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ⓘ Sant'Ambrogio




SantAmbrogio
                                     

ⓘ SantAmbrogio

Aurelio Ambrogio, meglio conosciuto come santAmbrogio è stato un funzionario, vescovo, teologo e santo romano, una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo. È venerato come santo da tutte le Chiese cristiane che prevedono il culto dei santi; in particolare, la Chiesa cattolica lo annovera tra i quattro massimi dottori della Chiesa dOccidente, insieme a san Girolamo, santAgostino e san Gregorio I papa.

Conosciuto anche come Ambrogio di Treviri, per il luogo di nascita, o più comunemente come Ambrogio di Milano, la città di cui assieme a san Carlo Borromeo e san Galdino è patrono e della quale fu vescovo dal 374 fino alla morte, nella quale è presente la basilica a lui dedicata che ne conserva le spoglie.

                                     

1.1. Biografia Gioventù

Aurelio Ambrogio nacque ad Augusta Treverorum, nella Gallia Belgica, dove il padre esercitava la carica di prefetto del pretorio delle Gallie, intorno al 339 circa da unillustre famiglia romana di rango senatoriale, la gens Aurelia, cui la famiglia materna apparteneva inoltre al ramo dei Simmaci era dunque un cugino delloratore Quinto Aurelio Simmaco.

La famiglia di Ambrogio risultava convertita al cristianesimo già da alcune generazioni egli stesso soleva citare con orgoglio la sua parente Santa Sotere, martire cristiana che "ai consolati e alle prefetture dei parenti preferì la fede" e stesso una sua sorella ed un suo fratello, Marcellina consacratasi a Dio nelle mani di papa Liberio nel 353 e Satiro di Milano, vennero poi venerati come santi.

Destinato alla carriera amministrativa sulle orme del padre, dopo la sua prematura morte frequentò le migliori scuole di Roma, dove compì i tradizionali studi del trivium e del quadrivium imparò il greco e studiò diritto, letteratura e retorica, partecipando poi attivamente alla vita pubblica dellUrbe.

                                     

1.2. Biografia Incarichi pubblici e nomina a vescovo di Milano

Dopo cinque anni di avvocatura esercitati presso Sirmio lodierna Sremska Mitrovica, in Serbia, nella Pannonia Inferiore, nel 370 fu incaricato quale governatore dellItalia Annonaria per la provincia romana Aemilia et Liguria, con sede a Milano, dove divenne una figura di rilievo nella corte dellimperatore Valentiniano I. La sua abilità di funzionario nel dirimere pacificamente i forti contrasti tra ariani e cattolici gli valse un largo apprezzamento da parte delle due fazioni.

Nel 374, alla morte del vescovo ariano Aussenzio di Milano, il delicato equilibrio tra le due fazioni sembrò precipitare. Il biografo Paolino racconta che Ambrogio, preoccupato di sedare il popolo in rivolta per la designazione del nuovo vescovo, si recò in chiesa, dove allimprovviso si sarebbe sentita la voce di un bambino urlare "Ambrogio vescovo!", a cui si unì quella unanime della folla radunata nella chiesa. I milanesi volevano un cattolico come nuovo vescovo. Ambrogio però rifiutò decisamente lincarico, sentendosi impreparato: come era in uso presso alcune famiglie cristiane allepoca, egli non aveva ancora ricevuto il battesimo, né aveva affrontato studi di teologia.

Paolino racconta che, al fine di dissuadere il popolo di Milano dal farlo nominare vescovo, Ambrogio provò anche a macchiare la buona fama che lo circondava, ordinando la tortura di alcuni imputati e invitando in casa sua alcune prostitute; ma, dal momento che il popolo non recedeva nella sua scelta, egli tentò addirittura la fuga. Quando venne ritrovato, il popolo decise di risolvere la questione appellandosi allautorità dellimperatore Flavio Valentiniano, cui Ambrogio era alle dipendenze. Fu allora che accettò lincarico, considerando che fosse questa la volontà di Dio nei suoi confronti, e decise di farsi battezzare: nel giro di sette giorni ricevette il battesimo nel battistero di Santo Stefano alle Fonti a Milano e, il 7 dicembre 374, venne ordinato vescovo. Riferendosi alla sua elezione, egli scriverà poco prima della morte:

Nonostante, come scrisse più tardi, si sentisse "rapito a forza dai tribunali e dalle insegne dellamministrazione al sacerdozio", dopo la nomina a vescovo, Ambrogio prese molto sul serio il suo incarico e si dedicò ad approfonditi studi biblici e teologici.

