Indietro

ⓘ Giulio Cesare Graziani




Giulio Cesare Graziani
                                     

ⓘ Giulio Cesare Graziani

Giulio Cesare Graziani è stato un generale e aviatore italiano.

Pilota di aerosiluranti e bombardieri durante la seconda guerra mondiale, venne decorato con la medaglia doro al valor militare. Inizialmente stanziato in Africa orientale, dal 1941 Graziani partecipò a numerose missioni di siluramento nel Mediterraneo insieme al 132º Gruppo, di cui fu per due volte comandante ad interim. In seguito alle vicende armistiziali, decise di rimanere fedele al re e di conseguenza aderì allAeronautica Cobelligerante, volando in missioni di bombardamento in organico allo Stormo Baltimore, comandando ancora una volta il 132º Gruppo negli ultimi mesi di guerra.

Dopo il conflitto proseguì la carriera militare, ricoprendo vari incarichi di comando nellAeronautica Militare e raggiungendo il massimo grado di generale di squadra aerea. Collocato a riposo per raggiunti limiti detà, intraprese la carriera politica, militando nelle file di formazioni di destra e ricoprendo incarichi amministrativi. Il 70º Stormo dellAeronautica Militare è stato intitolato alla sua memoria.

                                     

1. Biografia

Nato ad Affile da Giovanna Lonfernini, cittadina sammarinese, il 24 gennaio 1915, Giulio Cesare Graziani rimase orfano di madre alletà di tre anni, assieme al fratello, di uno. Non potendo il padre Ermenegildo, che viveva a Roma per curare lazienda vinicola di famiglia, seguire i due figli, questi vissero la loro fanciullezza e giovinezza a San Marino, presso gli zii materni.

Recandosi spesso a Rimini con i cugini più grandi durante le vacanze estive, Graziani si interessò molto presto allaviazione, osservando il traffico aereo che si svolgeva presso il locale aeroporto. Nellestate 1927 riuscì ad avere il cosiddetto "battesimo dellaria" e da allora seguì con passione le imprese degli aviatori italiani, decidendo quindi di intraprendere egli stesso questa professione. Malgrado liniziale contrarietà paterna, Graziani riuscì a conseguire il brevetto di pilota nellottobre 1934 su Caproni Ca.100 presso laeroporto di Rimini, grazie anche allinteressamento del parente maresciallo dItalia Rodolfo Graziani, esponente di spicco del regime fascista, che fece accogliere la sua domanda pur inoltrata fuori tempo massimo. Comunque, per tutta la sua carriera bellica, Graziani cercò di affrancarsi da questa ingombrante parentela. Il ritardo iniziale causò però un allungamento dei tempi necessari per il conseguimento del brevetto, tanto da rischiare di compromettere lanno scolastico presso il liceo classico di San Marino, che Graziani poté frequentare solo da novembre, ricevendo però le congratulazioni da parte dei professori e lammirazione dei compagni. Terminati gli studi liceali, si arruolò nella Regia Aeronautica, come allievo del corso REX dellAccademia Aeronautica, l8 settembre 1936.

Il 14 marzo 1939 conseguì il brevetto di pilota militare con il velivolo addestratore IMAM Ro.41. L11 agosto dello stesso anno venne promosso sottotenente in servizio permanente e destinato al 54º Stormo Caccia Terrestre. Qui prestò servizio fino al marzo 1940, quando venne trasferito su sua richiesta al 4º Stormo Caccia Terrestre e quindi alla 412ª Squadriglia, destinata ad operare in Africa Orientale Italiana, conseguendo nellaprile dello stesso anno la promozione a tenente.

                                     

