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ⓘ Sindrome di Stoccolma




                                     

ⓘ Sindrome di Stoccolma

La sindrome di Stoccolma è un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla sindrome, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino allamore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice. La sindrome viene spesso evocata nei resoconti giornalistici o in opere di fantasia ma non è inserita in nessun sistema internazionale di classificazione psichiatrica, non è classificata in nessun manuale di psicologia, ed è stata nominata soltanto in un ridotto numero di studi scientifici e viene ritenuta un caso particolare del fenomeno più ampio dei legami traumatici, ovvero quei legami fra due persone delle quali una gode di una posizione di potere nei confronti dell’altra che diviene vittima di atteggiamenti aggressivi o di altri tipi di violenza.

                                     

1. Storia

Il nome origina da un caso di sequestro di persone avvenuto il 23 agosto 1973, quando Jan-Erik Olsson, un uomo di 32 anni evaso dal carcere di Stoccolma dove era detenuto per furto, tentò una rapina alla sede della Sveriges Kreditbanken di Stoccolma e prese in ostaggio tre donne e un uomo. Olsson chiese come riscatto anche la liberazione di un altro detenuto, Clark Olofsson; le autorità acconsentirono a tutte le richieste del sequestratore, compresa unautomobile per la fuga, ma rifiutarono di garantirgli la fuga insieme agli ostaggi. La prigionia e la convivenza forzata degli ostaggi con il rapinatore durarono oltre 130 ore al termine dei quali, grazie a gas lacrimogeni lanciati dalla polizia, i malviventi si arresero e gli ostaggi vennero rilasciati senza che fosse eseguita alcuna azione di forza e senza che nei loro confronti fosse stata posta in essere alcuna azione violenta da parte del sequestratore. Il locale in cui i fatti si svolsero, e in cui le sei persone vissero per circa sei giorni, era simile a un corridoio, lungo circa sedici metri, largo poco più di tre e mezzo, ricoperto di moquette. La vicenda attirò lattenzione dellopinione pubblica svedese. Durante la prigionia, come risulterà in seguito dalle interviste psicologiche fu il primo caso in cui si intervenne anche a livello psicologico su sequestrati, gli ostaggi temevano più la polizia che non gli stessi sequestratori. Rintanati allinterno di questo ambiente ristretto, a seguito di vari esempi di gentilezza da parte dei rapitori come Olsson che diede una giacca di lana allostaggio Kristin Enmark per il freddo o quando la calmò a seguito di un brutto sogno e o quando le permise di camminare fuori dal caveau collegata però a una corda di una decina di metri; a seguito di questultimo evento, la vittima raccontò un anno dopo a una intervista al New Yorker che, sebbene fosse legato, sentì gratitudine nei confronti del carceriere e che tutta una serie di gesti da parte del rapitore portarono le vittime a pensare che nonostante tutto venivano trattate con gentilezza tanto che un altro ostaggio, Sven Safstrom, arrivò a dire che si potrebbe "pensare a lui come a un Dio di emergenza". Nel corso delle lunghe sedute psicologiche cui i sequestrati vennero sottoposti si manifestò un senso positivo verso i malviventi che avevano ridato loro la vita e verso i quali si sentivano in debito per la generosità dimostrata.

Dal secondo giorno gli ostaggi avevano sviluppato un rapporto che li portò a stare dalla loro parte, temendo anche la polizia più dei loro stessi rapitori e, anche se sotto minaccia di unarma da fuoco, provavano compassione per i loro rapitori. Il rapporto che sviluppò fu tale che quando Olsson disse alla polizia che avrebbe sparato alla gamba di Safstrom, questi pensò che il suo carceriere fosse stato gentile a voler sparare solo alla gamba e non a lui. Quando poi gli ostaggi vennero liberati questultimi si preoccuparono dellincolumità dei propri carcerieri e dopo essere usciti dalledificio, si abbracciarono con loro. Anche successivamente le vittime continuarono a provare sentimenti contrastanti e apparentemente irrazionali nei confronti dei rapitori. Gli psichiatri spiegarono che gli ostaggi erano diventati emotivamente debitori ai loro rapitori, e non alla polizia, perché non li avevano uccisi. Dopo larresto gli ex ostaggi fecero visite in carcere ai loro ex carcerieri. Dopo pochi mesi dai fatti, gli psichiatri soprannominarono lo strano fenomeno come" Sindrome di Stoccolma”, intesa come una reazione emotiva automatica, sviluppata a livello inconscio, al trauma di essere una vittima e il termine divenne parte del lessico popolare nel 1974 quando fu usato come difesa per Patty Hearst la quale, dopo essere stata rapita da esponenti dellEsercito di Liberazione Simbionese, finì per divenire loro complice in un serie di rapine in banca.