                                     

1.3. Biografia Gli impegni pastorali

Quando divenne vescovo, adottò uno stile di vita ascetico, elargì i suoi beni ai poveri, donando i suoi possedimenti terrieri eccetto il necessario per la sorella Marcellina.

Uomo di grande carità, tenne la sua porta sempre aperta, prodigandosi senza tregua per il bene dei cittadini affidati alle sue cure. Ad esempio, SantAmbrogio non esitò a spezzare i Vasi Sacri e ad usare il ricavo dalla vendita per il riscatto di prigionieri. Di fronte alle critiche mosse dagli ariani per il suo gesto, egli rispose che "è molto meglio per il Signore salvare delle anime che delloro. Egli infatti mandò gli apostoli senza oro e senza oro fondò le Chiese. I sacramenti non richiedono oro, né acquisisce valore per via delloro ciò che non si compra con loro" De officiis, II, 28, 136-138

La sua sapienza nella predicazione e il suo prestigio furono determinanti per la conversione nel 386 al cristianesimo di SantAgostino, di fede manichea, che era venuto a Milano per insegnare retorica.

Ambrogio fece costruire varie basiliche, di cui quattro ai lati della città, quasi a formare un quadrato protettivo, probabilmente pensando alla forma di una croce. Esse corrispondono alle attuali basilica di San Nazaro, alla basilica di San Simpliciano, detta Basilica Virginum, ossia basilica delle vergini sulla parte opposta, alla basilica di SantAmbrogio collocata a sud-ovest, era chiamata originariamente Basilica Martyrum in quanto ospitava i corpi dei santi martiri Gervasio e Protasio rinvenuti da Ambrogio stesso; accoglie oggi le spoglie del santo e alla basilica di San Dionigi Basilica Prophetarum.

Il ritrovamento dei corpi dei santi martiri Gervasio e Protasio è narrato dallo stesso Ambrogio, che ne attribuisce il merito ad un presagio, per il quale egli fece scavare la terra davanti ai cancelli della basilica oggi distrutta dei santi Nabore e Felice. Al ritrovamento dei corpi seguì la loro traslazione secondo un rito importato dalla Chiesa orientale nella Basilica Martyrum ; durante la traslazione, si racconta è lo stesso Ambrogio a riportarlo che un cieco di nome Severo riacquistò la vista. Il ritrovamento del corpo dei martiri da parte del vescovo di Milano diede grande contributo alla causa dei cattolici nei confronti degli ariani, che costituivano a Milano un gruppo nutrito e attivo, e negavano la validità delloperato di Ambrogio, di fede cattolica.

Ambrogio fu autore di diversi inni per la preghiera, compiendo fondamentali riforme nel culto e nel canto sacro, che per primo introdusse nella liturgia cristiana, e ancor oggi a Milano vi è una scuola che tramanda nei millenni questo antico canto.



                                     

1.4. Biografia Politica ecclesiastica

Limportanza della sede occupata da Ambrogio, teatro di numerosi contrasti religiosi e politici, e la sua personale attitudine di uomo politico lo portarono a svolgere una forte attività di politica ecclesiastica. Egli scrisse infatti opere di morale e teologia in cui combatté a fondo gli errori dottrinali del suo tempo; fu inoltre sostenitore del primato donore del vescovo di Roma, contro altri vescovi tra i quali Palladio che lo ritenevano pari a loro.

Si mostrò in prima linea nella lotta allarianesimo, che aveva trovato numerosi seguaci a Milano e nella corte imperiale. Si scontrò per questo motivo con limperatrice Giustina, di fede ariana e probabilmente influì sulla politica religiosa dellimperatore Graziano che, nel 380, inasprì le sanzioni per gli eretici e, con leditto di Tessalonica, dichiarò il cristianesimo religione di Stato. Il momento di massima tensione si ebbe nel 385-386 quando, dopo la morte di Graziano, gli ariani chiesero insistentemente con lappoggio della corte imperiale una basilica per praticare il loro culto. Lopposizione di Ambrogio fu energica tanto che rimase famoso lepisodio in cui, assieme ai fedeli cattolici, "occupò" la basilica destinata agli ariani finché laltra parte fu costretta a cedere. Fu in questa occasione, si racconta, che Ambrogio introdusse lusanza del canto antifonale e della preghiera cantata in forma di inno, con lo scopo di non fare addormentare i fedeli che occupavano la basilica. Fu inoltre determinante per la vittoria di Ambrogio nella controversia con gli ariani il ritrovamento dei corpi dei santi Gervasio e Protaso, che avvenne proprio nel 386 sotto la guida del vescovo di Milano, il quale guadagnò in questo modo il consenso di gran parte dei fedeli della città.

