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ⓘ Documentalità



Documentalità
                                     

ⓘ Documentalità

La documentalità è la teoria dei documenti in cui sfocia lontologia della realtà sociale proposta dal filosofo italiano Maurizio Ferraris. La teoria conferisce ai documenti una posizione centrale allinterno della sfera degli oggetti sociali, intesa come ambito di realtà autonomo e distinto da quelli degli oggetti fisici e degli oggetti ideali. Limportanza della iscrizione è il tratto caratteristico della documentalità e, in generale, della ontologia sociale proposta: per produrre un oggetto non è sufficiente che un atto sia proferito; è necessario che sia registrato. Attraverso lesecuzione di atti iscritti noi cambiamo il mondo, portando allesistenza oggetti sociali. Su questa base, Ferraris sostiene che gli oggetti sociali sono" atti sociali che sono stati iscritti su un qualche tipo di supporto”, sia esso un pezzo di carta, un supporto magnetico, o anche solo la memoria delle persone. La regola degli oggetti sociali diviene così Oggetto = Atto Iscritto. In una ontologia sociale così delineata, i documenti in quanto iscrizioni dotate di rilevanza e valore sociale incorporano i tratti essenziali e prototipici degli oggetti sociali, e la teoria della documentalità deve essere compresa come la ricerca e la definizione delle proprietà che, in diversi tipi di casi, costituiscono le condizioni necessarie e sufficienti affinché qualcosa sia un oggetto sociale. La teoria della documentalità trae ispirazione, da un lato, dalla riflessione sulla centralità della scrittura sviluppata da Jacques Derrida e, dallaltra, dalla teoria degli atti sociali proposta da Adolf Reinach e da quella degli atti linguistici di John L. Austin.

                                     

1. Searle: X conta come Y in C

Nel dibattito contemporaneo, una delle più importanti teorie degli oggetti sociali è stata proposta dal filosofo statunitense John R. Searle, in particolare nel suo libro La costruzione della realtà sociale 1995. Lontologia di Searle riconosce una sfera degli oggetti sociali, che definisce come oggetti di ordine superiore rispetto agli oggetti fisici, in accordo con la regola

X conta come Y in C

che significa che loggetto fisico X, per esempio, un pezzo di carta colorata, conta come Y, una banconota da 10 euro, nel contesto C, lEuropa del 2010. Lintero complesso della realtà sociale, secondo Searle, deriva dalliterazione di questa semplice regola.

La teoria di Searle, tuttavia, incontra, come sottolinea Ferraris 2005, alcuni problemi. Innanzitutto, non è affatto ovvio come dalloggetto fisico si possa passare alloggetto sociale. Se ogni oggetto fisico può davvero costituire lorigine di un oggetto sociale, allora, non è chiaro che cosa possa evitare che ogni oggetto fisico diventi automaticamente un oggetto sociale. Se io decido di disegnare una banconota, non per questo ho prodotto una banconota. Per spiegare la trasfigurazione di X in Y la teoria standard degli oggetti sociali si basa sulla nozione chiave di" intenzionalità collettiva”. Tuttavia, questa nozione – sostiene Ferraris – non è affatto chiara. In secondo luogo, come funziona la reversibilità dalla sfera sociale a quella fisica? Intuitivamente una banconota è anche un pezzo di carta e un Presidente è anche una persona; e quando Searle si trova da solo in una stanza dalbergo non cè solo un oggetto fisico, ma molti oggetti sociali. In questo caso, il passaggio da Y il sociale a X il fisico è piuttosto facile; tuttavia, le cose cambiano se consideriamo situazioni differenti. Come la mettiamo, infatti, con entità vaghe o vaste, come uno Stato, una battaglia, ununiversità? E che cosa dire di entità negative come i debiti?

                                     

2. Alle radici della documentalità

La teoria della documentalità si radica in tre tesi principali, ispirate rispettivamente allopera del fenomenologo tedesco Adolf Reinach, delleconomista peruviano Hernando de Soto e del filosofo francese Jacques Derrida.

                                     

2.1. Alle radici della documentalità La tesi degli atti linguistici

Per la tesi degli atti linguistici – le cui radici vanno rintracciate più nella teoria degli atti sociali proposta nel 1913 dal fenomenologo tedesco Adolf Reinach che negli scritti di Austin e Searle – attraverso lesecuzione di atti linguistici noi cambiamo il mondo con il portare allesistenza pretese, obbligazioni, diritti, relazioni di autorità, debiti, permessi, nomi, e una varietà di altri tipi di entità che costituiscono lontologia del mondo sociale. Dato che gli atti linguistici sono evanescenti, la base fisica per lesistenza delle entità del mondo sociale – in piccole società, e per interazioni semplici – può essere identificata con le tracce nella memoria e altre caratteristiche della psicologia delle persone coinvolte. In società più ampie, e per interazioni sociali più complesse, la memoria delle persone non è sufficiente: sono i documenti che creano e mantengono quei tipi di poteri deontici, duraturi e riusabili, che estendono la memoria umana, creando e mantenendo in esistenza, così, le forme nuove e più complesse di ordine sociale che sono caratteristiche della civilizzazione moderna.