1.1. Biografia Africa Orientale

Pochi giorni prima dello scoppio della guerra, venne con suo disappunto aggregato alla 10ª Squadriglia del 28º Gruppo bis su Savoia-Marchetti S.M.81, comandato dal tenente colonnello Luigi Klinger, ed inviato presso laeroporto di Gura, quartier generale dellaviazione italiana vicino a Decamerè e a Massaua. Fino al dicembre 1940 operò con questa unità in azioni di bombardamento contro convogli avversari in navigazione nel Mar Rosso, compiendo anche missioni di danneggiamento delle infrastrutture di trasporto e portuali nemiche. Nello stesso periodo operò la transizione al Savoia-Marchetti S.M.79, che divenne il principale velivolo da lui pilotato durante le ostilità. Nel settembre 1940 gli venne conferita la prima medaglia dargento al valor militare, in riconoscimento di unazione compiuta in avverse condizioni atmosferiche e sotto forte reazione della contraerea, durante la quale colpì e danneggiò gravemente un incrociatore e fece saltare numerose installazioni portuali nemiche. Il 19 novembre successivo effettuò una rischiosa ricognizione sullaeroporto di Gedaref, sede di forze da caccia. Al fine di ingannare il nemico sul reale obiettivo della missione, fu deciso di imbarcare anche un ridotto carico di bombe e di procedere lungo una rotta che sorvolasse prima laeroporto da fotografare, per poi trovarsi sulla verticale della stazione ferroviaria, che venne bombardata. Malgrado lintervento dei caccia nemici, Graziani riuscì a rientrare indenne dalla missione. Il giorno successivo, grazie alle fotografie prese dal suo aereo, laeroporto venne attaccato in forze, con la distruzione a terra di 11 caccia nemici.

Graziani si fece notare per la franchezza e sicurezza delle proprie convinzioni, dichiarando ai suoi colleghi piloti che riteneva un errore essere entrati in guerra così a corto di preparazione e che non ci fossero possibilità di vincere la guerra in quelle condizioni.

Infine, nel pomeriggio del 16 dicembre, partì per un bombardamento su Porto Sudan, sostituendo allultimo momento un altro S.M.79 che aveva avuto un problema al decollo ed eseguendo perciò la missione isolato dal resto della formazione. Subito dopo lo sgancio delle bombe, venne intercettato da due caccia Hawker Hurricane, che attaccarono ripetutamente laereo fino allesaurimento delle munizioni, affiancandosi dopo ogni attacco ai due lati del velivolo colpito per tentare di convincere i piloti italiani alla resa. Il marconista Tullio Beltrame rimase ucciso subito durante lo scontro, mentre laviere scelto Guglielmo Bertoli, gravemente ferito, sarebbe spirato ore dopo, nonostante i tentativi di soccorso dei compagni. Graziani venne gravemente ferito al collo e perse in seguito i sensi, mentre il secondo pilota sergente Anastasia, anchegli ferito, non era in grado di condurre laereo, di cui venne perso quindi il controllo, così che cadde repentinamente per circa 4.000 metri. Ripresosi dallo svenimento e nonostante avesse un timpano rotto, Graziani riuscì a portare laereo, ormai senza carburante a causa delle perdite dai serbatoi, ad un atterraggio di emergenza nel deserto. I superstiti furono ritrovati solo il giorno successivo, dopo una notte trascorsa circondati dagli sciacalli, da un Caproni Ca.133 e portati ad Asmara, dove si constatò che Graziani aveva un proiettile da 7.7 mm conficcato tra la 2ª e la 3ª vertebra cervicale, mentre laereo venne recuperato e riparato in seguito. Dato che le attrezzature presenti nella colonia furono ritenute insufficienti per poter effettuare un delicato intervento chirurgico, si dispose il rimpatrio dellufficiale. Una volta rientrato in Italia nel gennaio successivo, loperazione venne tuttavia ritenuta troppo rischiosa, per cui Graziani rimase per il resto della vita con il proiettile nel collo, la cui mobilità fu parzialmente recuperata dopo lunghe cure. Venne comunque inviato in convalescenza per qualche mese e durante questo periodo si recò a visitare le famiglie dei commilitoni caduti, come promesso a Bertoli in punto di morte.

                                     

1.2. Biografia Guerra aeronavale nel Mediterraneo

Rientrato in servizio prima di quanto stabilito, il 15 aprile 1941 Graziani venne destinato ad un periodo di addestramento presso il 2º Nucleo Addestramento Aerosiluranti, dal quale raggiunse il 1º agosto 1941 la 281ª Squadriglia Autonoma Aerosiluranti, comandata da Carlo Emanuele Buscaglia e basata sullaeroporto di Gadurrà di Rodi. Già il 20 agosto, assieme al sottotenente Aldo Forzinetti, affondò una petroliera navigante verso la costa della Cirenaica.