Fu infine forte avversario del paganesimo "ufficiale" romano, che dimostrava in quegli anni gli ultimi segni di vitalità; per questo motivo si scontrò con il suo stesso cugino, il senatore Quinto Aurelio Simmaco, che chiedeva il ripristino dellaltare e della statua della dea Vittoria rimossi dalla Curia romana, sede del Senato, in seguito a un editto di Graziano nel 382.

                                     

1.5. Biografia Rapporti con la corte imperiale

Il potere politico e quello religioso al tempo erano strettamente legati: in particolare limperatore, a cominciare da Costantino, possedeva una certa autorità allinterno della Chiesa, nella quale il primato petrino non era pienamente assodato e riconosciuto. A questo si aggiunsero la posizione di Ambrogio, vescovo della città di residenza della corte imperiale, e la sua precedente carriera come avvocato, amministratore e politico, che lo portarono più volte a intervenire incisivamente nelle vicende politiche, ad avere stretti rapporti con gli ambienti della corte e dellaristocrazia romana, e talvolta a ricoprire specifici incarichi diplomatici per conto degli imperatori.

In particolare, nonostante il convinto lealismo verso limpero Romano e linfluenza nella vita politica dellimpero, i suoi rapporti con le istituzioni non furono sempre pacifici, soprattutto quando si trattò di difendere la causa della Chiesa e dellortodossia religiosa. Gli storici bizantini gli accreditarono questo atteggiamento come parrhesia παρρησία, schiettezza e verità di fronte ai potenti e al potere politico, che traspare a partire dal suo rapporto epistolare con limperatore Teodosio.

Essendo Ambrogio precettore dellimperatore Graziano, lo educò secondo i principi del Cristianesimo. Egli predicava allimperatore di rendere grazie a Dio per le vittorie dellesercito e lo appoggiò nella disputa contro il senatore Simmaco, che chiedeva il ripristino dellaltare alla dea Vittoria fatto rimuovere dalla Curia romana

Chiese poi a Graziano di indire il concilio di Aquileia nel settembre del 381 per condannare due vescovi eretici, secondo i dettami dei vari concili ecumenici ed anche secondo lopinione del Papa e dei vescovi ortodossi. In questo concilio Ambrogio si pronunciò contro larianesimo.

Ambrogio influì anche sulla politica religiosa di Teodosio I. Nel 388, dopo che un gruppo di cristiani aveva incendiato la sinagoga della città di Callinico, limperatore decise di punire i responsabili e di obbligare il vescovo, accusato di aver istigato i distruttori, a ricostruire il tempio a suo spese. Ambrogio, informato della vicenda, si scagliò contro questo provvedimento, minacciando di sospendere lattività religiosa, tanto da indurre limperatore a revocare le misure.

Nel 390 criticò aspramente limperatore, che aveva ordinato un massacro tra la popolazione di Tessalonica, rea di aver linciato il capo del presidio romano della città: in tre ore di carneficina erano state assassinate migliaia di persone, attirate nellarena con il pretesto di una corsa di cavalli. Ambrogio, venuto a conoscenza dellaccaduto, evitò diplomaticamente una contrapposizione aperta con il potere imperiale con il pretesto di una malattia evitò lincontro pubblico con Teodosio ma, per via epistolare, chiese in modo riservato ma deciso una "penitenza pubblica" allimperatore, che si era macchiato di un grave delitto pur dichiarandosi cristiano, pena il rifiuto di celebrare i sacri riti in sua presenza. Teodosio ammise pubblicamente leccesso e nella notte Natale di quellanno, venne riammesso ai sacramenti.

