi venivano gestiti completamente dalla Gran Bretagna. Dal momento però che gli Stati britannici non erano un possedimenti britannico de facto, i singoli regnanti mantenevano il controllo degli affari interni, pur soggetti a una sostanziale presenza britannica.

Dallinizio del XX secolo, le relazioni tra gli inglesi e i quattro Stati principali dellImpero indiano – Hyderābād, Mysore, Jammu e Kashmir, e Baroda – avvenivano per il diretto tramite del Governatore generale dellIndia nella persona di un residente. Due agenzie, una per il Rajputana e laltra per lIndia centrale, sovrintendevano a 20 e 148 Stati rispettivamente. I restanti Stati principeschi disponevano di loro propri ufficiali britannici in loco, o agenti, che rispondevano agli amministratori delle province indiane. Gli agenti di cinque Stati principeschi erano sottoposti allautorità di Madras, 354 sotto quella di Bombay, 26 sotto quella del Bengala, 2 sotto quella di Assam, 34 sotto quella del Punjab, 15 sotto le Province centrali e Berar e 2 sotto le Province Unite.

La Camera dei Principi Narender Mandal o Narendra Mandal fu unistituzione fondata nel 1920 con proclama reale di Giorgio V per provvedere un luogo di incontro nel quale tutti i principi potessero esporre le loro necessità ed aspirazioni al governo. Tale istituzione sopravvisse sino alla fine del British Raj nel 1947.

Dai primi anni 30 del Novecento, gran parte degli Stati principeschi le cui agenzie si trovavano sotto lautorità delle province indiane, vennero riorganizzate con nuove agenzie che rispondevano direttamente al governatore generale, sul modello delle agenzie dellIndia centrale del Rajputana: lAgenzia degli stati orientali, lAgenzia degli stati del Punjab, lAgenzia del Baluchistan, lAgenzia degli stati del Deccan, lAgenzia degli stati di Madras e lAgenzia degli stati della frontiera nordoccidentale. La Residenza di Baroda venne combinata con gli stati principeschi della Presidenza di Bombay a formare lAgenzia degli stati di Baroda, India occidentale e Gujarat. Gwalior venne separata dallAgenzia dellIndia centrale ed ottenne un proprio residente, mentre gli Stati di Rampur e Benares, formalmente sottoposti alle Province Unite, vennero posti sotto la Residenza di Gwalior nel 1936. Gli stati principeschi di Sandur e Banganapalle nella presidenza di Mysore vennero trasferiti allagenzia del residente di Mysore nel 1939.

                                     

6. Stati principeschi al 1947

Gli Stati principeschi indiani nel 1947 includevano cinque grandi Stati che erano in "dirette relazioni politiche" col governo indiano. Per la lista completa degli Stati principeschi al 1947, vedi Elenco degli stati principeschi dellIndia britannica.

In relazioni dirette col Governo Centrale

Agenzia dellIndia centrale, Residenza di Gwalior, Agenzia del Baluchistan, Agenzia del Rajputana, Agenzia degli stati orientali Altri Stati sotto governi provinciali
                                     

7. Forze militari degli Stati principeschi

Le armate degli Stati principeschi nativi dellIndia erano incatenate ad una serie di restrizioni che vennero loro imposte dal governo britannico. Esse esistevano per scopi cerimoniali e per servizi di polizia interna agli stati. Secondo l Imperial Gazetteer of India vol. IV

Dal momento che un capo può attaccare un proprio vicino e quindi finire nelle mani di una nazione straniera, questo da necessità che non vi siano istituzioni militari negli stati se non per propositi di sicurezza interna o personali, o comunque in cooperazione col Governo Imperiale. Il trattato sottoscritto con Gwalior nel 1844, e listrumento concesso a Mysore nel 1881, tali restrizioni sono necessarie per proteggere i confini dello Stato indiano. La presenza stessa di eserciti non necessari negli stati potrebbe portare ad inquietudini tra gli stati stessi come già accaduto nel caso del regno sikh di Lahore. Il governo britannico si è preso il peso di proteggere i domini dei principi nativi dalle invasioni esterne e persino dalle ribellioni interne: il suo esercito è organizzato per la difesa non solo dellIndia britannica, ma di tutti i possedimenti sotto la sovranità del re-imperatore.