                                     

2.2. Alle radici della documentalità La" tesi de Soto”

Secondo questa tesi – che trova la sua ispirazione nel lavoro di Hernando de Soto 2000 – attraverso lesecuzione di atti documentali noi cambiamo il mondo con il portare allesistenza relazioni di proprietà, contabilità legale, organizzazione degli affari, e una varietà di altri ordini istituzionali tipici delle società moderne. Come il totale delle azioni e la sua divisione fra azionisti creano il capitale, così gli statuti di incorporazione creano le compagnie. Come i documenti di identità creano identità quel tipo di cose che possono essere oggetto di furto di identità, così i diplomi creano i titoli accademici. Se per de Soto sono i documenti cartacei commerciali che creano ciò che egli chiama" linfrastruttura invisibile della gestione del risparmio su cui si basa lincredibile fecondità del capitalismo occidentale”, Ferraris va oltre e asserisce che i documenti, sia cartacei sia in formato elettronico, creano linfrastruttura invisibile della realtà sociale contemporanea.

                                     

2.3. Alle radici della documentalità La" tesi Derrida”

La documentalità riprende la filosofia della scrittura inaugurata da Jacques Derrida in Della Grammatologia 1967, ricollocandola nella sua sfera più propria, quella sociale. Come Derrida osservava 1972, molti atti linguistici sono, in effetti, atti iscritti – poiché senza registrazioni di qualche tipo i performativi non produrrebbero oggetti sociali come conferenze, matrimoni, cerimonie di laurea, o costituzioni. Tuttavia, Derrida era in errore – secondo Ferraris 2005 – nellaffermare che "nulla esiste al di fuori del testo". Difatti, e naturalmente, lintero mondo della fisica e della chimica e della biologia esiste al di fuori del testo – indipendentemente da qualsiasi registrazione. Tale mondo è esistito per miliardi di anni prima che i testi o gli strumenti di registrazione o le persone esistessero. Lo stesso non può invece dirsi per gli oggetti sociali. Questi ultimi dipendono intimamente dalle registrazioni create dagli esseri umani per mantenerli in esistenza. Ferraris salva il nocciolo di verità nella tesi originale di Derrida proponendo di sviluppare unontologia sociale a partire dalla tesi che" nulla di sociale esiste al di fuori del testo”.

Sulla base delle tre tesi sopra esposte, Ferraris avanza dunque un approccio innovativo alla ontologia sociale chiamato documentalità.

                                     

3.1. Ferraris: Oggetto = Atto Iscritto Primo passaggio: il riconoscimento della sfera degli oggetti sociali

Il primo passaggio è il riconoscimento – sullo sfondo delle teorie sviluppate dallo stesso Smith si veda in particolare Smith 1999 – della sfera degli oggetti sociali, cioè di entità come il denaro, le opere darte, i matrimoni, i divorzi e la custodia congiunta, gli anni di prigione, i codici delle tasse, il processo di Norimberga, lAccademia Svedese delle Scienze, le crisi economiche, i progetti di ricerca, le conferenze ecc. Questi oggetti popolano il nostro mondo più di quanto non facciano pietre, alberi e noci di cocco, e soprattutto, rivestono una maggiore importanza per noi, dato che da loro dipende molta della nostra felicità o infelicità.

                                     

3.2. Ferraris: Oggetto = Atto Iscritto Secondo passaggio: lidentificazione della legge costitutiva degli oggetti sociali

Il secondo passaggio è il riconoscimento della legge che porta in essere gli oggetti sociali, e cioè

Oggetto = Atto Iscritto

Il che significa che un oggetto sociale è il risultato di un atto sociale, caratterizzato dal fatto di essere registrato su un pezzo di carta, un file di computer o qualche altro supporto digitale, o anche semplicemente nella testa delle persone.

                                     

3.3. Ferraris: Oggetto = Atto Iscritto Terzo passaggio: lindividuazione della sfera della documentalità

Sulla base dei primi due passaggi è possibile sviluppare una ontologia in grado di classificare e dar conto della natura dei documenti, cominciando con la distinzione fondamentale tra quelli che Ferraris 2009 chiama" documenti in senso forte”, che sono liscrizione di atti e che costituiscono gli oggetti sociali in senso pieno, e i" documenti in senso debole”, che sono invece registrazioni di fatti e sono derivati secondari e di importanza minore. Il terzo passaggio conduce così allindividuazione della sfera della documentalità, intesa come lambito proprio della ricerca e della definizione di quelle proprietà che costituiscono le condizioni necessarie e sufficienti affinché qualcosa sia un oggetto sociale.

