Indietro

ⓘ Antropologia filosofica




Antropologia filosofica
                                     

ⓘ Antropologia filosofica

In filosofia, il termine antropologia aderisce per lo più al significato etimologico di scienza o di insieme delle scienze riguardanti la natura umana.

                                     

1. Origine del termine

Lorigine dellespressione antropologia filosofica è nellopera La posizione delluomo nel cosmo 1927 di Max Scheler, che osserva come

Scheler a sua volta nello sviluppare lantropologia filosofica si rifà indirettamente alla filosofia della natura e allontologia della persona di Schelling.

Una prima apparizione dellantropologia, considerata genericamente nel significato di studio delluomo, può essere riportata a Ludwig Feuerbach nel saggio Lessenza del cristianesimo 1841, dove lautore afferma di "voler ridurre la religione ad antropologia"

Lopera non vuole essere una critica al cristianesimo di stampo illuministico, inteso come antireligioso o anticlericale, ossia di ridurlo a un cumulo di menzogne, falsificazioni, errori e superstizioni. Feuerbach invece ritiene che la religione, in particolare quella cristiana, abbia un contenuto positivo che consente di scoprire quale sia lessenza delluomo. Dalle tesi di Schleiermacher, secondo cui la religione consiste nel sentimento dellinfinito, egli trae la conclusione che tale infinito non esprime altro che lessenza delluomo. La religione ha dunque unorigine antropologica: luomo avverte la propria insicurezza e cerca la salvezza in un essere personale, infinito, immortale e beato, cioè in Dio che non è altro che loggettivazione ideale dellessenza delluomo che in Dio rispecchia se stesso. La religione è appunto loggettivazione dei bisogni e delle aspirazioni delluomo.

Nellambito dellantropologia culturale, intesa come studio delle cause sociali che determinano il comportamento delluomo, è stato inserito da alcuni storici della filosofia il pensiero politico del giovane Marx, dove lo stesso uso e significato feurbachiano del termine si ritrova nei suoi Manoscritti economico-filosofici 1844.

                                     

2. Storia

Di vera e propria antropologia filosofica si parla nel XX secolo quando, dopo la nascita nella seconda metà dellOttocento dellantropologia fisica come scienza zoologica, e lo sviluppo della psicologia, della sociologia e delletnologia, la filosofia non ha più lesclusiva, come in passato, dello studio delluomo ma nello stesso tempo si ritiene la più adatta a sintetizzare e a dare uninterpretazione teorica dei risultati delle nuove scienze in una nuova definizione di "uomo". Le domande dellantropologia filosofica sono le domande filosofiche tradizionali, che hanno a che fare con la questione del senso, con il rapporto uomo-natura, con il problema dello spirito; ciò che fa la differenza sono gli argomenti utilizzati per rispondervi. Uno di questi, il principale, è il confronto tra uomo e animale.

In La posizione delluomo nel cosmo del 1927 Scheler considera luomo come un essere diverso da tutti gli altri animali per la sua capacità di uscire dalla chiusura ambientale Umwelt di Jakob Johann von Uexküll, che si traduce nella possibilità di "dire di no" alla realtà sensibile per aprirsi al mondo sovrasensibile Weltoffenheit.

Secondo Scheler luomo si differenzia dallanimale non per lintelligenza, che in misura maggiore o minore anche gli animali possiedono, ma per essere una creatura aperta al mondo priva di unessenza pre-definita; lanimale vive completamente allinterno del suo ambiente, che porta struttutato in sé "come una lumaca la sua conchiglia", esso segue gli impulsi in maniera acritica: si muove nellambiente grazie agli istinti ma non ha alcuna coscienza di sé.

Luomo, invece, possiede un mondo e non un ambiente: questo mondo è fatto di rappresentazioni ed è indipendente da uno specifico stato di bisogno fisiologico o da angusti stimoli ambientali; ogni uomo è libero di seguire no le sue pulsioni ed è capace, se vuole, di procrastinarle. Egli racchiude in sé tutte le caratteristiche degli altri esseri viventi, tra cui listinto, ma possiede in più lo spirito, che non è nel mondo, è bensì apertura al mondo. Nellaprirsi al mondo, luomo sente anche se stesso e sviluppa unautocoscienza.

Le conclusioni di Scheler hanno influenzato diversi autori, tra cui Helmuth Plessner e Arnold Gehlen, che insieme a lui costituiscono il nucleo centrale dellAntropologia Filosofica intesa come corrente vera e propria.

Anche autori come Erich Rothacker, Adolf Portmann, Hans Jonas, Maurice Merleau-Ponty,e in parte Martin Heidegger, sono stati influenzati dal pensiero scheleriano. Tutti, in misura maggior e o minore, hanno preso le distanze dalla sporgenza metafisica del suo pensiero, pur concordando sulla specificità delluomo.