Indietro

ⓘ Sé (coscienza)




Sé (coscienza)
                                     

ⓘ Sé (coscienza)

Il Sé, dal punto di vista introspettivo, è considerato il nucleo della personalità, indicato col pronome di terza persona singolare per distinguerlo dallego, cioè dalla sua immagine riflessa nella quale la coscienza normalmente si identifica. Pur assumendo diversi significati in ambito psicologico, educativo, sociologico, filosofico e teologico, rappresenta generalmente il principio superiore dellindividuo, di cui secondo uninterpretazione esoterica porterebbe iscritto il destino le linee guida della sua condotta esistenziale.

                                     

1. Il sé nella psicologia analitica

Lo psicologo analista Carl Gustav Jung definisce il sé Selbst come la totalità psichica rispetto a cui lio, la nostra parte cosciente, è solo una piccola parte.

Egli ritiene che compito dellattività analitica sia quella di istituire un rapporto gerarchico tra sé e io, tra la totalità e la parte, in grado di soddisfare le condizioni per una ripresa del movimento evolutivo che lui chiama "individuazione" e che era stato arrestato dalla nevrosi conseguente a un irrigidimento delle istanze dellIo rispetto ai bisogni individuativi del sé.

                                     

2. Il sé in altri ambiti del sapere

La coscienza di sé è anche la caratteristica primaria che differenzia lintelletto degli uomini dalla mente degli animali, i quali non possiederebbero il pensiero ma solo la sensazione di esistere. Nellinduismo, in particolare, il Sè è definito "Ātman", espressione che nell Advaita Vedānta sta a indicare lintima essenza dellindividuo, ed è utilizzato anche come pronome riflessivo. Assumendo in origine il significato di "respiro vitale", lAtman è il principio primo della soggettività, che nel suo fondo riflette però loggettività del cosmo, denominato Brahman: avviene così che nellinteriorità più recondita il Sè individuale giunge a coincidere con la totalità universale, in unidentità di macrocosmo e microcosmo.

In Occidente la coscienza di sé è stata spesso il fondamento della riflessione di numerosi filosofi, i quali hanno espresso limportanza di approdare a se stessi prima di iniziare lindagine delle verità assolute: lautocoscienza cioè come presupposto della conoscenza, sintetizzato dal motto delfico conosci te stesso, il quale "ha assunto una posizione di esortazione morale di carattere strettamente filosofico soprattutto con Socrate – il cui messaggio ruota per intero intorno a questo perno teoretico – e nellambito della cultura occidentale ha poi avuto una Wirkungsgeschichte, ossia una "storia di effetti" di straordinaria portata".

Sin dallantica Grecia, così, il "pensiero di sè" ha assunto i connotati di una sorta di "coscienza morale" di ispirazione divina, manifestandosi talora come la presenza di un daimon o demone interiore, oppure nel cristianesimo, soprattutto esoterico, come la voce dellangelo custode o di uno spirito guida, identificabile con lautentica natura dellanima umana.