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ⓘ Superfici di contatto antibatteriche in lega di rame




                                     

ⓘ Superfici di contatto antibatteriche in lega di rame

Le superfici di contatto antibatteriche in lega di rame sono fatte da leghe di rame, come lottone e il bronzo; per "superficie di contatto" si intendono quelle di oggetti - come ad esempio maniglie, ringhiere, tavolini, rubinetti, ecc. - che vengono toccati frequentemente dalle persone. Una grande varietà di microbi dannosi, virus, batteri, ecc. si possono accumulare su queste superfici di contatto e sopravvivere per periodi di tempo sorprendentemente lunghi, anche più di 30 giorni su alcuni materiali comuni. Tuttavia, come dimostrato da numerose ricerche scientifiche, il rame le sue leghe hanno una naturale capacità di eliminare questi microorganismi in maniera relativamente veloce, spesso anche in meno di due ore. Pertanto le loro superfici sono antibatteriche o antimicrobiche.

Il fatto di ridurre o eliminare la popolazione batterica su una superficie di contatto significa diminuire la possibilità di trasmettere malattie dovute ad agenti patogeni: infatti oggetti come maniglie, rubinetti, ringhiere, piastre, ecc… possono diventare un veicolo di malattie, poiché sono oggetti fortemente esposti al contatto umano e i germi possono essere trasportati da un posto allaltro semplicemente toccandoli: si stima che l80% delle infezioni nosocomiali, cioè quelle contratte durante il ricovero ospedaliero- si trasmette proprio per contatto.

                                     

1. Prove di laboratorio

Lazione antibatterica del rame è conosciuta fin dallantichità, ma solo in tempi recentissimi è stata studiata e misurata in laboratorio. Tra gli studi più importanti sono da segnalare quelli condotti dallUniversità di Southampton, che ha analizzato la sopravvivenza dei batteri Escherichia Coli E0157:H7, Listeria monocytogenes e Stafilococco Aureo Resistente alla Meticillina MRSA su provini di diversi materiali, a temperature di 4 e 20 °C. È stato mostrato che a 20 °C sul rame Cu 99.90% e sullottone CuZn15 i batteri dellE. Coli scomparivano rispettivamente dopo 75 e 60 minuti, mentre al contrario sullacciaio AISI 304 18Cr-8Ni la popolazione batterica impiegava due giorni per diminuire di 5 ordini di grandezza, per poi rimanere pressoché inalterata per i successivi 26 giorni. Il polietilene, in test di 360 minuti, ha mostrato un comportamento analogo a quello dellacciaio.

                                     

2. Registrazione EPA delle superfici di contatto antibatteriche in lega di rame

Nel 2008 la Environmental Protection Agency EPA degli Stati Uniti ha registrato 275 diverse leghe di rame come" materiale antibatterico”; sono state aggiunte in seguito altre leghe di rame, portando il totale a circa 350: per tutte il contenuto nominale di rame è superiore al 60%. Queste leghe di rame sono gli unici materiali solidi ad aver avuto questa registrazione, che fino a quel momento era stata concessa solo per gas, liquidi, spray e polveri. In seguito a questa registrazione, i prodotti fatti con una di queste leghe possono essere messi in commercio negli Stati Uniti dichiarando i loro pregi sul piano della salute pubblica" public health claim ”.

I batteri eliminati dalle leghe di rame nei test di antibattericità supervisionati dallEPA sono:

  • Enterobacter aerogenes, un batterio patogeno che si trova comunemente negli ospedali e che provoca infezioni della pelle e colpisce altri tessuti del corpo.
  • Escherichia coli O157: H7, che è un patogeno alimentare,
  • Enterococcus resistente alla Vancomicina VRE, un batterio patogeno che è la seconda causa di infezioni nosocomiali.
  • Staphylococcus aureus, il più comune di tutti gli stafilococchi, le cui infezioni possono causare polmonite e meningite.
  • Pseudomonas aeruginosa, un batterio presente in individui immunodepressi che infetta le vie polmonari ed urinarie, sangue e pelle.
  • Staphylococcus aureus resistente alla meticillina MRSA, uno dei ceppi più virulenti di batteri resistenti agli antibiotici e responsabile di infezioni acquisite in comunità e in ospedale.
                                     

3. Prove condotte negli ospedali

A seguito dei risultati delle prime ricerche di laboratorio, si è voluto capire se le proprietà antibatteriche delle superfici in rame e sue leghe funzionassero anche "sul campo”, cioè nelle corsie dospedale. Anche negli ospedali la ricerca viene condotta per confronto: si misura la crescita batterica su oggetti realizzati in materiali convenzionali e su quelli realizzati in rame e sue leghe.