                                     

2. Cause

Benché a livello cosciente si possa credere che, in una situazione di sequestro, il comportamento più vantaggioso per il sequestrato sia" farsi amico” il sequestratore, in realtà la" Sindrome di Stoccolma” non deriva da scelta razionale, bensì come riflesso automatico. La sindrome, rilevata e studiata poi in tutto il mondo proprio a partire dai fatti di Stoccolma da cui il nome coniato dal criminologo e psicologo Nils Bejerot, comporta un elevato stato di stress psicofisico, che aumenta a mano a mano che i protagonisti sembrano accettare la convivenza in un ambiente minaccioso che li costringe a nuove situazioni di adattamento, e alla conseguente regressione a precedenti stadi di sviluppo della personalità.

Questo" legame positivo”, tuttavia, scaturente da una convivenza in qualche modo involontaria, interessa, indistintamente, sia lostaggio sia il carceriere: cementando sempre più il legame tra le due entità, sviluppa il concetto di un" NOI qui dentro ” contro un" LORO che stanno fuori ”.

In via preliminare, si consideri che nello sviluppo della "Sindrome di Stoccolma", sono stati individuati tre stadi: il sentimento positivo dei prigionieri verso i loro carcerieri, collegato al sentimento negativo verso la polizia. Tale sentimento è spesso contraccambiato dai carcerieri. Per risolvere favorevolmente un caso con ostaggi, la polizia deve, perciò, incoraggiare e tollerare le prime due fasi, così da provocare la terza salvando in tal modo la vita del sequestrato ".

Lostaggio reagisce come può allestremo stato di stress cui è sottoposto: una delle prime reazioni, rifugio psicologico primitivo, ma emotivamente efficace, è la" negazione”. Per sopravvivere la mente reagisce tentando di negare quanto sta avvenendo.

Altra reazione possibile è la perdita di sensi indipendente dalla volontà cosciente o il sonno.

Solo dopo qualche tempo lostaggio comincia a rendersi conto, ad accettare e a temere la propria situazione, ma trova unaltra valvola di sicurezza nel pensare che non tutto è perduto poiché presto interverrà la polizia per salvarlo. La certezza di una salvezza" garantita” dallAutorità, aiuta lostaggio nella propria difesa mentale, ma più passa il tempo senza che accada nulla -e in casi simili è facile perdere la cognizione del trascorrere dei minuti e delle ore-, più lostaggio, automaticamente, tende inconsciamente a rinnegare lautorità costituita che è diventata per lui, di fatto, una incognita. Logica conseguenza è linizio del processo di immedesimazione, o di" identificazione”, con il carceriere.

Nel contempo aumenta sempre più il timore di una conclusione tragica e tutti gli ostaggi sottoposti a interviste psichiatriche a seguito di esperienze del genere, hanno dichiarato di aver" approfittato” delloccasione per fare un resoconto della propria vita; tutti hanno giurato a sé stessi di cambiarla in meglio una volta terminata la brutta avventura, quasi che questultima costituisse lo spartiacque tra la" vecchia” vita e una" rinascita” a vita nuova, completamente avulsa e indipendentemente dalla precedente.

Ciò che è importante, nella difesa dellego dellostaggio, nel tentativo di liberarlo con il minimo danno, è creare un rapporto positivo tra il sequestratore e la vittima tal ché da "oggetto" si trasformi in "essere umano". Quando ostaggio e rapitore si trovano allinterno di uno stesso locale, magari angusto, sia esso il caveau di una banca, o la fusoliera di un aereo, una casa, una grotta, un treno, o altro ancora, si sviluppa un rapporto di" convivenza” che favorisce, e accelera, il reciproco processo di" umanizzazione”. In tal senso, quanto più il carceriere riesce a compenetrarsi nei problemi dellostaggio, o viceversa, tanto più aumenteranno le possibilità di sopravvivenza.