Il 13 ottobre Graziani, assieme a Carlo Faggioni e Giuseppe Cimicchi, attaccò una formazione navale britannica composta da quattro incrociatori, dodici cacciatorpediniere e due navi da battaglia, la HMS Barham e la HMS Queen Elizabeth. Come poi raccontò lo stesso Graziani, egli si portò a una quota di 50 metri sopra il mare, riuscendo, nonostante lintenso fuoco nemico, a sganciare il siluro che il suo S.M.79 portava sotto lala, senza tuttavia colpire il bersaglio. Appena sorpassata la corazzata britannica, laereo di Graziani venne colpito allala destra, di cui venne asportato un grosso pezzo, inclinandosi sul corrispondente lato e avvicinandosi pericolosamente alla superficie marina. A questo punto il sergente motorista Scaramucci "ridusse la potenza al motore sinistro, dando invece il "più cento" al motore di destra", cosa che "equilibrò la minore portanza dellala destra e agevolò la rimessa in assetto orizzontale del velivolo". Graziani tornò sano e salvo a Rodi, atterrando senza il carrello, malfunzionante a causa di un colpo di contraerea ricevuto.

Il 5 febbraio 1942 Graziani, di nuovo assieme al gregario Cimicchi, decollò alle 14:30 da Rodi con a bordo il copilota maresciallo Riso, il marconista sergente Venuti e gli avieri Pavese, Galli e Di Paolo. Obiettivo della missione era una petroliera britannica diretta a Tobruch, avvistata verso le 17:00 con la scorta di quattro cacciatorpediniere. Graziani andò allattacco, ma al momento dello sgancio il siluro non si staccò; inoltre il fuoco contraereo uccise il primo aviere Tommaso Di Paolo e ferì Galli al femore; Pavese perse due dita, Riso ebbe un polmone perforato e perse i sensi. Nonostante ciò, Graziani eseguì una stretta virata e si portò allattacco dalla parte opposta, ma ancora una volta il siluro non partì. Sia i comandi di sgancio ad aria compressa, sia quelli meccanici, infatti, erano stati danneggiati dallantiaerea dei cacciatorpediniere. Graziani fece quindi rotta per Rodi, preparandosi, in caso laereo non ce lavesse fatta, ad atterrare nella neutrale Turchia. Nonostante i gravi danni e con la radio in avaria, riuscì a raggiungere laeroporto di Gadurrà con il siluro ancora attaccato. Una volta a terra e senza la tensione del volo, Graziani scoppiò in un pianto liberatorio. Il giorno dopo, esaminando laereo in cui aveva volato, notò che varie schegge erano entrate nel parabrezza anteriore e nel poggiatesta del seggiolino, mancandolo di poco, ma colpendo invece Pavese. Lo stesso giorno venne trasferito alla 205ª Squadriglia da bombardamento del 41º Gruppo Aerosiluranti comandato da Ettore Muti, giunta a Rodi il pomeriggio precedente. Il 14 febbraio silurò una nave da trasporto, da lui sorpresa senza scorta in navigazione verso Alessandria dEgitto.

Nellaprile 1942 gli venne affidato il comando della 281ª Squadriglia, che entrava a far parte del 132º Gruppo Autonomo Aerosiluranti comandato da Buscaglia e nel giugno successivo venne promosso capitano. Per partecipare alla battaglia di mezzo agosto, il gruppo fu trasferito sullaeroporto di Pantelleria, da dove effettuò la prima missione, al completo, il giorno 12. Era stato concordato di effettuare lattacco in contemporanea con quello di un gruppo di bombardieri in picchiata Junkers Ju 87, ma questa si rivelò essere una pessima idea perché gli aerosiluranti, volando a bassissima quota, rischiarono di essere investiti dalle colonne dacqua generate dalle esplosioni delle bombe e di essere quindi scaraventati in mare. Rientrati sullisola con la scorta di caccia, furono attaccati da due Bristol Beaufighter provenienti da Malta, vanamente contrastati dalla scarsissima contraerea; non fu possibile far decollare dei caccia perché tutti gli aerei disponibili erano stati già mandati in volo per la missione. Un ufficiale venne ucciso e molti aerei vennero danneggiati, tanto che per la missione successiva solo cinque S.M.79 poterono alzarsi in volo, uno dei quali venne abbattuto. Durante la battaglia, Graziani compì quattro missioni, dichiarando di aver silurato un incrociatore ed un mercantile.