                                     

4. Documentalità in undici tesi

La teoria della documentalità è stata ricapitolata dal suo autore in undici tesi fondamentali Ferraris 2009a:

1. Lontologia cataloga il mondo della vita.

La filosofia che guida la documentalità è una metafisica descrittiva di impianto realistico, che mira a rendere conto del mondo sociale e della esperienza quotidiana, cioè di quel mondo che esula dallambito delle scienze naturali. Il suo modello è il catalogo. Il tipo di comprensione proposta richiede anzitutto lidentificazione, la classificazione e la distinzione: che cosa cè nel mondo, come lo si ordina, come lo si distingue dalle altre cose che ci sono. In questo quadro, il mondo è inteso come la totalità degli individui: pietre, organismi, artefatti, persone fisiche e giuridiche. La caratteristica saliente degli individui è di appartenere a delle classi a titolo di" esemplari”, nel senso che possono valere tanto come principio di classificazione quanto come membro come campione di una classe, che tuttavia non preesiste agli individui, ma ne discende.

2. Ci sono tre tipi di oggetti: naturali, ideali e sociali.

Gli esemplari si dividono in soggetti e oggetti. I soggetti hanno rappresentazioni, gli oggetti non ne hanno. Gli oggetti, a loro volta, si dividono in tre classi: gli oggetti naturali, gli oggetti ideali e gli oggetti sociali. Gli oggetti naturali stanno nello spazio e nel tempo indipendentemente da soggetti; gli oggetti ideali stanno fuori dello spazio e del tempo indipendentemente da soggetti; gli oggetti sociali stanno nello spazio e nel tempo dipendentemente da soggetti. Per quanto la caratteristica principale dei soggetti, quella di avere rappresentazioni, abbia unimportanza centrale per lontologia sociale, la differenza fra soggetti e oggetti non va intesa come una differenza basilare di categoria. I soggetti, infatti, sono anche un tipo di oggetti naturali ne sono una sottocategoria, in quanto entità biologiche, e, se inseriti in una società, sono anche oggetti sociali. Gli oggetti sociali sono, dal punto di vista di una teoria dellesperienza, i più importanti di tutti, perché da loro dipendono in buona parte la nostra felicità o la nostra infelicità.

3. Lontologia è distinta dalla epistemologia.

Sotto il profilo metodologico, è necessario tracciare una differenza tra ontologia ed epistemologia. La prima si riferisce a quello che cè, indipendentemente da come lo conosciamo, o dal fatto che lo conosciamo o meno. La seconda è la conoscenza di quello che cè, o più precisamente ciò che siamo giustificati a credere in un dato contesto. Queste due dimensioni sono state spesso confuse, come risulta evidente dal fatto che spesso facciamo dipendere lessere degli oggetti dalla conoscenza che ne abbiamo. Quello che cè, nel mondo degli oggetti naturali, possiede la caratteristica essenziale della inemendabilità, non può essere corretto con la sola forza del pensiero. Quello che sappiamo a proposito di quello che cè, invece, è emendabile, e questo processo di crescente correzione costituisce il progresso e il senso ultimo del sapere. Ciò che siamo giustificati a credere, infatti, può cambiare essere emendato, appunto con il progredire della scienza.

4. Gli oggetti sociali dipendono dai soggetti, ma non sono soggettivi.

Il mondo esterno, inteso anzitutto come mondo degli oggetti naturali, è indipendente dagli schemi concettuali e dagli apparati percettivi. Del pari, non cè un filo continuo e necessario che dalla percezione conduce alla esperienza e di lì alla scienza, né daltra parte il conoscere costituisce lattività prevalente allinterno della nostra esperienza. Nel mondo degli oggetti sociali, invece, la credenza determina lessere, dal momento che questi oggetti sono dipendenti da soggetti. Questo non significa che cose come le promesse o il denaro possiedano una dimensione puramente soggettiva. Significa, piuttosto, che se non ci fossero soggetti capaci di riconoscere oggetti sociali, allora non ci sarebbero oggetti sociali. Il risultato di questa considerazione è che il trascendentalismo, inapplicabile agli oggetti naturali, si rivela applicabilissimo agli oggetti sociali. La tesi kantiana secondo cui le intuizioni senza concetto sono cieche non vale per i laghi e i temporali che restano quello che sono indipendentemente dalle nostre concettualizzazioni, bensì per i mutui le conferenze.