Dopo questo episodio la politica religiosa dellimperatore si irrigidì notevolmente: tra il 391 e il 392 furono emanati una serie di decreti noti come decreti teodosiani che attuavano in pieno leditto di Tessalonica: venne interdetto laccesso ai templi pagani e ribadita la proibizione di qualsiasi forma di culto, compresa ladorazione delle statue; furono inoltre inasprite le pene amministrative per i cristiani che si riconvertissero nuovamente al paganesimo e nel decreto emanato nel 392 da Costantinopoli, limmolazione di vittime nei sacrifici e la consultazione delle viscere erano equiparati al delitto di lesa maestà, punibile con la condanna a morte.

Nel 393 Milano fu coinvolta nella lotta per il potere tra limperatore Teodosio I e lusurpatore Flavio Eugenio. In aprile Eugenio varcò le Alpi e puntò alla conquista della città, in quanto capitale dOccidente. Ambrogio partì e andò ritirarsi a Bologna. Durante un soggiorno temporaneo a Faenza scrisse una lettera ad Eugenio. Poi accettò linvito della comunità di Firenze, ove rimase per circa un anno. La guerra per il controllo dellimpero fu vinta da Teodosio. Nellautunno del 394 Ambrogio fece ritorno a Milano.

Alla sua morte, per sua stessa volontà, fu sepolto allinterno della basilica che tuttora porta il suo nome, fra le spogli dei martiri Gervasio e Protasio. Le sue spoglie, rinvenute sotto laltare nel 1864, furono trasferite in unurna di argento e cristallo posta nella cripta della basilica.

                                     

2. Pensiero e opere

Fortemente legata allattività pastorale di Ambrogio fu la sua produzione letteraria, spesso semplice frutto di una raccolta e di una rielaborazione delle sue omelie e che quindi mantengono un tono simile al parlato.

Per il suo stile dolce e misurato del suo parlato e della sua prosa, Ambrogio venne definito "dolce come il miele" e tra i suoi attributi compare perciò un alveare.

                                     

2.1. Pensiero e opere Esegesi

Oltre la metà dei suoi scritti è dedicata allesegesi biblica, che egli affronta seguendo uninterpretazione prevalentemente allegorica e morale del testo sacro in particolare per quanto riguarda lAntico Testamento: ad esempio, ama ricercare nei patriarchi e nei personaggi biblici in generale figure di Cristo o esempi di virtù morali. Fu proprio questo metodo di lettura della Bibbia ad affascinare SantAgostino e a risultare determinante per la sua conversione come egli scrisse nelle Confessioni V, 14, 24.

Secondo Gérard Nauroy, "per Ambrogio lesegesi è un modo fondamentale di pensare piuttosto che un metodo o un genere: chiedete pace per le vostre divinità agli imperatori, noi per gli stessi imperatori chiediamo pace a Cristo", Lettera 73 a Valentiniano II), ma anzi dando ai valori romani la nuova linfa offerta dalla morale cristiana.

Ambrogio richiamò infine la società romana nella quale era sempre più accentuato il divario tra ricchi e poveri; alla sperequazione economica, Ambrogio contrapponeva infatti la morale del Vangelo e della tradizione biblica. Così egli scrive nel Naboth:



                                     

2.2. Pensiero e opere Antigiudaismo

Per Ambrogio era fondamentale la storia di Israele come popolo eletto: da qui la grande presenza dellAntico Testamento nel rito ambrosiano, le numerosissime sue opere di commento agli episodi della storia ebraica, la conservazione della sacralità del sabato, ecc. Tuttavia, come era comune nel cristianesimo dei primi secoli, forte era anche la volontà di mostrare loriginalità cristiana rispetto alla tradizione giudaica che non aveva riconosciuto Gesù come Messia e di affermare lindipendenza le prerogative della Chiesa nascente.

Ad esempio, nell Expositio Evangelii secundum Lucam 4, 34, commentando un passo del vangelo di Luca in cui un uomo invaso dallo spirito di un demonio impuro, grida: "Ah! Che cè fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per rovinarci? So chi tu sei: il Santo di Dio", Ambrogio critica aspramente lincredulità della gente circostante:

                                     

2.3. Pensiero e opere Lepisodio di Callinicum

Le cronache storiche riportano un episodio che può essere considerato rivelatore dellatteggiamento di Ambrogio nei riguardi degli ebrei. Nel 388, a Callinicum, una folla di cristiani diede lassalto alla sinagoga e la bruciò. Il governatore romano condannò laccaduto e, per mantenere lordine pubblico, dispose affinché la sinagoga venisse ricostruita a spese del vescovo. Limperatore Teodosio I rese noto di condividere quanto deciso dal suo funzionario.