L11 novembre partì dallaeroporto di Castelvetrano assieme a Buscaglia, Faggioni e Ramiro Angelucci verso lentroterra africano. Passate le montagne della Cabilia, i tre aerosiluranti tornarono a puntare il muso verso il mare, giungendo quindi nella rada di Bugia, affollata da navi alleate. Gli Spitfire del 154th Squadron si accanirono sullS.M.79 di Angelucci, abbattendolo con la morte dei sei uomini di equipaggio. Graziani e Buscaglia sganciarono i rispettivi siluri affondando due piroscafi, riuscendo poi a tornare alla base di partenza assieme a Faggioni, nonostante la penuria di carburante dovuta ai serbatoi danneggiati. Il mattino dopo, Buscaglia, con un nuovo aereo -dato che i tre rientrati sarebbero rimasti indisponibili per mesi- ed altri piloti della Regia Aeronautica tornarono su Bugia, ma dallazione non tornò proprio Buscaglia, creduto morto dai suoi gregari e invece sopravvissuto allo schianto del suo velivolo e fatto prigioniero. A seguito dellabbattimento del comandante, Graziani assunse il comando interinale del Gruppo.

Il 20 novembre 1942 il nuovo comandante decollò da Castelvetrano alle 15:15, alla guida di altri sei aerosiluranti che riuscirono a distruggere un piroscafo e a danneggiarne gravemente altri due a Philippeville, in Algeria, raggiunta alle 17:50, quindi al crepuscolo data la stagione. Nel suo rapporto post-operazione Graziani scrisse:

Il 27 novembre il Gruppo si trasferì sullaeroporto di Decimomannu, da cui il giorno successivo decollarono tre aerosiluranti per una missione di attacco ad un convoglio, ai comandi di Graziani e dei sottotenenti Carlo Pfister e Martino Aichner, assieme ad altri tre del 131º Gruppo guidati dal capitano Giulio Marini. Attaccando separatamente da questi ultimi, Graziani mise a segno il siluro e in totale vennero colpiti tre mercantili, uno dei quali esplose mentre gli altri andarono in fiamme, affondando in seguito; ma laereo di Pfister venne colpito dalla contraerea, il che causò la fuoriuscita del carrello e perdite di carburante dai serbatoi. Rendendosi conto che questi non avrebbe avuto scampo in caso di attacco della caccia nemica, Graziani decise di scortarlo con Aichner ala contro ala, mantenendo le pericolose ridotte velocità e quota a cui questi era costretto, riuscendo quindi a ricondurlo in salvo fino alla base, dove Pfister, appena Graziani uscì dal suo aereo, volle abbracciarlo manifestandogli la sua gratitudine per non averlo abbandonato.

Graziani era un capitano di nomina troppo recente e il comando doveva essere affidato a un ufficiale superiore, quale un maggiore o un tenente colonnello. Nel gennaio 1943, infatti, giunse il nuovo comandante del Gruppo, maggiore Gabriele Casini. Graziani ordinò ad Aichner, già aiutante maggiore di Buscaglia divenuto poi il suo, di diventarlo anche di Casini, anzi di esserne il secondo pilota, per affiancarlo nei primi tempi necessari al comandante per addestrarsi alla nuova specialità. Aichner non volle separarsi dal suo equipaggio, ma davanti allordine dovette obbedire. Il giorno 22, a seguito di un attacco sulla baia di Bona oggi Annaba, lS.M.79 di Graziani venne colpito dalla contraerea nellimpennaggio, causando il distacco quasi completo del timone, che oltretutto interferiva con gli equilibratori, per cui Graziani fu costretto a un difficile volo di rientro, dimostrando ancora una volta grande perizia. Giunto a terra, gli specialisti si stupirono di come il suo aereo avesse potuto continuare in quelle condizioni per oltre unora di volo. Andò peggio al maggiore Casini e al suo copilota Aichner, il cui aereo fu costretto allammaraggio demergenza. Lequipaggio, tutti i cui membri erano feriti, venne salvato il giorno successivo, dopo una notte passata in mare, dalla nave ausiliaria San Giorgio e trasportato in ospedale in Sardegna, per cui ancora una volta Graziani si trovò al comando interinale del Gruppo e stavolta con soli tre equipaggi, compreso il suo, a disposizione, fino al ritorno del comandante e di Aichner.

