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ⓘ Corpo di Spedizione Sardo in Crimea




Corpo di Spedizione Sardo in Crimea
                                     

ⓘ Corpo di Spedizione Sardo in Crimea

Il Corpo di Spedizione Sardo in Crimea fu il contingente militare inviato dal Regno di Sardegna contro lImpero russo nel corso della guerra di Crimea. Fu il primo corpo di spedizione italiano allestero.

                                     

1.1. Storia La partecipazione del Regno di Sardegna alla guerra di Crimea

Nel marzo dell1854, la regina Vittoria dInghilterra dichiarava ufficialmente guerra alla Russia a sostegno dellImpero Ottomano; pochi giorni dopo lo stesso atto fu compiuto da Napoleone III. Anche il Regno di Sardegna si unì allimpresa: il presidente del Consiglio Conte di Cavour considerava infatti lintervento un buon trampolino di lancio per entrare a far parte del gioco politico europeo, visto che cercava di assicurarsi lappoggio di Londra e Parigi al fine di un esito positivo delle sue aspirazioni di liberazione del Lombardo-Veneto dalloccupazione austriaca. Le preoccupazioni di Cavour sul fatto che, con linvio del previsto corpo di spedizione militare, il paese fosse praticamente indifeso di fronte alla minaccia rappresentata dallImpero austro-ungarico, furono subito fugate dalle rassicurazioni arrivate da Parigi e Londra che garantirono militarmente lintegrità dello stato sardo. La Gran Bretagna finanziò linvio delle truppe anticipando un prestito di 1.000.000 di sterline, impegnandosi a trasportare le truppe gratuitamente sulle proprie navi.

                                     

1.2. Storia I preparativi, la partenza e lo sbarco

Il 26 gennaio 1855 Re Vittorio Emanuele II firmò la convenzione militare che obbligava il governo piemontese a mandare in Crimea un numero di soldati pari alla forza di un contingente militare mantenendone invariata la forza con linvio di successivi rinforzi. e il 4 marzo fu dichiarata guerra allImpero russo. In quello stesso mese lIntendente generale dellArmata Sarda, generale De Cavero, andò a Costantinopoli per individuare gli edifici che avrebbero dovuto ospitare le truppe, ed altri da trasformare in uffici, ospedali, e magazzini.

Le truppe si imbarcarono a Genova tra il 25 aprile e il 20 maggio, suddivise su 45 navi britanniche mentre i rifornimenti le merci viaggiarono a bordo di navi piemontesi. Primo a partire fu La Marmora con il suo Stato maggiore salpato da Genova il per Costantinopoli il 28 aprile a bordo della pirofregata Governolo. Appena arrivato nella capitale turca La Marmora trovò istruzioni di Lord Raglan, di far arrivare le truppe piemontesi a Balaklava, in Crimea, per prendere parte alle operazioni belliche. dove egli arrivò la sera dell8 maggio sul Governolo, insieme ad altre sei navi cariche di soldati. Le operazioni di sbarco iniziarono dopo quattro giorni, le truppe andarono a posizionarsi sulle alture del Karani, una serie di colline appiattite situate a circa 3 km ad ovest del villaggio di Balaklava.

                                     

1.3. Storia Le operazioni militari e lepidemia di colera

Il primo caso di colera tra le truppe piemontesi si verificò già l11 maggio, durante la navigazione verso la zona di operazioni, aumentando con lo sbarco delle truppe e divenendo una vera epidemia quando fu posto il campo definitivo a Kamara. Le operazioni belliche iniziarono il 25 maggio quando le brigate Fanti, Mollard e Ansaldi, sostenute da due reggimenti lancieri e ussari e due battaglioni di cavalleria inglesi, al comando di Alessandro La Marmora parteciparono alloccupazione di Kamara, dove poi si stabilì il campo definitivo. Il 29 maggio venne allestito un apposito ospedale per i colpiti, che al 7 giugno erano 869 di cui 383 deceduti. Durante la campagna lesercito sardo fu pesantemente impegnato in combattimento nella battaglia della Cernaia, subendo 23 morti, 155 feriti e 2 dispersi. A causa della malattia il 7 giugno 1855 morì il generale Alessandro La Marmora, che fu sostituito dal tenente generale Ardingo Trotti, il 28 Lord Raglan, e il 2 luglio il generale Giorgio Ansaldi.