Ambrogio si oppose alla decisione dellimperatore e gli scrisse una lettera Epistulae variae 40 per convincerlo a ritirare lingiunzione di ricostruire la sinagoga a spese del vescovo:

Citando dalla lettera di Ambrogio a Teodosio Epistulae variae 40.11:

Nellepistola Ambrogio si attribuì la responsabilità dellincendio:

Ambrogio si spinse ad affermare che quellincendio non era affatto un delitto e che se lui non aveva ancora dato lordine di bruciare la sinagoga di Milano era solo per pigrizia e che bruciare le sinagoghe era altresì un atto glorioso.

Ambrogio non volle salire sullaltare finché limperatore non abolì il decreto imperiale riguardante la ricostruzione della sinagoga a spese del vescovo. Secondo la visione del vescovo, nella questione della religione lunico foro competente da consultare doveva essere la Chiesa cattolica la quale, grazie ad Ambrogio, divenne la religione statale e dominante. In questa impresa lo scopo era quello di avvalorare lindipendenza della Chiesa dallo Stato, affermando anche la superiorità della Chiesa sullo Stato in quanto emanazione di una legge superiore alla quale tutti devono sottostare.

                                     

2.4. Pensiero e opere Mariologia

Sebbene non si possa parlare di una mariologia vera e propria intesa come pensiero sistematico, sono numerosi nellopera di Ambrogio i riferimenti a Maria: spesso, quando si presenta loccasione, egli si rifà alla sua figura e al suo esempio.

La sua venerazione per Maria nasce soprattutto dal ruolo attribuitole nella storia della salvezza. Maria è infatti madre di Cristo, e dunque modello per tutti i credenti che, come lei, sono chiamati a "generare" Cristo:

Ambrogio difende strenuamente la verginità di Maria, soprattutto in relazione al mistero di Cristo: egli infatti, proprio perché nato da vergine, non ha contratto il peccato originale. Maria è anche la prima donna a cogliere i "frutti" della venuta di Cristo:

Maria è inoltre modello di virtù morali e cristiane, in primo luogo per le vergini "Nella vita di Maria risplende la bellezza della sua castità e della sua esemplare virtù" ma anche per tutti i fedeli; di lei vengono esaltate la sincerità la verginità "di mente", lumiltà, la prudenza, la laboriosità, lascesi.



                                     

3. Milano e il rito ambrosiano

Loperato di SantAmbrogio a Milano ha lasciato segni profondi nella diocesi della città.

Già nel settembre del 600 papa Gregorio Magno parlò del neoeletto vescovo di Milano, Deodato, non tanto come successore, bensì come "vicario" di santAmbrogio equiparandolo quasi ad un secondo "vescovo di Roma". Nellanno 881 invece papa Giovanni VIII definì per la prima volta la diocesi ambrosiana ", termine che è rimasto ancora oggi per identificare non solo la Chiesa di Milano, ma talvolta anche la stessa città.

Leredità di Ambrogio è delineata principalmente a partire dalla sua attività pastorale: la predicazione della Parola di Dio coniugata alla dottrina della Chiesa cattolica, lattenzione ai problemi della giustizia sociale, laccoglienza verso le persone provenienti da popoli lontani, la denuncia degli errori nella vita civile e politica.

Loperato di Ambrogio lasciò un segno profondo in particolare sulla liturgia. Egli introdusse nella Chiesa occidentale molti elementi tratti dalle liturgie orientali, in particolare canti e inni. Si attribuisce ad Ambrogio linno Te Deum laudamus, ma la questione è controversa e negata anche da Luigi Biraghi. Le riforme liturgiche furono mantenute nella diocesi di Milano anche dai successori e costituirono il nucleo del Rito ambrosiano, sopravvissuto alluniformazione dei riti e alla costituzione dellunico rito romano voluta da papa Gregorio I e dal Concilio di Trento.

In dialetto milanese Ambrogio viene chiamato sant Ambroeus grafia classica o sant Ambrös entrambi pronunciati "santambroes".

Alla sua figura è ispirato anche il premio Ambrogino doro, che è il nome non ufficiale con cui sono comunemente chiamate le onorificenze conferite dal comune di Milano.

