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ⓘ Benito Mussolini nella cultura di massa




Benito Mussolini nella cultura di massa
                                     

ⓘ Benito Mussolini nella cultura di massa

Benito Mussolini, capo del Partito Nazionale Fascista e del Regno dItalia dal 1922 al 1943 nonché della Repubblica Sociale Italiana dal 1943 al 1945, è stato uno dei protagonisti politici del XX secolo ed in quanto tale ha ispirato registi, scrittori, drammaturghi e cantanti diventando così un personaggio universale.

                                     

1. Iconografia e idealizzazione della figura di Mussolini

Con il consolidamento del potere, si sviluppò una sorta di iconografia popolare del personaggio che rese di pubblica notorietà aspetti singolari della figura del Duce, riferimenti sino ad allora inusuali per i politici. Ad esempio, divenne famosa la casa natale di Predappio, tuttora mèta di visite. Le visite erano completate dallinvio di cartoline, per le quali fu creato uno speciale annullo filatelico. E fra i temi delle cartoline addirittura il letto in cui il Duce del Fascismo sarebbe stato partorito, visto che allepoca si partoriva in casa.

Lo svilupparsi, il consolidarsi e la successiva e definitiva decadenza del mito di Mussolini - o, meglio, dei diversi tipi di mito mussoliniano - sono stati analizzati dallo storico Emilio Gentile nel suo saggio Fascismo. Storia e interpretazione. Nel capitolo intitolato Mussolini: i volti di un mito, lautore passa in rassegna ed esamina con lausilio di diverse testimonianze ampiamente documentate, i diversi momenti di colui che fu - appunto come mito - una "componente fondamentale del fascismo" e sicuramente "uno dei miti più popolari nellepoca fra le due guerre mondiali".

A essere tracciati sono quindi i profili dei diversi Mussolini: quello socialista, capo rivoluzionario e astro nascente del quadro politico nazionale al congresso di Reggio Emilia del 1912, il quale, in virtù anche della giovane età e della indubbia capacità oratoria, si proponeva come mito di una società che voleva essere moderna in maniera oltre e comunque differente rispetto alle spinte che venivano dalla corrente riformista del partito, in aperto antagonismo con la denunciata abulìa della politica giolittiana dellepoca; quello nazionalradicale e interventista, mentre era alle porte la prima guerra mondiale; quello del Capo e Duce che seppe coagulare attorno al movimento da lui creato, dopo la sua uscita dallorbita del socialismo, una vera e propria "fabbrica del consenso" (il Mussolini della "gente comune e giustiziere" Il mio dubbio fondamentale riguarda il fatto che queste riforme sono attuate mediante la costrizione. Ma accade anche nelle istituzioni democratiche. Ciò che mi colpisce è che, dietro limplacabilità di Mussolini, cè il disegno di servire il proprio popolo. Anche dietro i suoi discorsi enfatici cè un nocciolo di sincerità e di amore appassionato per il suo popolo. Mi sembra anche che la massa degli italiani ami il governo di ferro di Mussolini." Mentre Mussolini disse del Mahatma: "È un santone, un genio, che, cosa rara, usa la bontà come arma".

                                     

2. Limmagine nella propaganda avversaria

Nel cartone animato di propaganda della Warner Bros. del 1942 The Ducktators il dittatore italiano è rappresentato come una tronfia oca grassa e completamente nera, unico animale della fattoria ad allearsi con lanatra Hitler. Mussolini qui è molto vanesio ed amante delle adunate oceaniche e delle adulazioni; sfoggia un improbabile accento napoletano e soprattutto si esibisce in discorsi futili e senza senso.

In Der Fuehrers Face 1943, uno dei cartoni animati di propaganda più famosi di Walt Disney, Mussolini fa una fugace apparizione come suonatore di grancassa. Viene inoltre raffigurato in uno dei tre ritratti gli altri due sono di Hitler e di Hirohito che Paperino è costretto a "venerare" ogni mattina eseguendo di fronte ad essi il saluto romano.