La mattina del 16 agosto 1855 i russi attaccarono lavanguardia piemontese per occupare le alture della Cernaia, e fu linizio dellomonima battaglia. Il generale Rodolfo Gabrielli di Montevecchio alla testa della 4ª Brigata caricava il nemico. Mentre guidava i suoi allassalto, una pallottola lo colpì al petto e gli trapassò il polmone sinistro. Raccolto e soccorso, venne trasportato allospedale da campo dove immediatamente lo raggiunse Alfonso La Marmora, fratello di Alessandro, per confortarlo. Conscio della prossima fine, rispose: "Muoio contento, oggi, giorno di gloria per le nostre armi; muoio come vissi, per servire il Re e la Patria!".

Nonostante la caduta della piazzaforte russa di Sebastopoli, avvenuta il 12 settembre 1855, dopo un attacco congiunto anglo-francese, in cui la brigata del generale Cialdini ebbe un ruolo marginale subendo 4 morti e 32 feriti nessuna delle due forze contrapposte riusciva a prevalere sullaltra. Larrivo dellinverno fermò temporaneamente le operazioni belliche dei contendenti, ma il 28 dicembre, però, lAustria fece pervenire un ultimatum alla Russia e qualche giorno dopo lo Zar chiese larmistizio. In quello stesso mese La Marmora partì per Torino, lasciando il comando interinale delle truppe a Durando, per proseguire poi per Parigi in vista dellinizio delle trattative diplomatiche.



                                     

1.4. Storia La fine delle ostilità ed il ritiro

Il 14 marzo fu firmato larmistizio, e il giorno 16 dello stesso mese La Marmora rientrò in Crimea dando inizio alle operazioni di rientrò in Patria delle truppe. Alla data del mese di febbraio il Corpo di spedizione raggiungeva la forza di 17.231 uomini. La pace fu siglata nel Congresso di Parigi e il 15 aprile le prime truppe piemontesi lasciarono il porto di Kamesh. Il comando del corpo di spedizione, con Alfonso La Marmora, partì il 19 maggio, e dopo una sosta a Costantinopoli arrivò nel porto di La Spezia il 29 dello stesso mese. Il 15 giugno tutto il corpo di spedizione fu riunito a Torino per la restituzione della bandiera e la consegna delle medaglie, e il 20 giugno fu sciolto ufficialmente.

                                     

2. Composizione

Il 31 marzo fu emanato il Regio Decreto che stabiliva la costituzione ufficiale del Corpo di spedizione, al comando dellallora Ministro dell Guerra Alfonso La Marmora. Era stato previsto che il comando del Corpo di spedizione sarebbe stato assunto da Filiberto di Savoia Duca di Genova, fratello di Vittorio Emanuele II, ma il duca era morto il 10 febbraio 1855.

Il corpo darmata era una forza di 18.058 uomini 1.038 ufficiali e impiegati e 17.020 sottufficiali e soldati e 3.496 cavalli, ed era così composto:

Quartier generale principale 1ª Divisione al comando del generale Giovanni Durando
  • 2ª Brigata al comando del generale Manfredo Fanti
  • 3ª Brigata al comando del generale Enrico Cialdini
2ª Divisione al comando del generale Alessandro La Marmora
  • 4ª Brigata al comando del generale Rodolfo Gabrielli di Montevecchio
  • 5ª Brigata al comando del generale Filiberto Mollard
Divisione di riserva al comando del generale Giorgio Ansaldi
  • 1ª Brigata al comando diretto del generale Ansaldi
  • 1 Reggimento provvisorio di cavalleria
n. 1 Brigata di artiglieria da piazza n. 1 Battaglione zappatori del genio n. 1 Ufficio dintendenza, addetto a servizi vari quali sussistenza, sanità, posta ed amministrazione ordinaria.
                                     

3. Le perdite

Molto alte furono alla fine le perdite italiane, dovute soprattutto a malattie, 2.278 per colera, 1.340 per tifo, 452 per malattie comuni, 350 per scorbuto, 52 per incidenti, 38 per febbri tifoidee, 3 per suicidio e 32 caduti in combattimento.