Molti sequestrati, che hanno provato la "sindrome", hanno dichiarato di soffrire di incubi ripetitivi in cui i loro sequestratori, fuggiti o comunque liberi, ripetevano i fatti precedenti, ma questo non sempre corrispondeva a una diminuzione del legame positivo che si era instaurato a suo tempo. Alcune vittime di sequestri, che provarono la" sindrome”, a distanza di anni sono ancora ostili alla polizia. Le vittime della rapina alla Kreditbank di Stoccolma per lunghissimi anni si sono recate a far visita ai propri carcerieri, e una di esse ha sposato Olofsson. Altre vittime hanno cominciato a raccogliere fondi per aiutare i propri ex-carcerieri e molte si sono rifiutate di deporre in tribunale contro i sequestratori, o anche solo di parlare con i poliziotti che avevano proceduto allarresto.

                                     

3. Sviluppo della sindrome

Tentando una schematizzazione, potremmo individuare la sequenza degli stati emotivi di un ostaggio come segue:

  • Incredulità;
  • Rassegna del proprio passato.
  • Delusione per la mancata, immediata, liberazione da parte dellautorità;
  • Impegno in lavoro fisico o mentale;
  • Illusione di ottenere presto la liberazione;

Quando comincino a manifestarsi, nellostaggio, le fasi di cui sopra, e quanto esse durino, non è possibile stabilirlo poiché molti altri fattori e incognite entrano in gioco nel formarsi della successiva" Sindrome”, e il tempo è solo uno dei fattori giacché il suo trascorrere può creare sì, legami positivi, ma anche negativi, a seconda dei rapporti interpersonali che, fin dal primo momento, si instaurano tra lostaggio e il suo sequestratore. Fino a questo punto, tuttavia, la "Sindrome di Stoccolma" non si può ancora dire scattata.

Nelle fasi iniziali di studio della "sindrome", dopo lepisodio di Stoccolma, si ritenne che il tempo, da solo, fosse fattore determinante per la sua insorgenza, ma successivi casi con ostaggi dimostrarono il contrario.

Nella stragrande maggioranza dei casi, la prima esperienza che accomuna tutti coloro che cadono sotto l”effetto della sindrome”, è il contatto positivo con il carceriere. Tale contatto non deriva tanto dal comportamento materiale del carceriere, bensì da ciò che questi potrebbe fare e NON fa. E tuttavia, alcuni ostaggi feriti dai propri carcerieri, hanno ugualmente sperimentato lo stato di" sindrome” poiché si sono convinti che le violenze patite, le ferite riportate, si erano rese necessarie per tenere sotto controllo la situazione o, ancor più, erano giustificate da una loro reazione o resistenza.

Unaltra esperienza che accomuna gli ostaggi è limmedesimazione nelle qualità umane dimostrate dal carceriere, anche quando queste siano state di breve durata.

Nei casi di rapina con ostaggi, in definitiva, se è vero che il rapinatore armato si trova" in trappola” e si ritiene" vittima” della polizia, è altrettanto vero che anche lostaggio tende a condividere tale atteggiamento. Quando il rapinatore viene sorpreso dalla polizia ed è" costretto” a prendere ostaggi, il suo problema è chiaro: fuggire vivo e, possibilmente, con i soldi. Lostaggio si trova nella stessa identica posizione: vuole uscire vivo; il suo carceriere certo glielo consentirebbe, ma è la polizia a impedirlo. Il rapinatore si" umanizza”, perciò, agli occhi dellostaggio, è diventato" persona”, con problemi identici ai propri. Linsistenza della polizia nel richiedere al bandito di arrendersi, non fa altro che prolungare la prigionia e allontana la speranza di riguadagnare la libertà senza danni fisici.