                                     

3. Le rappresentazioni da vivo

Durante il ventennio Mussolini fu spesso descritto in Italia come una figura quasi divina, amata e rispettata da tutti i cittadini: si vedano ad esempio i numerosi panegirici, mezzibusti, ritratti e raffigurazioni scultoree che venivano quotidianamente creati in suo onore nelle scuole e nei pubblici uffici del Regno.

I giornali e i cinegiornali di regime lo raffiguravano spesso in pose militari e con lo sguardo corrucciato: limmagine che si voleva dare era di quella di un severo superuomo capace di coordinare tutte le attività dello Stato, dalle più importanti alle più futili. Infatti la propaganda voleva diffondere il mito di un Mussolini fisicamente fortissimo e assolutamente in grado di svolgere tutte le mansioni lavorative: per questo si faceva smercio delle foto che lo raffiguravano a torso nudo celebre limmagine del Duce senza vestiti dalla cintola in su durante le prime fasi della battaglia del grano.

Allestero la percezione di Mussolini fu più controversa. Non appena prese il potere Mussolini venne bollato dal New York Tribune come il capo di una specie di Ku Klux Klan italiano e nel 1933 Diego Rivera dipinse il murale Mussolini, creato sulla falsariga di Cultura nazista: in esso si vedeva un aggressivo Duce arringare la folla che gli risponde con il saluto romano mentre viene sostenuto dai potentati italiani, da un agente britannico e da un membro del Ku Klux Klan; in basso al graffito, la scure della censura si abbatte con i pugnali verso Matteotti, Gramsci e Gobetti.

Il Primo ministro inglese Winston Churchill ebbe parole di apprezzamento e rivolgendosi a Mussolini nel 1927 dichiarò: "Se io fossi italiano sarei stato con voi fin dal principio. Il mio dubbio fondamentale riguarda il fatto che queste riforme sono attuate mediante la costrizione. Ma accade anche nelle istituzioni democratiche. Ciò che mi colpisce è che, dietro limplacabilità di Mussolini, cè il disegno di servire il proprio popolo. Anche dietro i suoi discorsi enfatici cè un nocciolo di sincerità e di amore appassionato per il suo popolo. Mi sembra anche che la massa degli italiani ami il governo di ferro di Mussolini". Gandhi, da una lettera a Rolland del dicembre 1931. Ancora prima dellentrata in guerra dellItalia, alcuni giornali stranieri ritraevano Mussolini come luomo-chiave nel Mediterraneo.

Nel film di Charlie Chaplin Il grande dittatore 1940 il Duce è raffigurato da Jack Oakie; il caratterista statunitense rende Mussolini un buffone che, pur arrivando a giocare un ruolo decisivo nello scacchiere diplomatico internazionale, non perde loccasione di mettere in mostra la sua guitteria. Il Mussolini di Oakie mira allefficientismo, ha un marcato accento romagnolo, ama mettersi in posa e possiede alcune caratteristiche dello stereotipo dellitaliano medio: "compagnone", scherzoso, irascibile, competitivo.



                                     

4. Le rappresentazioni dopo la morte

Anche e anzi soprattutto dopo la sua scomparsa Mussolini è stato citato e richiamato anche al di fuori del contesto politico-storico. Molti sono i temi scandagliati di volta in volta dai vari autori. In particolare:

  • la severità di molte delle sue azioni;
  • la mimica facciale assunta durante i discorsi: celebri sono rimasti i suoi strabuzzar docchi, le sue smorfie e la volitiva mascella virilmente messa in mostra.
  • il mito superomistico;
  • le strategie adottate durante la seconda guerra mondiale;
  • la retorica, piena di frasi pompose e aggressive spesso ritortesi contro il loro stesso autore come: "Spezzeremo le reni", "Vincere e vinceremo", il discorso del bagnasciuga;

Famose sono, sotto questo punto di vista, le numerose imitazioni di Totò e Alberto Sordi, in particolare quelle contenute rispettivamente nei film Lo smemorato di Collegno e Il presidente del Borgorosso Football Club. In uno sketch anti-nazista dei Monty Python degli anni Settanta fa una piccola apparizione in quanto "cuoco dellAsse". Rimanendo in ambito comico, nel film Quando cera lui. caro lei! con Paolo Villaggio è il caratterista Eolo Capritti ad assumere le sembianze di un Mussolini atleticissimo e tombeur de femmes.