Verso la metà di marzo 1943, mentre il Gruppo si trovava schierato sulla base aerea di Gerbini, si oppose allordine di attaccare un convoglio date le troppo avverse condizioni meteo, che rendevano pericoloso il solo levarsi in volo, dichiarando che avrebbe al limite effettuato lazione da solo, in quanto non si sentiva di dare lordine di seguirlo verso il sicuro disastro ai suoi sottoposti; gli furono minacciati gravi provvedimenti disciplinari dal Comando dellAeronautica della Sicilia, perché non si doveva sfigurare davanti allalleato tedesco, che invece aveva deciso per la partenza dallo stesso campo, ma Graziani, dando prova di fermezza e responsabilità, rimase irremovibile. Lazione terminò con una decina di aerosiluranti tedeschi incidentati o distrutti in decollo od allatterraggio dopo linfruttuosa ricerca del convoglio, per cui alla fine ebbe lapprovazione dei superiori anziché i minacciati arresti.

Nel maggio 1943 venne prescelto, assieme agli altri undici migliori piloti disponibili, per effettuare unincursione sul porto di Gibilterra, dove era presente unelevata concentrazione di naviglio nemico. Dopo lunga preparazione ed addestramento, il giorno 11 giugno giunse con un S.M.79 nuovo sullaeroporto di Istres, da cui doveva partire lincursione, ma subito dopo latterraggio una gamba del carrello cedette, causando il danneggiamento dellaereo, che quindi non poté effettuare la missione. Lispezione successiva stabilì che si era trattato di un sabotaggio effettuato in fabbrica.

Durante questo periodo, a seguito del brillante comportamento in azione, venne decorato con sei medaglie dargento al valor militare, una medaglia di bronzo al valor militare e tre croci al merito di guerra. Inoltre gli furono attribuiti due avanzamenti per merito di guerra. Ricevette anche la Croce di Ferro di II classe da parte dellalleato tedesco. Nel dicembre 1941, durante una breve licenza, le autorità di San Marino gli conferirono il titolo di Cavaliere ufficiale dellOrdine di SantAgata, riservato ai cittadini stranieri benemeriti.

Nel dopoguerra, a oltre dieci anni dal termine del conflitto, il 14 luglio 1955 gli venne conferita la medaglia doro al valor militare per il bombardamento del 16 dicembre 1940 su Port Sudan in cui era stato ferito alle vertebre cervicali e per lattacco alla HMS Barham e alla HMS Queen Elizabeth del 13 ottobre 1941.



                                     

1.3. Biografia Dopo larmistizio

L8 settembre sorprese Graziani durante una breve licenza presso i suoi parenti sammarinesi, ma subito, nonostante questi avessero cercato di convincerlo a riparare nella neutrale Repubblica fino al termine delle ostilità, decise che era suo dovere raggiungere il territorio controllato dagli Alleati, in quanto sicuramente prima o poi le Forze Armate italiane sarebbero state chiamate a combattere contro la Germania. A tale scopo, contravvenendo allordine dei superiori, che ancora attendevano inutilmente istruzioni, e scampando a qualche raffica di colpi sparata dai Carabinieri di sentinella, il giorno 14 settembre, poco prima dellarrivo di una colonna tedesca, si impossessò di un velivolo S.M.79 presso laeroporto di Fano, sul quale il 9 settembre era stato rischierato il Nucleo Addestramento Aerosiluranti di Gorizia. Ai comandi di tale apparecchio, si trasferì allaeroporto di Catania in Sicilia, divenuto importante base aerea alleata, portando con sé il capitano Prati, il tenente Pulzetti e gli avieri DAngelo e Bonanno, per poter servire con lAeronautica Cobelligerante. Trasferito con il suo aereo per qualche giorno a Korba, in Tunisia, suscitò dubbi negli ufficiali alleati che lo interrogarono, anche per la sua già citata parentela con Rodolfo Graziani. Al termine degli interrogatori, imposero perciò alle autorità italiane di porlo sotto discreta ma continua sorveglianza. Graziani seppe della cosa dopo qualche mese, solo dopo che gli Alleati si furono convinti della sua lealtà, operando nel frattempo quale pilota di voli di collegamento disarmati. Questo fu un periodo poco felice, in cui Graziani valutò la proposta fattagli dallamico Cimicchi di lasciare lattività di pilota per combattere a terra con altro personale della Regia Aeronautica.