                                     

4. SantAmbrogio e il canto liturgico

Con il termine di ambrosiano non si definisce solo il rito della Chiesa Cattolica che fa riferimento al santo, ma anche un preciso modo di cantare durante la liturgia. Esso viene indicato con il nome di canto ambrosiano. Esso è caratterizzato dal canto di inni, cioè di nuove composizioni poetiche in versi, che vengono cantate da tutti i partecipanti al rito.

A differenza di quanto avveniva per i salmi, solitamente cantati da un solista o da un gruppo di coristi, essi vengono invece cantati da tutti i partecipanti, in cori alternati, normalmente tra donne e uomini, ma in altri casi tra giovani e anziani o anche tra fanciulli e adulti. Alcuni di questi inni sono stati sicuramente composti da Ambrogio. La certezza viene dal fatto che a menzionarli è santAgostino, che fu discepolo di SantAmbrogio.

Essi sono:

  • Deus creator omnium ricordato nelle Confessioni e citato complessivamente ben cinque volte dal vescovo di Ippona;
  • Intende qui regis Israel cf. Sermo 372 4.3.
  • Iam surgit hora tertia cf. De natura et gratia 63.74;
  • Aeterne rerum conditor cf. Retractionum I,21;

Attraverso la liturgia della Chiesa cattolica in generale e di quella ambrosiana in particolare, sono giunti fino a noi una moltitudine di inni in stile ambrosiano. I ricercatori hanno cercato di trovare dei criteri per indicare quelli che, con più certezza, sono stati composti da Ambrogio. Nel 1862 Luigi Biraghi ne indicava tre: la conformità degli inni con lindole letteraria di Ambrogio, con il suo vocabolario e con il suo stile. Con questi criteri egli arrivò a selezionare diciotto inni:

  • Grates tibi, Iesu, novas per i santi Gervasio e Protasio
  • Victor, Nabor, Felix, pii per i santi Vittore, Nabore e Felice
  • Aeterna Christi munera per i santi martiri
  • Inluminans Altissimus per le Epifanie del Signore
  • Iesu, corona virginum inno della verginità
  • Rerum, Deus, tenax vigor per lora di nona
  • Intende qui regis Israel per il Natale del Signore
  • Rector potens verax Deus per lora di sesta
  • Aeterne rerum conditor al canto del gallo
  • Iam surgit hora tertia per lora di terza domenicale
  • Amore Christi nobilis per san Giovanni Evangelista
  • Agnes beatae virginis per santAgnese
  • Hic est dies verus Dei per la Pasqua
  • Apostolorum supparem per san Lorenzo
  • Splendor paternae gloriae nellaurora
  • Deus creator omnium per lora dellaccensione
  • Apostolorum passio per i santi Pietro e Paolo
  • Nunc sancte nobis Spiritus per lora di terza feriale

Gli autori delledizione delle opere poetiche di Ambrogio in un volume stampato nel 1994, che ha portato a compimento l Opera Omnia, in latino e in italiano, del vescovo di Milano, hanno ridotto questo numero certo a tredici canti, escludendo quelli per le ore minori, per i martiri e della verginità. Lesclusione va ascritta alla metrica di questi testi. Ambrogio aveva una predilezione per il numero otto. I suoi inni sono tutti di otto strofe con versi ottosillabici. Egli vedeva in questo numero la risurrezione di Cristo, la novità cristiana e la vita eterna. Per questi studiosi appare improbabile che egli sia venuto meno a questa preferenza e quindi quelli di due o di quattro strofe non vengono attribuiti al vescovo milanese.

Per questi storici inoltre non vi è motivo di dubitare che lautore della melodia sia lo stesso Ambrogio dato che per loro natura questi inni nascono consostanziati alla musica. Il Migliavacca nota come Ambrogio possedesse una conoscenza musicale approfondita. Le sue opere rivelano, oltre a una perfetta conoscenza scolastica, anche una particolare propensione musicale. Egli parla dellarte musicale con cognizione tecnica e non solo con estetica raffinatezza come il suo discepolo Agostino.

