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ⓘ Termini Imerese




Termini Imerese
                                     

ⓘ Termini Imerese

Termini Imerese è un comune italiano di 25 862 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

È uno tra i più importanti comuni della città metropolitana di Palermo, da cui dista 33 Km. È un importante snodo ferroviario e marittimo grazie alla presenza di una stazione ferroviaria ben collegata con il territorio e di un ampio porto mercantile. È sede di distretto giudiziario. Culturalmente interessante per via delle vicine rovine di Himera e dell antiquarium ad esse connesso, per la presenza di numerose e interessanti chiese, di ruderi di periodo romano e di reperti preistorici, nonché per lannuale festività del Carnevale termitano, uno dei più antichi d’Italia, ed erede diretto dellantico Carnevale di Palermo. Nella zona est del territorio imerese è presente unimportante zona industriale, conosciuta per lex stabilimento FIAT, in cui sorge la centrale Enel "Ettore Majorana".

                                     

1. Storia

Il sito, fortificato naturalmente, dove sorge il nucleo più antico della città, fu abitato sin dalla preistoria, grazie anche alla presenza di grotte e di ripari sotto roccia. Una stazione preistorica dellEpigravettiano è documentata nel cosiddetto riparo del castello di Termini. Dopo la distruzione di Imera da parte dei Cartaginesi, nel 409 a.C., linsediamento fu ricostruito due anni dopo 407 a.C. a 12 km ad ovest del precedente, nel luogo dove oggi sorge Termini Imerese. Il nome che esso allora assunse Thermai Himeraìai in latino Thermae Himerae è dovuto allesistenza nei pressi di sorgenti di acque calde, ancor oggi utilizzate: le Terme moderne, nella città bassa, occupano lo stesso luogo di quelle romane, delle quali conservano ancora alcuni resti. Note già molto prima della distruzione di Imera, queste acque sono, infatti, ricordate da Pindaro nella XII olimpica, in onore di Ergoteles di Imera. Secondo il mito, esse sarebbero sgorgate ad opere delle Ninfe, che volevano compiacere Atena: in esse si sarebbe bagnato per la prima volta Ercole, dopo la lotta contro Erice. Le monete di Termini, che sul dritto hanno la testa di Ercole e sul rovescio tre Ninfe, sispirano a questo mito.

Secondo Diodoro Siculo, la città sarebbe stata fondata dai Cartaginesi, con lapporto di coloni libici, ma Cicerone afferma che si trattava in realtà di superstiti di Imera: è probabile del resto che le due informazioni non siano contraddittorie, e che nella colonia punica siano successivamente confluiti gli esuli dImera. Ciò sembra confermato dal fatto che, quando Dionigi attaccò leparchia cartaginese, nel 397 a.C., egli ottenne lappoggio dei Termitani. Nel 361 a.C., quando la città era sotto il dominio cartaginese, vi nacque Agatocle, il futuro tiranno di Siracusa, figlio di un esule di Reggio. Questi farà di Terme una delle sue basi nella lotta contro i Cartaginesi.

Nel 260 a.C., nel corso della prima guerra punica, i Romani subirono presso la città una durissima sconfitta ad opera di Amilcare, ma successivamente riuscirono a conquistarla, nel 253 a.C. Da allora rimase fedele a Roma, e fu tra quelle soggette a tributo. Dopo la conquista di Cartagine, nel 146 a.C., Scipione Emiliano restituì a Terme le opere darte sottratte dai Cartaginesi ad Imera: tra queste era una statua di Stesicoro, che vi aveva soggiornato. Cè pervenuta la base di una di queste statue, con parte delliscrizione. Nel corso delle guerre civili la città parteggiò contro Gneo Pompeo Magno forse in essa vivevano molti di quei commercianti italici che costituivano una parte importante del partito mariano: Pompeo, nell81 a.C., sapprestava a punire duramente Terme, quando ne fu distolto dallintervento del più influente cittadino, Stenio, che, da partigiano di Gaio Mario, divenne allora sostenitore ed amico di Pompeo Plutarco; il che non impedì a Verre di spogliare la casa di Stenio delle sue opere darte e dintentargli un processo.

Dopo la guerra con Sesto Pompeo Augusto, vi dedusse una colonia: è probabile che questo fatto costituisse una punizione per la città, che, per legami clientelari, aveva abbracciato probabilmente il partito pompeiano. La radicalità delloperazione risulta dalle numerose iscrizioni latine che ci sono pervenute, e soprattutto dalla presenza massiccia in esse di nomi romani ed italici: il vecchio fondo della popolazione sembra praticamente scomparire allinizio delletà imperiale.