Fugati i dubbi, il 4 giugno 1944 fu inviato in Egitto, nella zona dei Laghi amari, assieme al capitano Gerardi e al tenente Roberto Crespi per laddestramento sul bombardiere bimotore medio Martin Baltimore, di fabbricazione statunitense. Dopo circa un mese di corso, tornò in patria con la qualifica di istruttore del suddetto velivolo. Con i Baltimore forniti dagli Alleati, lAeronautica del sud formò il 1º luglio lo "Stormo Baltimore", inquadrato nella Balkan Air Force, sul 28º e 132º Gruppo, questultimo costituito prevalentemente con equipaggi del disciolto 132º Gruppo aerosiluranti.

Lo Stormo, dopo laddestramento effettuato a Campo Vesuvio, presso Ottaviano, fu trasferito tra fine ottobre ed inizio novembre sulla disagiata striscia di Campomarino, nei pressi della foce del Biferno, costituita da grelle metalliche e praticamente priva di installazioni fisse, tanto che tutto il personale fu alloggiato in tende, condividendola oltretutto con altri sette reparti di diverse nazionalità. Il giorno 11 iniziarono le missioni belliche contro le installazioni tedesche nella penisola balcanica. Dopo la morte del comandante, maggiore Massimiliano Erasi, abbattuto durante una missione sul bacino dellArsa in Istria il 21 febbraio 1945 proprio davanti al suo aereo, il 132º Gruppo passò agli ordini di Graziani, che operò con esso fino al termine del conflitto. Già il 22 febbraio Graziani declinò lofferta del comandante del 254th Wing, colonnello Stepleton della SAAF, di esentare gli equipaggi del Gruppo dalla missione del giorno, contro il porto di Segna, in segno di lutto per la morte di Erasi, ricordandogli che già una volta, in occasione della presunta morte di Buscaglia, questo era tornato a combattere il giorno stesso. Da quel giorno Graziani partì alla testa dei suoi uomini in tutte le successive missioni. Il 26 e 27 febbraio seguenti, ad esempio, lì guidò a bombardare una linea ferroviaria presso Zenica e il porto dellisola di Arbe.

Sotto il suo comando il Gruppo, che precedentemente era già nelle prime posizioni, si collocò al primo posto della speciale graduatoria mensile che la Balkan Air Force stilava sulla base degli obiettivi colpiti e dellefficienza dei reparti, posizione che mantenne fino alla fine delle ostilità. Durante tutto il periodo post-armistiziale effettuò 78 missioni di bombardamento. Graziani venne promosso maggiore per merito di guerra il 5 maggio 1945.

Graziani si considerò sempre molto fortunato, malgrado la grave ferita ricevuta, per come era potuto sopravvivere alla guerra. Non mancò di ricordare che, oltre agli episodi già citati, in ben quattro occasioni nelle quali, per vari motivi, era stato sostituito prima di una missione, tre volte il suo sostituto era rimasto ucciso ed una volta abbattuto, venendo salvato dopo molte peripezie.

                                     

1.4. Biografia Carriera postbellica

Conseguito il titolo di dottore in Scienze Politiche presso lUniversità "La Sapienza" di Roma, Graziani prestò servizio dal 1946 presso lo stato maggiore dellAeronautica Militare italiana. Nel 1949, insieme al suo ex comandante Casini, testimoniò a favore di Ottone Sponza, già pilota di aerosiluranti nellAeronautica Nazionale Repubblicana di Salò, imputato per collaborazionismo dal tribunale militare di Milano e infine assolto. Venne promosso tenente colonnello nel 1951 e colonnello nel 1956, occupandosi principalmente, con diversi ruoli, di missili e bersagli radio-guidati, e assumendo quindi il comando del Reparto Sperimentale di Volo nel 1957.