5. La regola costitutiva degli oggetti sociali è Oggetto = Atto Iscritto.

Diviene così possibile sviluppare una ontologia e una epistemologia degli oggetti sociali. Lepistemologia è una ripresa della tradizione delle scienze dello spirito, che si qualifica però piuttosto come una" scienza della lettera”, per limportanza rivestita dalle iscrizioni nella costruzione della realtà sociale. Lontologia è una teoria degli oggetti sociali, quelli che rispondono alla regola costitutiva" Oggetto = Atto Iscritto”. In altre parole, gli oggetti sociali sono il risultato di atti sociali che coinvolgano almeno due persone caratterizzati dal fatto di essere iscritti: su carta, su un file di computer, o anche semplicemente nella testa delle persone.

6. Nulla di sociale esiste al di fuori del testo.

Limportanza della iscrizione è il tratto caratteristico della documentalità e, in generale, della ontologia sociale proposta. Lidea di fondo è che non basta che latto sia proferito per produrre un oggetto; è necessario che sia registrato. Un matrimonio o una promessa che non possedessero una iscrizione non sarebbero oggetti, mentre una montagna può benissimo esistere senza registrazioni. In questo senso, non si tratta di sostenere che" nulla esiste fuori del testo” dal momento che gli oggetti naturali e gli oggetti ideali esistono anche senza iscrizioni, bensì che" nulla di sociale esiste fuori del testo”.

7. La società si basa non sulla comunicazione, ma sulla registrazione.

Poiché nulla di sociale esiste fuori del testo, le carte, gli archivi e i documenti costituiscono lelemento fondamentale del mondo sociale. La società non si basa sulla comunicazione, ma sulla registrazione, che costituisce la condizione per la creazione di oggetti sociali. Luomo cresce come uomo e socializza attraverso la registrazione. La nuda vita non è che un inizio remoto, la cultura incomincia molto presto, si ha subito una" vita vestita”, che si manifesta attraverso registrazioni e imitazioni: linguaggio, comportamenti, riti. Questo spiega perché sia così importante la scrittura, e prima ancora larchiscrittura, ossia la sfera di registrazioni che precede e circonda la scrittura in senso proprio o corrente.

8. La mente è una tabula che raccoglie iscrizioni.

Sotto il profilo di una teoria della mente, lontologia sociale è fondata dalla icnologia, ossia da una dottrina della traccia. La rappresentazione della mente come tabula, come supporto scrittorio, non è una metafora, ma coglie la circostanza per cui percezioni e pensieri si presentano come iscrizioni nella nostra mente. Ma la mente non è solo una tabula iscritta: è anche capace di cogliere le iscrizioni, le tracce che si trovano nel mondo, sul tavolo che sta di fronte a noi nellesperienza. Si disegna così una gerarchia ascendente che comprende le tracce ogni incisione su uno sfondo, le registrazioni le tracce nella mente come tabula le iscrizioni in senso tecnico le tracce in quanto accessibili ad almeno due persone.

9. I documenti in senso forte sono iscrizioni di atti.

Sotto il profilo di una teoria della società, lontologia degli oggetti sociali si presenta come documentalità, ossia come dottrina dei documenti in quanto forma più elevata degli oggetti sociali. I documenti si dividono in documenti in senso forte, ossia iscrizioni di atti, e in documenti in senso debole, ossia registrazioni di fatti. I documenti possono avere delle finalità pratiche oppure possono essere finalizzati principalmente alla evocazione di sentimenti. In questo caso abbiamo a che fare con le opere darte intese come cose che fingono di essere persone.

10. La lettera è il fondamento dello spirito.

Sotto il profilo di una teoria della cultura, lontologia degli oggetti sociali si caratterizza come una fenomenologia della lettera. Si tratta di riconoscere in ogni opera dello spirito il risultato di iscrizioni interne ed esterne, mettendo a frutto le acquisizioni della icnologia e della documentalità. Questo vale tanto per lo spirito soggettivo lanima in quanto tabula, quanto per lo spirito oggettivo il mondo delle istituzioni e per lo spirito assoluto: nessuna produzione dello spirito potrebbe sussistere senza la lettera, ossia la registrazione e il documento; e, più radicalmente, lo spirito trova la sua condizione di possibilità nella lettera, nelle iscrizioni che ci costituiscono come esseri sociali.

11. Lindividualità si manifesta nella firma.

Sotto il profilo di una teoria del soggetto, lontologia degli oggetti sociali si sviluppa come teoria dellidioma, dello stile e della firma. Il sentimento di unicità che caratterizza ogni soggetto dipende dalle sue peculiari deviazioni dalla norma, esattamente come avviene nella firma, che è un modo per rappresentare pubblicamente la propria presenza e identità e che consiste nella scrittura del proprio nome in un modo che si discosta, tanto o poco, dalla norma calligrafica. Questo principio di individuazione vale per le opere darte caratterizzate dallo stile come per i segni di riconoscimento che si trovano nei documenti. Lindividuo è ineffabile, non potrà mai essere catturato da una ontologia o da una epistemologia, ma il segno di questa individualità si manifesta nello stile.

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