Inoltre, vennero imposte altre restrizioni:

I trattati coi più importanti tra gli Stati sono chiari su questi punto. Non vi devono essere avamposti fortificati interni, le fabbriche per la costruzione di armi non devono essere costruite, né le forze locali devono assumere uomini provenienti da altri stati. Gli stati devono permettere alle forze inglesi di difenderli ed ottenere rifornimenti in loco, occupare delle regioni o posizioni, arrestare i disertori; ed oltre a questi servizi devono riconoscere il controllo imperiale sulle ferrovie, sulle comunicazioni postali e telegrafiche e tutto ciò che sia necessario per la difesa ed il progresso comune.

Le truppe venivano regolarmente ispezionate da ufficiali dellesercito britannico. Sebbene in numero ridotto, le Imperial Service Troops vennero impiegate in Cina e nella Somalia britannica nei primi anni del XX secolo e poi durante la prima e la seconda guerra mondiale.



                                     

8.1. Integrazione politica degli stati principeschi nel 1947 e successivamente India

Allepoca dellindipendenza indiana, lIndia era divisa in due territori, il primo appartenente ai territori dell"India britannica", che si trovavano sotto diretto controllo dellIndia Office di Londra e del Governatore Generale dellIndia, e il secondo costituito dagli "Stati principeschi", i territori su cui la Corona britannica aveva la sovranità, ma che si trovavano sotto il controllo di governanti locali. Inoltre, vi erano diverse enclavi coloniali controllate da Francia e Portogallo. Lintegrazione di tali territori nel Dominion dellIndia, che venne creato con lIndian Independence Act 1947 dal Parlamento britannico, aveva il dichiarato obbiettivo di creare il Congresso Nazionale Indiano, che il Governo dellIndia perseguì dal 1947 al 1949. Attraverso una combinazione di tattiche, Sardar Vallabhbhai Patel e V. P. Menon nei mesi immediatamente precedenti e successivi allindipendenza convinsero i governanti di quasi tutti gli Stati principeschi ad aderire allIndia. In un suo discorso del gennaio del 1948, Vallabhbhai Patel disse:

Anche se questo procedimento riuscì con successo a integrare la maggior parte degli stati principeschi dellIndia, alcuni stati opposero resistenza, come ad esempio nel Kashmir, il cui Maharaja tardò nel firmare lo strumento di ingresso nellIndia dei suoi territori, come pure lo stato di Hyderabad, il cui regnante decise di rimanere indipendente e venne successivamente sconfitto nellinvasione denominata "Operazione Polo", come pure negli stati di Tripura e Manipur, i cui regnanti decisero di aderire allIndia solo sul finire del 1949, dopo la conquista indiana di Hyderabad.

Assicuratosi lentrata a far parte dello Stato della maggior parte degli Stati, Sardar Patel e V. P. Menon procedettero quindi in un processo, passo dopo passo, per assicurarsi lestensione dellautorità del governo centrale per la trasformazione delle amministrazioni degli stati sino al 1956, quando ormai potevano dirsi ben poche le differenze presenti tra Stato e Stato. Simultaneamente, il governo dellIndia, attraverso una combinazione di elementi diplomatici e militari, acquisì il controllo delle restanti enclave coloniali europee come ad esempio Goa che fu costretto a integrarsi nellIndia con un intervento militare.

Come passo finale, nel 1971, il 26° emendamento della Costituzione indiana ritirò il proprio riconoscimento ufficiale a tutti i simboli ed agli ex prìncipi degli Stati principeschi dellindia, tra cui titoli e privilegi, oltre ad abolire la remunerazione dei principi tramite le cosiddette privy purses. Pertanto, anche i capi titolari degli ex Stati principeschi cessarono di esistere con uno speciale status legale.

                                     

8.2. Integrazione politica degli stati principeschi nel 1947 e successivamente Pakistan

Durante il periodo del British Raj, quattro erano gli Stati principeschi dellarea del Belucistan: Makran, Kharan, Las Bela e Kalat. Il primo dei tre aderì al Pakistan. Ad ogni modo, un altro regnante degli altri quattro Stati principeschi, il Khan di Kalat Ahmad Yar Khan, preferì dichiarare lindipendenza di Kalat. Lo stato rimase indipendente sino al 27 marzo 1948 quando venne unito al Pakistan. Al momento dellannessione, il fratello di Ahmad Yar Khan principe Abdul Karim si rivoltò contro questa decisione nel luglio del 1948, causando problematiche ancora oggi discusse.

Bahawalpur dallAgenzia del Punjab decise di aderire al Pakistan il 5 ottobre 1947.

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