                                     

5. Leggende su SantAmbrogio

Su SantAmbrogio vi sono numerose leggende miracolistiche:

  • Nella piazza davanti alla basilica di SantAmbrogio a Milano è presente una colonna, comunemente detta "la colonna del diavolo". Si tratta di una colonna di epoca romana, qui trasportata da altro luogo, che presenta due fori, oggetto di una leggenda secondo la quale la colonna fu testimone di una lotta tra SantAmbrogio ed il demonio. Il maligno, cercando di trafiggere il santo con le corna, finì invece per conficcarle nella colonna. Dopo aver tentato a lungo di divincolarsi, il demonio riuscì a liberarsi e, spaventato, fuggì. La tradizione popolare vuole che i fori odorino di zolfo e che appoggiando lorecchio alla pietra si possano sentire i suoni dellinferno. In realtà questa colonna veniva usata per lincoronazione degli imperatori germanici.
  • Mentre Ambrogio infante dormiva nella sua culla posta temporaneamente nellatrio del Pretorio, uno sciame di api si posò improvvisamente sulla sua bocca, dalla quale e nella quale esse entravano ed uscivano liberamente. Dopodiché lo sciame si levò in volo salendo in alto e perdendosi alla vista degli astanti. Il padre, impressionato da tutto ciò, avrebbe esclamato: "Se questo mio figlio vivrà, diverrà sicuramente un granduomo!".
  • Ambrogio, camminando per Milano, avrebbe trovato un fabbro che non riusciva a piegare il morso di un cavallo: in quel morso Ambrogio riconobbe uno dei chiodi con cui venne crocifisso Cristo. Dopo vari passaggi, un "chiodo della crocifissione" è tuttora appeso nel Duomo di Milano, a grande altezza, sopra laltare maggiore.
  • A Parabiago, Ambrogio sarebbe apparso il 21 febbraio 1339, durante la celebre battaglia: a dorso di un cavallo e sguainando una spada, mise paura alla Compagnia di San Giorgio capitanata da Lodrisio Visconti, permettendo alle truppe milanesi del fratello Luchino e del nipote Azzone di vincere. A ricordo di tale leggenda fu edificata a Parabiago la Chiesa di SantAmbrogio della Vittoria e a Milano, su un portone bronzeo del Duomo, gli è stata dedicata una formella.
                                     

6. Opere

Oratorie esegetiche

  • De interpellatione Iob et David
  • De Ioseph
  • De obitu Valentiniani consolatio
  • De Isaac et anima
  • De Noe
  • Apologia David
  • Expositio in Lucam
  • Expositio in Psalmum CXVIII
  • De Nabuthae historia
  • De bono mortis
  • De paradiso
  • De patriarchis
  • De excessu fratris Satyri libri duo
  • De Cain et Abel
  • Explanatio in XII Psalmos Davidicos
  • De Iacob et vita beata
  • De Helia et ieiunio
  • De fuga saeculi
  • De obitu Theodosii oratio
  • Exameron
  • De Abraham
  • De Tobia

Morali ascetiche

  • De viduis
  • De virginibus o Ad Marcellinam sororem libri tres
  • Adhortatio virginitatis o Exhortatio virginitatis
  • De perpetua virginitate Sanctae Mariae
  • De officiis ministrorum

Dogmatiche sistematiche

  • De incarnationis dominicae sacramento
  • De Spiritu Sancto ad Gratianum Augustum
  • De fide ad Gratianum Augustum libri quinque
  • De paenitentia

Catechetiche

  • De sacramento regenerationis sive de philosophia
  • De mysteriis
  • Explanatio Symboli ad initiandos
  • De sacramentis libri sex

Altro

  • Tituli
  • Sermo contra Auxentium de basilicis tradendis
                                     

7. Curiosità

S.Ambrogio essendo patrono delle api, rappresenta al meglio loperosità non solo quella risaputa dei milanesi, di cui è patrono festeggiato il 7 dicembre, ma di tutti coloro che si impegnano nel lavoro, con combattività, spirito di sacrificio e di spirito di abnegazione. Inoltre S.Ambrogio ha come secondo simbolo il gabbiano che è legato alla sensazione di libertà e spazio immenso. Il gabbiano trova lequilibrio e si alimenta di ciò che trova nel rispetto della sua natura di predatore e onnivoro che non si tira indietro a nulla per la propria sopravvivenza. Per le suddette simbologie, e per tutte le altre che sia le api che i gabbiani rappresentano, S.Ambrogio è ormai considerato da tempo il protettore delle startup innovative che vedono in S.Ambrogio, guida sicura con la sua famosa frase di valore eterno: "Voi pensate che i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi"