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ⓘ Lingua tracica




                                     

ⓘ Lingua tracica

La lingua tracica, detta anche lingua tracia, trace o tracio, è una lingua indoeuropea estinta, un tempo parlata dagli antichi Traci, nellarea balcanica corrispondente grosso modo allattuale Bulgaria e zone limitrofe. Non sviluppò mai una propria scrittura ma si servì dellalfabeto greco e, più tardi, di quello latino. La lingua trace nel V secolo era stata parzialmente latinizzata per cui la si può classificare come un "embrione" tra le prime lingue romanze balcaniche. Scomparve completamente agli inizi dellVIII secolo con le invasioni degli Slavi.

                                     

1. Materiale linguistico

Del trace si conosce poco perché le iscrizioni trovate sono poche e brevi ma su un certo numero di caratteristiche cè accordo. Inoltre alcuni termini traci si trovano citati in antichi testi Thracian language - 3, le cosiddette glosse, in tutto una quarantina:

  • brytos, bryton, brutos, bryttion - "un tipo di birra dorzo"
  • zalmós, zelmis - "pelle, cuoio" in Porfirio
  • zeira, zira - "tunica?"
  • zibythides - "i nobili Traci, donne e uomini"
  • kalamindar - "platano"
  • bolinthos - "toro selvatico, bisonte"
  • zelas - "vino"
  • rhomphaia - "lancia"; più tardi viene attestato il significato di "spada"
  • genton - "carne da mangiare" in Esichio
  • skalme - "coltello, spada"
  • zetraia - "tazza"
  • dinupula, *sinupyla - "genere Cucurbita"
  • asa - un termine dei Bessi per la tossillaggine.
  • torelle - "lamento, nenia funebre"
  • kemos - "un tipo di frutto con follicoli"
  • skarke - "moneta"
  • spinos - "una pietra che brucia quando lacqua ci viene versata sopra"
  • mendruta - un termine dei Moesi per la barbabietola oppure per il veratro nero Veratrum nigrum
  • brynchos - "cetra"; cfr. romeno broanca, "strumento a corde" e russo brencat, "suonare uno strumento a corde"
  • ktistai - "celibi, monaci"
  • bria - "città" in Strabone

Alcune di queste glosse hanno una chiara etimologia indoeuropea:

  • genton "carne da mangiare"), dal PIE *g w hento- "ucciso";
  • bria "città", si trova nei toponimi traci Mesambria, Skadabria, Poltymbria, e si trova con lo stesso significato anche in tocario ri nel dialetto orientale o agneo e riye nel dialetto occidentale o cuceo, esiti in entrambe le lingue del PIE *wriā "città elevata", a sua volta derivata dalla radice PIE *wer "elevazione, altezza";
  • zalmós "pelle, cuoio", da confrontare con il lituano šálmas "elmo" e il tedesco Helm "elmo".

In aggiunta ci sono molte parole certe o probabili che sono state ricavate da antroponimi, toponimi, idronimi, oronimi e altri elementi lessicali trovati nelle fonti classiche e bizantine si veda anche la Lista di antiche città tracie:

  • Athos il monte della penisola Calcidica, deriva da *akto-, "scarpata", a sua volta dalla radice PIE *ak- "estremità, punta";
  • Spartaco, un composto di *spar- "giavellotto" cfr. latino sparus, germanico *speru e -takos forse da mettere in relazione con la radice IE *dek "abile, famoso" e quindi Spartaco significherebbe "famoso per il giavellotto".
  • Buzántion Bisanzio, deriva da *bhūgos "capro" ;
  • Semele, da IE *d ghom/d ghem- "terra" cfr. frigio zemeloo, slavo antico zemljá, quindi "Terra".
  • Sabazios, da confrontare con lo slavo antico svoboda da *swobho-dhyos "membro della propria tribù", quindi "Libero" soprannome di Dioniso;
  • -disza, -diza, -dizos - "insediamento fortificato" ad esempio in Orudiszas e Tarpodizos, deriva da *dhighā "fortezza, piazzaforte" cfr. persiano antico dida, persiano moderno diz;
  • -para, -pera, -paron, ecc. - "città" forse da confrontare col latino paries "parete, muro".

Unaltra fonte per il vocabolario trace sono le parole di terminologia sconosciuta o incerta trovate in bulgaro, rumeno e macedone. Anche lalbanese è stato considerato una fonte perché considerato talvolta come discendente del daco o del trace, oppure dellillirico con influssi daco-traci.

Sono stati proposti anche vocaboli traci a partire dal lessico greco antico. Elementi lessicali greci come "Dioniso" potrebbero derivare dal trace, come anche parole oscure come balios, bounos, "colle, poggio", ecc.

