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ⓘ Camp (arte)




Camp (arte)
                                     

ⓘ Camp (arte)

Il termine camp si riferisce alluso deliberato, consapevole e sofisticato del kitsch nellarte, nellabbigliamento e negli atteggiamenti. Il fenomeno deve molto alla rivalutazione delle culture popolari avvenuta negli anni sessanta, così come alla diffusione negli anni ottanta del concetto di postmoderno applicato allarte e alla cultura.

                                     

1. Origine del termine

Il termine camp comparve per la prima volta nel 1909, allinterno del Passing English of the Victorian Era, in cui fu spiegato come un termine significante:

Nello stesso anno, anche lOxford English Dictionary propose una sua definizione per camp ne sottolinea lorigine come etimologicamente oscura ":

                                     

2. Susan Sontag le sue Notes on "Camp"

Susan Sontag fu la prima ad esaminare la sensibilità camp nella cultura occidentale: nel 1964 pubblica Notes on Camp, saggio che diventerà il punto di partenza per le successive riflessioni sullargomento. In realtà lo scritto della Sontag oggi non costituisce che un semplice riferimento: seppur necessario, è ormai distante dalle analisi più recenti. Innanzitutto Susan Sontag descrive la società e la realtà di oltre cinquantanni fa: anni in cui il camp nasce e procede parallelo alla rivoluzione sessuale e con le legittimazioni degli omosessuali. Ella stessa mette in luce frequenti collegamenti tra la sensibilità camp e lomosessualità:

Lautrice rese accessibile il concetto di camp, caratterizzandolo di connotazioni omosessuali, che elogiava, e definendolo in un modo adatto al "consumo" pubblico. Susan Sontag diede il via ad una serie di riflessioni di altri autori che per tutto il decennio successivo ne evolsero i concetti. Lentamente i confini del discorso divennero più labili, e lelemento "omosessualità" cominciò ad acquisire un ruolo differente. Un ruolo che rimase comunque importante, ma il concetto di camp si ampliò, abbandonando le referenze, i valori le morali condivise riguardo allomosessuale come tipo sociale. A partire dalla fine degli anni sessanta il termine camp fu adottato per indicare diversi atteggiamenti, una sensibilità da contestualizzare.

                                     

2.1. Susan Sontag le sue Notes on "Camp" Definire una sensibilità

Susan Sontag specifica che si tratta di una "sensibilità", non di una corrente artistica, letteraria o nemmeno soltanto una tendenza sociale, e sottolinea la difficoltà che rappresenta il tentativo di descrizione di una "sensibilità". Nella premessa che introduce allelenco delle note vere e proprie sullargomento, la scrittrice statunitense specifica:

Queste poche parole spiegano i diversi atteggiamenti di scrittori e critici, omosessuali e non, nellaffrontare il problema della definizione di questo fenomeno. Lautorità esercitata dallo scritto della Sontag sembra in un certo senso "garantire" una certa libertà ai pensatori e critici del camp, dispensandoli dalle critiche. Gregory Bredbeck, in un saggio del 1993 sottolinea e critica il carattere evasivo della definizione della scrittrice statunitense. La strategia adottata dallautrice trentanni prima non è che una dimostrazione di un intento piuttosto elusivo perpetrato attraverso lapplicazione di categorie di classificazione in modo del tutto forzato e che ha come conseguenza lo svuotamento del termine dei suoi significati. Utilizzare il termine camp, afferma infatti Bredbeck, diventa oltremodo semplice. Esso assume tutte le funzioni di cui abbiamo bisogno, ed allo stesso tempo si rende immune da critiche.



                                     

3. Una parodia delle relazioni di potere

Tenendo in costante considerazione le teorie postmoderne, è necessario analizzare la definizione di parodia proposta da Linda Hutcheon: la scrittrice e critica canadese, infatti, si stacca dalle definizioni convenzionali, allontana il significato di parodia dal legame indissolubile con ironia e satira e si accosta al concetto di manipolazione. Secondo lautrice, la parodia non è altro che una rielaborazione interstestuale e critica di diverse convenzioni. La parodia ha, per natura una totale ed assoluta dipendenza da un testo già esistente, ed in ciò rispecchia pienamente il citazionismo tipico delle correnti Postmoderne. Le manifestazioni parodistiche non sono "originali", ed in questo senso si oppongono al discorso culturale ed artistico dominante, ma è proprio in questo aspetto che risiede il potenziale di tali testi. La tradizionale produzione è ribaltata, la parodia obbliga ed impone una nuova visione, una sorta di ridefinizione dellelaborazione di un testo culturale.

La definizione della Hutcheon si rivela essenziale per lanalisi del camp: ne fa infatti emergere, più che un completo distacco, una sorta di differenziazione da satira ed ironia, manifestazioni che comunque vi rientrano, ma con cui non si può riconoscere una coincidenza. In questo modo il camp si distingue come queer parody, come un nuovo approccio alla produzione che possiede un alto potenziale di rielaborazione sociale, culturale ed ideologica, un potenziale che si può attuare nellattribuzione di nuovi significati allinterno di unanalisi opposta a quella dominante, unanalisi che sia, appunto, queer.

Ancora unanalisi postmoderna ed un elemento metodologico importante sono necessari per proseguire questo discorso sui contenuti parodici delle manifestazioni camp. È fondamentale infatti fare riferimento alla parodia non soltanto come forma, bensì, come processo: unicamente in questo modo si riesce ad interpretarla in unottica di relazioni e rapporti di potere. La parodia non risiede nel testo soltanto, anzi, è la sua fruizione che ne determina lefficacia: ogni manifestazione può potenzialmente essere una parodia, od essere letta come tale, ed è in questa analisi che si colloca la necessità di considerare un intero processo. In particolare la parodia si pone come "alternativa", una visione in possesso di quegli attori sociali che si oppongono alla gerarchia dominante che trova valore solo nell"originalità". Il camp si colloca in modo ambivalente in questo discorso di potere: con lelemento parodistico che racchiude, esso è il mezzo, il processo con cui il queer riesce ad entrare nelle rappresentazioni culturali, costituisce cioè un veicolo per la trasgressione; dallaltro lato esso costituisce anche un rafforzamento del discorso culturale dominante, in quanto si pone allinterno delle sue stesse pratiche, ed ha come oggetto la rivisitazione dei suoi stessi contenuti.