Matura così, nella mente dellostaggio, il convincimento che:" se la polizia va via, anchio me ne vado; se la polizia lascia andare il bandito, anchio sarò libero!”. Comincia così la" Sindrome di Stoccolma” e, daltro canto, il legame positivo, l" umanizzazione” e il" rendersi persona”, che è alla base della sindrome, si può manifestare non solo nellostaggio, ma anche nel carceriere.



                                     

4. Casi celebri

  • Giovanna Amati, futura pilota automobilistica, figlia dellindustriale cinematografico Giovanni Amati e dellattrice Anna Maria Pancani, fu sequestrata nella villa di famiglia nel febbraio 1978. Il padre, dopo lunghi giorni di trattative, pagò un riscatto di 800 milioni di lire e la figlia fu liberata il 27 aprile. Si trattò di un rapimento molto chiacchierato: si disse che, durante la prigionia, Giovanna Amati si fosse invaghita di uno dei suoi rapitori, il marsigliese Jean Daniel Neto, che fu arrestato in via Veneto a Roma qualche giorno dopo la liberazione della Amati.
  • Rapimento di Jaycee Dugard
  • La ricca ereditiera Patricia Hearst, dopo essere stata rapita dallEsercito di Liberazione Simbionese nel febbraio del 1974, prese parte a una rapina in banca insieme a due dei suoi rapitori due mesi dopo. Fu arrestata nel settembre del 1975 ma la tesi della sindrome di Stoccolma per dimostrarne linnocenza non venne accettata nel processo che la condannò a sette anni di carcere.
  • Natascha Kampusch ha vissuto segregata col suo rapitore Wolfgang Přiklopil dal marzo 1998 al 23 agosto 2006, giorno in cui è scappata. Ha testimoniato di avere avuto più volte la possibilità di scappare, ma ha preferito restare col rapitore. Il motivo della fuga, infatti, non è stato un desiderio di libertà, ma un litigio col rapitore stesso. Agli investigatori e agli psicologi che si prendono cura di lei ha testimoniato dicendo che non si sentiva privata di niente e che è dispiaciuta della morte del suo rapitore che si è suicidato dopo che era scappata. La ragazza, però, intervistata dalla televisione austriaca il 6 settembre 2006, ha smentito le voci sulla sua presunta "sindrome di Stoccolma", aggiungendo di non aver mai rinunciato alla fuga. Ha solo manifestato pietà per il rapitore suicida e per la sua famiglia. In seguito a questa intervista, che ha fatto il giro del mondo, il filosofo e psicoanalista italiano Umberto Galimberti, in un articolo apparso sulla prima pagina de La Repubblica del giorno dopo "Una vita sospesa", ha escluso che quello della ragazza austriaca sia un caso di "sindrome di Stoccolma".
  • Shawn Hornbeck, 11 anni, sparito il 6 ottobre 2002 e ritrovato per puro caso nel gennaio del 2007, quando aveva ormai 15 anni, durante le ricerche di un altro ragazzino scomparso Ben Ownby. Vissuto per 4 anni con il rapitore Michael Devlin nel cui appartamento è stato trovato anche Ben Ownby, i vicini di casa affermano di averlo visto più volte giocare nel giardino da solo, con Michael o con alcuni amici, tanto che pensavano fossero "padre e figlio". Shawn aveva anche un cellulare e navigava tranquillamente su internet: aveva visto in tv gli appelli dei genitori e aveva anche mandato alcune email al padre con scritto "Per quanto tempo pensate di cercare ancora vostro figlio?".
                                     