Infine, un certo numero di probabili termini traci si trovano nelle iscrizioni molte delle quali redatte in alfabeto greco su edifici, monete e altri manufatti.

                                     

2. Iscrizioni

Sono state trovate solo quattro iscrizioni traciche. La prima è su un anello doro trovato nel 1912 nella città di Ezerovo, in Bulgaria. Lanello fu datato al V secolo a.C. Liscrizione è in caratteri greci ed è disposta su otto righe:

ΡΟΛΙΣΤΕΝΕΑΣΝ / ΕΡΕΝΕΑΤΙΛ / ΤΕΑΝΗΣΚΟΑ / ΡΑΖΕΑΔΟΜ / ΕΑΝΤΙΛΕΖΥ / ΠΤΑΜΙΗΕ / ΡΑΖ / ΗΛΤΑ

tr.:

rolistenasn /ereneatil / teaneskoa / razeadom / eantilezu / ptamiee / raz / elta

Dimitar Dechev ha proposto la seguente suddivisione del testo:

ΡΟΛΙΣΤΕΝΕΑΣ ΝΕΡΕΝΕΑ ΤΙΛΤΕΑΝ ΗΣΚΟ ΑΡΑΖΕΑ ΔΟΜΕΑΝ ΤΙΛΕΖΥΠΤΑ ΜΙΗ ΕΡΑ ΖΗΛΤΑ

tr.:

Rolisteneas Nerenea tiltean ēsko Arazea domean Tilezypta miē era zēlta

con la seguente traduzione:

"Io sono Rolistenas, discendente di Nerenea; Tilezypta, una donna Arazea, mi ha consegnato alla terra"

La seconda iscrizione, fu trovata nel 1965 vicino al villaggio di Kjolmen, nel distretto di Preslav, risalente al VI secolo a.C. Scritta in lettere greche, probabilmente era uniscrizione tombale simile a quelle frigie. Peter A. Dimitrov lha trascritta nel seguente modo:

ΙΛΑΣΝΛΕΤΕΔΝΛΕΔΝΕΝΙΔΑΚΑΤΡΟΣΟ ΕΒΑ ΡΟΖΕΣΑΣΝΗΝΕΤΕΣΑΙΓΕΚΟΑ ΝΒΛΑΒΑΗΓΝ

tr.:

ilasnletednlednenidakatroso eba rozesasnēnetesaigekoa nblabaēgn

La terza iscrizione è di nuovo su un anello, trovato a Duvanli, nel distretto di Plovdiv, vicino alla mano sinistra di uno scheletro. Risalente al V secolo a.C., lanello ha limmagine di un cavaliere con uniscrizione che lo circonda, solo in parte leggibile 16 delle iniziali 21:

ΗΖΙΗ. ΔΕΛΕ / ΜΕΖΗΝΑΙ

tr.:

ēuziē.dele / mezēnai

tradotto con

"Cavaliere proteggi Eusie!"

Queste sono le iscrizioni più lunghe conservatesi. Le rimanenti sono per lo più singole parole o nomi su vasi e altri manufatti.

                                     

3. Classificazione

Nella lingua trace ci sono abbastanza esempi con caratteristiche satem da includere questa lingua nel gruppo satem delle lingue indoeuropee. Il trace è spesso considerato come appartenente allo stesso ramo linguistico del daco considerato un dialetto settentrionale del trace, sebbene alcuni tracologi linguisti specializzati nello studio del trace pensino che il daco appartenga a un ramo diverso. Alcuni studiosi vedono una relazione fra il trace e la lingua macedone antica, o il frigio.

I vecchi modelli spesso collegavano il trace con lillirico ma studi recenti non hanno confermato questa relazione. Sono state proposti collegamenti fra il trace e varie lingue indoeuropee tuttora vive, ma sono connessioni difficili da provare, a causa dello scarso materiale linguistico trace sopravvissuto. In particolare si è posta lattenzione su somiglianze fra il trace le lingue armena, albanese, balto-slave e greca antica.

                                     

3.1. Classificazione Albanese

I tracologi hanno suggerito che il trace e lalbanese siano lingue sorelle, e ci sono alcuni termini collegati fra trace e albanese, ma questo potrebbe indicare solo una interazione tra i gruppi e non unaffinità tra le due lingue v. Hemp et al. Ci sono stati significativi cambiamenti nellalbanese dai tempi del trace, e un collegamento col trace è difficile da dimostrare. Tuttavia, la possibile relazione fra trace e albanese è ancora oggi presa in considerazione.