Per esempio, in una prima ricerca condotta allospedale Selly Oak di Birmingham sono stati messi sotto osservazione per 10 settimane rubinetti in ottone Cu 60%, piastre per porte a spinta sempre in ottone Cu 70%, copriasse del wc in materiale composito Cu 70% circa; questi oggetti sono stati confrontati con oggetti identici, ma costruiti con materiali" classici”, come plastica e alluminio, oppure cromati esternamente, come nel caso dei rubinetti. Dopo la quinta settimana gli oggetti sono stati scambiati di posto tra loro cross-over: per esempio i rubinetti in ottone sono stati montati sul lavabo di quelli cromati, e viceversa, per compensare e superare possibili distorsioni statistiche. Alla fine, sul rame il numero di microrganismi è calato del 90-100%. A questa ricerca ne è seguita unaltra, di 24 settimane, in cui sono stati esaminati anche altri oggetti: le maniglie e i maniglioni delle porte, sbarre di sostegno, maniglie degli sciacquoni, comode, tavolini da letto, carrellini, prese di corrente, interruttori a pulsante e a cordicella, sifoni. Anche in questo caso risultati sono in linea con quelli attesi: sugli otto oggetti con dati statisticamente significativi, le leghe di rame hanno dimostrato di ridurre i microorganismi sulla loro superfici.

Unaltra ricerca, durata ben 30 settimane, è stata condotta allHospital del Cobre a Calama Cile: è stato misurato il carico batterico su sei tipologie di oggetti presenti in sei stanze di terapia intensiva scelte a caso sempre tre per gli oggetti in materiale comune e tre per quelli in rame: le sponde del letto Cu 100%, le piantane Cu 85-100%, i braccioli delle poltrone Cu 90%, i tavolini Cu 90%, la penna per il touch screen Cu 61.4-62.5% le levette dei letti Cu 100%. Il carico batterico medio, misurato dopo 990 prelievi complessivi per ciascuna delle due famiglie di materiali, è risultato molto più basso sul rame e sulle sue leghe: i batteri sono stati mediamente ridotti dell84%.

Probabilmente la ricerca più completa è quella condotta nei reparti di terapia intensiva di tre ospedali americani il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, il Medical University of South Carolina MUSC e il Ralph H. Johnson VA Medical Center, entrambi a Charleston) in cui, come nel caso dellHospital del Cobre, il confronto è stato fatto sugli oggetti presenti in sei stanze scelte a caso nel reparto di terapia intensiva: tre per il rame e tre per i materiali" comuni”. Sono stati esaminati i braccioli delle poltrone Cu 90%, le sponde dei letti Cu 99.99%, i tavolini mobili Cu 90%, i pulsanti dei dispositivi di chiamata Cu 75-90%, i monitor Cu 90% le piantane Cu 75-95%. I primi dati hanno mostrato una diminuzione del 97% dei batteri patogeni sugli oggetti in rame ed una riduzione del 40.4% del rischio di contrarre uninfezione nosocomiale da parte dei pazienti.

Particolarmente significativo è lo studio condotto in un ambulatorio per malattie infettive al North Shore-Long Island Jewish Health System. Il confronto è stato eseguito su braccioli e ripiani laterali delle sedie su cui i pazienti effettuano i prelievi: su quelli in lega rame-nickel Cu 90% la popolazione batterica diminuiva dell88-90%. I ricercatori hanno estrapolato il rischio di esposizione ai microbi, tenendo conto del numero dei pazienti che hanno occupato le sedie: tale rischio era 17 volte più basso con i braccioli in lega di rame e 15 volte più basso con i ripiani laterali in lega di rame. È stato osservato anche un effetto alone: cioè anche le superfici adiacenti a quelle di rame mostravano bassi livelli di contaminazione batterica.