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ⓘ Ospedale di Sansepolcro




                                     

ⓘ Ospedale di Sansepolcro

Nato nel 1833 dallunificazione degli antichi ospedali della città, lospedale di Sansepolcro ha inizialmente avuto sede nellantico ospedale di Santa Maria della Misericordia, in via della Misericordia, nel quartiere di San Niccolò. La prima denominazione dellospedale fu "Spedali Riuniti di Santa Maria della Misericordia". Nel 1944 nellospedale furono messi in salvo alcuni ebrei perseguitati per motivi razziali, tra cui il critico letterario Attilio Momigliano, che con la consorte fu ospitato in una stanza fuori dalla quale venne apposto un cartello che segnalava la presenza di malati infetti e contagiosi, per evitare controlli. Grazie alla sensibilità del direttore, Raffaello Alessandri, nella drammatica estate del 1944 le porte dellospedale sono aperte a chiunque e la struttura è in grado di assicurare unassistenza di base. Personale medico, paramedico e suore riescono a sottrarre ai nazisti il prezioso materiale sanitario le medicine, ma soprattutto riescono a salvare dalla deportazione molti giovani, ebrei e alleati sbandati.

Nel corso degli anni 60 del XX secolo comincia a maturare la necessità di realizzare una nuova sede per lospedale, in una località più salubre alle pendici delle colline a sud-est della città. Il nuovo complesso è realizzato su disegno dellarchitetto Giovanni Cecconi e dellingegnere Giustino Romolini ed entra in funzione nel 1976, aggregando anche gli ospedali di Anghiari e di Pieve Santo Stefano. In questo modo lospedale di Sansepolcro è stato precursore della strategia che ha portato nel tempo a realizzare ospedali di zona, chiudendo quelli dei piccoli centri in questo caso ad Anghiari e Pieve Santo Stefano.

Inizialmente lospedale conta 140 posti letto, progressivamente ridotti a 77 a seguito dei mutati criteri terapeutici e della ristrutturazione dellorganizzazione sanitaria a livello nazionale e regionale. In tale contesto, lospedale di Sansepolcro ha visto ridurre i posti letto e ha subito la soppressione 2006 dellimportante punto nascita, ma nel complesso i servizi offerti alla popolazione sono aumentati e si sono specializzati.

Con il trasferimento nella nuova sede, lantica sede dellospedale in Via della Misericordia rimane pressoché abbandonata per anni, nonostante la sua posizione centrale e la monumentalità dellantica chiesa. Dopo un accurato restauro, nel 2008 vi hanno trovato sede in una parte il dipartimento di igiene mentale e la casa famiglia per ex degenti dellospedale psichiatrico. Nel 2009 è stato presentato al Comune di Sansepolcro un progetto di ristrutturazione della parte ancora abbandonata delledificio dalla Associazione Laboratori Permanenti, con la richiesta di variazione duso sul progetto iniziale, proponendo di realizzare uno spazio teatrale. Il progetto, approvato dalla Giunta Comunale, ha preso il via ed è stato terminato nel 2013, divenendo così gli spazi la sede della Scuola Comunale di Teatro e, tramite bando comunale, delle Associazioni Laboratori Permanenti e Capotrave/Kilowatt.

Successivamente allinaugurazione, lospedale è stato potenziato con lapertura di un reparto di ostetricia e ginecologia e di un punto nascite nel 1978 e in seguito anche di reparti di cardiologia, ortopedia, dialisi 1980 e oculistica. Dal 1994 è stato attivato un punto di emergenza-emergenza 118 con ambulanze con medico a bordo. Nel 1995, con la riforma della sanità in Toscana è entrato a far parte dellAzienda USL 8. Nel 2006, a motivo di unulteriore programma di riorganizzazione sanitaria regionale, è stato chiuso il punto nascita; per contro, sono stati potenziati le attività ambulatoriali, il pronto soccorso e lOspedale di Comunità per lungodegenti, riammodernato e ampliato nel 2007. Nel 2008 è stato inaugurato il centro oncologico.

Nel 2011 è stato inaugurato il rinnovato reparto di emodialisi è stato completamente rinnovato e potenziato, giungendo a una dotazione di 15 posti letto, di cui due per malati infettivi. In tal modo il reparto si pone a servizio anche della confinante Alta Valle del Tevere umbra, ponendo le basi per giungere alla creazione di un sistema sanitario interregionale integrato in grado di rispondere al meglio dei circa 120.000 abitanti dei due comprensori altotiberini. Nel 2013 è stato inaugurato il nuovo reparto Day surgery, che conta otto posti letto con camere a due posti, bagno in camera, sistema di videosorveglianza e sistema di comunicazione e chiamata dalle camere alla stanza infermieri; un ambulatorio ortopedico, un ambulatorio anestesista, una sala gessi, due sale endoscopiche, relative sale di attesa. Il 13 dicembre 2013 sono stati inaugurati i lavori di ristrutturazione del reparto chirurgia, a completamento dellopera di ammodernamento avviata nel 2009.