La continuità di vita attraverso il Medioevo ha probabilmente permesso la conservazione delle linee fondamentali dellimpianto primitivo. Il Foro corrispondeva probabilmente alla zona dellattuale piazzale del Duomo a nord della piazza Vittorio Emanuele, il cardo a via del Belvedere e il decumanus alle vie che conducono dal Duomo a San Giovanni.

Con la caduta dellimpero romano iniziò un periodo di decadenza della cittadina. Termini fu sede vescovile sino al XII secolo, anche se la serie dei vescovi presenta diverse lacune ed incertezze. Durante il dominio normanno divenne città regia e successivamente entrò a far parte delle città demaniali. La signoria di Termini al termine degli scontri noti come Vespri siciliani è assegnata da Federico IV dAragona a Vinciguerra dAragona.

Soprattutto dal medioevo e sino agli inizi del XIX secolo fu uno dei maggiori centri di raccolta ed imbarco del grano e di altre derrate che venivano stoccate e sottoposte a dazio in appositi magazzini Regio Caricatore. La presenza del caricatore fece la fortuna della cittadina che divenne uno dei maggiori porti siciliani ed ebbe intensi rapporti commerciali con le repubbliche marinare di Genova, Pisa e Venezia e con i maggiori porti mediterranei Marsiglia, Barcellona etc. e nel XVI secolo anche atlantici. Alla fine del Settecento fu sede della sezione Ereina Imerese dellAccademia Ereina di Palermo e poco dopo dellAccademia Euracea. Nel XIX secolo la chiusura del Caricatore del Grano fu linizio di una profonda crisi economica che si attenuò solo alla fine del secolo quando si svilupparono attività artigianali e protoindustriali. Il calo demografico, legato soprattutto allemigrazione verso le Americhe, fu compensato agli inizi del XX secolo da una immigrazione dallAgrigentino, dal Messinese e dal Ragusano.

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

A Termini Imerese vi sono numerose chiese:

  • Chiesa di Santa Caterina dAlessandria
  • Chiesa di San Francesco Saverio
  • Chiesa Parrocchiale Maria SS. della Consolazione
  • Chiesa di SantAntoninello
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di San Francesco di Paola Santo Padre
  • Chiesa di SantAnna
  • Chiesa di San Lorenzo
  • Chiesa di San Calogero
  • Chiesa di S. Giacomo antica Chiesa Madre
  • Chiesa del SS. Salvatore
  • Chiesa della Santa Croce al Monte Chiesa del Monte
  • Chiesa della Madonna della Catena
  • Chiesa di SantAntonio
  • Chiesa di Maria SS. dellOdigitria Itria
  • Chiesa di San Giovanni Battista ne resta solo il campanile restaurato nella Villa Palmeri
  • Chiesa di Santa Maria di Gesù
  • Chiesa di SantOrsola
  • Duomo di San Nicola di Bari
  • Chiesa di S. Caterina
  • Chiesa della Madonna del Carmelo e convento dellOrdine carmelitano
  • Chiesa di Santa Marina
  • Chiesa di San Pietro
  • Chiesa di Maria SS. della Provvidenza S. Filippo Neri
  • Chiesa del Crocifisso dei Pirreri
  • Chiesa di Maria SS. Annunziata
  • Chiesa di San Bartolomeo
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di San Marco
  • Chiesa di San Carlo Borromeo
  • Chiesa di San Girolamo Cappuccini
                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

Resti di edifici romani furono visti in passato presso il Duomo, e identificati senza motivo con la casa di Stenio: si trattava probabilmente di costruzioni pubbliche annesse al Foro. A questultimo appartiene verosimilmente un grande portico scoperto nel secolo scorso lungo il fianco sinistro del Duomo e la via del Belvedere: trattasi di un edificio allungato m 130 x 18.40, preceduto da una gradinata con un colonnato ad est ed una serie dambienti ad ovest, pavimentati in signino, databile tra il II e il I secolo a.C.

Un altro monumento superstite della città si trova nella Villa Palmeri o Municipale. Si tratta di resti di un edificio in opera cementizia, con paramento a blocchetti; falsamente identificato con la curia. Non lontano è lanfiteatro, uno dei tre conosciuti in Sicilia oltre a quelli di Siracusa e di Catania: esso occupa la zona compresa tra via Garibaldi e via San Marco, dove un gruppo di case ne ha conservato la pianta. È in gran parte realizzato con paramento a blocchetti in opera cementizia, e presenta un doppio ambulacro, fatto notevole per un edificio così piccolo m 98 x 75 circa. La cavea era in parte scavata e in parte costruita: resta una parte dellordine inferiore delle arcate, visibile sul lato occidentale in via Anfiteatro. Non sappiamo se esistessero ordini superiori. Lanfiteatro, come gli altri simili della Sicilia, fu probabilmente realizzato in età augustea, in relazione con la deduzione della colonia.