Passando invece a pellicole di cinema dimpegno, Rod Steiger ha interpretato il Duce due volte: in Mussolini ultimo atto di Carlo Lizzani e in Il leone del deserto di Moustapha Akkad mentre Mario Adorf ha interpretato Mussolini in Il delitto Matteotti di Florestano Vancini. Il politico di Predappio è inoltre presente nel dramma televisivo Io e il Duce in cui lo incarna Bob Hoskins, nel film Il giovane Mussolini con Antonio Banderas e nella pellicola di Marco Bellocchio Vincere in cui ha le sembianze di Filippo Timi.

Nel romanzo Inferno 1976 di Larry Niven e Jerry Pournelle, Mussolini assume un ruolo analogo al Virgilio dantesco, guidando il protagonista attraverso lInferno: al termine del romanzo potrà quindi accedere al Purgatorio per purificarsi dai peccati. La figura di Mussolini, ancora vivo e al potere sino al 1960 nella finzione letteraria, diventa quella di un personaggio anziano e ossessionato dal potere nella trilogia di romanzi di Enrico Brizzi che compongono lEpopea Fantastorica Italiana: Linattesa piega degli eventi 2008, La nostra guerra 2009 e Lorenzo Pellegrini le donne 2012.

Quattro brani di successo sono incentrati sulla sua figura: Do The Mussolini Headkick dei Cabaret Voltaire 1978, Der Mussolini dei tedeschi D.A.F. 1981, Mussolini Disco Dance di Giorgio Panariello 1989 e Mussolini Vs. Stalin dei Gogol Bordello 1999; inoltre è il "protagonista" della canzone Death Mask Mussolini dei Dirty Roseanne 2009. Nella clip del brano del 1986 Land of Confusion della band rock inglese dei Genesis la figura di Mussolini compare, insieme a molte altre di celebri politici, sotto forma di pupazzo, ben riconoscibile dalle fattezze del volto e dal caratteristico fez. Agli inizi degli anni Ottanta John Belushi creò il personaggio di Ricky Mussolini, nipote ventisettenne del Duce, di cui copiava le mimiche e gli atteggiamenti. In un episodio del programma televisivo Celebrity Deathmatch, Mussolini affronta Roberto Benigni uscendone rocambolescamente sconfitto.

Nei Simpson viene citato più volte: nellepisodio Schermaglie fra generazioni viene nominato allinizio da Homer insieme ad Hitler e successivamente si sente alla radio il suo discorso inerente alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940 mentre nella puntata Il Bob italiano Homer si affaccia al balcone del paese di Salsiccia e imita le sue pose credendo in realtà di parodiare Donald Trump; inoltre il nome completo del migliore amico di Bart è Milhouse Mussolini Van Houten.

Alcuni hanno ipotizzato che Mussolini fosse in possesso di un raggio della morte, unarma segreta in grado di provocare a distanza il blocco dei motori e la distruzione degli aerei nemici. Tali voci, allepoca mai confermate né smentite, coinvolsero anche il nome dello scienziato italiano più in vista dellepoca, Guglielmo Marconi, e furono sfruttate dalla propaganda di regime.

Secondo il Centro Ufologico Nazionale, Mussolini avrebbe ordinato ad alcuni membri dellOVRA di occuparsi del recupero di un oggetto volante non identificato precipitato o atterrato in Lombardia nel 1933, e che su suo ordine sarebbe divenuto oggetto di studi segreti da parte degli scienziati italiani. Della notizia si sono anche occupati alcuni quotidiani Il Quotidiano, Il Giorno e La Repubblica.

Durante la prima prova scritta dellesame di maturità dellanno scolastico 2009-2010 una delle tracce, incentrata sul ruolo dei giovani nella storia e della politica, conteneva uno stralcio del discorso del Duce in parlamento dopo il delitto Matteotti, assieme ad estratti di testi di Palmiro Togliatti, Aldo Moro e Giovanni Paolo II: per la prima volta in Italia una dichiarazione di Mussolini è stata utilizzata dal Ministero dellIstruzione come documento per un suo utilizzo scolastico.