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ⓘ Notazione daseiana




Notazione daseiana
                                     

ⓘ Notazione daseiana

La notazione daseiana è la notazione musicale utilizzata nei trattati anonimi del IX secolo Musica enchiriadis e Scolica enchiriadis. La musica di questi trattati, scritta in notazione daseiana, è il primo esempio conosciuto di scrittura di musica polifonica nella storia.

                                     

1. Uso

Il musicologo Willi Apel ha definito la notazione "una imitazione medievale della notazione dellantica Grecia". Gli stessi trattati si autocitano come "dasia"; il termine deriva dal greco daseia, che fa riferimento al "respiro" allinizio di una parola secondo la prosodia.

La notazione daseiana impiega un sistema di righe o linee in numero variabile da quattro a otto, così come un sistema di quattro figure, ruotate in vari modi, per rappresentare lintera gamma di diciotto valori di nota usati nel trattato. Questi diciotto valori sono basati su di un sistema che ripeteva quattro volte un tetracordo, dando la seguente scala: sol la sib do | re mi fa sol | la si do re | mi fa# sol la | si do#. Questa scala non corrisponde però ad alcuna pratica esecutiva conosciuta. Quando viene usata per comporre musica polifonica, così come nei trattati, ne risulta un numero di tritoni considerati non graditi dai teorici di esecuzione musicale ed è probabilmente un errore dellautore.

I segni notazionali erano posti allestrema sinistra del rigo musicale in modo similare alle moderne chiavi, ed alcune illustrazioni hanno unaggiunta di "T" ed "S" fra i segni per chiarire linserimento dei semitoni. Le sillabe del testo erano scritte sulle linee del rigo vedi esempio sopra. Se laltezza della nota cambiava, le sillabe venivano alzate o abbassate su di una linea diversa. Questo sistema veniva utilizzato per annotare lorganum nelle composizioni a due, tre e quattro voci.

Oltre che nei trattati enchiriadis, questa notazione venne usata nel trattato Commemoratio brevis de tonis et psalmis modulandis. Comunque, nonostante lampia diffusione dei trattati enchiriadis, questa notazione non venne molto usata nella pratica del tempo. I manoscritti musicali del IX e X secolo riportano quasi esclusivamente musica monofonica, ed anche le fonti esistenti di musica polifonica, come il Winchester Troper, sono scritti con neumi non indicanti laltezza del suono. Ciò continuerà fino allo sviluppo del sistema, poi ampiamente utilizzato, messo a punto da Guido dArezzo nellXI secolo.

Philipp Spitta è stato il primo musicologo moderno ad interpretare correttamente questa notazione in una pubblicazione del 1889.

                                     
  • diastematica dove le altezze sono determinate con la breve parentesi della notazione daseiana e, in seguito, l introduzione di una linea tirata a secco - cioè incisa
  • Il trattato utilizza poi un raro esempio di notazione noto come notazione daseiana Questa notazione ha un numero di figure ruotate di novanta gradi
  • tempo. Il sistema utilizza poi un raro esempio di notazione nota come notazione daseiana Questa notazione è rappresentata da un certo numero di figure ruotate
  • identificano l altezza delle note musicali. I principali sono la notazione di Helmholtz e la notazione scientifica dell altezza, esistono poi il sistema inglese
  • La notazione quadrata, detta anche notazione vaticana, è una maniera di annotare il canto gregoriano. È la notazione più recente, apparsa nell XI secolo
  • Andrea Valle, La notazione musicale contemporanea: aspetti semiotici ed estetici, Torino, Do Sono - EdT, 2002 Marco Russo, La notazione musicale nell era
  • La notazione mensurale è la notazione musicale che fu usata dall ultima parte del XIII secolo fino alla fine del Seicento. Mensurale si riferisce alla
  • all anno 930 circa, proviene da Laon, per questo la notazione è detta anche di Laon. La notazione metense si diffuse anche in territori lontano dalla
  • L espressione notazione grafica è utilizzata in vari ambiti culturali. È ad esempio una notazione musicale che utilizza dei simboli e delle indicazioni
  • La notazione sangallese è una maniera di annotare il canto gregoriano. È la notazione più antica, più conosciuta e più studiata per chi affronta lo studio