Cè un ristretto numero di forti correlazioni fra trace e albanese: liscrizione trace mezenai sullanello doro di Duvanli è stata unanimemente collegata allalbanese mez =puledro, come anche al rumeno mânz =puledro, e cè accordo sul fatto che il trace mezenai significhi cavaliere; il trace manteia =mora si pensa sia collegato allalbanese man =mora di gelso. Potrebbe essere connesso anche allo slavo mantiya =mantello. Sorin Paliga, un linguista dellaccademia di Bucarest, recentemente ha collegato il rumeno buza =labbro e lalbanese buze =labbro ai nomi personali traci Buzas, Buzo, Buzes. Questa parola esiste anche in bulgaro nel quale ha il significato di guancia, e in macedone con il significato di labbro).



                                     

3.2. Classificazione Lingue slave e lingue baltiche

Nel 1960 Vladimir Georgiev pubblicò il suo articolo La genesi dei popoli balcanici nel quale proponeva che daco e trace appartenessero a due rami indoeuropei diversi. Nel 1975 Ivan Duridanov pubblica il suo saggio Ezikăt na trakite La lingua dei Traci nel quale un certo numero di parole traci certe o presunte vengono fatte corrispondere a veri o presunti termini balto-slavi correlati.

Usando come base il saggio di Duridanov, negli anni ottanta e novanta il linguista Harvey E. Mayer sostenne che il trace fosse una lingua baltoide meridionale.

Il linguista Mario Alinei recentemente 2003 ha pubblicato un articolo che sostiene che il trace sia più vicino al gruppo slavo che a quello baltico.

Non cè accordo su quanto se il trace sia vicino al gruppo balto-slavo. Molti tracologi pongono il trace in un proprio ramo linguistico satem, che potrebbe aver condiviso un numero di punti in comune con il gruppo balto-slavo, lalbanese e il frigio.

Sebbene sembrino esserci davvero molte correlazioni fra il gruppo balto-slavo e il trace, non ci sono state finora prove conclusive a sostegno di una stretta correlazione fra il trace e il balto-slavo, le più lunghe iscrizione traci conosciute non sono per niente vicine alle lingue baltiche, slave o di qualsiasi altra lingua conosciuta. Uno degli argomenti a sostegno di questa idea è che ci sono molte parentele fra il trace e il greco antico. Ci sono anche parole di sostrato nel rumeno che sono citate come prove della relazione genetica del trace con il greco antico e la Lingua macedone antica lestinta lingua o dialetto greco dellantica Macedonia.

Il greco stesso potrebbe essere raggruppato con il frigio e larmeno, in passato entrambi raggruppati con il trace.

                                     

4. Estinzione

La lingua dei Traci aveva superato indenne linfluenza culturale greca e quella politica macedone, ma si continuò ad usare anche durante lera romana. Nei primi anni dellera volgare fra il 15 e il 20, Ovidio in esilio a Tomis lodierna Costanza scrive in una delle lettere dal Ponto 4, 19-20 di aver composto delle poesie in getico sermone, cioè nella lingua dei Traci. Sembra che nel VI secolo la tribù dei Bessi parli ancora il trace in base a due notizie che li riguardano: infatti il monaco Teodosio scrive che i Bessi cristiani pregano nella loro lingua, mentre Giordane dice che essi chiamano Hister Istro il Danubio. Che si tratti del trace anziché di un latino volgare locale lo si può desumere da certi indizi nella toponomastica locale che inducono a pensare che la trasmissione dei toponimi avvenne direttamente dai parlanti del trace a quelli slavi, senza mediazione di unaltra lingua. Non sappiamo però né quale fosse la proporzione tra parlanti traci e latini nella regione, né quando esattamente si sia estinto il trace. Quello che è certo è che la slavizzazione della regione iniziata nel 581 portò alla totale scomparsa del trace lultima menzione di un nome trace è del cronista bizantino Teofane e risale al 710.



                                     

5. Fonologia

Vocali

Le vocali sono quattro e brevi: "a", "e", "i", "u". Nella /a/ del trace si sono unite le /a/ e la /o/ indoeuropee, probabilmente perché aveva una pronuncia particolare, intermedia tra la /a/ e la /o/. Se ne hanno degli indizi nelle trascrizioni alternate greche e latine di alcuni nomi, come Mētokos e Mētakos oppure Porólissos e Pralisenses.

Consonanti

Il trace è una lingua satem, nella quale le velari si palatalizzano le labio-velari diventano velari delabializzate: *k > /s/ e *k w > /k/. Le occlusive sonore aspirate diventano sonore. Georgiev e Duridanov avevano proposto una rotazione consonantica nel trace in base alla quale le sonore sarebbero diventate sorde le sorde sarebbero diventate sonore aspirate, ma il materiale raccolto da Mircea-Mihai Radulescu pare abbia smentito questa teoria.

Le sonanti vocalizzano con timbri anteriori oppure posteriori:

  • *m o > um om
  • *l o > il/ul ol
  • *n o > in/un on
  • *r o > ir/ur or