Fu promosso generale di brigata il 31 dicembre 1960, e, dopo aver frequentato negli USA i necessari corsi, l8 febbraio 1961 assunse il comando della 36ª Aerobrigata Interdizione Strategica di Gioia del Colle, dotata di missili PGM-19 Jupiter armati con una testata nucleare allidrogeno da 1.5 megatoni. Si trattò di un periodo molto impegnativo, in quanto laddestramento del personale operativo e tecnico risultò inizialmente carente. Il personale addetto ai missili doveva essere formato negli Stati Uniti e in occasione di alcuni lanci reali da Cape Canaveral durante i corsi si evidenziarono impreparazioni. Ancora più complessa era la situazione dal punto di vista operativo, a causa delle implicazioni politiche dellospitare testate nucleari in Italia. Graziani scoprì che, in modo stupefacente, il presidente del consiglio italiano dellepoca, Amintore Fanfani, non sapeva ancora nellagosto del 1961 che per il lancio dei missili era necessario anche il consenso italiano. Lorganico si completò solo nel 1962 e il 15 settembre dello stesso anno Graziani lasciò lincarico al suo successore, generale Oreste Genta.

Nel gennaio 1966 fu promosso generale di divisione aerea, ricoprendo diversi incarichi nel settore logistico dellaeronautica. Nel dicembre 1969 fu promosso generale di squadra aerea e ricoprì tra il luglio 1972 e il febbraio 1975 il comando della 2ª regione aerea, assistito dallaiutante di volo colonnello Pier Giuseppe Jacopozzi. Venne collocato a riposo nel 1975.

Nel 1978 pubblicò unautobiografia, intitolata Con bombe e siluri fra le cannonate: avventure di guerra dal Mar Rosso al Mediterraneo in piccola tiratura, con una seconda edizione nel 1982, dedicata alla memoria dei suoi compagni dequipaggio Beltrame, Bertoli e Di Paolo. Basandosi su questa, a cura del figlio Fulcieri Graziani, è stata data alle stampe nel 2009 una riedizione riveduta ed integrata intitolata Dal primo allultimo giorno - 10 giugno 1940 - 5 maggio 1945, dalle Edizioni Rivista Aeronautica.

Il nome di Graziani apparve negli elenchi della P2 al numero 503: sottoposto ad indagine, nulla gli fu mai addebitato.

Una volta a riposo ha ricoperto la carica di presidente dellAssociazione Arma Aeronautica dal 31 ottobre 1976 al 17 aprile 1983.

È deceduto il 23 dicembre 1998, alletà di 83 anni, ultimo pilota rimasto della famosa 281ª Squadriglia di Rodi.

                                     

2. Attività politica

Una volta posto in congedo si dedicò allattività politica. Aderì alla "Costituente di destra per la Libertà" creata dal Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale con personalità esterne al partito. Il 20 gennaio 1977 fu uno dei quattro fondatori del partito Democrazia Nazionale - Costituente di Destra e fece parte della segreteria nazionale del partito.

Dopo la fine nel 1979 dellesperienza di Democrazia Nazionale, Graziani si candidò nel 1985 alla Regione Lazio nella lista "Alleanza Pensionati" e fu eletto consigliere regionale.

                                     

2.1. Attività politica Dediche e riconoscimenti

Gli è stata dedicata una via di Roma e una sua statua bronzea a grandezza naturale, opera della scultrice statunitense Paula B. Slater, verrà posta nel Museo storico dellAeronautica Militare. In via Monte Zebio a Roma, dove abitò, il Comune ha posto una targa ricordandolo come Ufficiale pilota eroe della II guerra mondiale e della guerra di liberazione nazionale. Un monumento a lui dedicato è stato posto in un parco pubblico di Affile.

In onore e memoria di Giulio Cesare Graziani, lAeronautica Militare, il 14 marzo 2009, ha dedicato il 70º Stormo di stanza a Latina, precedentemente intitolato alla memoria di Enrico Comani, a cui rimane comunque intitolato laeroporto. Il suo medagliere, donato dalla famiglia, viene ora conservato presso lUfficio Comando dello Stormo.

Il portale web dellAeronautica Militare ha proposto una pagina, intitolata I grandi aviatori, dove vengono citate le maggiori personalità storiche dellaviazione italiana, ponendo Graziani tra di esse.