Negli stessi anni, e nella medesima occasione, dovette essere costruito lacquedotto, il più importante e meglio conservato dellisola. Le sorgenti si trovano 5 km ad est della città, alle falde del Monte San Calogero. Qui, in località Brucato, si possono ancora vedere i resti delle due vasche di decantazione. Il passaggio del torrente Barratina avveniva in località Fontana Superiore.

In un primo tempo dovette essere realizzato con un sifone lungo circa 600 m, del quale resta il castello di compressione a pianta esagonale, ben conservato, alto m 15.60 e poggiante su uno zoccolo quadrato di m 6 di lato. Su cinque dei lati si aprono finestre, e dal lato E partiva il condotto. Su questa torre era un tempo una grande iscrizione, ora scomparsa: aquae Cornealiae ductus p. XX. Lultima indicazione "venti piedi" corrisponde forse allarea di rispetto ai lati del manufatto.

Più tardi sembra che lacquedotto passasse più a valle: in contrada Figurella è ancora visibile un ponte a doppio ordine di arcate in origine nove nellinferiore, quindici nel superiore: due archi per ogni ordine sono crollati, alto 14 m. La struttura, in opera cementizia con paramento in blocchetti, è la stessa dellanfiteatro e della curia, e mostra dappartenere allo stesso progetto edilizio, nel quale non si può identificare quello della colonia augustea.

Nei pressi della città, presso il fiume San Leonardo, sorge il ponte omonimo, fu ricostruito per la settima volta dal 1721 al 1723 sotto il regno di Carlo VI d’Asburgo dallarchitetto Agatino Daidone. Allingresso del ponte sorge una iscrizione in latino che ne attesta la sestupla ricostruzione

Di notevole interesse nell’ambito dell’archeologia industriale gli edifici ottocenteschi nei pressi del porto che erano la sede dell’impresa di Pasquale Mormino, una delle principali realtà economiche della città all’epoca.



                                     

3.1. Cultura Biblioteca Liciniana

La Biblioteca Liciniana è la biblioteca comunale di Termini Imerese; istituita il 17 maggio del 1800, su iniziativa dal sacerdote Giuseppe Ciprì e, successivamente, chiamata" Liciniana”, dallo pseudonimo di Mopso Licinio che egli stesso aveva scelto entrando nellAccademia euracea. La biblioteca nel 2009 possiede un patrimonio di 102.000 volumi e un archivio di atti risalente al XVI secolo.

                                     

3.2. Cultura Museo Civico

Nel Museo Civico, installato nellex-ospedale dei Fatebenefratelli in via del Museo Civico, di fronte al Duomo, sono esposti numerosi ed importanti reperti provenienti dalla città e dal suo territorio. Tra questi, otto teste leonine della sima del Tempio della Vittoria a Himera.; due leoni in tufo del Foro; un mosaico con pesci; ritratti imperiali ritratto giulio-claudio; di Agrippina maggiore; di Domiziano; di una dama traianea; statue togate. Inoltre, la ricchissima collezione epigrafica. Tra i dipinti il trittico del 1453 raffigurante la Madonna che allatta il Bambino ritratta tra San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo, dipinto proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Misericordia, opera attribuita a Gaspare da Pesaro.

                                     

4. Infrastrutture, trasporti e opere pubbliche

Strade

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

  • Settentrionale Sicula attraversa Termini Imerese e collega il centro con il porto e la zona industriale, con la SS 120 presso il bivio di Cerda ed i centri Campofelice di Roccella a est e Trabia a ovest
  • A19 Palermo – Catania: uscite Termini Imerese, agglomerato industriale e Buonfornello
  • di Caccamo collega il centro con Caccamo e Roccapalumba.

Ferrovie

I collegamenti ferroviari sono assicurati dalla stazione di Termini Imerese, che si trova lungo la direttrice ferroviaria Palermo-Messina, Palermo-Agrigento e Palermo-Catania. Nel comune esistono anche la Stazione di Fiumetorto, Stazione di Buonfornello e la Stazione di Cerda.

                                     

5. Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Gemellaggi

  • Elk Grove Village, dal 2002
  • La Valletta, dal 2014
  • Zihuatanejo, dal 2014 Ixtapa
  • Vilnius, dal 2014
  • Maranello, dal 2016