Attualmente è lunica struttura ospedaliera dellAlta Valle del Tevere toscana e si rivolge a un bacino di utenza di 31.500 residenti nel territorio, più altri 80.000 circa residenti nelle vicine Umbria, Marche ed Emilia-Romagna. Insieme agli ospedali di Bibbiena e di Cortona costituisce uno dei tre stabilimenti ospedalieri del presidio ospedaliero numero 3 dellAzienda sanitaria locale della provincia di Arezzo. Nel 2009 lOspedale di Sansepolcro è stato interamente cablato ed è stato riammodernato il pronto soccorso, che nel 2015 ha ottenuto il maggior punteggio nella graduatoria di Management e Sanità tra gli ospedali della Toscana. Successivamente hanno avuto inizio i lavori di ammodernamento delle sale operatorie, al punto che lospedale è stato definito dal presidente dellUNCEM, Oreste Giurlani, "un ospedale che sta diventando un modello, efficiente ed accreditato e che da risposte ai cittadini, un fiore allocchiello non solo dellintera valle ma dellintera regione". Nel giugno 2014 lospedale di Sansepolcro è stato denominato "ospedale della Valtiberina". Nel 2014, inoltre, lospedale di Sansepolcro ha conseguito un significativo primato europeo, dal momento che vi è stato collocato il sistema RIO, una piattaforma robotica ad alta tecnologia per la chirurgia protesica in ortopedia primo servizio di tal genere in unazione pubblica in Europa.

Dal 1919 al 1976 hanno prestato servizio nellospedale le suore di carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, dette anche suore di Maria Bambina, chiamate in città dal vescovo Pompeo Ghezzi, a lungo presidente del consiglio di amministrazione dellospedale. Tra le tante suore alternatesi nel servizio ospedaliero si ricordano quelle che nel 1944 si adoperarono per laccoglienza di feriti, sbandati e perseguitati per motivi politici o razziali: suor Pia Albani, suor Antonietta Caffi, suor Angela Caldirola, suor Massima Corbaccio, suor Pasqua Gasparri, suor Vittoria.

                                     

1. Servizi

Presso lospedale vengono erogate prestazioni con ricovero urgente, con ricovero ordinario programmato, con ricovero ordinario programmato a ciclo diurno day-hospital e con ospedalizzazione domiciliare.

Sono attivi i seguenti servizi:

  • Medicina interna.
  • Diagnostica per immagini.
  • P.O. blocco operatorio.
  • Ecografia diagnostica.
  • Nefrologia e dialisi.
  • Chirurgia Generale e Day surgery.
  • Medicina sportiva ambulatorio.
  • Diagnostica di laboratorio.
  • Ortopedia e traumatologia.
  • Medicina e chirurgia daccettazione e durgenza.
  • Servizio necrologico.
  • Nucleo oncologico coordinamento.
  • Radiologia di stabilimento.
  • Cardiologia e HDU.
  • Analisi chimico cliniche.
  • Medicina trasfusionale).
  • Assistenza infermieristica di Presidio.
  • P.O. ostetricia professionale.
  • Pronto soccorso.
  • Anestesia e Rianimazione.

Allinterno dellospedale, in unapposita ala, ha sede lospedale di comunità, i cui posti letto sono stati aumentati a 12 nel 2006. Lospedale di comunità si accoglie malati che richiedono cure maggiori di quelle che si possono prestare a domicilio; la struttura offre assistenza infermieristica continua, mentre la gestione medica è delegata al medico di medicina generale. La collocazione presso la struttura ospedaliera garantisce percorsi facilitati per eventuali accertamenti diagnostici o per ricoveri.

                                     

2. Architettura

Ledificio è sviluppato secondo la concezione tipica del tempo in cui è stato progettato, e cioè con camerate da sei letti, in sostituzione del precedente modello a corsia, più alcune camere a uno o due letti. Il complesso si presenta come una grande "stecca" con tetto a terrazza rivolta verso valle, dalla quale si stacca un corpo perpendicolare che si sviluppa sulla propaggine collinare. Dopo circa venti anni dallinaugurazione le camerate a sei letti sono state ristrutturate a quattro. Successivamente, a cominciare dal 2010 circa, i reparti del pronto soccorso, della nefrologia e della chirurgia sono stati completamente riorganizzati nella spazialità interna, con un standard più confortevole basato su camere a due letti e servizi interni.

In posizione pedecollinare il complesso architettonico si sviluppa su quattro livelli, sfruttando la pendenza del terreno, ed è circondato da parcheggi e giardini. La facciata principale, che si apre verso Viale Galileo Galilei, è in pietra e cemento ed è scandita dallalternarsi delle finestre e dei balconi e dalla presenza della rampa di accesso meccanizzato al pronto soccorso. Lingresso, preceduto da un piccolo loggiato, si trova sul fianco sinistro. Il blocco operatorio si trova al terzo livello ed è dotato di tre sale operatorie, di cui una ortopedica. La linea architettonica richiama, ovviamente più in piccolo, quella del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, inaugurato nel 1964.