5.1. Riferimenti nella cultura di massa Cinema e televisione

  • Versione comica del caso nel film Airheads-Una band da lanciare in cui una band heavy metal per far trasmettere il loro pezzo in una radio, sequestra tutti i lavoratori, che però si divertono tanto da voler, specie per uno di loro, rimanere oggetto del sequestro quando la polizia va a "trarlo in salvo".
  • Nellottavo episodio della prima serie del telefilm Rizzoli & Isles intitolato La Sindrome di Stoccolma, una donna si innamora dellassassino di suo marito.
  • Nellepisodio 7 della terza serie del telefilm The Unit.
  • Buffalo 66.
  • Ore contate 1989 con Jodie Foster e Dennis Hopper.
  • Nella serie televisiva NCIS.
  • In una puntata di Un posto al sole, Ornella Bruni Marina Giulia Cavalli si innamora del suo rapitore Massimo Renna Duccio Giordano.
  • Il negoziatore.
  • In Viaggio senza ritorno del 1997 una coppia interpretata da Kevin Pollak e Kim Dickens è presa in ostaggio da Vincent Gallo e Kiefer Sutherland; luomo simpatizza con i propri rapitori.
  • Nel film Tom à la ferme di Xavier Dolan.
  • Nel film Cadillac Man - Mister Occasionissima del 1990, interpretato da Robin Williams.
  • Quel pomeriggio di un giorno da cani.
  • Sara Harvey, nella serie televisiva thriller Pretty Little Liars, dopo due anni di segregazione da Charlotte DiLaurentis, incomincia a sviluppare la Sindrome di Stoccolma; la sindrome viene nominata più volte allinterno della serie.
  • Nellepisodio 6 della prima serie del telefilm Lie to Me.
  • Nella puntata 1x09 della serie Canadese Flashpoint dal titolo: La sindrome di Stoccolma.
  • Nella decima puntata della quarta serie di Ghost Whisperer intitolata appunto La sindrome di Stoccolma, in cui una donna è costretta a lasciare la famiglia e vive per qualche anno con il suo rapitore.
  • Nel film La pelle che abito, di Pedro Almodóvar.
  • Stockholm, Pennsylvania è un film del 2015 diretto da Nikole Beckwith e interpretato da Saoirse Ronan, interamente basato sulla sindrome di Stoccolma. La protagonista viene rapita alletà di 4 anni e ritorna dai suoi genitori dopo 17 anni di prigionia: considera il suo rapitore come un padre e i genitori come estranei.
  • Nel film "Il miele del diavolo" di Lucio Fulci la protagonista tiene in ostaggio il medico che non è riuscito a salvare la vita al suo fidanzato, finendo però con linnamoramento dei due.
  • Matlock: The Kidnapping.
  • Nel film Slevin - Patto criminale di Paul McGuigan, dove il piccolo Slevin diventa allievo del suo rapitore che avrebbe dovuto ucciderlo.
  • Nellepisodio 9 della quinta serie del Dr. House - Medical Division.
  • Captain Phillips - Attacco in mare aperto.
  • Nellepisodio 2 della quarta serie di The Dead Zone dal titolo Il rapimento.
  • In Un mondo perfetto di Clint Eastwood, levaso Butch Haynes Kevin Costner rapisce un bambino e fugge attraverso il Texas. Durante il loro viaggio il bimbo sviluppa un legame tipico della sindrome di Stoccolma.
  • Nel film Jagoda: Fragole al supermarket, la protagonista Jagoda Branka Katić si innamora, poi ricambiata, delluomo che la tiene ostaggio nel supermarket in cui fa la commessa, ed arriva persino a collaborare con lui contro la polizia di sua iniziativa.
  • Nellepisodio 18 della terza serie del telefilm Criminal Minds dal titolo Vite Incrociate e nellepisodio 13 della quarta serie dal titolo Di Padre In Figlio.
  • Nella puntata 4 della prima stagione di Hannibal.
  • Nella prima serie di Close to Home, episodio 16 Evasione.
  • In Merlin, Lady Morgana viene rapita dalla sua sorellastra, Morgause, alla fine della seconda stagione e ritorna cattiva allinizio della terza e sembra avere le stesse ideologie della sorellastra. Ma poiché il periodo di prigionia di Morgana non viene mostrato non è certo che sia diventata cattiva a causa della Sindrome di Stoccolma lo sia diventata da sola.
  • In CentoVetrine, nelle puntate in onda nel 2010, la protagonista Cecilia Castelli Linda Collini si innamora delluomo che lha tenuta segregata assieme alla sorella Serena in uno chalet per settimane.
  • Nel film Taking 5-una band in ostaggio, uno dei rapitori accusa un ostaggio di essere sotto leffetto della sindrome di Stoccolma.
  • Nella prima serie di "True Blood" episodio 10, il rapporto tra Jason Stackhouse e il vampiro rapito è un tipico caso di Sindrome di Stoccolma, che viene anche citata.
  • Nellepisodio 14 della terza serie di Nip/Tuck dal titolo Cherry Peck.
