Indietro

ⓘ Antifemminismo




                                     

ⓘ Antifemminismo

Il termine antifemminismo indica latteggiamento e la posizione ideologica di chi si oppone al femminismo in alcune o tutte le sue espressioni.

Il termine è stato usato con significato specifico in particolari periodi storici, in Italia, ad esempio nel periodo fascista, tuttavia, dal versante opposto, anche diversi esponenti marxisti rifiutarono o abbandonarono il femminismo vedendo in esso un abbandono della lotta di classe per una lotta dei sessi tra oppressi, e dunque unideologia funzionale al sistema di sfruttamento capitalista.

                                     

1. Storia

Lantifemminismo nacque storicamente come opposizione alle prime richieste femministe del XVIII e del XIX secolo e si manifestò allinizio per negare il suffragio femminile rivendicato dalle suffragette limitatamente alle donne bianche di estrazione borghese.

Il termine antifemminismo venne coniato nellaccezione moderna da Marianne Adelaide Hedwig Dohm nel suo Die Antifeministen nel 1902. Per la Hedwig Dohm gli antifemministi si dividono in quattro categorie:

  • Gli egoisti pratici, che considerano lemancipazione della donna dal punto di vista dei vantaggi o svantaggi che li potrebbero riguardare.
  • Gli attivisti per i diritti dell"uomo", che pongono meno enfasi sullamore di Dio e si oppongono allemancipazione delle donne con motivazioni più pratiche.
  • I vecchi credenti, i conservatori, per i quali la religione è principalmente tradizione da difendere.
  • I cavalieri della Mater dolorosa, che si ritengono quasi angeli custodi col compito di difendere le donne dalle influenze negative.

Unorganizzazione nota per le sue posizioni antifemministe è la statunitense Eagle Forum fondata nel 1972 con il nome di "STOP ERA" da Phyllis Schlafly al fine di impedire che venisse ratificato lemendamento Equal Rights Amendment ERA che, se approvato, avrebbe dovuto rafforzare luguaglianza dei diritti senza distinzioni di sesso.

                                     

2. Situazione

Gli antifemministi sostengono spesso che il femminismo, pur sostenendo di favorire lequità, ignora questioni di diritti che sono specifiche degli uomini, o che cerchi di raggiungere uno stato privilegiato per le donne attraverso speciali diritti ed esenzioni, come le borse di studio per sole donne, laffirmative action le quote rosa. Altre questioni riguardano il diritto di famiglia come la custodia dei figli, la responsabilità legata alla paternità ed il mantenimento dei figli le critiche sulla disuguaglianza di trattamento nel sistema giudiziario, quali lequità nella condanna per reati simili.

David Benatar riconosce nel suo libro The Second Sexism che la discriminazione femminile è ancora un grave problema in tutto il mondo, ma sostiene che anche uomini e ragazzi possano essere soggetto di discriminazione sessista sostenendo che spesso le politiche sociali e dello stato incoraggino gli uomini, ma raramente le donne, al combattimento militare.

                                     

3. Posizione delle donne

Diverse donne, sin dallinizio, si dissociarono dalle richieste delle altre donne. La lega Womens National Anti-Suffrage League WNASL, attiva in particolare tra il 1908 ed il 1918, si ispirò al punto di vista anti-suffragio nato in contrapposizione allattivismo femminile già dal 1889.

Alcune femministe sono state definite antifemministe per le loro posizioni o ideologie.

                                     

4. Antifemminismo e maschilismo

  • Il maschilismo parte dalla presunta superiorità delluomo nei confronti della donna ed è più vicino al machismo che non al mascolinismo, e non va confuso con essi; in genere, infatti, gli esponenti dei movimenti per i diritti maschili MRA hanno rifiutato e rifiutano tuttora espressamente tale definizione, pur definendosi antifemministi, come ad esempio nel documentario The Red Pill girato da Cassie Jaye nel 2016.
  • Lantifemminismo, come sopra ricordato, nasce come negazione delle istanze di pari trattamento sociale e politico fra sessi già a partire dal XVIII secolo per poi configurarsi come critica alle politiche femministe che richiedono parità di trattamento.