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ⓘ Apparenza




Apparenza
                                     

ⓘ Apparenza

Nella filosofia antica il termine apparenza sta ad indicare un riferimento allopinione, alla percezione sensibile del fenomeno, ritenendo ambedue i termini significanti incertezza nellacquisizione di una verità presupposta invece come assoluta. Per questo motivo, il termine apparenza viene spesso inteso in contrapposizione a verità o realtà.

                                     

1. Storia e diversi significati

Sofisti e Scettici

Per i sofisti e gli scettici non cè via duscita per luomo soggetto ai sensi e condannato a vivere in un mondo apparente che muta a seconda del soggetto che lo percepisce.

                                     

1.1. Storia e diversi significati Platone

Meno rigida la concezione platonica. Pur restando tutte le manifestazioni del mondo sensibile attinenti alla sfera dellapparente, tuttavia alcuni fenomeni, le icone, come le forme sensibili geometriche-matematiche conservano la positività di una somiglianza e di unadeguata proporzione con il vero mondo, perfettamente reale, delle idee. Questo genere di fenomeni permettono lintuizione anche solo approssimativa del mondo delle idee; al contrario altri fenomeni, sono totalmente iscritti nel registro delle apparenze i simulacri perché, invece, risultano non somiglianti e totalmente inaffidabili come criteri di partenza per approssimarsi alla realtà ideale.

                                     

1.2. Storia e diversi significati Sofisti e Scettici

Per i sofisti e gli scettici non cè via duscita per luomo soggetto ai sensi e condannato a vivere in un mondo apparente che muta a seconda del soggetto che lo percepisce.

                                     

1.3. Storia e diversi significati Aristotele

Aristotele distingue invece unapparenza del tutto contraria alla realtà, come quella che ci presentano i sogni e unapparenza da cui può iniziare un processo conoscitivo che porta alla verità. Lo studio della natura parte infatti sempre dai fenomeni, dalle cose come apparentemente appaiono per poi arrivare alle scoperta delle cause che procurano il sapere autentico.

                                     

1.4. Storia e diversi significati Filosofia medioevale

Nella filosofia medioevale il pensiero cristiano oscilla tra una concezione platonica rivista secondo il neoplatonismo e quella aristotelica dove lapparenza assume, come in Scoto Eriugena un valore positivo di verità. Il mondo apparente è visto infatti come "manifestazione" del Dio creatore.

                                     

1.5. Storia e diversi significati Rivoluzione scientifica

Gli sviluppi degli studi sullottica e i progressi nellastronomia originano la necessità di una spiegazione dellapparenza di fenomeni legati alla rifrazione e alla riflessione e del movimento apparente dei corpi celesti: questi fenomeni infatti, pur misurabili, risultano invece in contrasto con la loro realtà. Per queste questioni non ancora risolte, nei secoli XVII e XVIII la riflessione filosofica si chiede se sia possibile alluomo raggiungere una verità indubitabile, come sostengono Cartesio, Malebranche, Spinoza, oppure se esso sia destinato ad una conoscenza che si risolve nellambito dellapparenza sensibile.

                                     

1.6. Storia e diversi significati Empirismo

Il tema dellapparenza diviene centrale nell empirismo che si chiede se debba credersi alle cose come appaiono alluomo o se queste abbiano una loro realtà in sé: alla domanda risponde il meccanicismo stabilendo la differenza tra le qualità delle cose, puramente soggettive come gli odori, i colori ecc. e gli aspetti quantitativi della realtà, misurabili e oggettivi, su cui si può avere invece conoscenza certa.

                                     

1.7. Storia e diversi significati Hobbes

Hobbes è convinto della ineliminabile soggettività delle percezioni sensibili apparenti, e che la conoscenza umana sia limitata entro lorizzonte fenomenico. Kant accentuerà questa posizione dellempirismo con la concezione del noumeno, la cosa in sé, pensabile ma non conoscibile, contrapposta allaspetto fenomenico della realtà. Per questo sarà necessario distinguere anche terminologicamente quella apparenza del tutto falsa Schein da quella connessa allo stesso fenomeno che contraddistingue il limite ineliminabile del sapere umano Erscheinung che è condizionato dalla nostra stessa struttura mentale spazio-temporale che ci rende impossibile cogliere la realtà in sé.

                                     

1.8. Storia e diversi significati Hegel

Per Hegel lErscheinung non ha a che fare con la soggettività umana ma è la manifestazione dellessenza. Esiste infatti una struttura dialettica tale che inizia con l essere, colto nella sua immediatezza, a cui si oppone antiteticamente l essenza e che si conclude con il termine che comprende sinteticamente i due gradi precedenti e che è appunto lErscheinung, che ci permette di cogliere la realtà dellessenza nel fenomeno.

                                     

1.9. Storia e diversi significati Fenomelogia ed Esistenzialismo

Concezione questultima, priva della mediazione dialettica e con un significato diverso di "essenza", ripresa da Edmund Husserl ed accentuata in senso antisoggetivistico da Martin Heidegger.

                                     

1.10. Storia e diversi significati Schopenhauer

Ben nota infine è la visione dellapparenza del mondo reale offuscato dal "velo di Maya" di cui tratta Arthur Schopenhauer che riprende la dottrina platonica e quella kantiana per trarne una dottrina tutta ispirata a un pessimismo cosmico.