  • Nel film Diario di una tata, riferito alla datrice di lavoro della tata 2007.
  • Nella serie cinematografica "Saw - Lenigmista", Amanda prima rapita, e poi stretta da un legame con il rapitore dopo essere riuscita a sfuggire.
  • Nellanime Black Lagoon il protagonista Rokuro Okajima Rock decide senza alcuna costrizione di entrare a far parte del gruppo di mercenari dai quali è stato preso in ostaggio nel primo episodio viene anche citata da Rock la sindrome stessa.
  • Rapina a Stoccolma è un film del 2018 basato sulla storia della rapina.
  • Guerrilla: The Taking of Patty Hearst.
  • Nella 7ª stagione della serie televisiva Dexter, Hannah McKay e Dexter si innamorano.
  • Six Feet Under, episodio 44 Thats My Dog.
  • Nella serie televisiva X-Files, nellepisodio "Follia A Due" diciannovesimo episodio della quinta serie, lagente Mulder si riferisce alla sindrome di Stoccolma chiamandola "sindrome di Helsinki".
  • nella 13ª stagione ep. 15 delle serie animata I Simpson uno dei rapitori di Homer dice riferendosi a Homer "ha la sindrome di Stoccolma, si identifica con i suoi rapitori".
  • Nel film Légami! di Pedro Almodóvar.
  • Nel film "Garage Olimpo".
  • Nel dodicecismo episodio della settima serie del telefilm Medium, Joe, il marito di Allison, nomina la Sindrome di Stoccolma in relazione al sequestro subìto dalla moglie da parte di un uomo che la costringeva a sognare per conoscere la fine della moglie scomparsa.
  • Nel film Lezioni di cioccolato, riferito al complesso nei confronti del datore di lavoro: un geometra sfruttatore e insensibile 2007.
  • Nel film di Dusan Milic "Jagoda: Fragole al supermarket", dove la commessa di un supermercato, Fragola, si innamora delluomo che la prende in ostaggio.
  • Nelle tre serie di Law & Order.
  • Nellepisodio 15 della tredicesima stagione de I Simpson, Homer si affeziona ai suoi rapitori brasiliani, tanto da creare un album con i momenti più divertenti del rapimento.
  • Azione mutante, film di Álex de la Iglesia prodotto da Pedro Almodóvar. La sposa rapita Patricia Orujo si innamora del capo dei rapitori, Ramon Yarritu, il quale riconosce la sindrome di Stoccolma.
  • Nella telenovela venezuelana del 1984 dal titolo Leonela la protagonista si innamora delluomo che lha stuprata. La novela è basata su un fatto di cronaca vera.
  • Nella quarta serie Malcolm, episodio 18.
  • In Il portiere di notte, film di Liliana Cavani, la protagonista instaura un rapporto ossessivo e indissolubile con luomo che la teneva prigioniera nel campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale.
  • Ne La casa di carta, la sindrome viene citata dal personaggio di Nairobi nel primo episodio della seconda stagione, quando i rapinatori scoprono che Berlino e Denver hanno dei rapporti sessuali con due ostaggi nella zecca di stato. Inoltre Mónica Gaztambide sventa un tentativo di fuga degli ostaggi per proteggere Denver di cui si innamora e fugge con lui dopo la rapina assumendo il nome in codice di "Stoccolma" proprio in riferimento alla sindrome.
  • Nel film Spaghetti House di Giulio Paradisi in cui Nino Manfredi diventa amico del capo dei rapitori che hanno sequestrato lui e i suoi colleghi nel loro ristorante italiano.
  • Nel film John Q, interpretato da Denzel Washington, dove le persone sequestrate da un padre che non può far trapiantare il cuore del figlio si schierano dalla parte del loro sequestratore.
  • Nellultima puntata della stagione 6 di Desperate Housewives in cui Lynette Scavo prova affetto per il suo carceriere Eddie Orlofsky.
  • In Vidas robadas, telenovela argentina che tratta il tema del traffico di persone, soprattutto di ragazze, che vengono rapite per essere vendute e prostituite.
  • Sesso e fuga con lostaggio.
  • Nel film D.e.b.s - Spie in minigonna la spia Amy si innamora della sua rapitrice Lucy Diamond e il sentimento viene ricambiato.
  • Nel decimo episodio della quarta stagione di Ghost Whisperer.
  • Agente 007 - Il mondo non basta ; James Bond Pierce Brosnan smaschera la bella Elektra King Sophie Marceau accusandola di essersi alleata con il "cattivo" di turno, Renard Robert Carlyle, che laveva sequestrata tempo prima, avendo acquisito proprio la sindrome di Stoccolma.
  • In Die Hard, un medico in una trasmissione televisiva descrive un fenomeno identico chiamato "sindrome di Helsinki".
                                     

5.2. Riferimenti nella cultura di massa Musica

  • Un gruppo rock di Toronto si chiama Stockholm Syndrome.
  • La cantante statunitense Dory Previn, lei stessa vittima di abusi da bambina, ha scritto una canzone intitolata With My Daddy in the Attic che affronta la sindrome di Stoccolma.
  • La band punk rock svedese Backyard Babies ha realizzato un album dal titolo Stockholm Syndrome nel 2003.
  • Primo chiaro riferimento alla Sindrome di Stoccolma è la canzone "Stoccolma" di Rino Gaetano, nellalbum Nuntereggae più del 1978: il cantautore allude alla società malsana di cui è prigioniero litaliano medio, il quale riesce comunque ad amarla.
  • Il gruppo musicale Muse ha composto una canzone intitolata Stockholm Syndrome, inserita nellalbum Absolution del 2003.
  • Il gruppo giapponese visual kei re:Make ha una canzone intitolata Stockholm Shoukougun "Sindrome di Stoccolma" nel minialbum LEWISITE.
  • La band punk rock italiana dal nome Ice-Angels 32 ha una canzone intitolata Stockholm Syndrome.
  • Selena Gomez ha pubblicato nel 2017 una canzone intitolata Fetish. Nel testo della canzone ci sono dei riferimenti alla Sindrome di Stoccolma.
  • I Blink-182 hanno una canzone dal titolo Stockholm Syndrome nel loro sesto album Blink-182.
  • Il gruppo One Direction ha una canzone intitolata Stockholm Syndrome che si trova nellalbum Four 2014.
  • Il gruppo indie-rock You Say Party! We Say Die! ha intitolato una canzone Stockholm Syndrome.
  • I Yo La Tengo hanno realizzato una canzone intitolata Stockholm Syndrome - la venganza de Mr. Pajaro nellalbum I Can Hear The Heart Beating As One.
  • Un gruppo italiano, Le Strisce, ha pubblicato nel 2014 una canzone intitolata La sindrome di Stoccolma.


                                     

5.3. Riferimenti nella cultura di massa Videogiochi

  • Nel gioco per Playstation Metal Gear Solid, il protagonista, Solid Snake, chiede allamico Hal Emmerich, a proposito degli atteggiamenti protettivi assunti verso Sniper Wolf, se sappia cosa sia la sindrome di Stoccolma, sospettando che ne fosse affetto.
  • Nel videogioco Payday 2, il giocatore può sbloccare unabilità, chiamata appunto Sindrome di Stoccolma, e potenziarla fino al livello "Asso", dove gli ostaggi daranno una mano al nostro alter ego Bandito, nel corso della rapina.
  • Nel videogioco della Dontnod Entertainment, Life Is Strange, nellepisodio 5 Polarized, nellincubo della protagonista, una sua copia farà riferimento alla sindrome di Stoccolma dicendo: "Shes using you, dude its called Stocholme Syndrome", ovvero "Ti sta usando, bella è chiamata sindrome di Stoccolma".
  • Nel videogioco "Grand Theft Auto V" ad un certo punto della storia Trevor Philips rapirà una donna con la quale poi inizierà una storia damore e Michael cita appunto la Sindrome di Stoccolma.
                                     

5.4. Riferimenti nella cultura di massa Fumetti

  • Il protagonista, Bum Yoon, del manhwa Killing Stalking soffre della sindrome di Stoccolma